Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

mercoledì 12 marzo 2014

For a friend

M'interrogo spesso sul significato della parola amicizia, ma non sempre riesco a far rientrare a far parte qualcuno in toto.
A parole siamo tutti amici di qualcuno, ma all'atto pratico, non è poi così vero.
Oggi ho visto un video molto commovente che dà un senso pratico al mio pensiero: le amiche di una donna che a causa della chemioterapia aveva perso tutti i capelli, si sono riunite e si sono fatte rapare a zero.
L'ho trovata una rinuncia forte e apprezzabile.
Perchè l'amicizia si può dimostrare in mille modi, è sentirsi parte in qualche modo, della vita di un'altra persona, sentirsi in empatia con le sue emozioni, con i drammi e le felicità, condividere nel tempo che è stato che è e che sarà.
E proprio partendo da questo presupposto, mi accorgo che è un sentimento così alto da sembrare quasi irragiungibile.

(for a friend - the communards)

19 commenti:

  1. Se devo pensare a degli amici, immediatamente alla mia mente corrono 4 nomi. Ma la cosa che mi consola, e che forse potrebbero essere, in realtà, addirittura 8. Ben il doppio.
    E di ciò ne son certo.

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    1. E ti sembra di dire poco?
      Io se ci penso arrivo a una sola persona di cui sono certa e che mi ha dimostrato nel tempo di essere tutto quello da cui parto come presupposto.
      Come dire, pochi ma buoni.

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  2. Amico è chi comprende il tuo passato, crede nel tuo futuro e ti accetta per quello che sei...questa è una delle cose migliori che mi siano mai state dette (e non sono molte). Di mio posso aggiungere che la vera -e, di conseguenza, rara- amicizia non è provare a mettersi nei panni dell'altro, ma riuscirci, come in quel video che hai visto. Ed è proprio quello che non riesce a capire una gran moltitudine di stupidi cazzoni sempliciotti "amici di tutti" (quindi di nessuno)...

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    1. Tu sei una grande persona e potenzialmente un grande amico.
      Nei limiti di questo spazio ci sei sempre stato e sono certa che ti arrivino le mie emozioni come a me arrivano le tue.

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  3. Pensa che Coelho, in uno dei suoi libri - non ricordo quale, sono anni che non lo leggo più - affermava, provocatoriamente - e io lo condivido abbastanza - che la vera amicizia è quella che si manifesta nel vivere insieme le cose belle, nella gioia, nel piacere, nei progetti, nel tempo "sano" insieme.
    La provocazione implicita di Coelho era che molta della solidarietà e dell'aiuto , consola e sostiene gratifica più coloro che la fanno che i destinatari.
    Questo era un po' anche il pensiero di Osho che guardava con sospetto molte delle forme di "altruismo" e "generosità".
    Osservando - fortunatamente poco - certe personaggi che sono così "impegnati" non posso che condividere (persone che hanno così tanti problemi alle quali non resta altro che tentare di risolvere quelli altrui).
    Probabile che anche l'amicizia non sia esente da queste dinamiche.

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    1. Mi sembra un tantino riduttivo.
      A me piace pensare che l'amicizia vada oltre un mero atto di egoismo e si sviluppi anche attraverso il dolore oltre che alla gioia e il piacere, che passi attraverso uno scambio empatico di emozioni date e ricevute, nel bene e nel male.

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  4. Se ti interroghi sul significato della parola amicizia non sei poi tanto male come vuoi sembrare. L'amicizia è un sentimento sottile, ma durissimo da spezzare -sto parlando dell'amicizia vera, virtuale o reale, e basta poi con sta storia del virtuale che sarebbe di serie B rispetto al reale perché le prossime generazioni avranno un virtuale più reale dell'asfalto dove cammineranno- perché si stabilisce e si realizza tra due individui che si scelgono a vicenda, si vogliono bene e cercano di essere utili l'uno all'altro. Qual è il tuo amico, o la tua amica? Quello o quella cui riveli i tuoi segreti, che ti ascolta e li conserva gelosamente e ti rivela i suoi. Da giovane ricordo che circolava una storiella.
    L'amico è quello cui telefoni durante la notte perché sei andato in un fossato con la macchina e ti occorre il suo aiuto. Lo becchi a letto con la bella femmina che sognava da tempo. Lui la pianta lì, viene a tirarti fuori, ti riempie di imprecazioni, poi torna al suo letto e lo trova vuoto, ma non ti accoppa l'indomani.

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    1. Sei tu che mi dipingi come una strega cattiva, io non voglio sembrare niente più di quella che sono e chi mi legge da tanto, lo sa.
      Per quanto mi riguarda, il virtuale è esattamente alla pari col reale.
      In entrambi c'è scambio, affetto e sincronia, solo su piani diversi.

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    2. "Scambio, affetto e sincronia, solo su piani diversi" . Per lo scambio e la sincronia posso concordare sulla differenza dei piani, ma per l'affetto no: non c'è affetto di serie A e affetto di serie B, c'è o non c'è, come l'amicizia, l'amore e l'odio.Comunque il concetto quadra.
      Per quanto attiene alla prima frase ti dirò che non è che di primo acchitto tu mi sia apparsa come la fata turchina. Più strega che fata, ma ci si può sbagliare e in quel caso si dice "scusa, pardonnez moi, Entschuldigung, sorry, desculpeme".

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    3. Invero, credo che anche l'affetto abbia diversi gradi di profondità.
      Non li dividerei in serie, piuttosto in gradi di relazione.
      Posso nutrire un affetto istintivo per qualcuno che non conosco ma che non può essere paragonabile ad un affetto che si possa nutrire anche di sguardi.
      Non sono una fata ma non sono una strega, sono una che si difende dagli attacchi soprattutto quando sono gratuiti.

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  5. Io credo che la vera amicizia non tutti abbiano la fortuna di trovarla.
    Secondo me amicizia è non sentirsi giudicati.
    Confidarsi senza paura e vergogna, consci dell'accettazione totale di ciò che si è e che si fa.
    Una vibrazione profonda che ti lega all'altra persona, una sorta d'amore. Puro

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    1. Concordo.
      E' essere sè stessi consci che non ci sarà giudizio da parte di chi ti è di fronte.
      E' sapere che quella persona c'è e ci sarà anche quando non c'è.

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  6. Credo che l'amico debba poter giudicarti invece, e dirti, dal suo punto di vista, se stai a fa' una ca**ata. Eppoi chissà su quanti amici veri si può contare. Lo saprai solo quando le cose ti vanno di merda. Ma veramente.

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    1. Probabilmente non sono stata capace di spiegarmi.
      Certo che deve dirti il suo punto di vista e anche senza tanti preamboli, ma prescindendo da pregiudizi.
      Ovvero posso non condividere ciò che fa e dirglielo, spiegando le mie ragioni ma senza giudicare il suo operato come un'aberrazione.
      Vieppiù che la cazzata che fai, continuerai a farla, perchè ognuno segue il proprio istinto nonostante gli avvertimenti.
      L'amico è quello che te l'aveva detto ma non te lo rinfaccerà e continuerà a starti vicino

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    2. Parole sante (e salutami le tue gatte, che mica me le son dimenticate)

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