Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

giovedì 30 dicembre 2010

Que sera sera


Siore e siori venghino che c'abbiamo da festeggiare!!!
La notizia lieta è che questo 2010 si toglie finalmente dai coglioni, almeno per me.
La notizia negativa è che il 2011 è dispari e io odio i numeri dispari.
Per fare una cosa fatta bene, dovrei augurare ad ognuno qualcosa di diverso.
Invece, data la mia proverbiale pigrizia, auguro a tutti di riuscire ad ottenere tutto quello che avete anelato da sempre, sia una gnocca senza senso, sia un marito, sia un lavoro, sia diventare ricchi sfondati, sia diventare sfondati e basta.
Insomma ad ognuno il suo.
Che tanto ci possiamo sperare quanto vogliamo e non succederà un cazzo.
Ma illudersi, fa sempre bene all'anima.

B U O N 2 0 1 1

mercoledì 29 dicembre 2010

44 gatti


In questa dimora, vivono tre felini: Minou, femmina undicenne bella e dolce, Matisse, castrato quattrenne un po' rinco e Nirvana, duenne bastarda dentro, fino al buco del culo.
Amo i gatti per la loro indipendenza, perchè non sono obbligata a trascinarmi fuori di casa perchè possano effettuare l'espletamento delle funzioni corporali e mi consentono di allontanarmi anche per un paio di giorni senza patire.
Mentre Minou fa una vita solitaria e non rompe le palle a nessuno, Matisse e Nirvana vivono quasi in simbiosi.
Lei lo imita quando lui si solleva sulle zampe e miagola perchè vuole mangiare, lo stuzzica per farsi inseguire, lo cerca continuamente, lo provoca.
Quando si rompe le palle comincia ad attaccarlo e a soffiargli.
Lui pazienta finchè non può più farne a meno, quindi scatta e comincia a inseguirla.
A volte arrivano a lottare fino a strapparsi di dosso palle di pelo e siccome Matisse è un gatto di 7 chili mentre Nirvana ne pesa un paio, quando non trova scampo, lei si caga letteralmente addosso.
Ingenuamente, pensi che dopo una tale rappresaglia, col cazzo che si sfioreranno ancora.
Invece, dopo molte suppellettili finite in frantumi e cacche sparse lungo il percorso di guerra, li trovi sul divano che si leccano amorevolmente, che tu li guardi e pensi che siano due teste di cazzo.
Certo è che non posso fare a meno di chiedermi se l'arte della provocazione e le conseguenze delle stesse, in qualche modo appartengano al genere femminile.
Di qualunque specie faccia parte!

martedì 28 dicembre 2010

domenica 26 dicembre 2010

Peace train


Mi sto asocializzando.
Me ne accorgo quando sono negli spazi comuni e non cago nessuno.
Sul TorinoMilanodelleundiciecinquantanove, sono morta di freddo a causa dell'aria condizionata sparata a palla.
Chiusa dentro il giubbottone, mi sono letta 3/4 di libro e quando sono arrivata non mi sono neppure resa conto che fosse passata un'oraequaranta.
Parole scambiate: zero.
Sul MilanoTorinodelleundiciequindici, mi sono sparata nelle orecchie buona parte delle canzoni contenute nel lettore.
Parole scambiate: zero.
Sguardo perso al finestrino, per la serie che nessuno mi disturbi e pensieri a manetta.
Mi rendo conto che proprio non ho voglia, non desidero colloquiare, non me ne frega nulla di sorridere ad estranei o imbastire una sorta di conversazione che morirà tra la poltroncina e il corridoio.
Le cose sono due: o sto diventando saggia oppure sto veramente invecchiando.
Ed io, sono certa, che è la prima che ho detto!

giovedì 23 dicembre 2010

Jingle bells


Buon Natale a voi, alle vostre personalità multiple, alle vostre ossessioni, ai vostri casini, alle vostre voglie.
Buon Natale a tutti quelli che hanno speso una parola per questo bloggo e quindi per me, perchè il bloggo sono io.
Buon Natale a tutti quelli che passano e non dicono mai nulla, invisibili ma presenti come fantasmi, tanto che io non dovrei neppure saperlo, ma lo so.
Buon Natale a chi sopporta e vuole cambiare, agli amici conosciuti e a quelli virtuali con i quali un giorno spero di poter scambiare un abbraccio e un sorriso, oppure morsi e parolacce.
E buon Natale a me.
See you soon.

mercoledì 22 dicembre 2010

Bad


"Senti un po' tu, maaaa c'hai mica un po' d'ossessione con annessa compulsione nei confronti della retorica che vede l'uomo predatore e la donna preda?! No, perchè così parrebbe. E se ho ragione volevo solo comunicarti che hai scassato la minchia"
"Dunque, a mia totale giustificazione, io non direi proprio. Mi piace scherzare sulle figure retoriche fino a renderle paradossali, ma questo non significa che ne sia ossessionata"
"Guarda che uno tende a scrivere e parlare di più dei concetti per i quali è in fissa!"
"Ma io non sono maniacale nello scriverne, tantomeno reitero il concetto. Ma anche fosse, e non dico che lo sia, metti che lo facessi senza rendermi conto obiettivamente di farlo, dove sarebbe il problema? Eventualmente non è che divento contagiosa, resto portatrice sana di delirio."
"Secondo me un po' lo sai se ti sei presa la briga di rispondermi, altrimenti soprassedevi...la lingua batte dove il dente duole, carina"
"Illusa, l'ho fatto solo perchè non trovavo una giustificazione plausibile ai banner che inneggiano alla psicoterapia. Almeno adesso anche loro hanno un perchè!"
"Sai che ti dico? Sai solo arrampicarti sugli specchi e spari una marea di cazzate. Hai torto, capito? T o r t o! E' inutile parlare con te, non ne vale la pena. Quindi, vaffanculo!"
"Si, grazie, buon Natale anche a te"

martedì 21 dicembre 2010

Gli ostacoli del cuore


Tu sai cos'è il romanticismo?
Tu pensa che io una volta lo sapevo.
Poi ho vissuto e l'ho dimenticato!

lunedì 20 dicembre 2010

Capelli


Il risparmio in certe situazioni della vita, si rivela essere fondamentale.
Pertanto ho dovuto far scomparire certe belle abitudini che lungamente hanno allietato la mia vita e cercare alternative più o meno compatibili.
Così, dopo molto tergiversare, data la mia incapacità di svolgere su me stessa compiti artigianali, aiutata da sedicenne pargola, ho deciso di provare a fare i colpi di sole.
Lasciamo perdere il dolore provato per ogni uncinata al cranio, lasciamo perdere la puzza del materiale corrosivo, lasciamo pure perdere che per un momento ho pensato che avrei perso tutti i capelli, ma giuro, mai avrei pensato di ottenere di avere ciocche arancioni sparse per la testa.
Ora sembro una di quelle figurine manga giapponesi.
Mi mancano solo la giovane età e le tette sode!

sabato 18 dicembre 2010

Bellamore


Trombotuttoquellochemivieneatiro, dedicava la sua esistenza all'arte del sesso.
Scopava tutte le femmine che incontrava avendo dalla sua il fatto di essere abile ad affascinare e attrarre, senza alcun tipo di problema, pollastre di ogni età.
Un giorno giunse sulla sua strada Amorina.
Nel momento stesso in cui accedettero al talamo, lui si rese conto che qualcosa non quadrava.
Invece di consumare avidamente quel corpo, si ritrovò a soffermarsi sullo sguardo e sulla pelle di lei.
Ogni movimento era conformato affinchè desse piuttosto che trarre, si scoprì arrendevole e paziente, amoroso ed emozionato.
Non capiva cosa stesse succedendo ma lo visse profondamente.
Non sapendo cosa fosse l'amore, non avendolo mai vissuto, le inviò un messaggio nel quale cercò di descrivere le sue sensazioni che invece di essere di puro e momentaneo abbandono, stavano prolungandosi nel tempo.

"Comunque sia e qualsiasi cosa sia è troppo bello, qualcosa che mi fa bene.
Come una cioccolata calda quando fa freddo.
E di freddo, in questo inverno, non ne manca."


venerdì 17 dicembre 2010

Quello che


Mi ritrovo spesso a fare le cose per compiacere gli altri, per cercare un compromesso adatto che renda felici tutti quelli che mi orbitano intorno.
Alla fine mi ritrovo ad accettare passivamente le situazioni e invece di reagire appassionatamente, lascio che prendano il sopravvento lasciando cadere ogni possibile azione.
Mi sento prigioniera della mia inerzia, della plausibile impossibilità che non converto.
Non è pigrizia, è solo cercare il modo di non ferire nessuno.
Invece qualcuno resta sempre ferito dalle mie non scelte, inevitabilmente riuscirò a deludere qualcuno per l'inconciliabilità degli eventi.
Invece di scegliere quello che davvero vorrei fare, mi lascio trasportare dalle necessità altrui, senza soddisfare le mie.
Prima di me viene sempre qualcos'altro, qualcun'altro e questo non è altruismo, è far tacere prima di avvertirli, premurosi sensi di colpa.
Mi sono quasi rotta il cazzo.
Forse è tempo di provare anche solo una flebile reazione, forse è tempo d'imparare a volermi un po' più bene.
E pensare che credevo di amarmi.

giovedì 16 dicembre 2010

What difference does it make


La differenza sostanziale è che noi donnini, al contrario di voi maschietti, a parte essere brave a farci del male gratuitamente sciogliendoci nell'acido dell'amore non corrisposto e riuscire a non vedere le cose lapalissiane come quando facciamo concorrenza ai cervi e fingiamo di credere di continuare ad essere le uniche e le sole, spesso non siamo dirette.
Noi non diremmo mai al nostro quasi ex, "ti lascio perchè hai il cazzo piccolo e io desidero un uomo superdotato" mentre un uomo non si farà scrupoli a comunicarci che ci lascia per una donna burrosa, dalle tette enormi capace di eccitarlo in maniera esponenziale.
E' nella nostra indole avere la sensibilità di trovare una ragguardevole scusa per arrivare allo stesso compromesso.

martedì 14 dicembre 2010

Sono troppo incazzata per trovare il titolo perfetto!


Ok.
Cominciamo dall'inizio.
Ma davvero ci aspettavamo questo regalo di Natale?
Io ci ho creduto solo un po', ma quando vedi Fini declamare che il suo sarà il partito dell'onestà e vedi mettere Rosso come coordinatore regionale per il Piemonte ti accorgi del paradosso inaccettabile.
Allora capisci che per tutti funziona sempre e solo allo stesso modo e che nessuno è migliore di nessuno.
Sono tutti li a carpire il segreto di chi riesce a metterla nel culo più degli altri.
I
l nano in questo senso è il migliore.
Purtroppo (o per fortuna) non ho più 17 anni e sono fuori quota anche per i suoi festini!
In fondo, lui dice le cose che il popolino vuole sentirsi dire... ier ieri quando ha dichiarato che avrebbe fatto il possibile per salvare il suo governo ha aggiunto che non lo avrebbe fatto per se stesso.
Dalla sala si è levata un'eco di "e per chi?" che più o meno voleva significare "evita almeno di prenderci per il culo"
Alla fine, io so solo che non l'ha votato nessuno eppure è lì, so che ruba e fa il puttaniere eppure è lì.
E non mi basta più chiamare le cose col proprio nome, perchè lo chiamiamo ladro, canaglia, profittatore, che sono incontrovertibili verità, ma non cambia nulla.
E quello che mi fa male, è che nulla cambierà.

(grazie a sto.zitto per avermi dato il la!)

lunedì 13 dicembre 2010

Almeno tu nell'universo


Mononeurone subaffitta il mio cervello.
Una parte, mica tutto intero che altrimenti potrebbe pensare di allargare la famiglia e sarei genia.
Non si lamenta mai, è pigrissimo e spesso latita.
Ogni tanto ha un guizzo intelligente e proclama frasi pretendendo la mia massima attenzione.
Magari è inerte per giorni, dorme o riposa non saprei, poi esplode e comincia a tirar fuori le peggio e le meglio cose.
Credo che anche lui, di tanto in tanto, cominci a ripulire gli angoli della sua casa.
Al contrario di me, lui butta via tutto quello che non serve.
Lo vomita fuori, come se quel momento fosse una severa necessità.
Io lo assecondo.
In fondo ci vogliamo bene, non sporca e non disturba il mio sonno.
Una convivenza reciproca dai patti chiari e un'amicizia lunga una vita.
La mia.

sabato 11 dicembre 2010

The memory remains


Memoriacorta, aveva la difficoltà oggettiva di ricordare le cose.
Pertanto cominciava i discorsi e nel bel mezzo dell'interesse generale si bloccava lasciando sospesi coloro che l'ascoltavano.
Si fermava sempre sul più bello.
Se doveva parlare di qualcuno o di qualcosa, iniziava da lontano e nel momento in cui doveva comunicare il nome della persona o dell'oggetto, c'infilava un "cosa"
Così, ogni persona ed ogni oggetto diventavano "cosa" o "coso".
Sonobastardodentro, che la conosceva come le sue tasche e sapeva sempre dove lei volesse andare a parare, cominciava i giochetti da indovino sadico nei quali infilava qualunque nome tranne quello giusto.
Lei, che aveva sempre sulla punta della lingua la risposta, non riconoscendola in quelle di Sonobastardodentro, s'inviperiva e dimenticava maggiormente.
Quando finalmente e dopo sforzi non indifferenti tirava fuori dal cilindro la soluzione alle sue incertezze, aveva però dimenticato lo scazzo precedente.
Qualcuno le propose di farsi una bella cura di...
di.....
di coso, ecco!

giovedì 9 dicembre 2010

Non è nel cuore


Sono i piccoli gesti quelli che restano.
Quando allarghi le dita delle mani prima di scrivere sulla tastiera, una mutanda nel cesto della biancheria.
Perchè l'amore si modifica e ti fa osservare tutte quelle cose che prima non riuscivi a vedere, non perchè non ci fossero, ma perchè lasciavano ad altro la priorità d'esistere.
L'amore non è una ricompensa ma uno stato d'essere pilotato dagli umori.
Uno dev'essere pronto ad amare, libero da pensieri inconcludenti, aperto verso la persona con la quale ha scelto di condividere.
La quotidianità è l'agguato, la prova che tutto possa continuare ad essere, nonostante la noia, nonostante gli scazzi, nonostante il tempo, nonostante tutto.

mercoledì 8 dicembre 2010

The flood


Hai presente quando ti capita di avere come effetto collaterale dello scazzo cosmico il moltiplicarsi esponenziale del fastidio per ogni cosa che leggi, ogni cosa che fai, ogni cosa che dici ed ogni cosa che pensi?

Ecco, è così che mi sento.
Meglio evaporare per un po'.
Potrei correre il rischio di dire cattiverie gratuite, che sono poi quelle che penso e mi piacerebbe elargire a piene mani.
Prevengo ciò che diventerebbe insanabile.

lunedì 6 dicembre 2010

Chi non lavora, non fa l'amore


Sono ormai quattordici mesi di nulla, quattordici mesi di curriculum inviati ovunque, zero risposte ricevute.
Ho visto il mio saldo in banca e sono scoppiata a ridere.
Ma di che mi lamento?
Un tetto sulla testa ce l'ho, vestiti per coprirmi pure, il mangiare non mi manca.
Continuo a fumare senza ritegno.
In realtà non posso permettermi viaggi o futilità, per il resto potrebbe fin essere una pacchia.
E' che non riesco a chetare quel senso d'ansia e frustrazione, quel senso di umiliazione che s'insinua tra il cuore e la gola.
L'incapacità di mantenermi autonomamente uccide ogni giorno un pezzo della mia sanità psicofisica, non trovare una soluzione mi devasta.
Non posso accedere ai posti riservati alle categorie protette in quanto sana come un pesce.
L'altro giorno un'amica mi suggeriva una di quelle vendite che si fanno in casa, invitando amici e parenti.
Che andrebbe anche bene se la mia vita sociale non fosse ridotta al lumicino.
Continuo la mia ricerca sperando che non m'abbandoni la speranza.


domenica 5 dicembre 2010

Un'avventura


Una volta era diverso.
Conoscevi qualcuno e se gli vedevi la fede al dito sapevi che era sposato e magari lo evitavi.
Oppure quello sposato si toglieva la fede per cuccare e tu lo scoprivi dopo che magari ti eri impelagata in una situazione scomoda.
Ora no, ora i mariti, i compagni annoiati, dichiarano apertamente la loro posizione e ti invitano a trasgredire.
Il fatto che lo dicano esplicitamente, è un monito: io cerco un'avventura ma ho un ruolo e quel ruolo va rispettato.
Quindi in realtà, ti chiedono molto chiaramente, di condividere una storia di trasgressione, di sesso, senza nessuna implicazione sentimentale, come se i sentimenti vivessero a comando, come se il fatto di saperlo desse luogo ad una consapevolezza che non è possibile avere a prescindere.
Sarà che oggi come oggi, ci siamo fatte furbe e siamo diventate un po' più ciniche e abbiamo imparato a scindere l'amore dal sesso, sarà che loro lo sanno, sarà che proprio per questi motivi, tradire non è più una questione mentale ma solo fisica.
Che andrebbe anche bene se non fosse che sono gli stessi che a casa tutto bene ma fuori casa, meglio.

giovedì 2 dicembre 2010

Unhappy birthday


Progetti per questo fine settimana:

giovedì 2, pulire casa che fa veramente schifo. Potrei trovare mille giustificazioni per rimandare ancora ma forse non è il caso. Per cui sveglia presto, andale e pedalare.

venerdì 3, cominciare a pensare che i bimbi crescono e le mamme invecchiano, cercare la nuova ruga e constatare che l'espressione non c'entra una cippa. Prendere atto che il tempo passa e sebbene mi diletti a fare la ragazzina, tutti si ostinano a darmi del lei. Quelli che non conosco intendo, che gli altri sono autorizzati a darmi del tu...in realtà anche gli sconosciuti, ma non lo fanno.

sabato 4, sospirare e festeggiare il quarantaseiesimo che già è una fatica scriverlo, ma senza dirlo a nessuno, mantenendo il segreto alla maniera di wikileaks per intenderci.
Alla fine della giornata, capire cosa voglio fare da grande!

p.s. nella foto, io 45 anni e 6 mesi fa!

mercoledì 1 dicembre 2010

E va e va


Ma Cota...
ma io dico...
quest'uomo è una barzelletta!
Non ha argomenti, non sa parlare di politica, dice senza dire una fava e, mentre lo fa, diventa paonazzo.
Se non gli scrivono le risposte a domanda è incapace di argomentare.
E mi chiedo: ma la lega non aveva già ingaggiato Calderoli nel ruolo di simpatico umorista?

martedì 30 novembre 2010

Shout


Non riesco neanche più ad arrabbiarmi, senza il sospetto che potrebbe scoppiarmi la giugulare da un momento all'altro.
Avverto questo come un periodo di transito tra quella che sono e ciò che diventerò.
Un'adolescenza tardiva lungo un percorso di crescita bloccata alla radice del tempo e sfuggita per un po' dalla constatazione plausibile del divenire.
Come materia universale imploderò e le percentuali di diventare stella o buco nero saranno le stesse.
Potrei scommettere sul fatto che al 50% non sarò una stella.
In ogni caso pur sempre un'esperienza esaltante.

lunedì 29 novembre 2010

Personal Jesus


E' di oggi la notizia dell'invenzione del preservativo antistupro.
Una sorta di bicchiere dentato che va inserito in vagina e nel caso in cui si venisse violentate addenta letteralmente il membro del colpevole procurandogli dolori atroci.
Impossibile toglierlo, serve il chirurgo.
Ora, va da sè che se fossimo esseri civili, questo gingillo non dovrebbe neppure esistere e che le prime che avranno la possibilità di usufruirne siano donne africane a cui verrà distribuito gratuitamente, il che mi fa supporre che nel loro continente sia prassi consolidata, ma mi pare così strano pensare di ricordarsi d'infilarsi un addenta cazzi prima di uscire di casa.
E poi di solito gli stupratori agiscono in gruppo, uno lo scarnifichi, ma con gli altri, che fai?
C'è pure il rischio che ti massacrino di botte per aver fatto del male all'amico.
Magari lo fanno lo stesso, massacrarti intendo, e almeno uno l'hai rovinato.
Reagire alla violenza con la violenza, in una sorta di circolo vizioso dal quale non si esce.
Certo, non è neppure giusto continuare a subire ma non mi sembra questo il percorso più giusto.
Anche se purtroppo, non ne conosco uno migliore.

domenica 28 novembre 2010

Una storia d'amore


Una storia d'amore, si chiama storia perchè oltre a restare nella memoria di chi la vive, segue un percorso temporale, ha un inizio e un termine non quantificabile e neppure determinabile è la sua durata.
Può essere un attimo o una vita.
E' una danza di passi a due in perfetta sintonia che lotta o si fa cullare dai meccanismi che cercano d'insinuarsi continuamente per intaccare quell'armonia e farla inciampare.
La forza che contraddistingue il rapporto determina quanto sia solida e importante invero quanta fragilità si porti dentro.
Non è il peccato veniale che la mortifica, ma la consapevolezza di non appartenerle più.
Per questo storie che si trascinano perdurano e altre che vorrebbero sbocciare restano sospese ed inespresse.
Non foss'altro che ammettere di aver fallito, sia doloroso quanto decidere di non voler più farne parte.
E la storia partecipa ai risvolti con la cautela dell'incertezza, finchè non trova altrove la consapevolezza di essere in quella sbagliata, ma resta lì dov'è per affetto o per dovere o per quella responsabilità che l'ha portata li dov'è arrivata.
Puoi scappare o combattere, ma alla fine non puoi che cedere davanti alla realtà che fa di te ed un altro la vera storia, e decidere se andare o restare dove sei e vivere col rimpianto inconsapevole, di quello che sarebbe potuto essere.


venerdì 26 novembre 2010

Incantevole


La bellezza è soggettiva, per fortuna.
Anche la più bella gnocca del creato, immancabilmente, troverà qualcuno che penserà che non sia così avvenente.
Di contro ci sono certe persone che piacciono più di quanto uno pensi sia possibile.
Noi donnini, abbiamo la possibilità di farci aiutare da trucco e parrucco, robe che abilitano la funzione "celapossofareadesseremenocessadelsolito".
Gli uomini hanno questa discriminante, in più molti sono soggetti ad una repentina perdita di capelli, che indubbiamente, li invecchia oltremodo.
Quindi, se da una parte noi donne dobbiamo lavorare il doppio per valere quanto un uomo e neppure basta, gli uomini hanno l'obbligatorietà di inventarsi mezzi e modi per essere quantomeno affascinanti.
Quindi a noi tocca dedicarci al fisico a loro ai modi e alla forma.
Tra le due cose, quella che richiede più sforzi è sicuramente la prima alla quale associamo anche la seconda per non farci mancare niente.
La fortuna di essere donne, sta proprio in questa nostra capacità di riuscire a fare più cose contemporaneamente e, quando siamo particolarmente magnanime, compiacere gli uomini e far credere loro che l'unico sforzo che compiono renda i meritati frutti.
Anche quando non sempre è vero.



giovedì 25 novembre 2010

Il solito sesso


Desideria scopava perchè riteneva fosse terapeutico.
Nei suoi rapporti non infilava mai sentimenti compromettenti.
Lei viveva in modo che la trombata fosse salutare al suo morale, le alzasse i livelli di serotonina e appagasse la libidine.
Pensava, e non a torto, che soddisfare il corpo soddisfasse l'anima e tenesse lontane rabbia e frustrazioni.
Non cercava qualcuno in particolare, neppure si rivolgeva a chi la conoscesse per evitare di passare attraverso il giudizio e la confidenza.
Desideria amava amare a modo suo.
Era sempre molto serena e arginava i momenti di stress con del buon sesso spicciolo.
Un giorno durante una lite con Arpia, quest'ultima in un impeto di rabbia, le suggerì di scopare di più.
Desideria, per tutta risposta si alzò e seguì il consiglio, dopodichè dimenticò il motivo della discussione.
Arpia, che non trombava mai, è ancora li che rosica.
Ma non ricorda più perchè.

mercoledì 24 novembre 2010

Sceglietemi voi il titolo adatto!


Premessa: non visito mai siti di pillole dimagranti e/o affini.

Allora mi chiedo per quale motivo continuino ad abbondare al mio indirizzo, mailzzz il cui oggetto è:
  • vuoi dimagrire? ti diciamo come
  • sei in sovrappeso? dimagrisci in 30 giorni
  • Chili di troppo? ci pensiamo noi
Ora, non è che tutte le donne del mondo siano attaccate al proprio peso forma come cozze allo scoglio.
Vorrei rispondere a codesti signori, che io mi piaccio così e che la smettessero di intasarmi la casella di posta con queste cazzate.
Del resto è la legge dei grandi numeri, inviano inviano inviano, qualcuno prima o poi risponderà.
Nel frattempo vado a farmi du spaghi!

(Questo è il post.
Ora trovatemi il titolo adatto.
Inutile dire che debba essere necessariamente e senza deroghe, il titolo di una canzone.
Attendo fiduciosa!)

martedì 23 novembre 2010

Year of the cat


C'è odore di piscio di gatto e rabbia.
Sale su per le narici perpendicolarmente e si smista tra quel desiderio di spaccare tutto e quello di resistere e attendere.
Reprimere il senso di nausea equivale a trattenere un moto di colite che sfregola l'intestino.
Gira la testa e gira il mondo e non so chi fermare prima.
Mi guardo intorno confusa, stordita.
Evaporare.
Sarebbe la vigliaccata ideale per una fuga programmata.
Invece resto a raccogliere quello che resta di palle di pelo vomitate qua e la.

lunedì 22 novembre 2010

Sei nell'anima


A volte scrivi e tiri fuori meraviglie.
Ma è sempre, solo, una botta di culo.
Eppure in certe cose ti ci perdi e se sei stata tu a scriverle, provvedi a darti una pacca sulla spalla e a congratularti con te stessa per tanto estro creativo che non capisci se sia scaturito dalla momentanea dolcezza, da un rancore sopito o, più semplicemente, da una scoreggia dell'anima.

sabato 20 novembre 2010

Polvere


Ho le debolezze di una donna, ma spesso mi ritrovo a pensare come un uomo.
Questo fa di me un ibrido inconcludente, fuori luogo, fuori misura, fuori dal mondo.
Io che litigo con le gonne e i tacchi e poi porto i capelli distesi lungo le spalle.
Io e questo carattere forte e stronzo che mi porto addosso e che confonde.
Io e la mia incapacità di assecondare la dolcezza che mi porgono, di non accettarla come un dono ma stemperarla con un'alzata di spalle.
Io che ho imparato che non si vive su una nuvoletta rosa e che malessere chiama malessere di cui mi nutro.
A volte m'impegno, ci provo davvero a far la femmina, ma me ne dimentico quasi subito e assumo atteggiamenti ridicoli che fanno di me una barzelletta.
Peccato che non faccia ridere nessuno!

venerdì 19 novembre 2010

It's Christmas time


Caro Babbo Natale,
come dici?
E' un po' presto per cominciare a romperti i maroni?
Pazienza, io sono previdente e mi porto avanti col lavoro così non potrai accampare la scusa di essere oberato da richieste impertinenti.
Ho centomila cose da chiederti, vorrei smetterla di gocciolare lacrime sui titoli di coda dei film, vorrei diventare miliardaria in trenta secondi, vorrei parlare cinque lingue un bel giorno risvegliandomi senza neppure sapere come ho fatto.
Lo so, lo so che hai il braccino corto e che se mi comporto bene, ma bene bene, forse soddisferai una sola richiesta.
E quindi devo pensarci a modino, devo valutare con estrema attenzione a quale dare il privilegio.
Che tu pensi sia facile esprimere il desiderio più grande.
Purtroppo quello succede quando si è bambini, perchè la vita ti porta a volere sempre di più, ogni giorno un'altra cosa.
E quindi sto ponderando con millimetrica attenzione, non posso permettermi di sbagliare e vivere con un rimpianto.
Dici che succederà comunque?
Può darsi, ma credo che correrò il rischio e per il resto farò in modo d'arrangiarmi.
Quindi ho scelto, lo trovi scritto in fondo li, nella perpendicolare di questo piano infinito.

giovedì 18 novembre 2010

4 amici al bar (omaggio a Bella)


Check, Fold, Raise, Call, erano quattro amici ai quali piaceva discutere di tutto.
Check aveva l'abitudine di lanciare l'idea e rimanere ad ascoltare senza prendere posizione.

Fold faceva solo finta di ascoltare, eludendo immediatamente il tema della discussione e pensando ai cazzi suoi meditando su che diavolo ci facesse li.
Raise era l'impavido del gruppo, di qualunque cosa si parlasse lui l'aveva sicuramente fatto e detto meglio e più degli altri.
Call era parsimonioso, misurava le parole e valutava se fosse il caso di seguire la discussione o meno.
Ciononostante uno completava l'altro, rendendo piacevoli le loro condivisioni nello stesso luogo e nello stesso momento.

Dal nulla arrivò Allin, bella figa della periferia nord, che s'inserì nel gruppo inondandoli di discorsi al punto da arrivare a togliere a tutti la parola.
Ogni qualvolta ognuno di loro tentasse di coinvolgere gli altri in qualche argomento, Allin si precipitava a dire la sua mettendoli, oltre che in imbarazzo, in grandissima difficoltà.
A lungo andare, un grande buio mentale s'impossessò di loro e ad uno ad uno abbandonarono il tavolino presso il quale per lungo tempo si erano trovati.
Allin restò da sola e seppur ricchissima di parole da elargire, non trovò più nessuno con cui condividerle.

Oppure per chi ama i finali romantici:

Allin, abbandonata dal gruppo, conobbe Grandebluff, un montanaro di due metri e cento chili di peso, che lasciò le montagne perchè stanco di spaccare legna e deluso dalla fine del suo amore con Heidy che gli aveva preferito Peter.
L'incontro tra i due fu un colpo di fulmine.
Vissero per sempre, felici e contenti.



mercoledì 17 novembre 2010

Parole parole parole


Essemmesse, aveva perso l'uso della parola.
Sapeva solo ticchettare sui tasti del suo cellulare.
Comunicava attraverso gli invii con chiunque e per qualunque cosa.
Per anni Prolissa, la sua donna, ogni volta in cui lo sottoponeva ad una domanda attendeva pazientemente la risposta sul telefono.
Perfino durante l'atto d'amore lui scriveva e alla fine lei poteva leggere sullo schermo a cristalli liquidi, se e quanto fosse stato appagante.
Ciò dipendeva dal numero dei messaggi ricevuti e da quanti "oooh" "si" "ancora" "aaaah" contenessero.
Prolissa un giorno, incontrò per caso Logorroico Maizitto.
A lui bastò dirle un semplice "ciao" e lei s'innamorò perdutamente.
Comunicò a Essemmesse che lo avrebbe lasciato e mentre lui cercava disperatamente di trattenerla scrivendole un poema d'amore, lei buttò via il cellulare e se ne andò.

lunedì 15 novembre 2010

Money


Che io mi guardo anche in giro e leggo.
Leggo un po' di tutto, di politica, cronaca nera, gossipssss.
Insomma cerco di rimanere aggiornata.
E poi, ogni tanto bisogna ripulirsi l'intestino con qualche salutare cagata.
Ora c'è questa notiziona che ha provveduto a stimolarmi i dotti biliari: il signor Califano Franco, settantaduenne, professione cantautore, da una vita dedito a vizi di ogni genere, che ha sempre sperperato i propri soldi e fin qui, cazzi suoi, è in bolletta e chiede la sovvenzione mediante l'accesso alla legge Bacchelli che prevede l'assegnazione di un vitalizio per coloro che si siano distinti per meriti culturali, sportivi o dello spettacolo.
Resosi presto conto di aver proferito un colossale stronzata, ritratta e chiarisce in questo modo:

"Non ho chiesto nulla. Una sera si parlava di case, di chi ce l’aveva e chi no. Ero l’unico che a non averla, e mi ero appena fratturato le vertebre. Potevo anche non poter cantare e lavorare più. Quattro amici hanno pensato di aiutarmi facendo di testa loro. Ma io i soldi di altri non li voglio, potrei anche smettere di lavorare oggi e campare altri 20 anni senza chiedere niente. Non ho mai detto Ora sono povero. Io sui soldi ci ho sempre sputato"

Ora, le vertebre fratturate cosa c'entrano col fatto di non possedere una casa?
Non è che se ti fratturi e possiedi un appartamento sei un miracolato che guarisce non appena si rialza.
E se non vuoi i soldi per quale motivo li hai richiesti?
Non è che l'arterio comincia a galoppare?
Hai sempre sputato sui soldi?
Se uno per guadagnare deve lavorare e sudare, sui soldi non ci sputa.
Ho anche pensato che tutto questo fosse un modo perchè si tornasse a parlare di lui visto e considerato che era fuori dalle scene da un bel po'.
Se era il suo piano d'attacco lo scopo è assolutamente raggiunto, visto che in questi giorni lo si vede, lo si sente e lo si sputtana un po' ovunque.
Mentre tutto il resto, è noia!


Cosa conta


Non so se conta il fatto che sia una giornata tempestata di gocce piovane, fatto sta che oggi mi sento incazzata come un puma a digiuno da mesi.
Ogni volta in cui mi sento così, so per certo di cambiare espressione facciale, sento i nervi tesi come corde di un violino da due soldi e, solo potessi, mi piacerebbe prendere a schiaffi o mordere qualcuno.
Quelli leziosi per esempio.
A quelli riserverei un tributo speciale.
L'aggravante è che non li sopporto a prescindere, quindi anche arrivassero a me durante una manifestazione d'auto-amore prorompente, li attaccherei comunque, forse con più ironia e sottili giochi di parole, ma non tarderebbe il fine ultimo, quello dell'attacco frontale e intrepido, senza esclusione di colpi.
Ma non ho nessuno sotto mano quindi devo trovare il modo di convogliare tutta questa energia negativa verso qualcos'altro prima di digrignare i denti con tanta intensità da farmeli saltare.
Così ho deciso, esco e cerco nel fumo di una sigaretta che non ho, la risposta a tutti i miei perchè!

domenica 14 novembre 2010

Home

Trasparenze appena adombrate da un velo.
Scanso i pensieri intuendoli prima che prendano forma, cacciandoli nel refuso delle migrazioni temporali.
Miriadi di gocce per ogni memoria appartenuta, come schermo proietta film già visti troppo simili ma mai uguali.
Tutte le parole disperse, urlate, sussurrate, raccolte e lanciate sulla parete.
Un ammasso inscindibile di sfumature
Davanti agli occhi, in bella vista, il quadro della vita

venerdì 12 novembre 2010

Knights of Cydonia


Egregio direttore della casa editrice Pinco Pallino,
lo so, avrei potuto fare a meno di rivolgermi a lei ed accusare il colpo, ma addure che il manoscritto del mio giallo sia scontato, banale e fin stucchevole, con tanto accanimento, mi ha ferito.
Immagino che leggerà miriadi di tentativi di romanzi e che ne avrà le scatole piene di dover cestinare lavori dai quali non ha tratto soddisfazione alcuna.
Ma, proprio in virtù del lavoro che conduce, potrebbe fare la stessa cosa con un minimo di garbo e di cautela.
Perchè dietro un romanzo, sebbene tentato e incerto, c'è il cuore di colui che l'ha scritto, c'è una fantasia che ha cercato di volare, ci sono notti insonni, c'è la ricerca di quella novità che ancora non è stata scritta, c'è il cammino lungo e tortuoso che accompagna l'autore e lo conduce alla parola fine.
Che certo, magari non sarà un capolavoro, ma posso affermare, senza peccare di presunzione, di aver letto dei disastri che pur son stati pubblicati.
Credo che ognuno possa amare le parole di un altro oppure rimanerne disgustato, perchè il gusto ed il piacere, sono soggettivi.
Non è latore di verità assolute, caro direttore.
Pertanto sono io che non la ritengo degna di confronto.
Tenterò altrove, da qualcuno a cui magari non piacerà comunque, ma avrà parole e modi di porsi che non lasceranno modo all'amarezza, di prendere il sopravvento.

Cordialmente suo
Stephen

giovedì 11 novembre 2010

World in my eyes


Che ti capita di tacere le impressioni.
Temi di essere l'unica ad averle e cominci a pensare che sei anormale, che sei cattiva, ma quella cattiveria gratuita che potresti evitare.
Quindi non ne parli con nessuno, tanto l'impressione è li, tua ed incondivisibile e la tieni sospesa nei dintorni del tuo spazio mentale.
Poi, per caso, scopri che qualcuno la pensa proprio come te.
Allora pensi che non è che sei poi così fuori dal mondo, che se l'unicità è diventata doppia, da qualche parte potrebbe esserci l'elevazione al cubo e magari al quadruplo, e quella stessa impressione che si moltiplica, diventa un po' più generalizzata.
Quindi non sei così cattiva, hai solo visto le cose come sono per te e non solo e questo, oltre a giustificare quel pensiero, lo rende ancora più vero promuovendolo da impressione a fatto.

mercoledì 10 novembre 2010

Candle in the wind


Mi è successo d'immaginare il mio feretro.
Mi vedo sempre bellissima.
L'anima mia osserva spettatori avviliti e non, mentre io volo sulle loro teste come ultimo atto consolatorio.
Il sopracciglio leggermente alzato nel vedere gli ipocriti venuti a rendermi omaggio, sui quali cade l'ultima lacrima di sputo...

martedì 9 novembre 2010

Se stasera sono qui


Non riesco a sopportare nulla.
Non sopporto te che ti sei arresa, che hai detto e fatto ma alla fine non hai detto e fatto niente.
Non sopporto te che mi telefoni e mi chiedi sempre le stesse cose e ti dico dai parliamo d'altro che non ho voglia di parlare di schifo e sventure e mi ribadisci un concetto già ampliamente espresso e poi mi dici che magari mi richiami domani, si magari domani riesco a sopportarti e a non trovarti noiosa.
Non sopporto te che non cambi proprio mai e mi domando come sia possibile che continui a vivere con tutti quei fottuti glitters nel cervello.
Non sopporto te che resti sempre al margine e non prendi mai una decisione.
Non sopporto te che nonostante l'abbia sempre negato, sei a caccia di popolarità, esattamente come tutti gli altri.
E anch'io non mi sopporto.

lunedì 8 novembre 2010

Cigarettes and coffee


A volte ho un'anima di burro, arrendevole e morbida.
Altre mi sembra di essere cinica e asociale, incline ai torbidi aspetti della vita che girano intorno senza più emozione.
Sfreccio davanti ai ricordi e sorrido per tutte le illusioni nutrite.
Avvelenata dal malessere non mi lascio persuadere.
L'illusione non ha potere sulle pieghe disinvolte della vita.
Circoli viziosi di gironi infernali terreni che si consumano bruciando la speranza.

domenica 7 novembre 2010

Walk like an egyptian


Quando 17 anni or sono ho partorito diciassettenne pargola, per farla uscire esagerarono con l'episiotomia, devastandomi al punto giusto.
Quello che mi rimane dopo tutti questi anni a parte d.p., è la fuffa metereopatica (meteoropatica, come suggerito da Lorenzo!).
Come quelli che hanno cicatrici a destra e a manca e ci prendono col tempo, alla stessa maniera, solo un po' meno convenzionale.

Quindi lei è in grado di comunicarmi con anticipo le previsioni del tempo e devo ammettere che il suo livello di attendibilità è piuttosto elevato.
Non come il gadget inserito in questo spazio che non ci becca mai.
Solo che quello può essere visibile a tutti, fuffa è personalizzata sui miei standard e comunque comunica solo con me.
Che non sembra, ma anche queste son cose!

sabato 6 novembre 2010

Ask



Prosegue il rapimento di post da parte di bande rivoluzionarie che hanno terminato le idee.
Ho trovato in giro qua e là, parole mie prese e piazzate dentro blozzzz di cui ignoravo completamente l'esistenza.
Non è arrivata nessuna richiesta di riscatto.
Un po' come succede con i guerriglieri, difficile che ti restituiscano il rapito e, soprattutto oltre a sentirsi nel giusto, non chiedono mai scusa.
Riporto qui di seguito la preghiera rivolta ad una delle rapitrici in forma di commento, peraltro moderati dall'autrice:

"Io so già che questo commento non lo pubblicherai mai, ma non importa, uso questo sistema solo per inviarti il mio messaggio.
Quando usi le parole degli altri per scrivere i tuoi post, abbi almeno l'accortezza di avvisare che non sono tue, non foss'altro per onestà intellettuale nei confronti di chi ti legge e ti commenta.
Io capisco che nel momento in cui si pubblica qualcosa quel qualcosa non ci appartenga più, conosco il rischio e me ne faccio carico.
Ma in cuor mio spero sempre nella buona fede di chi legge, anche solo per caso, quanto scrivo e non espone a suo uso e consumo parole che nascono da un sentimento interno e profondo, come in questo caso.
Insomma è come se rubassero un pezzetto di te.
E mi domando cosa ne penseresti tu stessa se ti succedesse.

Cordialità"

La risposta è arrivata immediata e chiara: l'autrice ha reso il blog privato!

(ask - the smiths)


venerdì 5 novembre 2010

Ci vorrebbe un amico


Caro Battista,
il fatto che tu abbia fatto capolino nella mia esistenza e mi sia stato amico, non ti da il diritto di continuare a cercare di farne parte ora che nessun punto in comune sembra più legarci.
A volte bisogna prendere atto delle cose, delle situazioni e degli avvenimenti.
Perchè a lungo andare anche le lacrime sul latte versato, si asciugano ed evaporano, insieme ai ricordi.
So che tu sai che i rapporti tra le persone siano complicati da mille implicazioni, so che sai che non tutti durano per sempre.
Quando si termina si chiude il passaggio di quel percorso, come mettere un enorme sasso di fronte all'ingresso della galleria.
Puoi continuare a sbatterci il muso o cambiare strada.
Ti ho voluto bene quel tanto che bastava a tenderti la mano se ne avessi avuto bisogno.
Ti ho accompagnato nel percorso di quei momenti passati a raccontarci la vita.
Ma tutto cambia e si trasforma.
Le scelte mutano e gli schemi di pertinenza si adagiano su nuove dimensioni.
Effetti collaterali prevedibili o previsti che forse non avrebbero dovuto toccarci e farci male ma che ci hanno condotto a prendere distanze incolmabili.
Non rinnego, non rimpiango.
Ci sei stato, ci sono stata.

Ora tutto questo non è più.
Tua Marcella

giovedì 4 novembre 2010

Rock'n'roll robot


C'ho la testa così dura che a me il cemento armato mi fa una pippa.
Mentre trascorrevo una piacevole (?) serata in compagnia di x-factor e contestualmente navigavo le infinite lande del web e mi accingevo a scalare la classifica del mio virtua tennis, improvvisamente, tutte le porte usb del portatile si sono messe in sciopero coatto, smettendo di funzionare simultaneamente.
Quindi impossibile usare il mouse o qualunque altra periferica.
Ora, non so voi, ma io ho notevolissime difficoltà a manovrare il touch.
Pigio da una parte e il cursore va dall'altra, leggere le pagine dei forum ha rappresentato impresa titanica.
Ma smanettando e cristonando, cancellando di qua, riabilitando di là cose peraltro mai disabilitate, riavviando e sperando, intorno alle tre, come per incanto, ogni periferica è nuovamente stata riconosciuta, sciopero concluso ognuno a svolgere il proprio lavoro.
Non ho idea di cosa sia successo, nè come abbia fatto a rimettere tutto a posto, ma ci sono riuscita e questo ha permesso che non andassi, finalmente, a dormire troppo incazzata per sognare.
Infatti è successo, ma ero così stravolta che non ricordo nulla.
Magari, tutto sommato, anche questo non è un male!

martedì 2 novembre 2010

It's a mistake


Si chiedeva spesso dove fosse l'origine dell'errore.
Ma ci cadeva sempre ed ogni volta gli toccava perdere un pezzo di cuore.
La consapevolezza non gli bastava.
A volte faceva delle incomprensibili cazzate.
Si faceva prendere dalla nostalgia e andava avanti in veri e propri atti di sfondamento che gli ferivano il cranio.
Quando era troppo tardi cercava una spiegazione ai suoi gesti che restavano lì, incompresi ed inespressi.
Sospesi come un filo di ragnatela.
E si odiava per non aver saputo aspettare, per aver aggiunto l'ennesima umiliazione al suo ego.
A quel punto anche prendersi a schiaffi non avrebbe sortito alcun esito.
Se fosse servito si sarebbe preso a randellate direttamente.
Se fosse stato possibile si sarebbe cancellato cominciando dalle dita.

lunedì 1 novembre 2010

S.o.s.


Siamo tutti la prima volta di qualcuno.
Siamo stati la prima volta d'amore, o abbiamo avviato verso il vizio del fumo qualcuno offrendogli la prima sigaretta della sua vita, oppure gli abbiamo offerto il suo primo lavoro.
Ognuno di noi può vantare di essere stato la prima volta di qualcosa nei confronti di qualcuno.
E ci fa sentire bene, forti del potere che offre essere il primo di questo o quello, perchè ci accompagna l'esperienza di quell'azione che offriamo, elargiamo con quell'altruismo che in realtà alimenta il nostro ego e ci riempie di tenerezza.
Ci accomuna, ci avvicina, ci fa sentire un po' più simili, un po' più uguali, un po' meno soli.

venerdì 29 ottobre 2010

Pensiero


Ho la mente vuota.
Il nulla rimbalza tra le pareti del cervello come una pallina in un campo da squash.
A Mononeurone piace giocare.
A volte si sfida.
La cosa divertente è che quando perde potrebbe anche incazzarsi.
Ma non succede mai.
Quando andavo a scuola anch'io mi mettevo alla prova.
Ogni giorno dovevo impiegare meno secondi possibili per mettermi le mutande.
Con un duro allenamento sono arrivata ad un secondo scarso.
Avrei battuto ogni record non mettendole affatto, ma mi ha sempre dato un senso di protezione sentirle addosso.
Se ripenso a quelle che mi comprava mia mamma quando ero bambina, mi coglie un senso di panico e tenerezza.
Ascellari direi, con le righe bianche su un fondo bianco.
Nel tempo non è che siano cambiate più di tanto.
Non mi sono mai interessati i pizzi e i merletti.
La mia sensualità è pari alla mia soglia del dolore che è pari a zero e anche meno.
Ho imparato a stare in silenzio quando soffro, quando mi scarnifico la coscia destra, quando esagero a mangiarmi l'unghia del mignolo.
Stoica.
A volte meravigliata da quanto riesco a fare.
Più volte, da tutto quello che non riesco a dire.