Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

venerdì 18 aprile 2014

Asleep

Anni fa, un amico mi fece gli auguri di buona Pasqua.
Non perchè fosse una cosa importante da fare, ma perchè per pura combinazione ci eravamo sentiti, il periodo era quello e che fai? Non lo butti giù un tanti auguri?
Le conseguenze di quel gesto furono piuttosto curiose.
Un'amica di entrambi s'incazzo' perchè  non avevamo fatto gli auguri a lei ma ce li eravamo scambiati solo tra noi.
Che tra due atei a volte eretici, era un po' come dire ciao ci sentiamo ma visto che c'è una festa di mezzo, divertiti.
Ci piantò su un casino che ancora adesso, a distanza di anni, non mi spiego.
Siccome perdo amici come i capelli nel periodo delle castagne, spesso senza neppure arrivare a comprendere il motivo, se non per rendermi conto che forse gli amici sono altra storia, prima di perdere anche voi, sono qui ad augurare a tutti i miei più sinceri auguri.
Di cosa?
Fate voi, che io sono un po' stanca e mi vado a riposare.

(asleep - the smiths)

mercoledì 9 aprile 2014

Non ho l'età


Ho firmato il contrattino di cui ho parlato qualche post fa.
Un posto trimestrale che mi garantirà, sopravvivenza permettendo, di far confluire qualche denaro al mio anoressico conto bancario.
Prescindendo dal fatto che non lavorare per anni, renda difficoltoso il reinserimento, ci sono oggettivamente certi tipi di attività produttive dalle quali si esce devastati.
Che uno dice, c'ho bisogno e lo faccio e va bene, ma mai nella mia vita mi era capitato di sperare che i giorni passassero il più velocemente possibile.
Non foss'altro per arrivare all'agognato momento in cui archiviare per sempre quel paio di scarpe antinfortunistiche che quando le togli hai sempre il terrore che si distruggano per autocombustione.
Più un paio di altri motivi sui quali glisso.
Che altrimenti poi si dice che uno c'ha sempre da lamentarsi, che non lavori o che lo faccia.
E' che pensavo che il tempo e l'esperienze servissero per migliorare la professionalità.
Pensavo.
Appunto.

martedì 8 aprile 2014

si la vita è tutta un quiz

Il mio caro amico evaso, che tutti dovremmo leggere perchè nonostante si sia dato ad una latitanza inspiegabile, quando scrive è unico e raro, mi ha nominata ad un giochino a cui lui esso stesso è stato precedentemente nominato e che mi farà a mia volta nominare.
Le regole sono semplici e sono solo 4, quindi neppure troppo impegnative e sono:

1) rispondere alle domande che ha testè inventato
2) nominare altri 3 futuri nominatori
3) inventarsi 10 domande da fare ai nominati
4) avvisarli nei loro bloaaaagsss e sperare che non se la tirino facendo gli snob spezzando l'incantesimo.

Ecco le dieci domande alle quali devo rispondere io:

1- Che numero di scarpe porti? ...37
2- Hai mai fatto il quadro svedese, quando eri alle medie? ...A voja, quando ero alle medie ero tonica e bella anche alle superiori, poi qualcosa mi ha atrofizzato le giunture; alcuni la chiamano età, io continuo a chiamarla saggezza
3- Se domani dovesse morire un cantante, chi vorresti che fosse? ...Gigi D'Alessio
4- Il fatto che Renzi al liceo venisse chiamato "il Bomba", cosa ti fa pensare? ...Che sia scoppiato tanto tempo fa e non se ne sia ancora accorto.
5- Di quale colore non metteresti mai le mutande e perchè? ...Non metterei mai mutande azzurre, ma c'ho dovuto pensare e non so spiegarne il motivo
6- Credi più agli ufo, al mostro di Loch Ness o che Amanda Knox sia innocente? ...Agli ufo
7- Hai mai completato il cubo di Rubik senza barare? ...Anche no! Ho sempre staccato e riappiccicato i quadretti colorati
8- Ti stai vergognando di rispondere a queste domande? ...Assolutamente no.
9- Cosa pensi che dirai, un attimo prima di morire? ...Cazzo, non adesso!
10- Chi-cosa ti manca di più? ...A parte te quando non scrivi? Nulla. Posso quasi affermare di essere un donnino fortunato.

E dopo aver compiuto il mio dovere, passo la palla a dee, unuomoincammino e pesa, i quali dovranno sottoporsi allo stesso trattamento rispondendo a queste domande facili facili:

1) Sei felice?
2) Se potessi tornare indietro nel tempo cosa faresti che non hai fatto?
3) Ti piaci?
4) Quanti anni hai?
5) Se potessi salvare un solo libro o un solo film, quale sceglieresti?
6) A cosa pensi prima di dormire?
7) Hai un profilo facebook? Se no perchè? Se si perchè?
8) Quanto mi stai odiando da 1 a 10?
9) Se potessi vivere in un tempo diverso, quale sceglieresti?
10) Ti è costato fatica rispondere a queste domande?

martedì 25 marzo 2014

Eroe

Ai colloqui di lavoro, laddove ce ne sia uno, capita che ci si senta in imbarazzo.
Perchè tu, alla tua veneranda età, dovresti essere sistemata da un pezzo, essere più vicina alla pensione che al percorso lavorativo ancora da produrre, perchè non è facile stare seduta in mezzo a ventenni ancora, buon per loro, ridenti e speranzosi.
Invece sei li, proprio insieme a loro.
Tu non ce l'hai più da un pezzo la faccia della speranza, l'hai persa da quando ti è giunta la consapevolezza che nonostante tutti i tuoi pregressi e la professionalità, non c'è trippa per gatti.
L'hai persa quando ti hanno scartata come commessa o baby sitter, che mica cercavi per forza una sedia su cui poggiare il culo.
No, ti saresti accontentata, perchè ormai è così che funziona, devi prendere quello che c'è, quando c'è, se c'è.
E mentre sei lì che aspetti, in questa enorme azienda dove forse ti assumeranno per un trimestre, ti guardi in giro e osservi il fancazzismo di chi ci lavora con un contratto serio e inattaccabile.
Che sembra quasi un paradosso, dal momento che pare quasi che nessuno stia lavorando.
C'è chi canta, chi urla con la collega, chi fa avanti e indietro per i corridoi.
Guardi mentre la tua faccia diventa un grande boh! e nel frattempo trovi un sacco di risposte a un sacco di domande sui motivi per cui siamo arrivati a questo punto.
Non ci stai, ma non puoi fare niente.
E prendi quello che c'è, quando c'è, se c'è.

mercoledì 12 marzo 2014

For a friend

M'interrogo spesso sul significato della parola amicizia, ma non sempre riesco a far rientrare a far parte qualcuno in toto.
A parole siamo tutti amici di qualcuno, ma all'atto pratico, non è poi così vero.
Oggi ho visto un video molto commovente che dà un senso pratico al mio pensiero: le amiche di una donna che a causa della chemioterapia aveva perso tutti i capelli, si sono riunite e si sono fatte rapare a zero.
L'ho trovata una rinuncia forte e apprezzabile.
Perchè l'amicizia si può dimostrare in mille modi, è sentirsi parte in qualche modo, della vita di un'altra persona, sentirsi in empatia con le sue emozioni, con i drammi e le felicità, condividere nel tempo che è stato che è e che sarà.
E proprio partendo da questo presupposto, mi accorgo che è un sentimento così alto da sembrare quasi irragiungibile.

(for a friend - the communards)

mercoledì 5 marzo 2014

Va pensiero

Chi mi conosce, lo sa.
Amo il confronto, mi piace sentire le opinioni altrui, scontrarmici quando è il caso, assorbire sfumature che non avevo colto in certi altri.
Nel pieno rispetto del reciproco pensiero.
Io non sono mai stata quella del tutto nero o tutto bianco, per me non ci sono idee che non possano essere cambiate.
Parto da un presupposto, certo, ma ci ragiono, ascolto quelli differenti, senza la presunzione di  giungere a portare acqua al mio mulino.
Neppure di portarla altrove.
Parliamone, discutiamone.
Poi può capitare che l'idea si evolva o che resti esattamente com'era.
Capita, per caso, d'imbattersi nel fratello brutto di dio, che possiede in sé tutte le verità, ognuna incontrovertibile, capace di elevarsi al di sopra di tutto e tutti.
L'uomo che non deve chiedere mai, perchè sa tutto, può tutto, non possiede margine d'errore.
Ed ecco che finisce quello che era iniziato come confronto e inizia una guerra a suon di battutine atte a sminuire l'interlocutore.
Perchè l'omino che sa tutto, non sa fare di meglio.


lunedì 3 marzo 2014

La vita è adesso

Sono arrivata alla conclusione che la vita finge solo di appartenerci.
In realtà, siamo nelle mani di un manipolo di persone che decidono le nostre sorti.
Ieri, mio cognato mi ha chiesto cosa pensassi dei fatti dell'Ucraina e ha paventato l'ipotesi di una guerra mondiale.
A prescindere dal fatto che se si arrivasse a tanto sarebbe una condanna totale per tutti, mi sono chiesta cosa potrei mai fare io per impedirlo.
A volte mi sento un giochino messo li.
Un po' come quando giocavo con la Barbie, la casa di Barbie, la macchina di Barbie, i vestiti di Barbie.
Sfondando le pareti della fantasia, se Barbie avesse avuto una vita propria, avrebbe pensato di essere nelle mie mani, di dipendere da me, di non avere nessun potere oltre le mie decisioni.
E' come giocare a fare dio.
Solo che se disponi di coscienza, non è affatto divertente stare dalla parte di chi subisce.

Nel frattempo "la grande bellezza" ha vinto l'Oscar come miglior film straniero.
A me non è piaciuto, ma il fatto mi rende comunque orgogliosa.


lunedì 24 febbraio 2014

Ho visto un re

Giuro che ci provo ad essere obiettiva.
Leggo, m'informo, cerco le pagine social alla ricerca di chiarezza.
Invece trovo sempre e solo contorcimenti, concussioni e molte facce di merda che giocano con la nostra pelle.
Tento esperimenti, mi faccio domande e mi do risposte.
Io non conto nulla, ovvero sono solo un piccolo voto, ammesso che si torni ad essere democrazia e non Re_pubblica monarchica come pare essere or ora.
E, comunque, mi chiedo come fare a fidarmi di un tizio che in poche settimane ha fatto un casino senza precedenti, fottendo quelli del suo stesso partito, attento prima a rassicurarli che da lui non avrebbero avuto nulla da temere.
Minchia, meno male.
Avrei preferito che proclamasse a chiare lettere le sue intenzioni.
Così, oltre a palesare una bastardaggine senza precedenti, ha dimostrato di essere un bugiardo inaffidabile.
Infine, vent'anni di barzellettieri, mi fanno diffidare da quelli che vogliono fare gli spiritosi a tutti i costi, di quelli che ci prendono per il culo col sorriso.
Insomma, sono molto preoccupata.
Sbaglio?

(ho visto un re - gaber-jannacci)


mercoledì 12 febbraio 2014

Never ending story

Cosa potremmo mai dire che non sia stato detto?
La scena politica di questo paese lasciato alla deriva, è imbarazzante.
Non fanno che ripetere le stesse cose, mentre le persone muoiono di fame, perdono il sonno.
I più disincantati, si ammazzano.
E' come se fossimo appena usciti da uno scenario di guerra, senza la fase successiva della ricostruzione.
Tutto cade a pezzi, tutto si sfalda.
Non vi è più alcun tipo di certezza se non quella del declino ulteriore.
E assistere ai siparietti dei nostri politici è come sboccare senza mettersi due dita in gola.

giovedì 9 gennaio 2014

Luce

Se ci fosse la possibilità di permettere al ricordo di farsi spazio, ritroverei volti e voci che si son fatti dimenticare lungo il percorso o il disegno di questi schemi caotici che gestiamo quotidianamente.
E' come fare zapping nel cervello, cercare il particolare in mezzo al caos, intravvedere una faccia, un nome, un nick, un accenno sentimentale di qualcosa che c'è stato e si è perso.
Perchè con chi è rimasto non accade.
Chi è rimasto c'è anche quando non c'è.
Chi si è nascosto per volontà o difetto o noncuranza, è un puntino di luce che rimbalza tra un ricordo e l'altro, tra un momento vissuto e un sogno.
Che se la vita fosse fatta di tessere di puzzle, alcune che prima erano perfette, hanno perso concavo e convesso e allora non è per cattiveria, ma solo perchè non sapresti come farle stare insieme se le archivi nello spazio di ciò che è stato.
E' che ci son momenti in cui ti piacerebbe sapere di non aver sprecato niente, perchè allora, quello che adesso è diventato nulla, era talmente tanto da riuscire a credere che fosse vero.

(luce - silvia capasso)

lunedì 30 dicembre 2013

BUON 2014

Lo facciamo un resocontino di questo anno che si avvia a fare la fine di tutti quelli prima di lui?
Beh, non è stato brutto, tutto sommato.
C'è stato il matrimonio, il viaggio di nozze, il mare.
Non è che capita sempre.
A me ogni 20 anni, ma so che a sto giro è per sempre.
Che se ci penso, comunque, è stato intenso, mica è così facile e scontato organizzare un matrimonio.
Io le capisco quelle che si affidano ai wedding planers.
Poche rotture di coglioni anche se decisamente più impersonale.
Anyway, a parte qualche delusione sparsa qui e là, qualcuno che dovrebbe andare a fare in culo senza passare dal via, il fancazzismo dilagante, posso affermare che di questo anno c'è poco da buttare.
Quindi, mi auguro che quello che si accinge a presentarsi, sia carico di buone nuove.
Che se le chiamo aspettative, non potranno che essere disattese.

Auguri gente!
p.s. non è vero che chi non tromba a capodanno non tromba tutto l'anno, lo so per esperienza, ma nel caso crediate ai proverbi, dateci dentro!

sabato 14 dicembre 2013

Non voglio mica la luna

Cara Alessandra,
ho ricevuto la tua letterina  nella quale mi chiedi:
- un lavoro, anche piccino
- qualcuno che sappia governare senza rubare
- una classe politica completamente rinnovata
Oh bella mia, ma per chi mi hai preso?
Faccio solo regali facilmente reperibili.
Ma visto che sei stata brava, se proprio desideri qualcosa di originale, potrei pensare di farti trovare sotto l'albero, la luna.
Pensi possa andar bene?
Cordialmente tuo
Babbo Natale

giovedì 12 dicembre 2013

mercoledì 4 dicembre 2013

ooops i did it again

L'ho fatto ancora.
Che non so se sia effettivamente una fortuna.
Che a voglia a ripetermi che no, non si sta invecchiando, si sta solo diventando più saggi.
E' che certe cifre ti pare vengano fuori come un vomito e quindi cerchi di trattenerle, cerchi di evitare che ti escano dalla bocca.
Per non sporcare il futuro, suppongo.
I mentitori esperti rilanciano offrendoti con spudorata commiserazione che no, mica li dimostri davvero quegli anni che dici di avere.
E tu, magari, neppure te li senti addosso.
Ma li hai tutti, nessuno escluso.
Sono li, sono nella faccia che indossi, nel "lei" che ti rivolgono che ti sembra un oltraggio più che un immeritato rispetto, sono nelle tette che si arrendono alla forza di gravità, in quella ruga in più, in quel capello bianco che nascondi sotto i colpi di sole.
Ed anche in quel sentimentalismo che prende il posto di un freddo cinismo.
Se gli anni non si misurassero col tempo non ci si sentirebbe nel pieno della giovinezza, a metà della propria esistenza, oppure verso un logico destino discendente.
Sicuramente ci si adatterebbe meglio al momento.
O forse no.
Datosi che non c'è modo di saperlo con certezza, accontentiamoci della speranza di poterlo fare ancora almeno per altre 100 volte.
Non è in fondo, quello che si augura?

mercoledì 6 novembre 2013

Another brick in the wall

In un mondo impazzito come il nostro, laddove tutti, a parole, sarebbero migliori, più grandi, più bravi e tutt'un'altra serie di bellezze paradossali e mistiche, mi chiedevo, ma se davvero.
Se davvero chi uccide impietosamente e senza scrupolo alcuno, fosse dato alla gente, le persone lo ucciderebbero con ricambiati sentimenti d'odio?
Perchè dichiarare di volere in pasto qualcuno, implica un'azione che se resta nell'immaginario collettivo, è sicuramente cruenta e devastante.
Ma in una realtà tangibile, sebbene non direttamente coinvolti, saremmo davvero capaci di uccidere qualcuno che ha ucciso?
Se davvero potessimo arrivare a sedere sullo scranno del potere, saremmo in grado di avallare le richieste di ognuno, di fare tutti contenti, di fare tutto quello che va fatto?
Se davvero volessimo cambiare le cose, personali, sociali, politiche o di qualunque altra specie, se davvero lo volessimo, non saremmo in grado di unire le forze e gli egoismi e soverchiare il sistema?
I muri veri si possono abbattere, quelli che dimorano nello stato mentale di ognuno, sono incrollabili.

(another brick in the wall - pink floyd)

lunedì 7 ottobre 2013

La terra dei cachi

Questo è il periodo in cui qualunque cosa fai, sbagli.
Se sei una ginnasta e dedichi una medaglia d'argento alle vittime di Lampedusa, se sei un ministro per l'integrazione e dici di voler rivedere una legge del cazzo.
Ho letto cose da non umani.
Sarà che è proprio l'umanità a non essere più tale.
Sarà che impera razzismo e vergogna.
Sarà che un ventennio di fatiscenza lascia un segno evidente.
Saranno tante cose, ma sono una più triste dell'altra.

(la terra dei cachi - elio e le storie tese)

lunedì 9 settembre 2013

Close to me

E' quantomeno paradossale che la sensazione di vivere la tranquillità della propria esistenza, mi precluda lo stimolo alla narrazione di fantasiosi voli pindarici.
Eppure, per quanti  sforzi faccia, non trovo argomenti, illuminazioni o anche poche parole da buttare giù in questo spazio che per tanti anni mi ha reso parte di qualcosa.
Perfino Anobii mi ha mandato una mail nella quale mi chiedeva che fine avessi fatto.
Non che la mia libreria virtuale sia tra le più fornite, eppure i logaritmi del sistema hanno calcolato la mia assenza.
E mi sono resa conto di aver preso davvero una distanza da quello che fino a qualche tempo fa, era una parte del mio quotidiano.
Senza la volontà di farlo, ma solo perchè le circostanze mi hanno portata altrove.
La sensazione che ne nasce, è un misto tra il rammarico dell'apparente abbandono e l'indifferenza per qualcosa che forse ha compiuto il suo tempo.

(close to me - the cure)


sabato 24 agosto 2013

Il padrino

Una delle cose belle dello starsene in vacanza, è che non sempre hai giornali o televisioni sotto mano.
Che da un po' di tempo a questa parte, è come fare una passeggiata di salute.
Non sai, non vedi, non soffri.
Poi torni e, volente o nolente, le notizie s'infrangono sulla riva del tuo sapere.
E per quanto tu ti costringa a far finta di nulla, per quanto sappia che la possibilità oggettiva di apportare modifiche e/o migliorie è direttamente proporzionale al proprio potere ovvero zero, non lo puoi evitare.
Così ne parli, non foss'altro per sfogarti, tra un rigurgito di bile e un po' di schiuma che fuoriesce dalla bocca.
Perchè davvero, restare indifferenti di fronte a certe richieste, è oltre l'oltre della decenza.
Siamo governati da una manica di coatti, di soprofiti, capaci di delegare le proprie responsabilità a chiunque gli capiti a tiro.
Il nano, davvero non mi capacito di come sia possibile che resti avvinto come l'edera al panorama politico, ovvero non mi capacito del fatto che ancora gli venga permesso, il nano, dicevo, non più tardi dell'altro giorno tuonava che è colpa, non importa di cosa, della sinistra.
Ma perchè, esiste ancora una sinistra politica?
Secondo me è male informato, oppure è solo per cambiare la fattispecie per non risultare noioso parlando dei magistrati.
Ho visto una vignetta illuminante su faccialibro: un gruppo di persone viene spronato a intervenire.
"Adesso basta" dice il leader
"Siiii basta" dice il popolo
"E' ora di ribellarsi"
"Siiii ribellione"
"Domenica faremo la rivoluzione"
"Siii cioè, ehm, non possiamo fare lunedì che domenica comincia il campionato?"
Ecco, questo siamo noi!

domenica 18 agosto 2013

Scrivimi

Non amo gli audiolibri, i videolibri, i dispositivi di lettura e tutto quello che chiamano libro ma che libro non è.
Vuoi mettere il fascino della carta, il fruscio della pagina che volge al retro di sè, il segnalibro che infili tra i fogli e che ti riporta laddove hai terminato l'ultima volta?
Perchè la costrizione a modernizzare qualsiasi cosa, dovrebbe aver rispetto per cert'une, lasciarle al loro stato originale, lasciare che si possano ingiallire o anche solo impolverare di vita altrui.
A volte mi domando cosa resterebbe se improvvisamente smettesse di esistere l'elettronica e le sue capacità di correlarsi al mondo.
Cosa sarebbe di noi.
Se saremmo ancora capaci di rapportarci, come una volta, non troppo tempo fa.
Non usiamo più la mente come spazio personale e non cedibile e usiamo un modem perchè i piccoli momenti, i ludici pensieri e l'intimità dei sentimenti contrastanti, diventino un post o uno stato di facebook o un tweet.
E tutto questo è meraviglia e tristezza al contempo.

(scrivimi - nino bonocore)

martedì 13 agosto 2013

I'm walking away

In tutto questo tempo, ho imparato molte cose.
Che uno dice, convivo da un po', se mi sposo cosa vuoi che cambi?
Invece cambia, cambia il modo in cui gli altri ti vedono.
Le famiglie t'inglobano in un modo prima sconosciuto, come se entrassi a far parte di un clan protettivo che prima riuscivi solo a sfiorare, le persone intorno ti riconoscono come coppia a tutti gli effetti, nonostante lo fossi da sempre.
Entri nel ruolo vero e proprio del marito o della moglie, come se fossi asceso ad un gradino più alto.
Anche se poi, nell'atto pratico del vivere, è rimasto tutto uguale a prima.
Ho imparato che stare in vacanza per oltre un mese, crea dipendenza e che sforzarsi di trovare scuse nostalgiche per tornare è solo un'illusione per stare meno peggio.
Ho imparato che non avere connessione e non essere raggiungibili telefonicamente per una settimana, è liberatorio.
Ho imparato che la politica è come una telenovela, non importa quando smetti di seguirla, quando la riprendi è esattamente nello stesso punto in cui l'hai lasciata.
Ho imparato che fare la blogger è un mestiere, che avevo quasi pensato di metterlo nel curriculum, se non fosse per il fatto che di tanto in tanto, quello che scrivo potrebbe urtare la sensibilità di qualcuno e che nonostante lo faccia da un sacco di anni, non abbia mai guadagnato un solo centesimo.
Ho imparato che un legame con una terra, è qualcosa che nasce indipendentemente dal tuo volere, un seme che diventa fiore e sboccia quando meno te l'aspetti.
E poi, c'è tutto quello che devo ancora imparare...

domenica 23 giugno 2013

Perfect day

Hai presente il giorno perfetto, quello in cui ogni pezzo del puzzle s'incastra perfettamente senza sforzo?
Ecco, è quello che ho vissuto io, ieri.
Temperatura deliziosa, amici e parenti meravigliosi.
Un giro di giostra senza sobbalzi.
Qualche lacrima sparsa piena d'emozione che andava sciogliendosi a mano a mano che i minuti passavano, l'armonia in ogni istante.
Quelle giornate talmente belle, che se potessi riavvolgere il nastro del tempo, vorresti rivivere 100 volte.
Uguali.

(perfect day - lou reed)

giovedì 30 maggio 2013

Che sarà

Che capita chiedersi come si sia arrivati fin qui.
Nel senso che sei fai mente locale su tutto quello che hai vissuto e le scelte che hai fatto, avresti potuto essere altrove ed essere diversa da quello che sei diventata.
Se il tuo cammino ti avesse portato a fare conoscenze diverse o continuare a vivere in una città invece di cambiarne un certo numero, cosa sarebbe stato?
Meglio, oppure peggio.
Io me lo chiedo a volte, mi capita di fantasticare sul mio futuro collaterale.
E lo immagino sempre bellissimo, sia perchè non costa nulla, sia perchè non avrò mai la controprova e quindi, dato che è il surrogato di una realtà alternativa, tanto vale farlo alla grande.

-22 signore e signori.
Comincio ad avere un po' di tremarella.
Ma nessun ripensamento!

(che sarà - ricchi e poveri)

martedì 21 maggio 2013

The taste of your tears

Dopo tutto questo tempo, nulla è successo.
Hanno deciso per questo governo di comodo perchè era necessario apportare le riforme urgenti.
Che so, quella sulla legge elettorale, quella  sui finanziamenti pubblici ai partiti, incentivi per l'occupazione, taglio delle province, taglio dei parlamentari, i pagamenti delle pubbliche amministrazioni verso le aziende che aspettano da una vita il loro saldo per lavori già commissionati, solo per citarne alcune.
Non è stato fatto nulla!
N U L L A!
Invece assistiamo al teatrino banale e sconcertante tra i soliti collusi che pensano a riempirsi la pancia e continuano a fottersene bellamente.
Il nano, leader politico condannato dalla magistratura, interdetto ai pubblici uffici (mi sembra di raccontare una barzelletta per dio!) che oltre a continuare a farsi tutti i cazzi suoi, potrebbe essere eletto senatoreavita.
Una delle sue protette che chiama i carabinieri per essere stata insultata al supermercato e questi ultimi che invece di risponderle di non rompere i coglioni per queste cagate, intervengono pure.
Quello che resta del pd, che invece di rimboccarsi le maniche e rinascere dalle ceneri della propria incapacità, si sforza di dare vita ad una legge anti-movimenti.
Io sono basita che schifata ormai lo ero da un po'.
Credo che questa italia, non sia ancora abbastanza alla frutta per prendere una posizione di forza, seria.
Temo altresì, che quando si renderà conto di esserci arrivata, sarà troppo tardi.
Allora si comincerà ad avere davvero paura.
E non più solo delle parole.

martedì 14 maggio 2013

Donne

La speranza è che le campagne di sensibilizzazione, sensibilizzino davvero.
Ma, mi rendo conto, non basta avere ragione e forza di volontà, per riuscire a venire fuori dai meccanismi di una coppia, per quanto malata essa sia.
E' facile dire alle donne di non aver paura, di denunciare.
Prescindendo dal fatto che più spesso che volentieri chi è autore di femminicidio, non venga neppure punito, le dinamiche che portano una donna a non denunciare, sono molto più sottili e radicate.
Molti anni fa, io stessa, donna emancipata e di cultura, ho vissuto con una persona gelosa.
E per me, che la gelosia è un sentimento sconosciuto, era piuttosto difficile riuscire a capire cosa potesse far scaturire certe reazioni inappropriate.
A lungo andare, ti senti colpevole dei tuoi atteggiamenti.
Perchè, dici a te stessa, se è geloso, sarà perchè sbaglio a pormi, sbaglio a ricevere telefonate, sbaglio a salutare con troppo entusiasmo.
Ricordo che un giorno, presso un punto verde, mentre stavamo vedendo coppie ballare valzer e minuetti, si alzò di scatto imponendomi di andare.
Piantò una grana senza senso, accusandomi di scambiare sguardi con un tizio, uno qualsiasi.
In fondo, non ero che una troia, come tutte le altre.
Implorai perdono per qualcosa che non avevo fatto.
La mia emancipazione e la cultura, finirono nel cesso insieme alla dignità.
Ci misi due anni a capire quanto malata fosse questa storia, ma nel momento stesso in cui tornai a volermi bene, lo cacciai di casa a calci in culo.
Mi è andata bene.
Altre non sono state, non sono e non saranno altrettanto fortunate.
Perchè è così facile confondere l'amore col bisogno ed è altrettanto facile smettere d'amare sè stessi credendosi troppo impegnati ad amare qualcun altro.






lunedì 13 maggio 2013

It's my life

Premessa: Poison, è questo donnino virtuoso che oltre ad andare al cinema e recensire molti film dei quali io non sia neppure a conoscenza, ha una competenza e una disinvoltura a camminare sui tacchi che mi lascia una bava d'invidia.
Ora, l'altra sera, io, futuro marito e Shark, si è deciso di andare a mangiare una pizza.
Visti gli allenamenti quotidiani in vista del giorno fatidico, mi sono messa bella in tiro.
Potevo mettere le ballerine?
Certamente no.
Così, sfidando lampi in lontananza e quei 400 metri che ci dividevano dalla pizzeria, ho indossato un tacco 12 di tutto rispetto.
Per farvi capire, quando mi sono trovata al cospetto dei miei due cavalieri, li ho apostrofati con un "ciao nani!"
Al ritorno, oltre che alla qualità del cibo, abbiamo sentenziato che non me la fossi cavata così male, tanto che lo squalo se n'è venuto fuori con un eloquente "puoi vincere il premio Poison"
Ho ancora un sorrisetto vittorioso stampato sulla faccia.
Questo, per dire quanto sia importante l'allenamento!