Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

domenica 6 novembre 2016

O bella ciao


Sto diventando una brutta persona.
Una volta non avrei mai pensato di poter augurare le peggiori cose possibili a qualcuno.
Ma sta succedendo.
E' un movimento che mi scuote le budella, passa dallo stomaco e rigurgita come suono.
E non è mai un bel sentire.
Ora, a proposito di questo referendum che, tra l'altro, cade esattamente nel giorno del mio compleanno, altro motivo imperdonabile, non è che uno debba votare per forza NO o per forza si.
Ognuno porrà il suo voto in maniera libera e consapevole.
Almeno è quello che spero.
Perché "ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di  Orione,e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo,come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire"
Beh, non davvero così tante ma ho sentito persone  che per superficialità e pressapochismo non hanno speso un minuto per informarsi, per capire.
Gente che non si rende conto dell'importanza di questo voto.
Non daremo il nostro dissenso o il nostro assenso  per una robina così, ma per qualcosa che cambierà radicalmente il nostro divenire. 
Quindi accertiamoci di fare la scelta giusta, qualunque essa sia.

martedì 30 agosto 2016

La descrizione di un attimo



Mi piacciono le persone dal carattere forte, quelle che quando decidono restano ferme sulle loro posizioni.
Lo so che non è facile, soprattutto per le storie che coinvolgono il cuore, ovvero lo è se osserviamo da spettatori, che ci vien bene in quel caso essere prodighi di consigli.
Ma mentre ci troviamo dentro l'intrigo e la passione, spesso succede che, nonostante le motivazioni siano valide per allontanarci da quelle circostanze, continuiamo ad arrampicarci tenacemente sullo specchio della possibilità, adducendo spiegazioni e giustificazioni che contravvengono al benessere e all'amor proprio.
Certo, allo spettatore si presenterà l'immagine di una persona incapace di vedere le cose esattamente come stanno, ovvero qualcuno che continuerà a perseverare nell'opera umiliante di trovare il significato dentro qualcosa che non esiste.
Credendoci peraltro.
Ma quel potere che certe persone hanno su di noi, siamo noi stessi a regalarglielo.
Allora, perché non avere la capacità di riprenderselo?
Cosa può darci qualcuno che noi stessi non siamo capaci di darci?
Possiamo davvero lasciare che qualcuno ci riduca a una pezza senza riuscire a fermarci e chiederci per quale motivo non riusciamo a reagire?
A volte farebbe bene mettersi davanti ad uno specchio e parlarsi.
Sarebbe il modo migliore per renderci conto che i peggiori nemici che abbiamo, siamo noi.

(la descrizione di un attimo - tiromancino)


mercoledì 24 agosto 2016

Whatever well be


Il mio mantra è sempre lo stesso ovvero se una cosa deve accadere sta sicuro che accadrà.
Alcuni lo chiamano destino altri caso.
Ma il destino in qualche modo ce lo costruiamo con le azioni che compiamo, siano esse consapevoli o no.
Il caso è un'altra storia.
Il caso ti si stropiccia addosso senza che tu te ne accorga a prescindere dalle azioni che compi.
Non puoi metterlo nel computo delle possibilità.
Accade e basta.
Ogni tanto mi chiedo, se mai ci fosse la possibilità, se davvero mi piacerebbe conoscere il futuro, vedere al di là dell'oggi.
Si, insomma, avere quella parte di consapevolezza sul domani che mi darebbe la possibilità di intercedere direttamente sull'esistenza.
Ma per il principio del mantra, questa conoscenza diventerebbe essa stessa un paradosso.
Perchè se è vero come è vero che tutto ciò che deve accadere accadrà, ecco che qualunque azione porterebbe comunque a quell'esatta reazione.
Quindi aspetto e spesso spero che il destino sappia cosa voglio e che il caso non s'intrometta tra me e ciò che dev'essere.


giovedì 5 maggio 2016

In a manner of speaking


Se c'è una cosa che mi fa girare il cazzo a mille è sentire italiani che non sanno parlare l'italiano.
Se in più hai i titoli che ti permettono d'insegnarlo anche agli altri, mi fa incazzare ulteriormente.
Perché è inconcepibile che l'uso del congiuntivo sia un optional, è disarmante ascoltare frasi senza logica.
E se c'è una cosa che mi fa davvero  rabbrividire, è l'uso indiscriminato delle cadenze dialettali.
Quindi lontani da me tutti quelli che "scendono il cane per pisciarlo", "salgono il bambino a casa", quelli che "penzano" e "muorono" quelli che vanno "a d'agio".
Con voi, non ce la posso fare.

martedì 3 maggio 2016

Grazie alla vita


Non è un caso, semmai una consapevolezza acquisita nel tempo vissuto, la convinzione che le persone non possano cambiare.
Puoi arrivare a plasmare i tuoi spigoli, trovare una dimensione di pace, ma quello che sei, resti nel tempo e nello spazio.
Se riguardo indietro mi rendo conto che l'età e la saggezza, aiutano ad evitare di farsi del male inutile e dannoso, ma quella che sono resta come una seconda pelle.
Puoi raschiare via il peggio, come epidermide morta o abbronzatura che ti abbandona ma dentro e tutt'intorno resti il punto fermo di te.
Nel bene e nel male.

giovedì 28 aprile 2016

Call me


Ci sono anche quei periodi in cui contattare un call center cresce in maniera esponenziale alla rottura di qualcosa o al mancato funzionamento di qualcos'altro.
Ecco, questo è il mio.
Vuoi per un motivo, vuoi per un altro, ne ho dovuti contattare diversi.
Ora, partiamo dal presupposto che se chiamo un'azienda italiana, mi aspetto la collaborazione di un tecnico italiano.
In realtà anche se chiamo un'azienda straniera che però ha sedi in tutto il mondo, nostra penisola compresa, mi aspetto altrettanto.
Nein!
Sono tutte persone straniere.
Per carità, niente da eccepire sull'uso della lingua, sulla reciproca comprensione e sulla gentilezza e cortesia ma, cazzarola, perchè mai il numero verde servizio italia dell'azienda pinco palla mi risponde dall'Ucraina? O dalla Romania?
Vabbè che le femmine di quei paesi sono fighe (ma solo quando sono giovani che alla distanza si perdono mentre noi teniamo  il passo ostinatamente), vabbè che di solito nascono con  un traduttore incorporato della capacità di almeno 5 lingue  (noi a malapena parliamo la nostra a volte neanche benissimo e qualche dialetto che non fa curriculum) ma perchè non c'è più un call center italiano?
Lo so,  la mia è una domanda retorica perchè alla fine della fiera è sempre e solo un problema di soldi, di stipendi, di risparmio.
Però può non starmi bene?
Cioè a loro piacerebbe che chiamando il servizio clienti di un'azienda di Bucarest rispondesse un'italiana?
"Bună dimineața , aș dori să știu de ce nu am telefon linia"
(buongiorno vorrei sapere perchè non ho linea telefonica - google traduttore docet)
"ehm uhm, sciura repeta por favor speak pian pian che no comprendo"
Che se vogliamo proprio dircela tutta chi parla il rumeno se non i rumeni?

(la signorina nella foto, non lavora in nessun call center, sappiatelo!)




giovedì 21 aprile 2016

Running up that hill


Esistono tanti tipi di ansia, quella da prestazione, quella dovuta all'emozione, quella per un evento o un incontro.
L'ansia, di per sé non è un male, se sta entro limiti accettabili e non insiste a starci addosso come una cozza facendo di noi il suo scoglio preferito.
Quando si propone è fino piacevole quando si manifesta con quel friccicorino d'attesa che c'investe, quando ci offre quel vuoto allo stomaco che con la fame non ha nulla a che fare.
Questa fa parte del tipo che tranne le facce buffe, la ripetizione a nastro delle stesse cose, il cambio compulsivo di abiti, non fa male, anzi, ha una sensibilità propria e sparisce nel momento in cui la prestazione, l'emozione, l'evento o l'incontro hanno luogo.
Poi c'è quella bastarda, quella che con te ci sta proprio bene, così bene che non ti abbandona mai, che si sente sola di notte e ti sveglia, che si sente frustrata e chiede la tua attenzione, quella che si annoia e ti chiama.
E lo fa con prepotenza.
Ti si getta addosso in maniera pesante, ti schiaccia.
E più ti ribelli più s'impunta.
E tu la punisci con l'ansiolitico, perché è così che lo chiami, che antidepressivo suona male.
E poi mica sei depressa.
Te lo ripeti come se ti vergognassi, come fosse una malattia insanabile e altamente infettiva.
Ma se ci pensi, se ci pensi bene, quelle goccine che ti aiutano a vivere un po' più serenamente, se davvero le chiamassi per nome, dovrebbero farti riflettere e capire che magari dentro dentro, nel profondo, inconsapevolmente anche a depressione sei molto simpatica e con ansia sono amiche per la pelle.
Inscindibili.
Quindi scavi dentro te aspettando di capire da dove tutto è partito, anche se un po' lo sai.
Ma il rimedio non è a portata di mano.
Quindi fai l'unica cosa possibile: ti dopi e vivi meglio che puoi.

(running up that hill - placebo)

giovedì 7 aprile 2016

Psyco killer

Quando ho deciso di uccidere la mia famiglia, non l'ho fatto perché li odiavo
In realtà era da tanto tempo che desideravo che qualcuno mi notasse.
Ad un certo punto gli amici lasciano il tempo che trovano, soprattutto in un paesino come quello in cui vivo.
Volevo di più, volevo che tutti guardandomi, mi riconoscessero.
Sapevo che avrei dovuto fare le cose per bene.
E le ho fatte.
Ho finto di trovarli, di disperarmi.
Mi sono gettato tra le braccia di perfetti sconosciuti che cercavano di cullare il mio dolore.
Il mio dolore....
Ma loro cosa potevano sapere?
Ho fatto in modo che su di me ricadessero solo sospetti, nessuna prova certa.
Ero solo un candidato in mezzo agli altri.
Non importava che ci fossero colpevolisti e innocentisti, facevo notizia, avevo centrato in pieno l'obiettivo.
E tutto è cominciato.
La mia faccia su tutti i giornali, invitato in qualsiasi talk show, le donne che mi cadevano ai piedi.
Ah, il fascino del ragazzo maledetto.
Fama, ricchezza, senza sforzi.
Ero arrivato.
Ma non durò a lungo, solo fino al successivo omicidio.
In men che non si dica la faccia di qualcun altro aveva sostituito la mia, gli abbracci cullavano il dolore finto, vero, chissà, di altri e io mi ritrovai esattamente dov'ero partito.
Ma al contrario del principio, ero solo.
No, no, tranquilli, nessun pentimento, se tornassi indietro rifarei le stesse cose, rivivrei quelle emozioni mille volte e mille volte ricomincerei.
Perchè se per la società sei qualcuno, chiunque tu decida di essere, tutto il resto è discesa, tutto il resto è nulla, tutto il resto è vita.



sabato 2 aprile 2016

Singing in the rain

Oggi riflettevo sul fatto che quando nei filmzzzz c'è una scena in cui i protagonisti, maschi o femmine che siano, sono sotto la doccia, hanno sempre quella postura un po' sexy tipo: braccio steso con mano appoggiata alle piastrelle, testa china con scroscio omogeneo d'acqua direttamente sul capino, gambina leggermente piegata.
Nessun utilizzo di saponi-bagnoschiuma-shampoo, solo questo momento estatico in cui solitamente, lavano qualche vergogna o dispiacere subiti o sangue raggrumato.
In questo caso la scena immediatamente successiva avrà come protagonista  lo scarico, nel quale scorrerà il rifiuto cancellato dal corpo in maniera fluida, lasciando il piatto doccia immacolato.
Uscendo, metteranno una piccola asciugamano intorno alla vita gli uomini e intorno alle tette le donne, senza che un brivido li percorra neppure per sbaglio.
Ora, tutto ciò non è credibile.
Lasciamo perdere che sia difficile che possa capitare di doversi togliere di dosso tracce di sangue, ma una doccia umana prevede:
a) regolazione dell'acqua che sarà sempre un'impresa, troppo calda, troppo fredda, variabile mai stabile con scroscio che dipende sempre da quanto calcare si sia accumulato nei fori del doccione
b) posizioni inenarrabili affinché ad ogni orifizio sia dedicato il tempo e il modo per poterlo considerare adeguatamente ripulito
c) scarico nascosto da dettagli di schiuma che si agglomera esattamente nello stesso punto e che prima di sparire necessità di una considerevole quantità di bestemmie
d) piatto doccia disseminato di peli e capelli la cui reazione all'acqua è quella di abbandonare il corpo al quale appartengono
e) tentennare prima di uscire e balzare verso l'accappatoio; dopodiché tremare e strofinarsi energicamente in attesa di ritrovare una temperatura corporea soddisfacente.
Ecco cosa prevede una vera doccia.
Ed ecco perché la vita è vita e non un film.
Neppure quando facciamo finta di crederci.




sabato 26 marzo 2016

Non ho l'età

Ma cos'è davvero che ci rende "anziani"?
No perchè si fa in fretta a dire "vedi quella? Ah quando era giovane era proprio una bella donna!"
Che significa?
Che ad ognuna di noi il tempo riserva il bonus ciofeca?
E perchè l'uomo invero diventa affascinante?
Lo capisco, avere un numero addosso, portarselo dietro e comportarsi da cazzara q.b, è sicuramente un paradosso generazionale, ma  vuoi mettere come ti senti davvero paragonato a quello che gli altri credono tu sia?
C'è tutto un mondo nel mezzo.
Come le sfumature.
Hai la saggezza di sapere come comportarti a seconda dell'occasione, hai la capacità di gestire i tuoi momenti ludici, sei indipendente dalle critiche che  finalmente riesci a farti scivolare addosso come una sottana di seta.
Ok, l'aspetto ti tradisce un po' e le aspettative di chi osserva sono altre.
Ma in fin dei conti, di chi aspetta e osserva e attende di vedere qualcosa che non sono, alla fine, ma che cazzo me ne frega?
Ah, la meraviglia delle nuove consapevolezze, la bellezza del raccolto di emozioni che mi porto dentro, tutto questo mi appartiene.
Ci ho messo il tempo necessario ma ora lo so e so che ci sono cose che non cambieranno mai, come una risata che parte dal cuore e si protende verso l'infinito.

giovedì 17 marzo 2016

E se domani

A volte spunto fuori, come i funghi.
E' che un'amica mi ha fatta riflettere.
Mi ha detto che sarebbe un delitto non potermi più leggere.
E so che le sue non erano lusinghe buttate lì tanto per.
Non lei.
Lei non spreca e non regala parole se non per dirti davvero ciò che pensa.
E mi piace proprio perchè è così, autentica, vera.
Così ho riaperto queste pagine e mi sono riletta parte delle mie storture.
Quanta vita, quanto pensiero, quanti voli ci sono qua dentro.
Una volta avevo più tempo e fantasia e avevo rabbia da scaricare, dalla quale spogliarmi.
In fondo era la mia valvola di sfogo, il mio rifugio interiore, ciò che mi permetteva di esternare il peggio perchè  garantiva protezione e riflessione a prescindere da un eventuale confronto.
A volte mi succede ancora, magari un sogno o un'esperienza e ci penso, mentre sono lì davanti allo specchio che mi preparo, con la bocca aperta e il mascara in mano, e me lo dico a voce alta, dovrei scriverlo questo, dovrei tornare.
Poi passa l'attimo e vengo inghiottita  dalla realtà, dal quotidiano, dai mille impegni, tutto torna a circondarmi, come una nebbia.
Ma ci sono volte, tipo questa, che pensi sia un atto dovuto a te stessa riprenderti  il tempo e lo spazio e fare ciò che ti piace.
Che a me, scrivere è sempre piaciuto tanto.


martedì 1 dicembre 2015

Hello

Ogni tanto mi prudono le mani, non più come una volta sicuramente, ma succede.
E' che in realtà vuoi parlare di tutto e di niente, vorresti che alcuni avvenimenti avessero avuto una svolta diversa, che certi altri si fossero evoluti.
Allora pensi che sia tutto in mano ad un destino che non puoi pianificare, nè prevedere.
Sei lì e aspetti.
Fai quello che devi, che puoi, poi ti metti lì e guardi scorrere il tempo e guardi che cosa ti porta in dono o cosa ti porta via.
A volte neppure in quest'ordine.
Che non è vero che sei l'artefice del tuo domani, perchè basta un attimo e tutto cambia.
Magari ti sei pure fatto un culo così.
Tutto inutile.
Devi stare fermo e aspettare.
Non serve neppure che speri.
Se deve succedere, succederà, che ti piaccia o no.
E ti ripeti come un mantra, che sono inutili i segoni mentali, le menate, le varie e l'eventuali.
E ti ripeti che devi vivere davvero ogni momento, buttartici a pesce, goderlo in ogni sfumatura.
Che tanto poi arriva il destino e ti stravolge la vita.
E tutto l'incazzo te lo potevi davvero risparmiare.

venerdì 21 agosto 2015

The end

Ciao Bro.
Vuoi sapere com'è andata?
Magari l'hai visto e ti stanno ancora girando i coglioni ma te lo voglio raccontare.
C'era un sacco di gente in uno spazio troppo piccolo per contenerle tutte.
Hanno fatto la funzione religiosa, quella classica di queste occasioni.
Si, lo so che ti stai rivoltando nella tomba, ma questo è il racconto di quello che è realmente accaduto non di quello che ti sarebbe piaciuto accadesse.
Molte lacrime, tantissime lacrime da chi, nonostante tutto, ti ha perdonato.
Il dolore ha forme strane, caro Bro, quindi non starò qui a giudicare chi non ne ha spesa neanche una, neppure per sbaglio.
Neppure me stessa.
Però il prete ti sarebbe piaciuto.
A parte le solite cazzate sull'indiscussa e indiscutibile bontà e perfezione di chi ci lascia, che sono un classico inno all'ipocrisia, ha celebrato una messa tutto sommato accettabile.
Alla fine ti hanno portato via e tutte le speranze che almeno uno dei tuoi desideri si materializzasse, sono state disattese.
Nessuna cremazione, Bro.
E tutti quelli che ti conoscevano davvero, sono andati a festeggiarti nel primo bar  disponibile a contenerli tutti.
Che eravamo tanti, sai.
E abbiamo brindato a te a suon di bicchieri di birra e abbiamo riso ricordandoti e abbiamo preso i cellulari ed ascoltato la canzone che avresti voluto ti accompagnasse nel tuo ultimo viaggio.
E ci siamo sentiti in pace con la nostra coscienza.
Te lo dovevamo. 
Te l'abbiamo dato.

(the end - the doors)

domenica 16 agosto 2015

The show must go on

Non sono una buona comunicatrice verbale.
Anzi,
Sono piuttosto fredda, a volte cinica, nei riguardi dei sentimenti.
Anche ora, quello che provo non è dolore, ma un senso di liberazione,
La tua.
Hai lasciato quel guscio che non ti rappresentava più.
Lo sai, io non sono credente, quindi non penso che tu sia andato verso i pascoli beati del paradiso immaginario della mera speranza degli uomini.
Mi piace immaginare che tu sia altrove, tra il vento, in  un temporale.
Insomma ovunque ti piacesse stare.
In questo giorno, ti sei fatto il migliore dei regali.
Ti voglio bene, Amico mio.

domenica 15 marzo 2015

La bambola

Egr. Sig. Berulsconi Silvio,
nonostante sia stato più volte oggetto di sentite critiche da parte mia, nonostante l'Italia con lei, sia andata verso un punto di non ritorno, nonostante sia stato più un barzellettiere che un politico, nonostante abbia creato numerosi imbarazzi diplomatici, nonostante tutto, insomma, credo che non sia stato la parte peggiore del nostro sistema politico.
Che la dice lunga, a ben vedere.
Ma vede, per una come me, che è sempre stata di sinistra, che ha creduto fino a che ha avuto la possibilità che quella fosse la parte a tutela dei lavoratori, delle fasce deboli, è giunto il momento di prendere coscienza e guardare in maniera obiettiva i fatti.
Perchè in fondo, la sua politica, per quanto malsana, non mi ha mai danneggiata in maniera personale.
Che, diciamocelo, alla fine ognuno guarda al suo orticello, così come lei ben sa, fermo restando apportare le dovute proporzioni sulle misure degli appezzamenti!
Dati alla mano, fu un politico di sinistra, a danneggiarmi diversi anni fa, facendomi perdere il lavoro, ed è un politico che si dichiara di sinistra,  che a ben vedere agisce come il peggiore degli uomini di destra, che sta per frantumare i miei sogni.
Lei mi dirà :"ma cara signora, le pare davvero che si possa parlare ancora di destra e sinistra? E' tutto un gioco di potere. Qui facciamo finta di opporci, ma lo vede anche lei che alla fine facciamo tutto quello vogliamo"
E mi toccherebbe darle ragione.
Ed è in virtù di tutto questo che mi chiedo come si possa credere ancora a qualsiasi cosa diciate, come facciate a non provare vergogna mentre discutete del nostro futuro in Transatlantico.
Perchè vede, Sig. Berlusconi Silvio, giocate con la nostra pelle, col nostro cuore.
Il bene dell'Italia è il bene degli italiani.
Non solo il vostro.
Distinti saluti


mercoledì 4 febbraio 2015

Meat is murder

Se la mia libertà finisce dove comincia la tua, mi chiedo con quale arroganza ci si possa permettere di giudicare qualcuno per le proprie scelte.
Ora, a me sta bene che tizio, che fino a qualche tempo fa si sarebbe mangiato una vacca sacra in India tutta intera, diventi improvvisamente vegetariano se non addirittura vegano.
Ma qual è il motivo che lo porta a rompermi i coglioni additandomi come assassina o mangiatrice di cadaveri innocenti se io continuo a nutrirmi di carne?
Mi sta bene anche che caio voti quel tal partito politico che manco li cani, allora perchè se io decido di rivelarti che ho simpatie per quell'altro  divento la cretina che non capisce un cazzo e tu quello che porta in tasca e nella testa le verità assolute e incontrovertibili?
Mi va bene anche che sempronio abbia deciso di smettere di fumare.
Ti stimo e ti rispetto, ma non mi sfrantecare i maroni se continuo a farlo nell'intimità dei luoghi consentiti.
Le scelte maturano attraverso  personali percorsi di vita e, proprio perchè tali, individuali.
Il rispetto è come l'amore, dev'esserci reciprocità.
Altrimenti non esiste.
La mia libertà di pensiero ed espressione vale tanto quanto la tua.
Il fatto che qualcuno non lo ammetta, lo rende schiavo del proprio limite, stretto nella morsa della propria presunzione, rinchiuso nel recinto dell'incapacità di confrontarsi e relazionarsi.
Un povero prigioniero che si crede libero.

(meat is murder - the smiths)

domenica 1 febbraio 2015

Scrivimi

A volte mi manca scrivere.
Ogni tanto mi guardo in giro e penso che questa vita di spunti te ne offre parecchi.
Ma poi, non c'ho tempo, non c'ho voglia.
E quello spunto evapora.
Le persone, invece, quelle che aspettano il mio ritorno su queste pagine, quelle mi mancano di più.
Sebbene certe non le abbia neppure mai incontrate, rimane l'empatia e il dispiacere di non avere quel confronto che solo qui posso avere.
Di cose ne sono successe e ne succedono tante.
La serenità è uno di quei vincoli strani che ti prosciuga la fantasia.
In fondo va bene così.
Che se proprio devo scegliere, preferisco essere serena senza scrivere che essere in ansia e dover far esplodere il mio disappunto tra le  metafore del mio malessere interiore.


sabato 3 gennaio 2015

A Max

Sai quanto è difficile trovarsi ad affrontare la propria impotenza?
Quando nessun atto d'affetto o d'amore, quando niente può aiutarti a risalire da quel buio nel quale sei piombato.
Sai quanto può far male sentirsi inermi?
No, tu non lo sai.
In questo momento non sai più niente.
Non sai quanto dolore stai lasciando intorno.
A quelli come te si perdona tutto, perchè non resti nessun sospeso, affinchè possa volare via senza rimpianti.
Mi piacerebbe credere che ci sia davvero qualcosa dopo, mi piacerebbe sapere che quest'inutile agonia ti possa condurre verso quella felicità che hai sempre sperato di trovare.
Quanto ti ho voluto bene, brother, anche quando mi facevi incazzare per le tue scelte fuori tempo, fuori luogo.
So che hai apprezzato la mia sincerità, so che mi volevi bene soprattutto per quello.
Ci siamo accettati per quello che eravamo, nonostante sia capitato che non condividessi le tue scelte.
Ma lo sapevi, non te l'ho mai nascosto, non le ho mai accettate a prescindere solo per compiacerti.
E ora sono qui, a pensare a te.
Mi resterà il ricordo di mille discorsi seri e di risate al telefono.
Riuscivo sempre a farti ridere.
Ora tu mi farai piangere.
So che succederà.
Sei sceso dalla giostra troppo presto, amico mio.
Ma sono il vento, e riuscirò ad accarezzarti ovunque andrai.

"Mi verrebbe da dire: scendi dalla giostra che in fondo fa sempre lo stesso giro e salta sull'altalena. Rimettiti in gioco, che lo so che sai giocare. Invece di pulire, sporca. Stupisciti, sorprenditi, lasciati da sola a bocca aperta. Muovi il piede, poi l'altro che ti ritrovi a camminare: non lasciare che la polvere che togli da sotto il tavolo ti si depositi addosso. E comincia da subito, da ieri. Da stasera. Cambiala tu la vita che non ce la fa a cambiare te (no, questa è Patty Pravo, lascia perdere). Insomma, fa succedere qualcosa. Romperti il cazzo solo per ricomporlo come un puzzle da 10000 pezzi non ti migliora e non ti peggiora. Ti lascia immobile e senza fiato. Ed io non ti conosco così. Non ti vedo così. Tu sei il vento."


lunedì 17 novembre 2014

Starman

E così ci sono andata.
A vedere Interstellar.
Che Nolan lo trovo adorabile.
A sto giro mi ha lasciata piuttosto perplessa.
Sarà che mi è capitato che per gustare appieno i suoi filmzzzz  devo rivederli.
Ma non so se me la sento di rivedere tutto sto pappone ingarbugliato.
A volte ho perso il filo, a volte mi ha annoiata.
Spesso ho guardato l'ora.
Stamattina ho scoperto che uno dei miei alunni settenni, è andato a vederlo sabato.
"Allora, ti è piaciuto?"
"Si, ma mi sono addormentato"
"Dove sei arrivato?"
"Alle onde altissime"
Ho evitato di spiegargli che il film a quel punto, era come fosse appena cominciato.
Neppure gli ho rivelato di aver fatto quasi la stessa fine qualche sequenza più in là.

(starman - david bowie)

lunedì 10 novembre 2014

Half a person

Mi annoia chi finge di nascondersi dietro mille spigolature e angoli acuti imperscrutabili.
Mi piacciono le figure lineari, lisce, senza tanti fronzoli.
Sarà che con la geometria non sono mai andata tanto d'accordo.
Ho sempre faticato a capire cosa si nascondesse dietro i problemi e i teoremi.
Mi manca la logica,  so per certo che non mi appartiene.
Da questo punto di vista sono come gli uomini, ho un pensiero semplice e onesto.
Le complicazioni amplificate mi disturbano.
Trovo che siano ottimi nascondigli per far credere d'essere chi non si è.
A meno che non si nasconda qualche disturbo psicologico tanto di moda nel nostro secolo è più facile  e sicuramente più auspicabile, mostrarsi spogli dalle innumerevoli presunzioni che  ci appartengono.
Quantomeno saremo in grado di gestire in maniera disinvolta, la nostra vera personalità.

(half a person  -  the smiths)

lunedì 3 novembre 2014

L'isola che non c'è

Ma come mai ogni volta che sento parlare Renzi è solo per dire che a lui non importa nulla?
L'Italia si è fermata, è un paese che non cresce più da molto tempo.
Lui risponde che non importa, che tanto per la gente non cambia niente.
I sindacati non concordano col suo job act.
A dire il vero anche all'interno del pd non è che ci sia tutto questo entusiasmo.
Sono previsti scioperi e contestazioni e lui, che fa?
Dice che non gli interessa.
E questi sono solo un paio di esempi.
Al che mi chiedo: ma c'è qualcosa o qualcuno che gli interessi davvero?
Perchè invece di cercare un confronto continua a dire che lui va dritto per la sua strada come se possedesse incontrovertibilmente il rimedio a tutti i mali?
Perchè sono sempre tutti gli altri che devono adattarsi a lui?
Come mai questo individuo arrivato dal nulla, autoproclamatosi reuccio di questo paese col beneplacito dei poteri forti, ha l'arroganza e la presunzione che niente e nessuno lo possa fermare?
Da dove arriva tanta sicumera?
Abbiamo già avuto un unto del Signore e abbiamo visto dove c'ha portato.
Almeno quell'altro era simpatico e sapeva prenderci per il culo con classe!
Chi sa darmi della risposte, mi spieghi, cortesemente....

martedì 16 settembre 2014

Sally

"E' tutto un equilibrio sopra alla follia"
Ma dove sta l'equilibrio?
Dove si è imboscato?
Perchè una volta era più semplice.
C'era di qua e di là e, a volte per scelta, altre per necessità, ti trovavi appena sopra o sotto quel limite.
Ora basta guardare i giornali.
Ieri leggevo che per guadagnare la buonuscita di Montezemolo, un operaio ci impiegherebbe 953 anni.
Anni di duro lavoro, ammesso che uno possa vivere 950 anni.
Che i tre anni che restano dici, vabbè, rinuncio a qualcosina.
E questo è solo un esempio.
Ci sono i pensionati di lusso e quelli che non arrivano a fine mese.
Ci sono i dipendenti che devono partecipare al contratto di solidarietà affinchè padri di famiglia non debbano restare senza stipendio e ci sono certi  politici che urlano a gran voce che tagliare loro l'indennità parlamentare equivale a  istigarli al suicidio.
Ovvio che la minaccia di questi miserabili non ha speranza di essere compiuta, dal momento che l'erba cattiva non muore mai.
E' la capacità di crederci mentre lo dicono, di non vergognarsi, che lascia basiti e indignati.
E' davvero come se vivessero sulla luna.
Che, sia ben chiaro, io ce li spedirei tutti, senza passare dal via.
Senza sostentamenti, giusto un po' d'ossigeno e i loro fottuti soldi.
Costretti a mangiarseli,
Che poi non si dica che è una menzogna dire che i soldi uno li caga! 

sabato 30 agosto 2014

La mia pagina bianca

Sono tornata.
Sono piena di cose di cui parlare ma non mi va di parlare di niente.
E' una settimana che guardo questa pagina bianca e la richiudo intonsa.
Faccio facce curiose che, volendo proprio provare a descrivere, formano dei grandi punti interrogativi sospesi.
Che dire?
Non so.
L'unica cosa che mi viene in mente adesso è che sia molto meglio fare il bagno al mare che in piscina, per un sacco di buoni motivi.
Primo tra tutti, perchè se ti scappa la pipì al mare, la puoi fare che tanto si disperde nel suo immenso.
So per certo che alcuni la fanno anche in piscina.
Che tanto c'è il cloro, dicono.
E sono gli stessi che hanno il cloro nel cervello, ma mica è un buon motivo per pisciargli in testa.
Il mondo è bello perchè è avariato, l'italia di più.
Eppure ci sono posti che ti lasciano una traccia nel cuore, così immensa che ogni volta che ci pensi o che ci torni o che te ne vai, ti cala una lacrima d'emozione, che nonostante tutto, non riesci proprio a spiegare.

(la mia pagina bianca - elisa)



martedì 22 luglio 2014

Un'estate al mare

Che qui non se ne può più.
E' un continuo passare dai 37 gradi della giornata soleggiata ai 19 gradi delle piogge e forti temporali nel giro di un amen.
Che c'ho un'età e c'ho bisogno di stabilità, di un minimo di sicurezza ambientale, perbacco.
Quindi me ne vo, anche quest'anno torno a ballare in Puglia.
Che come si balla laggiù, non succede da nessun'altra parte.
Buone vacanze!

giovedì 17 luglio 2014

I want a new drug

Ma voi lo sapevate che fare il blogger è un mestiere?
Ovvero, che ci sono persone che alla voce lavoro mettono "blogger"?
Ma che mestiere è?
L'ultima fiamma di Lapo (quello che non ha mai sniffato la striscia di Gaza, per capirci)  è una fashion blogger.
Ma ti prego!
Ora, per me essere blogger è scrivere tutto quello che mi passa per la mente, quando mi va, se mi va, senza censure, lasciando che la fantasia e/o la realtà accorcino le distanze tra il mio pensiero e il vostro.
Cos'è per voi?