Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

mercoledì 7 marzo 2012

Titanium (seconda ed ultima parte)

Non posso certo dire che ci sia anche solo una piccola possibilità di diventare uguali.
Del resto sono nostre creazioni ed i programmatori sono stati autorizzati a fornire i dispositivi, di funzionalità, soprattutto mentali, limitate.
Succede che qualcuno faccia finta di niente e abiliti strutture non convenzionali.
Non foss'altro per creare suspence.
Di solito rimaniamo piuttosto delusi, perchè a parte notare un incremento delle capacità soggettive, è oltremodo ragguardevole il risultato passivo che si ottiene osservando la parte sociale.
Il soggetto in questione resta isolato dai normodotati, in quanto ritenuto estraneo, diverso e quindi emarginato dal resto della comunità.
Che bizzarri!
Ma sembra piaccia molto creare questi gruppi di aggregazione dentro i quali certuni vengono ammessi e altri tenuti fuori.
Loro la chiamano forma di razzismo e la sviluppano talmente bene che ne hanno inventati diversi modelli.
Li lasciamo fare, sono stati creati apposta per sviluppare anche autonomamente  situazioni che conducano alla nascita di nuovi tipi di comportamento.
Io sto qui e li guardo, pronto a segnalare qualsiasi variazione significativa.
Mi capita di aspettare che succeda qualcosa per periodi indeterminabili e nel frattempo osservare la prevedibilità che continuano a mantenere con una costanza ossessiva.
Loro la chiamano quotidianità.
Eppure li abbiamo forniti di mezzi per evitare di cadere in consuetudini strutturali.
Li abbiamo dotati di sentimentalismo attivo e passivo, di ardore, di endorfine, ma finito l'interesse iniziale ricominciano a trattare gli avvenimenti come se si radicassero nel loro inconscio rendendo tutto scontato.
Loro le chiamano abitudini.
Così aspetto e aspetto.
E' il mio lavoro e anche se è un po' noioso, a me piace.
Insieme a tutti gli altri collaboriamo per incentivarli a migliorarsi, a stupirci.
Chissà, magari un giorno potrebbero riuscirci.
Credo siano i primi a volerlo, o almeno mi capita di avvertirlo ogni volta in cui si rivolgono a noi per chiederci di aiutarli.
Loro ci chiamano Dio.

18 commenti:

  1. Dipende tutto dal sistema di riferimento se vogliamo dar retta al ricciolone lì sopra oppure neanche da quello se impera Qohelet. Il pertugio è l'unico rifugio (sicuro).
    M'inchino ma chiudete gli occhi.

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    1. scapigliato

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    2. Il ricciolone di cui sopra è il primo genio che mi sia venuto in mente.
      E non sono sicura che ce ne siano stati altri alla sua altezza.
      Ma sarebbe bello essere smentita.

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    3. In fin dei conti il problema non è il genio. Perchè
      è dalle idee del ricciolone lì sopra che siamo arrivati
      alla bomba atomica. Il problema è l'uso delle idee,
      attraverso il fottuto libero arbitrio. Non esisterà mai
      nessuno tanto grande da poter avere idee che non possono
      essere distorte.Guarda Gandhi e la non-violenza: idea
      fantastica. Quanti morti per affermare la non-violenza?
      Centinaia. No no, il problema è proprio che non dovevano
      darcelo il libero arbitrio. Troppo pieno di sfumature e
      di possibilità di svicolare.

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    4. Sarebbe troppo comodo e saremmo scevri da responsabilità.
      Diventeremmo angeli caduti in volo.
      Siamo miserrimi umani.
      Accontentiamoci.

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  2. Non mi piace pensare che siamo il frutto dell'errore di un Dio qualunque. Preferisco credere che ci sia proprio un difetto nel suo senso dell'umorismo. Un pò come quelli che raccontano bellissime barzellette senza esserne capaci. Sono altresì convinto che dopo aver fatto la cazzata, il sopracitato Dio, annoiato e frustrato, se ne sia andato a far danni da qualche altra parte del multiverso sconosciuto.

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    1. Non siamo un errore di Dio.
      Siamo l'errore di noi stessi.

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    2. Forse un giorno i tuoi dispositivi autocoscienti si evolveranno a tal punto da non considerarci più Dio, imperfetti e limitati quali sembreremo ai loro occhi (o qualsivoglia apparato sensoriale)...e in quel caso potresti avere altre storie da raccontare...Amore_immaginato: la riscossa dei cyborg! ;)

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    3. Hai invertito i ruoli.
      Loro ci guardano e noi li chiamiamo Dio.
      E giocano con le nostre debolezze.

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  3. "Io sto qui e li guardo, PRONTO a segnalare qualsiasi variazione significativa". Scusa Amore, ma sei diventata un maschio?
    Anche tu hai sviluppato qualcosa, mi sa...

    Yang

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    1. Non hai colto la differenza fra Dio e d'io!
      :)

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  4. scusa ma stai descrivendo "Il grande fratello"? :D

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    1. No, quello l'ha già fatto Orwell nel 1948

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    2. io credevo fosse quello su "CANALE5" =D

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    3. A quello non ho proprio pensato.
      Guardo altri tipi di tv spazzatura!

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  5. E quanto scrivi bene, ccocane. Firmato: io robot.

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    1. Grazie, mi imbarazzano sempre i complimenti.
      :)

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  6. è per la troppa prevedibilità che hai creato l'lsd?

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