
Mi sono dilettata a leggere un forum di repubblica, nel quale veniva chiesto il motivo per il quale non si è andati a votare.
Giustificazioni, insulti, banalità, ma molti hanno espresso la loro opinione.
In Piemonte la scelta era tra Cota per la destra e Bresso per la sinistra (sic).
Ho letto il programma di entrambi.
In realtà quello di Cota era espresso in punti e risultava chiaro e lampante, quello della Bresso era in una brochure pdf che solo ad aprirlo ci mettevi un'ora.
Li ho letti per curiosità.
Mari di promesse che non troveranno riscontro.
Come sempre.
Qui ha vinto la destra.
Quella che nessuno vota mai ma che vince.
Molti gli astenuti che immagino fossero di entrambe le posizioni.
Mi stupisco che ci sia ancora gente che s'incazzi e creda ancora che il voto sia un aspetto democratico della nostra vita.
Io, da parte mia, ho smesso di credere alle favole.
Dovrei argomentare sulla rovina della mia vita professionale grazie alla sinistra che avevo orgogliosamente votato anni fa, ma non lo farò.
So solo che quando oltre al danno si subisce anche la beffa, qualcosa si rompe e in quel preciso istante ci si rende conto della propria inutilità.
La sinistra ha smesso di esistere.
La destra non può appartenermi.
Dovrei scegliere tra il meno peggio, sempre.
Il problema è che mi fanno tutti schifo in egual misura.
Giustificazioni, insulti, banalità, ma molti hanno espresso la loro opinione.
In Piemonte la scelta era tra Cota per la destra e Bresso per la sinistra (sic).
Ho letto il programma di entrambi.
In realtà quello di Cota era espresso in punti e risultava chiaro e lampante, quello della Bresso era in una brochure pdf che solo ad aprirlo ci mettevi un'ora.
Li ho letti per curiosità.
Mari di promesse che non troveranno riscontro.
Come sempre.
Qui ha vinto la destra.
Quella che nessuno vota mai ma che vince.
Molti gli astenuti che immagino fossero di entrambe le posizioni.
Mi stupisco che ci sia ancora gente che s'incazzi e creda ancora che il voto sia un aspetto democratico della nostra vita.
Io, da parte mia, ho smesso di credere alle favole.
Dovrei argomentare sulla rovina della mia vita professionale grazie alla sinistra che avevo orgogliosamente votato anni fa, ma non lo farò.
So solo che quando oltre al danno si subisce anche la beffa, qualcosa si rompe e in quel preciso istante ci si rende conto della propria inutilità.
La sinistra ha smesso di esistere.
La destra non può appartenermi.
Dovrei scegliere tra il meno peggio, sempre.
Il problema è che mi fanno tutti schifo in egual misura.
Ci dicono che votare è un diritto, ma quando attraverso di esso non si raggiunge più alcuno scopo il mio diritto è esprimere che ci avete rotto le palle e l'astensionismo è il modo migliore... ma questo nessuno lo dice. se lì su nessuno mi rappresenta ma perchè dovrei votare ugualmente? Scelgono loro chi propinarci e noi che diritto si sono inventati che avremmo?
RispondiEliminaSe in massa ci astenessimo, vorrei vedere se si inventerebbero... ma questa è fantascienza!
...l'ho gia detto e scritto altrove :" "Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il
RispondiEliminatornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre
il tornaconto."
E non è una frase mia ma la condivido pienamente. E' una frase tratta da uno scritto di Elsa Morante, non so se ti è capitato di leggerlo, da me. Te lo riporto qui :
"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della
gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole
rappresentare."
Elsa Morante
Lo scritto, del 1° maggio 1945, è in Pagine autobiografiche postume, pubblicate in “Paragone Letteratura”, n. 456, febbraio 1988, e si riferisce a Benito Mussolini.
quanto hai ragione!!!
RispondiEliminala delusione è tanta, ambo le parti, e mi fa schifo dover decidere il male minore [ma poi qual è?!?!?]
anche quest'anno ho votato per arrogarmi un diritto che non ritengo più tale!
nessuno mi rappresenta!
dautre... leggendo qua e là, inizialmente ho avvertito un senso di colpa.
RispondiEliminaCome se fosse dipesa da me la sconfitta.
Ma poi, mi sono detta che la vera sconfitta sono io che l'ho subita.
Loro continueranno a scannarsi amorevolmente, a fare intrighi e schifezze a portare a casa il loro stipendio che neppure assomiglia a quello di un operaio e a propinare promesse farlocche.
E io mi sono rotta il cazzo di questa gente.
L'astensionismo totale è utopia anche perchè qualcuno oggi è comunque contento del risultato.
Io continuo a pensare che dovrebbero sparire tutti e lasciare spazio a gente preparata, giovane, capace di avere ancora ideali costruttivi e altruistici.
Un'altra utopia, insomma...
Rita, come ti dicevo, almeno fino ad appena prima di arrivare al fondo, ero sicura si parlasse del nano!
RispondiEliminaNon avevo fatto caso allo spazio temporale al quale è legata l'autrice...
Corsi e ricorsi, insomma...
Che tristezza!
Agnese, è lo stesso motivo per il quale ho evitato il seggio...
RispondiEliminaComunque, avrei perso!
Io ho votato e come sempre, ho perso. Non è una novità. Stare coi perdenti deve essere una mia prerogativa. Però sai cosa? Quando guardo alla tele la cartina dell'Italia del dopo elezioni e vedo quella macchia (sempre più striminzita) rossa, lì nel centro, mi viene da pensare che forse, finchè non morirò, la vedrò sempre rossa quella zona. Mica per altro: è un punto di principio.
RispondiEliminaLa cosa che più mi ha fatto incazzare è vedere i capipopolo del pd locale contenti e sorridenti nonostante la sconfitta secca subita a livello nazionale.
RispondiEliminaTanto loro la poltrona e l'intrallazzo ce l'hanno assicurato, sono brutti, replicanti, disumani.
Ho votato, turandomi il naso come sempre.
Ho vinto, però mi turo il culo.
qui abbiamo abbattuto anche il muro dei colori caro evaso...verdi, siamo diventati verdi...
RispondiEliminano, non come la speranza, ma come la lega...
giuro che di vedere il piemonte leghista non me lo sarei mai aspettato...
enzo e il suo giardino, io sono rimasta basita a sentire Bersani che non voleva proprio saperne di ammettere la sconfitta a livello nazionale.
RispondiEliminaMa minchia, negare pure l'evidenza?
Lo pagano di più?
Almeno un minimo di onestà intellettuale.
E che cazzo!
Io continuo a sentire l'esigenza morale di votare: mi tranquillizza l'idea di poter dire che ho espresso la mia opinione, maggioritaria o minoritaria che sia. E' un mio diritto e praticarlo mi fa sentire libero di protestare se ciò che altri decidono per me non mi sta bene. Diversamente non mi sentirei di poter dire nulla.
RispondiEliminaOgnuno è naturalmente libero di pensarla in modo diverso. Ma per me è così...
Infatti io non protesto ne sono fiera...
RispondiEliminasto, guardo con occhi distaccati.
Diciamo pure che me ne fotto.
Lo so che può sembrare egoista (ma tu conosci i motivi del mio non voto) ma per me è così...