Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

martedì 22 giugno 2010

You've got everything now


Quando sei bambino e vivi in una famiglia standard, la sola responsabilità che hai è quella di giocare e divertirti.
Non fai caso alle parole sottintese degli adulti, ai problemi che stanno affrontando.
Non fanno ancora parte della tua dimensione.
Piangi sbucciandoti le ginocchia, ridi e sorridi.
Non sai ancora che tutto quello che succederà farà parte di te, si stiperà nel bagaglio che ti porterai addosso.
Ogni anno un po' più pesante.
Da adolescente impari a conoscere i sentimenti per gli altri, quelli che immagini essere l'anticamera dell'amore, soffri, ti disperi, ti innamori di nuovo.
Luci e ombre che si alternano.
Da più grande pensi che potresti morire per amore, ma ti accorgi che non è mai successo a nessuno e capisci che non potrà succedere neppure a te.
Non in maniera naturale perlomeno.
Le delusioni s'infrangono sul cuore, sembra che si sbricioli, ma è solo un'impressione.
Infine diventi adulto e ti accorgi che è ora di prendere tutte quelle responsabilità che hai cercato di tenere lontane.
Una casa, una famiglia, dei figli a volte.
Allora guardi indietro e ripensi a quando tua madre ti faceva il bagnetto e ti lavava con un piccolo straccio insaponato e, se ci pensi bene, ti rendi conto che allora avevi tutta la vita davanti e che il futuro era nato con te e con te cresceva.
Ma l'inconsapevolezza di allora non da l'opportunità di capire quale strada scegliere perchè la felicità perseveri.
Così, se ti capita di voltarti indietro e immaginare il fermoimmagine felice di te, non puoi che sorridere e guardare avanti e sperare che qualcosa, ancora, sia rimasto.

8 commenti:

  1. Il bagnetto è uno dei pochi ricordi belli di quando ero piccola piccola. Ora per rivivere la stessa sensazione di piacere, dovrei schiaffeggiare l'esattore della municipalizzata del gas :)

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  2. Il fermo immagine felice di te era in realtà un fermo immagine inconsapevole. Ecco cos'è la felicità: l'inconsapevolezza dell'infelicità. E' per quello che una volta cresciuti la perseguiamo inutilmente. Una volta che sai, difficilmente dimentichi o impari a non sapere. Solo particolari momenti di estasi possono ridonartela, per pochi fugaci momenti. E non parlo di quello che vendono i pusher...

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  3. E' quello che faccio, infatti. E di voltarmi indietro mi capita sempre più spesso. Forse perchè c'è meno da guardare davanti. Chi lo sa.

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  4. Ma quanto sei profonda????
    Ci vogliono secoli per toccare il tuo fondo :D

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  5. mai avuto problemi del genere. da adolescente non mi sono mai disperato d'amore e nemmeno ora.
    se me la danno bene...sennò mi arrangio da solo...

    ^__^

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  6. Un problemone! Ci aggrappiamo ad un passato che non esiste più, precludendoci un futuro che potrebbe nascere..
    Ma quanto è bello però guardarsi indietro?

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  7. Un po pessimista direi!Crescere è anche bello perché ora molte cose che faccio le faccio coscentemente e posso capirle fino in fondo ed apprezzarle pienamente.Quando sei piccolo sei in balia del mondo e chi ti sta accanto in qualche modo deve proteggerti!Inoltre quando sei grande la cosa migliore che puoi fare è cercare di sceglierti le tue respondabilità,fare in modo che nella famiglia,nel lavoro(o comunque nella "vita standard")si trovi un piacere,una realizzazione e non solo pesanti reponsabilità!

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