Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

domenica 16 ottobre 2011

Riders on the storm

Gettati sulla terra, vomitati sul mondo in cerca di qualcosa.
Dobbiamo piacere, piacerci,  lungo l'infinita linea di demarcazione del tempo.
Attrarre, sedurre, toglierci i peli dal naso, dalle ciglia, dal pube.
Conciliarci con il presente, col passato tra i rimorsi ed i rimpianti per non aver detto o aver detto troppo e fatto niente e tutto.
Sarebbe tutto semplice se non avessimo questo bisogno ingrato di compiacere gli altri, se avessimo la capacità reciproca di rivelare i pensieri, quelli ottenebrati da impellenze sempre più grandi e manifeste e bugiarde.
Siamo figli di una codardia che ci imprigiona e non ci lascia liberi di offrire libero spazio a liberi pensieri.
Perchè facciamo parte di questo mondo, perchè siamo persone perbene, le stesse che non si spingono più in là di un vaffanculo lanciato li, tra il serio e il faceto.
Ma sempre pronti a divorare la carogna del nostro nemico, non appena ci venga offerta.

23 commenti:

  1. Chi l'ha detto che l'evoluzione ci abbia resi così diversi dagli animali?

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  2. euri, proprio nessuno.
    Peccato però aver perso una delle cose migliori forse l'unica che valeva tutte le altre ovvero l'istinto

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  3. è tutta colpa del pollice opponibile.

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  4. Lorenzo, invece di farcene vanto l'abbiamo reso uno svantaggio...

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  5. Io no. Piaccio per piacere a me stessa, mi autocompiaccio. per il resto ho una voglia matta di divorare la carogna del mio nemico! Quello si!

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  6. Bella, è una mera illusione.
    Dobbiamo piacerci per piacere agli altri.
    E' un istinto naturale.
    Se sei a casa smandruppata, devastata da un week end passato a cercare di stare lontana da un cesso che ti chiama per raccogliere ogni liquido del tuo corpo e sei oscena perchè non puoi essere diversa e suonano alla porta, che fai? Apri?
    Io fingo di non essere a casa!

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  7. la coda, sublimata o rimossa? la chiarezza dei tuoi pensieri è motivo di ammirazione

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  8. Si se: è il postino, la vicina, l'idraulico, il corriere dell'sda-upl, quello della spesa, ai testimoni di genoa non apro!
    Comunque io devo piacere prima a me e poi agli altri, anche perche mi sono accorta che se mi guardo allo specchio e mi vedo orrenda di conseguenza non piaccio nemmeno agli altri, sono molto critica con me stessa per quanto riguarda l'aspetto. Ovvio che per "lavoro" dovevo piacere principalmente algli altri (uomini). A volte poi è successo anche che sentivo di essere orrenda e sono stata smentita.
    E poi che c'è di male nel piacere, nel piacersi, è un buon biglietto da visita se poi ci metti anche un po di cervello e un bel sorriso! no?

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  9. io apro solo ai testimoi di geova ^_^

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  10. demian, dipende...c'è chi se la porta tra le gambe!
    E dire che a volte neppure io mi capisco!!!

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  11. Bella, ma tutti noi vogliamo piacere prima a noi stessi, anche perchè automatico che se tu per prima ti fai cagare farai cagare anche agli altri!
    Non c'è nulla di male, anzi, è meritevole curare il proprio aspetto.
    E' solo che a volte lo facciamo troppo a scapito di altre cose...

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  12. Mauro, non ci credo neppure se lo vedo!

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  13. eppure è così! è che dopo l'ultima volta non suonano più, mi infilano i libretti sotto la porta e scappano ^_^ peccato!

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  14. Vero! Quando si dice le coincidenze... Molto bello il tuo post: diretto e coinciso! Un'ottima fotografia.

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  15. Mi si sono rotti gli specchi in casa. Mi sono fatto una ragione.

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  16. Io, mediamente, mi piaccio. A fasi altalenanti. Nel senso, preadolescenza in sovrappeso, quindi nn mi piacevo. Poi tra dieta e palestra ho perso tanti kg e quindi ho passato dai 18 ai 32 anni un periodo in cui mi piacevo moltissimo. Poi la gravidanza che inevitabilmente mi ha fatto il bel ragalo di kg in più che mi hanno fatto passare 2 anni di "oddio scappa uno specchio!" poi ora, ritornata in forma (con mille difetti eh!) e rientrata nei miei vecchi jeans taglia 42 sono tornata a piacermi. Per me ovviamente. Ma anche per gli altri. Direi una "non verità" (che mi piace più di bugia) se dicessi che nn è importante (nn fondamentale) il giudizio degli altri. Intesi come il mio compagno in primis ma anche sul lavoro, i clienti, amici, insomma gli altri. E trasmetto sicuramente una bella immagine quando mi sento bene e a posto con me stessa.

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  17. Mauro, da me evitano anche di suonare, si è sparsa la voce che bussare da me nuoccia gravemente alla salute...la loro!

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  18. nonsò, eppure vedo che avete cambiato aspetto!

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  19. Pam, è giusto, va bene.
    Ma se riusciamo a mentire agli altri quando pensiamo che siano orrendi, brutti, antipatici e odiosi e per educazione e morale neppure lo facciamo trasparire, non è che abbiamo cominciato a mentire anche un po' a noi stessi?

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  20. Ma sai, il mentire agli altri quando nn ci piacciono è più questione di rispetto, il nn far trasparire tutto ciò rientra in un senso di civiltà, spesso. Credo invece che verso se stessi, ed intendo al di fuori di quello che si puó ostentare, intendo proprio una volta soli con se stessi, lì si diventa davvero impietosi. Più di quanto magari meriteremmo. Forse.

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  21. ecco sono pronto a diventare vegetariano.

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