
per incapacità ed impossibilità ci si corrompe l'anima nei propri escrementi
il mio stato lo vorrei condividere ma perchè infliggere e affliggere?
allora provo a rubare dal tuo stato
non importa il colore
non importa un cazzo
ci sei anche tu
penso alla dipendenza
quella lontana, quella benefica
(ricevute in dono da Dilaudid)
io ti leggo...ma non capisco molto.
RispondiEliminamanco di sensibilità, sono ignorante come un palo del telefono o tutte e due le cose?
Non manchi di sensibilità, tantomeno penso che tu sia ignorante, anzi.
RispondiEliminaMi rendo conto che a volte le mie parole siano di difficile interpretazione, soprattutto perchè spesso, nascono da pensieri legati tra loro solo da un senso che è assolutamente personale.
Quindi, mentre io so benissimo quello che intendo, agli altri risulti assolutamente incomprensibile.
Di questo mi scuso nonostante non possa fare altro che rimanere come sono...
p.s. comunque queste parole non sono mie...
se tu fossi uomo ti chiamerei Eraclito.
RispondiEliminainvece sono una donna, pure vippetta!!!
RispondiEliminaoh
RispondiEliminal’abbruttimento è il cemento dell’isolamento, è l’ultima sfida dell’incorruttibilità che impavida si impone : ecco t’infliggo il mio sguardo, la bava alla mia bocca, la piaga della mia carne : prendila se vuoi prendermi, perché questo anche io sono e non voglio essere il sorriso smagliante di denti bianchi. L’abbruttimento è la mia campana di vetro che mi permette di essere quello che sono.
Farmi guardare, infliggere, affliggere, farmi prendere o lasciare, per incapacità e impossibilità altrui a condividere gli escrementi della mia anima. E più cattiva sono o più schifo faccio e più ti metto alla prova, stralciandoti con un tratto di penna, se di me anche il lato peggiore non sai prendere.
E’ troppo facile e di alcun interesse per me condividere i colori più facili dell’arcobaleno.
Il brutto e il nero che come la peste marchia ad ondate la diversità voglio che sia il mio biglietto da visita, il lasciapassare per la mia anima. Ineluttabile purezza della solitudine.
famo un post pure da 'sto commento...
RispondiEliminasono un post vivente, basto
RispondiEliminaeh eh
eeeh magari potessi!!!
RispondiEliminaMa io sono già felice di essere la "tenutaria" di alcune delle vostre parole...
Godo come un riccio!
che casino questa ciat
RispondiEliminaMi sfugge questa necessità di condivisione degli stati, siano essi di abbrutimento o di sollevamento fuori dalla melma. Sono un convinto assertore del fatto che il mio centro sia dentro di me e faccio fatica a trarre soddisfazione dalla condivisione di certi stati d'animo...
RispondiEliminaPer me, invece, è esattamente il contrario.
RispondiEliminaE' una questione meramente caratteriale.
Tu sei un introspettivo e fatichi ad esternare, io esterno pure quando vorrei nascondere.
Sono mondi e modi paralleli di vivere in maniera diversa la stessa cosa...
già... quando si esce dalla bolla solitaria la cosa peggio è accettare la propria di ombra...
RispondiEliminamaripaprika, anche tu esule?
RispondiEliminabenvenuta tra i desaparecidos...