
Lo feci diventare un pezzo di carta e lo modellai.
Con delicatezza ed intenzione cercai una forma che sapevo sarebbe potuta piacergli.
Ne feci una palla, tonda e spigolosa.
Ma bella da togliere le parole.
Col silenzio delle cose non dette, racchiuse tra le pieghe della meraviglia, uscii e mi avviai.
Camminai lungo la strada a lungo.
In un campo di papaveri facemmo una sfida, lui pallone io ala destra, sinistra, attaccante, difensore e portiere.
Sfinita lo raccolsi feci ancora un giro e lo tenni con me, foglio, carta, palla e gioco.
Mi disse sottovoce "fare la palla di carta mi è sempre piaciuto".
Ma io, già lo sapevo...
Adorabile l'idea di rendere tangibile il nostro immaginario e giocarci come fosse un trastullo.
RispondiEliminaFosse possibile, sono sicuro che migliorerebbe di molto il rapporto talvolta conflittuale che abbiamo con i nostri sogni... :o))
Il nostro immaginario diventa reale nello spazio dei nostri pensieri.
RispondiEliminaPoco importa che tu non lo possa toccare.
Vive lì come un sogno, quando le oniriche distanze si avvicinano tanto da riuscire a sfiorarle.
Ci sono sogni talmente reali che ti pare di viverli mentre ci stai dentro.
E ci stai così bene da non volerne uscire...
Riuscissi a ricordarmi almeno un sogno, saprei dirti se condivido la tua visione. Mi interrogo al mattino su ciò che ho sognato e spesso faccio scena muta, meritandomi insufficienze che mai potrò recuperare...
RispondiEliminaNon sei il solo a cui succede.
RispondiEliminaIo ricordo ogni sogno che faccio bello o brutto che sia.
A volte mi sveglio addirittura ridendo, altre in lacrime.
Vivo intensamente i miei sogni, anche quando non mi riconosco!!
Oggi ti ho detto che ti voglio bene?
RispondiEliminano, non me lo avevi ancora detto, ma io, già lo sapevo! :o)
RispondiElimina..nella nebbia autunnale del campetto di calcio dietro casa,la vera vecchia palla se ne stava
RispondiEliminanon giocata.
Certo un passaggio, od almeno un semplice solitario tiro sul fondo, sarebbero potuti essere un gol,o se non altro, un tentativo.
Un gioco antico in cui si può vincere ma anche perdere.
In campo.
...Certo è che io, invece, preferivo il mio amico immaginario...(e lui del resto già lo sapeva)
sono io il tuo amico immaginario e già lo sapevo!
RispondiElimina