
Pensavo che fa ridere il fatto che farò un viaggio che gli esseri normali colmano in un'ora della propria vita, in ventiquattro.
Mi sento come i vecchi pionieri, quelli che si muovevano con i mezzi messi loro a disposizione e, per emigrare nelle americhe ci mettevano settimane.
Mi fa sentire ridicola ma tranquilla.
E comunque mi piacciono i viaggi lunghi, quelli nei quali tutto quello che devi fare è lasciarti portare e tenere il tempo che scorre tra le dita e la mente in un'alternanza che in certe occasioni, può anche collimare.
Andare via, slegarsi da se stessi e dal mondo è rasserenante, soprattutto quando sai di poter tornare.
E' una vacanza da se stessi, dai pensieri pesanti.
E' un po' la quiete prima della tempesta.
Non dirmelo: hai deciso di fare la Torino Pechino in ApeCar? :)
RispondiEliminaeheheheh...
RispondiEliminaIn realtà vado a parlare cinese in sardegna...
Parto da torino con il treno e vado a civitavecchia, poi m'imbarco per Cagliari...
Dalle 8 alle 8 non stop.
Cosa non si fa per ammmmore!!!
Diciamolo...se andavi a nuoto facevi prima ;) Però hai ragione sul piacere del viaggio...
RispondiEliminaLo so anch'io, ma da fumatrice quale sono, i polmoni non avrebbero retto lo stress della traversata...
RispondiEliminaLo scafista mi ha dato buca...
Ognuno s'arrangia come può!!!
;o)))
[uhm...stranieraaa....
RispondiEliminafregare tu mi vuoi
pecorino sardo questo non è
questo ca.moscio d'oro è........]
(scusa ma fammi capire cosa non si fa per amore?)
(però avresti potuto dirmelo che andavi in sardegna e avrei fatto di tutto (per amore) per esserci, avrei rimandato quel viaggio a torino, inifindeiconti a me che mi frega delle mummie e dei già.nduiotti...ma tu di torino torino sei? o del circo.n.diario? )
basireddu in limba (bacino in lingua)
(ah : anelli forti, volevi dire?)
RispondiEliminache invidia... potersi fare un viaggio in cui la fretta non esiste... dove ho sbagliato?
RispondiEliminavoglio tutto.
RispondiEliminaSono di bocca buona anche se lo stomaco è ormai incerto!!!
Tutto si fa per ammmore, il possibile e buona parte d'impossibile...peccato che nel tempo ci si dimentichi come farlo!
no, volevo proprio dire anelli deboli, quelli della mia psiche labile!
RispondiEliminaBello vero Bale?
RispondiEliminaLe cose fatte piano hanno un sapore diverso e una costanza caratteriale non indifferente...
Per tutto il resto c'è il credito di quanto dovrà ancora essere...
ammetto di non capire la costanza caratteriale.. però occhio che i crediti in questi tempi fanno presto a divntare inesigibili...
RispondiEliminaops...
RispondiEliminaper fare le cose lentamente, bisogna essere costantemente tranquilli.
Il carattere dell'impulsivo non ha la capacità adatta per pazientare...
Temo più i debiti dei crediti..
Perdonami: ma proprio non comprendo il motivo di sottoporsi ad una simile tortura per non fare 40 minuti d'aereo.
RispondiEliminaeheheh
RispondiEliminaE' comprensibile che sia incomprensibile!
Ma quando una persona si strippa in maniera totale e plateale e rischia crisi di panico e delirio al solo pensiero dell'aereo, tutto prende un senso!
Si, ma io farei qualcosa, se non altro pensando a quello che si perde rinunciando a viaggiare in aereo. Ci sono anche dei corsi apposta. Io solo l'anno scorso e solo per lavoro ho chiuso l'anno a n° 44 voli, pensa se avessi fatto un giorno di viaggio per ogni volo...
RispondiEliminaPurtroppo non si può capire una paura finchè non la si vive.
RispondiEliminaHo viaggiato, anche molto, in aereo.
Poi, improvvisamente l'ansia al solo pensiero.
Sono la prima a rendersi conto di perdersi delle occasioni, e più di una volta ho pensato di fare qualcosa.
Ma bisogna essere pronti ad affrontare le proprie paure e io, in questo momento, non lo sono affatto.
E poi io viaggio per diletto e posso permettermi di perdere 48 ore della mia vita...
Chissà cos’hai creduto di fare, sfidando il mare grosso, in piedi ritta a prua.
RispondiEliminaProbabilmente dimostrarmi che tu non assomigli a nulla e nessuna. E dimostrarti che assomigli tanto a te.
Il vento forte deve averti ubriacata di coraggio il tanto giusto da farti credere di poter tenere l’equilibrio pure sul filo teso sull’oceano che separa la mia terra dalla tua.
Un’isola dura come me, monolito scritto dal tempo, incute meraviglia e paura.
Curiosità d’archeologo per scavarmi dentro. Orecchio allenato a sentire anche il silenzio.
Potrei essere io… Sono io.
Un ventre gonfio di possibilità.
Una testa da cassa armonica.
Un cuore ballerino.
Una storia al contrario.
Due mani sufficientemente grandi da lasciarti andare.
Ma Tu, annientata la paura della barchetta di carta in mezzo all’onda, hai preso a navigare d’istinto, nel sogno mio.
Era un bel sogno in multicolor in cui con uno schiocco di dita si potevano alternare le stagioni, in un andirivieni di secoli e millenni, a frugare fra le origini di terre e genti sconosciute e tutti i colori di un arcobaleno improbabile.
Ho molti pensieri in testa e li trascino tutti dentro i sogni, a dipingere, sogno dopo sogno, una colonna sonora.
Mi piace tanto il mare freddo quando mi sciolgo in esso. Dura un secondo.
Dopo, faccio sempre finta di non avere neanche un brivido e di sapere sempre come va a finire.
Parti, ritorni e resti.
Parto, ritorno e resto.
tu sai quanto io ti ami vero????
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