
Partire è un po' morire...
Non è vero.
Partire è rinascere anche se il viaggio pare non finire mai, anche se l'unico giorno in cui il mare è forza 100 tu devi salire su un traghetto e navigare verso altri lidi.
Il mare ha quel fascino discreto, quell'odore di buono, quelle sfumature che lo rendono unico.
E le persone che lo vivono e ci vivono sono belle.
Non può essere diverso.Il mare ha quel fascino discreto, quell'odore di buono, quelle sfumature che lo rendono unico.
E le persone che lo vivono e ci vivono sono belle.
Il mare ti fa assomigliare a lui.
Forte e sincero, accogliente e fiero.
E io ci nuoto e ci sguazzo!
e io te l'avevo detto...
RispondiEliminaHo memoria di traghetti. Ne ho presi a decine saltando da un'isoletta greca e l'altra. Ho dormito abbracciato ad un Alano, attaccandogli le pulci. Ci ho vinto alle slot-machine centinaia di monetine che non mi avrebbero accettato al cambio e mi ci sono persino innamorato. Parte del mio presente è nato su un traghetto. Come potrei non amarli? Il mare lo preferisco dalla terra. Mi conforta sapere che ho i piedi ben saldi e di fronte a Lui non mi sento un cretino come Alessandro Magno. Non è un limite alle mie conquiste. Solo un nuovo inizio. Stai bene, Amour. Te lo meriti.
RispondiEliminasarà...io preferisco la montagna...
RispondiEliminaio adoro pure le pozzanghere quando si increspano...fai te..
RispondiEliminaVorrei vivere su una barca e vagare di porto in porto per cercare e conoscere me stessa e gli altri. Noi siamo onde, ora in quiete ora in tempesta, ma tutte naufragate su una vita che talvolta sembra non appartenerci!
RispondiEliminaMi raccomando. Un'abbronzatura perfetta, eh! Non vorrai mica farmi sfigurare con "El Pube"?
RispondiEliminasi bello il tuo scritto,brava, è molto bello il tuo blog ciao.
RispondiElimina(...partire è un po' morire...uhm...dipende da quale porto parti, e dove vai o dove torni. il mare a volte
RispondiEliminaè piatto e liscio,facile facile scivola sotto la chiglia e si apre in due spalancando nuove incontrovertibili strade, o solo vecchie e nore rotte verso casa; altre volte inverce è un susseguirsi di onde alte come montagne, disordinate, rabbiose in cerca di uno scoglio
sul quale abbattersi,
liberarsi...e la chiglia sprofonda e s'innalza, rolla e becheggia facendoti perdere il senso dell'equilibrio e procurandoti
una irreparabile nausea fino a chiudere gli occhi e lasciarti andare al sonno buono, nelle mani di un capitano che prima o poi
raggiungerà il porto...(qualche ora di ritardo, cosa vuoi che sia)
Altre volte ancora parti di piatta e improvvisamente sale la tempesta contro la quale ti accorgi di non avere remi, vele, stelle
a guidarti. Neanche un faro, su uno scoglio lì per caso...partire è un po' morire... si che è vero!
Beh ho amato molto quelle lacrime, le ho raccolte tutte
e liberate in mare: ne hai percaso visto la scia?)