Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

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mercoledì 6 ottobre 2010

Polvere


Che mi ricordo di quando ero bambina e mia mamma andava per botteghe a fare la spesa.
Mica allora c'erano i supermegaiper mercati.
C'era il verduriere, il macellaio, il cartolaio.
Ed era bello girarli ad uno ad uno.
Mi ricordo che il fruttivendolo la vedeva arrivare e le offriva il sacchetto di carta e che lei meticolosamente, sceglieva ciò di cui aveva bisogno.
Coglieva come dalla pianta, i pomodori più duri, li tastava con la mano li odorava e compiva la cernita.
E così faceva con le zucchine o i ciuffi di spinaci.
Ogni volta in cui finiva, lui le si rivolgeva chiedendole se volesse degli odori, che per me significava raccogliere dentro ogni sacchetto il profumo di quella frutta o di quella verdura, esaltato come se non bastasse quello prodotto.
E non capivo perchè invece raccogliesse ciuffi di rosmarino, menta e alloro e li allocasse insieme ad altro.
Ma quel gesto cortese che ben si allineava col sorriso e la gentilezza del commerciante, mi bastava perchè tralasciassi ogni curiosità ulteriore.
Me lo ricordo come un tempo antichissimo e, nonostante siano passati appena 35 anni, forse lo è davvero.