Nella mia prima vita, crescevano rigogliose nel mio (?) appartamento, piante di ogni tipo.
Avevo un pollice talmente verde, che Hulk mi faceva una pippa con l'ingoio.
Finito quel periodo transitorio, è finito anche il mio rapporto con la botanica.
So per certo, che ogni pianta che avrà a che fare con me soffrirà, inevitabilmente, di un disorientamento emotivo che la condurrà alla morte.
Per annegamento o per secchezza.
Se poi, mi venisse mai in mente di travasarle per offrire loro uno spazio più congruo, agonizzeranno per un tempo indefinito, affinchè non solo mi penta del tentativo, ma soffra le loro sofferenze.
Pura cattiveria, insomma.
La loro.
E si che ci metto pure impegno.
Ho chetato il mio senso di colpa con le piante finte.
Quando le riconosco.
Perchè capita anche che ne porti a casa qualcuna vera senza accorgermi che lo sia.
Devo solo capire quale delle due ha fatto finta di essere l'altra.









