Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

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martedì 15 maggio 2012

Personal Jesus

Ogni tanto mi tocca convivere con lo scazzo cosmico.
Mi tedio da sola e quindi perchè tediare gli altri?
Quindi divento evanescente, sparisco per un po', non penso a nulla e cerco la via di fuga per tornare a me stessa.
Compitino niente male, credetemi.
Ma ieri notte, in una delle mie oniriche distanze, disquisivo su dio seduta su una seggiovia.
Una tizia, sconosciuta e rompicoglioni, voleva convincermi che il destino è determinato dalla sua esistenza e che tutto ruota intorno a lui e ai suoi compimenti e che se la tale (terza persona sconosciuta anch'essa) avesse cominciato a pregare, sarebbe uscita dal tunnel delle sue paranoie ed incertezze.
Di contro, le proclamavo l'Amour pensiero, indottrinandola sul fatto che se avesse trombato invece di perdersi nei meandri dei suoi problemi, avrebbe visto il mondo sotto un'altra luce.
E concludevo invitandola a fare altrettanto.
Che non mi si dica che non sono coerente pure nell'incoscienza!

(personal jesus - depeche mode)

sabato 14 aprile 2012

We are young

Aspettiamo che si esibiscano i depeche mode in un vecchio teatro d'avanguardia, mentre tu e la tua pelle color ebano, mi sussurrate qualcosa all'orecchio.
Ti guardo con aria sognante e tu mi chiami con un nome che non è il mio.
Mi allontano, mentre Martin Lee Gore si presenta sul palco e mi rassicura.
Mi dice di stare tranquilla perchè il cioccolatino distratto, legge tutti i miei essemmesse non appena gli arrivano lasciando perdere qualunque altra cosa stesse facendo.
Mi affaccio alla finestra e prendo uno di quei vecchi ascensori a serranda e guardo il mondo intorno salire verso l'alto.
Così lontano da non sapere più come tornare.
E non provare emozione o paura.
Come se li, in quel luogo sconosciuto, ci fosse la soluzione di ogni domanda sospesa.
Come se lontano, fosse esattamente dove volevo andare.

(we are young - fun)

lunedì 13 febbraio 2012

I sogni son desideri

Ma anche no.
Cioè, almeno certi sogni.
Che ero in vacanza a nonsodove nonsoquando, in una specie di agriturismo.
E già non ci siamo, che io mi smarono a passare una vacanza in luoghi ove non ci sia almeno uno scorcio di mare.
Ordunque, ero in questo sito aulico e qualcuno ha proposto una passeggiata che io ho accettato, pure con un entusiasmo che non mi appartiene.
Mentre si passeggiava con questa comitiva improvvisata, arriva quello che ho identificato come il mio capo nerd, in abbigliamento anni 30, a bordo di una vettura anni 50 con qualche problema all'impianto frenante.
Riesce a concludere la sua corsa contro un pullman messo di traverso e mi invita a salire per accompagnarmi a casa.
Temendo per la mia vita, rifiuto cortesemente ma mi comunica di stare tranquilla che tanto la vettura è dotata di doppia pedaliera e che schiacciando il freno entrambi non si corre nessun rischio.
Mi accompagna, quindi, presso un bosco bellissimo.
Lo saluto e mi avvio.
Piove e io indosso solo un k-way dalla portentosa capacità di ripararmi da qualsiasi intemperie.
Indosso stivali da pioggia colorati.
Un sacco di gente deve attraversare un portone (che in un bosco mi sa tanto di Alice nel paese delle meraviglie).
Entriamo e quasi perdiamo l'equilibrio.
Ci si ritrova tutti, donne, bambini, ragazzi, in una pozzanghera immensa che arriva alla cintola.
Ma, miracolosamente, l'acqua non entra negli stivali e neppure mi bagna.
Alla fine mi sveglio perchè sento la presenza di qualcuno accanto a me.
Ometto i particolari di questa parte perchè sono incapace di scrivere racconti erotici.
Diciamo che è stata quella più divertente.
E siccome a me inception mi fa una pippa, finalmente mi sveglio davvero, sola, nel mio lettone.
L'unica ammissione doverosa è che ieri effettivamente, ho mangiato un po' meno leggero del solito, ma nulla che potesse far presagire a tanto.
Non oso immaginare cosa sarebbe potuto succedere se avessi divorato una peperonata.
Credo che rimarrò con la curiosità, che forse è meglio.

martedì 23 agosto 2011

My Immortal

Ero di schiena quando mi hai sparato appena sotto il lobo sinistro dell'orecchio.
Non ho sentito dolore, ricordo solo la caduta e quel senso di vuoto e il nero che si affacciava agli occhi tra mille sfumature di grigio sempre più prepotenti.
Ho avuto appena il tempo di pensare che morire non fa così male e che smettere di esistere era solo questione di un attimo.
Mi ha sorpresa riaprire gli occhi e capire di essere viva, con quel proiettile conficcato nella carne, a vista, come un brufolo tignoso e purulento.
Ho preso i suoi contorni tra le dita e l'ho estratto con delicatezza.
Chinata sul lavandino perdevo miscugli di sangue e cervello.
Ma ero viva o almeno lo credevo.
Sono salita sulla vespa cinquanta special e, piegando disperatamente ad ogni curva sfidando la gravità, sono venuta a cercarti.
Volevo ucciderti a mia volta, tagliandoti la testa a colpi di morsi.
Sempre che potessi sopravvivere nel vedermi avanzare verso te.
Si temono i morti più dei vivi, su questo contavo mentre, con calma, razionalizzavo la mia vendetta.


giovedì 23 settembre 2010

Run baby run


Attraverso stanze e perdo treni e corro, corro fino a farmi mancare il fiato lungo le scale.
"Aspettami, tornerò"
"Lo faccio sempre, intanto prendo una birra"
E guardo i muscoli tendersi dentro una stanza spoglia.
"Questo assegno circolare è pedissequamente falso" comunica la signora al suo interlocutore.
Lo avessi incassato io adesso sarei lontana.
Mille miglia, come i punti premio ali.talia.
Le mani profumano di altre mani che si sono scambiate un saluto veloce.
Torno bambina, forse non sono mai stata grande.
Voglio fare i capricci e battere i piedi.
Non posso c'è quel treno da prendere.
"Aspettatemi sto arrivando"
Ma il treno va e io corro, corro fino a farmi mancare il fiato lungo la vita.

giovedì 12 novembre 2009

Pazza idea



Prendo tempo.
Che voglio andare nel letto e schiantarmici.
Stare lontana da quelle oniriche distanze che nella notte si fanno quasi vere.
Dolorose.
Perchè mentre sei lì, sono palpabili e prima di renderti conto che non sta succedendo nulla, succede tutto.
E il suo contrario.
Non capisco cosa nutra i miei sogni, quale inconscia disapprovazione di me prenda il sopravvento e mi devasti.
Il fatto è che li vivo e rido e piango e mi dispero cercando l'uscita.
E non sempre la trovo.

lunedì 13 luglio 2009

Il mondo è fatto a scale (c'è chi scende e c'è chi sale....io salo!)


Che poi le attività oniriche sono bel strane.
Io, per esempio, sono un caso clinico.
Ieri notte ho sognato che ero in treno e dovevo scendere.
E c'era un sacco di gente che doveva scendere dove scendevo io.
E col mio trenino ciuf ciuf, sono arrivata niente popò di meno che a Marsa Alam.
Mica pizza e fichi.
Cioè, non ho idea di come ci sia arrivato quel treno in Egitto, fatto sta che io c'ero.
E quando finalmente sono scesa, c'era una signora di mezza età, tutta vestita di bianco col fularino al collo ad aspettarmi.
"Sei tu l'amica di Rita?" mi ha detto.
"Si si, sono io"
"Allora ti porto a ballare"
E così ci siamo trovate a ballare la salsa in un locale di Marsa Alam e a bere come nel peggiore bar di Caracas.
Che se andassi in Venezuela mica vorrei stare a Caracas.
Tantomeno a bere che sono astemia.
E se proprio ci dovessi andare andrei a Los Roches che almeno merita.
Fatto sta che a un certo punto ho pensato di aver preso il treno per Cuba.
Insomma, ho girato mezzo mondo stando ferma nel letto e senza spendere un euro.
Stanotte magari mi applicherò per fare un giro alle Maldive.
Sono aperte le prenotazioni!


venerdì 20 marzo 2009

Pop Porno



Se l'idiozia è palese nel conscio della propria esistenza, ne prendi atto e quando è il caso vivi tutte le tue belle paranoie e i tuoi sensi di colpa.
Ognuno di noi ha le proprie leggi di vita che vuoi per vissuti, vuoi per educazione, vuoi per mille altre seghe mentali, ti cuci addosso e cerchi di rispettare.
Poi ti capita di sognare.
E' allora che i freni inibitori, dovrebbero lasciare spazio ai recessi più sordidi della nostra esistenza lasciando alla liceità delle intenzioni tutto il possibile e il fattibile.
Bene.
Tutto ciò premesso, mi è capitato di sognare Rocco Siffredi nudo che trombava amabilmente Lory del Santo.
Ignoro i motivi che mi abbiano portato ad avere a che fare con tali individui, tantomeno perdo tempo a cercare di capire perchè proprio loro.
Orbene.
Stavo lì, a fare la guardona di quell'amplesso gioioso e valutare se quanto si dica sulle misure del buon Rocco corrispondessero a verità, quando il tapino mi guarda, lascia perdere Lory, poggia la testa sulla mia spalla e piange.
Io, materna lo guardo e da buona psicologa di noialtri gli sussurro "non piangere, parla con me"
PARLA CON ME?????
Ma sei scema????
Ecco, questo per dire quanto io sia palesemente idiota pure nel subconscio!