Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

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martedì 3 maggio 2016

Grazie alla vita


Non è un caso, semmai una consapevolezza acquisita nel tempo vissuto, la convinzione che le persone non possano cambiare.
Puoi arrivare a plasmare i tuoi spigoli, trovare una dimensione di pace, ma quello che sei, resti nel tempo e nello spazio.
Se riguardo indietro mi rendo conto che l'età e la saggezza, aiutano ad evitare di farsi del male inutile e dannoso, ma quella che sono resta come una seconda pelle.
Puoi raschiare via il peggio, come epidermide morta o abbronzatura che ti abbandona ma dentro e tutt'intorno resti il punto fermo di te.
Nel bene e nel male.

martedì 22 luglio 2014

Un'estate al mare

Che qui non se ne può più.
E' un continuo passare dai 37 gradi della giornata soleggiata ai 19 gradi delle piogge e forti temporali nel giro di un amen.
Che c'ho un'età e c'ho bisogno di stabilità, di un minimo di sicurezza ambientale, perbacco.
Quindi me ne vo, anche quest'anno torno a ballare in Puglia.
Che come si balla laggiù, non succede da nessun'altra parte.
Buone vacanze!

giovedì 30 agosto 2012

Calma e sangue freddo

Giuro che ci sto mettendo tutto il mio.
Con una pazienza infinita, sto cercando di far perdurare la modalità zen il più a lungo possibile.
Ho deciso che almeno fino a domenica non permetterò a nessuno di turbare il mio equilibrio.
E dire che ci provano a dissociarlo, a scollarmelo da dosso.
Oh se ci provano.
In due giorni ho rischiato l'inabilità alla pace e al sorriso almeno trenta volte.
Dura come il marmo sono, inscalfibile, impassibile.
Recito il mantra fuori e dentro me, recito questa litania come se tutto il mio prossimo futuro percorso,  dipendesse da questa momentanea stabilità.
Ma  so che non può durare.
E mica perchè io sia pessimista, ma per la consapevolezza del fatto che tutte quelle cose capaci di farmi perdere la pace interiore stiano continuando a bussare nei pressi del lobo frontale del cranio.
Che, per ora, Mononeurone si è trasferito nella parte più fresca della sua abitazione ma quando torna, già lo so, non saprà rimanere indifferente.
Mi godo gli ultimi giorni di atarassia.

(calma e sangue freddo  - luca dirisio)