Tutte le volte in cui c'è qualche riunione di famiglia, chiunque sia presente, che sia un repeter o un nuovo adepto, ogni volta in cui si parla di me, mi si presenta come quella che da piccola "era pestifera, ma era tanto bella".
Che, dico, non è che sia tanto lusinghiero, è come dire che da grande uno non abbia rispettato le aspettative.
Vero è che pestifera lo fossi davvero e che ne combinassi di ogni e, nonostante lo meritassi, quella santa donna di mia madre sia riuscita a non appendermi mai al muro.
Ma è anche vero che ero bella, tanto che mi chiamavano a fare le sfilate di moda per bambini.
Ora, tutto questo, è stato ed è più volte ribadito e reiterato ad ogni incontro.
Che poi, le persone s'imbarazzano e si sentono in dovere di aggiungere che ho conservato i pregi e disperso i difetti.
In realtà non è vero, ma loro mica lo sanno.
E non è mica facile capire quanta verità ci sia in quella frase di cortesia, immancabile dal momento che tutto ciò avvenga in mia presenza e che una pezza a colori, bisogna pure mettercela.
Così, ogni santa volta, indosso il mio miglior sorriso di circostanza e vago alla ricerca di un pertugio nel quale imboscarmi e sparire.
Ed è uno degli ottimi motivi per i quali, se posso, evito di circondarmi di parenti.
Perchè io sarò stata una peste bellerrima, ma loro sono rimasti serpenti fino al midollo.

