Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

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giovedì 5 dicembre 2019

Al di là dell'amore

Ok, eccomi.
Non ricordo neppure quando sono entrata l'ultima volta.
Ci sono, ho compiuto proprio ieri 50 anni per la quinta volta e sto bene.
Cioè sto bene se non penso di avere tutti questi anni addosso che a volte uno capisce perchè i vampiri non potessero specchiarsi...non avevano età.
E se non guardare il mio riflesso può servire a farmi sentire come mi sento dentro, allora vaffanculo agli specchi.
Che se arrivasse un vampiro a chiedermi l'anima gliela venderei subito...magari poteva venire un po' prima che ora qualche ruga di troppo mi infastidisce e la ciccia prodotta dalla menopausa non è una balla che raccontano.
Se mettiamo che ho pure smesso di fumare...e sti cazzi, insomma.
Comunque ci sono, ogni tanto, di passaggio...un abbraccio.

giovedì 17 marzo 2016

E se domani

A volte spunto fuori, come i funghi.
E' che un'amica mi ha fatta riflettere.
Mi ha detto che sarebbe un delitto non potermi più leggere.
E so che le sue non erano lusinghe buttate lì tanto per.
Non lei.
Lei non spreca e non regala parole se non per dirti davvero ciò che pensa.
E mi piace proprio perchè è così, autentica, vera.
Così ho riaperto queste pagine e mi sono riletta parte delle mie storture.
Quanta vita, quanto pensiero, quanti voli ci sono qua dentro.
Una volta avevo più tempo e fantasia e avevo rabbia da scaricare, dalla quale spogliarmi.
In fondo era la mia valvola di sfogo, il mio rifugio interiore, ciò che mi permetteva di esternare il peggio perchè  garantiva protezione e riflessione a prescindere da un eventuale confronto.
A volte mi succede ancora, magari un sogno o un'esperienza e ci penso, mentre sono lì davanti allo specchio che mi preparo, con la bocca aperta e il mascara in mano, e me lo dico a voce alta, dovrei scriverlo questo, dovrei tornare.
Poi passa l'attimo e vengo inghiottita  dalla realtà, dal quotidiano, dai mille impegni, tutto torna a circondarmi, come una nebbia.
Ma ci sono volte, tipo questa, che pensi sia un atto dovuto a te stessa riprenderti  il tempo e lo spazio e fare ciò che ti piace.
Che a me, scrivere è sempre piaciuto tanto.


martedì 1 dicembre 2015

Hello

Ogni tanto mi prudono le mani, non più come una volta sicuramente, ma succede.
E' che in realtà vuoi parlare di tutto e di niente, vorresti che alcuni avvenimenti avessero avuto una svolta diversa, che certi altri si fossero evoluti.
Allora pensi che sia tutto in mano ad un destino che non puoi pianificare, nè prevedere.
Sei lì e aspetti.
Fai quello che devi, che puoi, poi ti metti lì e guardi scorrere il tempo e guardi che cosa ti porta in dono o cosa ti porta via.
A volte neppure in quest'ordine.
Che non è vero che sei l'artefice del tuo domani, perchè basta un attimo e tutto cambia.
Magari ti sei pure fatto un culo così.
Tutto inutile.
Devi stare fermo e aspettare.
Non serve neppure che speri.
Se deve succedere, succederà, che ti piaccia o no.
E ti ripeti come un mantra, che sono inutili i segoni mentali, le menate, le varie e l'eventuali.
E ti ripeti che devi vivere davvero ogni momento, buttartici a pesce, goderlo in ogni sfumatura.
Che tanto poi arriva il destino e ti stravolge la vita.
E tutto l'incazzo te lo potevi davvero risparmiare.

domenica 1 febbraio 2015

Scrivimi

A volte mi manca scrivere.
Ogni tanto mi guardo in giro e penso che questa vita di spunti te ne offre parecchi.
Ma poi, non c'ho tempo, non c'ho voglia.
E quello spunto evapora.
Le persone, invece, quelle che aspettano il mio ritorno su queste pagine, quelle mi mancano di più.
Sebbene certe non le abbia neppure mai incontrate, rimane l'empatia e il dispiacere di non avere quel confronto che solo qui posso avere.
Di cose ne sono successe e ne succedono tante.
La serenità è uno di quei vincoli strani che ti prosciuga la fantasia.
In fondo va bene così.
Che se proprio devo scegliere, preferisco essere serena senza scrivere che essere in ansia e dover far esplodere il mio disappunto tra le  metafore del mio malessere interiore.


martedì 13 agosto 2013

I'm walking away

In tutto questo tempo, ho imparato molte cose.
Che uno dice, convivo da un po', se mi sposo cosa vuoi che cambi?
Invece cambia, cambia il modo in cui gli altri ti vedono.
Le famiglie t'inglobano in un modo prima sconosciuto, come se entrassi a far parte di un clan protettivo che prima riuscivi solo a sfiorare, le persone intorno ti riconoscono come coppia a tutti gli effetti, nonostante lo fossi da sempre.
Entri nel ruolo vero e proprio del marito o della moglie, come se fossi asceso ad un gradino più alto.
Anche se poi, nell'atto pratico del vivere, è rimasto tutto uguale a prima.
Ho imparato che stare in vacanza per oltre un mese, crea dipendenza e che sforzarsi di trovare scuse nostalgiche per tornare è solo un'illusione per stare meno peggio.
Ho imparato che non avere connessione e non essere raggiungibili telefonicamente per una settimana, è liberatorio.
Ho imparato che la politica è come una telenovela, non importa quando smetti di seguirla, quando la riprendi è esattamente nello stesso punto in cui l'hai lasciata.
Ho imparato che fare la blogger è un mestiere, che avevo quasi pensato di metterlo nel curriculum, se non fosse per il fatto che di tanto in tanto, quello che scrivo potrebbe urtare la sensibilità di qualcuno e che nonostante lo faccia da un sacco di anni, non abbia mai guadagnato un solo centesimo.
Ho imparato che un legame con una terra, è qualcosa che nasce indipendentemente dal tuo volere, un seme che diventa fiore e sboccia quando meno te l'aspetti.
E poi, c'è tutto quello che devo ancora imparare...

martedì 28 agosto 2012

Pulcino Pio

Sono arrivata praticamente ora e nello stesso istante in cui ho messo i piedi in casa, la bruttissima sensazione di non essere mai andata via mi ha sopraffatta.
Ma questa vacanza mi ha lasciato addosso uno stato zen che voglio tenere con me il più a lungo possibile.
Inoltre ho imparato che:
in tutte le spiagge senti gli stessi tormentoni musicali,
lo iodio mi fa bene alla salute,
l'abbronzatura mi fa sembrare più magra (e più phiga),
le serate amarcord con la compagnia di 30 anni fa, composta da ormai professori, professionisti, allenatori di squadre di serie B1 di pallavolo, varie ed eventuali, rendono le persone cazzare come a 17 anni,
le vacanze ti fanno prendere le distanze da tutti i problemi del mondo,
il mare mi rende felice,
e anche un po' idiota.
Anzi, molto più di un po'!


(pulcino pio)


giovedì 12 aprile 2012

La donna di picche

Sai cosa c'è?
Che io mi sono stufata del buonismo da quattro soldi, dei sorrisi di circostanza, e dell'ipocrisia a buon mercato lasciata li a marcire sotto il sole.
Io voglio verità, voglio sincerità,
Non confondiamo la cordialità con l'educazione, che son due storie diverse, due viaggi indipendenti, due strade da intraprendere.
E' sempre una questione di aspettative disattese.
Sono una persona che si è rotta il cazzo di rendere conto alla sensibilità altrui.
Avrei quantomeno preteso lo stesso trattamento.
Invece c'è un'aridità intellettuale che imputridisce l'intenzione iniziale, che impedisce di vedere le cose così come sono.
Perchè la paura dietro la quale ci si nasconde è che dietro ci sia altro, chessò, l'uomo nero o la donna arancio, mentre se guardassi appena appena oltre il tuo naso, vedresti donne e uomini normali.
O quasi.
Abbastanza stabili mentalmente da non crearti problemi.
Invece ci si inerpica su strati evolutivi di film mai scritti, rendendo tutto difficile, quasi ributtante.
Allora sai che ti dico?
Si che lo sai.
Quindi vacci senza che sia io a mandartici!


venerdì 17 aprile 2009

Oniriche distanze

Ho rabbia dentro me.
Potrei affondare il coltello in mille piaghe e spingere dentro fino alle budella.

E mentre affondo urlare in faccia alle mie vittime che forse mi guarderebbero esterrefatte, che non è facile riconoscere le ragioni di uno in quelle di un altro.
Affronto tutto e tutti a muso duro, batto i pugni contro ammassi di rottami attorcigliati in un insieme incomprensibile.
Trovare la spiegazione ad ogni gesto che mi ricomprenda.
E' un mio diritto, lo è sempre stato.
Rido isterica e lecco la ferita.
Lenisco il dolore e lo nascondo, superba e fiera.
Come se fingere che non esista lo rendesse meno grave.
Così aspetto che un sogno liberi il mio pianto e il mio dolore