Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

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mercoledì 14 dicembre 2011

Forever and ever

Nulla è per sempre, l'amore men che mai.
Non ci si può costringere ad amare eternamente nè a farci amare.
L'amore è amore finchè dura, dopo si dovrebbe avere l'accortezza di chiamarlo con la mutevolezza del suo nome.
E altre bisognerebbe accettare il fatto che possa finire.
E che non sempre esista una giustificazione per il fatto di non amare più, prescindendo da quanto tempo e sentimento si sia dedicato a quell'amore.
Semplicemente smette di esistere.


(forever and ever - demis roussos)

giovedì 17 novembre 2011

Sei nell'anima

Pensò che tutto sommato essere realisti e mandare a cagare la nuvoletta rosa del romanticismo, l'avrebbe fatta cadere in piedi.
Non si aspettava nulla, era a conoscenza del fatto che tutto quello che le sarebbe accaduto, sarebbe stato per legittima volontà e non per la spinta impulsiva e primordiale dell'emozione.
Sapeva che una scopata di una notte era una scopata di una notte e non il film del futuro.
Riusciva a scindere le cose, a non  diventare schiava del sentimento.
Non come molti uomini che mettono tacche per ogni conquista, credendo che più ne trombano più questo fa di loro uomini migliori e spezzano cuori di illuse, potenziali amanti a lungo termine.
No, non come loro.
Lei li dimenticava.
Semplicemente.

sabato 9 aprile 2011

Il triangolo no


Riflettevo sul fatto che fondamentalmente sono una babba capace di bersi qualunque cazzata.
Io mi accontento del fatto che sia credibile, la fiducia fa il resto.
Tipo quella volta in cui B. decise di venire a trovarmi.
Era fidanzata con E. che era sposato con una lettera qualsiasi dell'alfabeto.
Invece che con me, B. uscì con il mio amico G.
Quando tornò a casa le chiesi dove fosse stata e lei mi rispose che lui aveva voluto farle vedere la pianta che aveva in ufficio.
Le chiesi cosa fossero i segni dei morsi che aveva sulle spalle, e lei rispose che la pianta era carnivora e aveva cercato di mangiarsela.
Quando E. mi telefonò per sapere come si fosse comportato il suo preferito trastullo, dichiarai che nulla di sconveniente era accaduto e che sbagliava a non fidarsi di lei.
Tant'è che non capii il motivo per il quale E. quasi scuoiò B. quando la vide e mi accusò di non essere una buona amica per avergli taciuto la terribile verità.
Li per li, non capii.
Anche dopo diverso tempo continuai a non capire.
Tutto si risolse quando al mio amico G. scappò di rivelarmi che possedeva si un ufficio, ma data la sua terribile allergia a nessuna  pianta era concesso il privilegio di risiedervi.
Ogni nodo venne al pettine, improvviso s'illuminò un mondo di verità.
Nel frattempo E. mi aveva depennata dalla sua rubrica, B. cercava nuove strade da percorrere e G. fece una cura di fosforo per evitare di dimenticare ciò che era necessario ricordare a costo della vita.
E capii.
Capii che anche gli amici mentono, capii che l'egoismo ti salvaguarda più dell'altruismo, capii che tra una B. e un E. è meglio non mettere un G.
Ma quello che ancor di più mi fu chiaro è che qualunque decisione si possa prendere in certe circostanze, scoprirai a tue spese, che sarà sempre e solo quella sbagliata.
Quindi, comincia a fartene una ragione!

martedì 15 febbraio 2011

Master and servant


Non tutti la pensano allo stesso modo.
Per fortuna.
Altrimenti non ci sarebbe confronto ma solo banali dati di fatto.
Il mondo è bello perchè è vario e perchè a tutti è consentito viverlo secondo parametri più o meno condivisibili.
Conseguentemente, nessuno è in grado di stabilire cosa sia giusto e cosa non lo sia, in quanto nessuno è latore di verità assolute.
Ognuno ha le sue regole ma è scorretto pensare che le proprie siano quelle incontrovertibili.
Altrimenti diventa limite.
Quindi avviene che lo stesso vissuto, visto da un punto di vista differente, abbia una prospettiva diversa.
Il gioco delle parti, nulla di più.
Resta il fatto che sia sempre più comodo continuare a guardare solo una parete, invece che tutta la montagna.