Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

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martedì 3 maggio 2016

Grazie alla vita


Non è un caso, semmai una consapevolezza acquisita nel tempo vissuto, la convinzione che le persone non possano cambiare.
Puoi arrivare a plasmare i tuoi spigoli, trovare una dimensione di pace, ma quello che sei, resti nel tempo e nello spazio.
Se riguardo indietro mi rendo conto che l'età e la saggezza, aiutano ad evitare di farsi del male inutile e dannoso, ma quella che sono resta come una seconda pelle.
Puoi raschiare via il peggio, come epidermide morta o abbronzatura che ti abbandona ma dentro e tutt'intorno resti il punto fermo di te.
Nel bene e nel male.

sabato 26 marzo 2016

Non ho l'età

Ma cos'è davvero che ci rende "anziani"?
No perchè si fa in fretta a dire "vedi quella? Ah quando era giovane era proprio una bella donna!"
Che significa?
Che ad ognuna di noi il tempo riserva il bonus ciofeca?
E perchè l'uomo invero diventa affascinante?
Lo capisco, avere un numero addosso, portarselo dietro e comportarsi da cazzara q.b, è sicuramente un paradosso generazionale, ma  vuoi mettere come ti senti davvero paragonato a quello che gli altri credono tu sia?
C'è tutto un mondo nel mezzo.
Come le sfumature.
Hai la saggezza di sapere come comportarti a seconda dell'occasione, hai la capacità di gestire i tuoi momenti ludici, sei indipendente dalle critiche che  finalmente riesci a farti scivolare addosso come una sottana di seta.
Ok, l'aspetto ti tradisce un po' e le aspettative di chi osserva sono altre.
Ma in fin dei conti, di chi aspetta e osserva e attende di vedere qualcosa che non sono, alla fine, ma che cazzo me ne frega?
Ah, la meraviglia delle nuove consapevolezze, la bellezza del raccolto di emozioni che mi porto dentro, tutto questo mi appartiene.
Ci ho messo il tempo necessario ma ora lo so e so che ci sono cose che non cambieranno mai, come una risata che parte dal cuore e si protende verso l'infinito.

mercoledì 4 febbraio 2015

Meat is murder

Se la mia libertà finisce dove comincia la tua, mi chiedo con quale arroganza ci si possa permettere di giudicare qualcuno per le proprie scelte.
Ora, a me sta bene che tizio, che fino a qualche tempo fa si sarebbe mangiato una vacca sacra in India tutta intera, diventi improvvisamente vegetariano se non addirittura vegano.
Ma qual è il motivo che lo porta a rompermi i coglioni additandomi come assassina o mangiatrice di cadaveri innocenti se io continuo a nutrirmi di carne?
Mi sta bene anche che caio voti quel tal partito politico che manco li cani, allora perchè se io decido di rivelarti che ho simpatie per quell'altro  divento la cretina che non capisce un cazzo e tu quello che porta in tasca e nella testa le verità assolute e incontrovertibili?
Mi va bene anche che sempronio abbia deciso di smettere di fumare.
Ti stimo e ti rispetto, ma non mi sfrantecare i maroni se continuo a farlo nell'intimità dei luoghi consentiti.
Le scelte maturano attraverso  personali percorsi di vita e, proprio perchè tali, individuali.
Il rispetto è come l'amore, dev'esserci reciprocità.
Altrimenti non esiste.
La mia libertà di pensiero ed espressione vale tanto quanto la tua.
Il fatto che qualcuno non lo ammetta, lo rende schiavo del proprio limite, stretto nella morsa della propria presunzione, rinchiuso nel recinto dell'incapacità di confrontarsi e relazionarsi.
Un povero prigioniero che si crede libero.

(meat is murder - the smiths)

lunedì 10 novembre 2014

Half a person

Mi annoia chi finge di nascondersi dietro mille spigolature e angoli acuti imperscrutabili.
Mi piacciono le figure lineari, lisce, senza tanti fronzoli.
Sarà che con la geometria non sono mai andata tanto d'accordo.
Ho sempre faticato a capire cosa si nascondesse dietro i problemi e i teoremi.
Mi manca la logica,  so per certo che non mi appartiene.
Da questo punto di vista sono come gli uomini, ho un pensiero semplice e onesto.
Le complicazioni amplificate mi disturbano.
Trovo che siano ottimi nascondigli per far credere d'essere chi non si è.
A meno che non si nasconda qualche disturbo psicologico tanto di moda nel nostro secolo è più facile  e sicuramente più auspicabile, mostrarsi spogli dalle innumerevoli presunzioni che  ci appartengono.
Quantomeno saremo in grado di gestire in maniera disinvolta, la nostra vera personalità.

(half a person  -  the smiths)

sabato 30 agosto 2014

La mia pagina bianca

Sono tornata.
Sono piena di cose di cui parlare ma non mi va di parlare di niente.
E' una settimana che guardo questa pagina bianca e la richiudo intonsa.
Faccio facce curiose che, volendo proprio provare a descrivere, formano dei grandi punti interrogativi sospesi.
Che dire?
Non so.
L'unica cosa che mi viene in mente adesso è che sia molto meglio fare il bagno al mare che in piscina, per un sacco di buoni motivi.
Primo tra tutti, perchè se ti scappa la pipì al mare, la puoi fare che tanto si disperde nel suo immenso.
So per certo che alcuni la fanno anche in piscina.
Che tanto c'è il cloro, dicono.
E sono gli stessi che hanno il cloro nel cervello, ma mica è un buon motivo per pisciargli in testa.
Il mondo è bello perchè è avariato, l'italia di più.
Eppure ci sono posti che ti lasciano una traccia nel cuore, così immensa che ogni volta che ci pensi o che ci torni o che te ne vai, ti cala una lacrima d'emozione, che nonostante tutto, non riesci proprio a spiegare.

(la mia pagina bianca - elisa)



sabato 28 giugno 2014

Dove è sempre sole

Vedere un uomo piangere, mi ha sempre fatto molta tenerezza.
Perchè quando un uomo lascia che le proprie emozioni prendano il sopravvento e si lascia andare rendendole plateali,  lo fa sentire più vicino al mio universo.
Perchè l'uomo, solitamente, è trattenuto,  non deve chiedere mai, è freddo e razionale ed evita di piangere per non apparire debole agli occhi di chi l'osserva.
Come se la virilità si misurasse dal numero di lacrime evitate e la femminilità da quelle versate.
Come sempre è solo una questione di equilibrio.



(modà/jarabe de palo- dove è sempre sole)

lunedì 3 marzo 2014

La vita è adesso

Sono arrivata alla conclusione che la vita finge solo di appartenerci.
In realtà, siamo nelle mani di un manipolo di persone che decidono le nostre sorti.
Ieri, mio cognato mi ha chiesto cosa pensassi dei fatti dell'Ucraina e ha paventato l'ipotesi di una guerra mondiale.
A prescindere dal fatto che se si arrivasse a tanto sarebbe una condanna totale per tutti, mi sono chiesta cosa potrei mai fare io per impedirlo.
A volte mi sento un giochino messo li.
Un po' come quando giocavo con la Barbie, la casa di Barbie, la macchina di Barbie, i vestiti di Barbie.
Sfondando le pareti della fantasia, se Barbie avesse avuto una vita propria, avrebbe pensato di essere nelle mie mani, di dipendere da me, di non avere nessun potere oltre le mie decisioni.
E' come giocare a fare dio.
Solo che se disponi di coscienza, non è affatto divertente stare dalla parte di chi subisce.

Nel frattempo "la grande bellezza" ha vinto l'Oscar come miglior film straniero.
A me non è piaciuto, ma il fatto mi rende comunque orgogliosa.


giovedì 30 maggio 2013

Che sarà

Che capita chiedersi come si sia arrivati fin qui.
Nel senso che sei fai mente locale su tutto quello che hai vissuto e le scelte che hai fatto, avresti potuto essere altrove ed essere diversa da quello che sei diventata.
Se il tuo cammino ti avesse portato a fare conoscenze diverse o continuare a vivere in una città invece di cambiarne un certo numero, cosa sarebbe stato?
Meglio, oppure peggio.
Io me lo chiedo a volte, mi capita di fantasticare sul mio futuro collaterale.
E lo immagino sempre bellissimo, sia perchè non costa nulla, sia perchè non avrò mai la controprova e quindi, dato che è il surrogato di una realtà alternativa, tanto vale farlo alla grande.

-22 signore e signori.
Comincio ad avere un po' di tremarella.
Ma nessun ripensamento!

(che sarà - ricchi e poveri)

lunedì 13 maggio 2013

It's my life

Premessa: Poison, è questo donnino virtuoso che oltre ad andare al cinema e recensire molti film dei quali io non sia neppure a conoscenza, ha una competenza e una disinvoltura a camminare sui tacchi che mi lascia una bava d'invidia.
Ora, l'altra sera, io, futuro marito e Shark, si è deciso di andare a mangiare una pizza.
Visti gli allenamenti quotidiani in vista del giorno fatidico, mi sono messa bella in tiro.
Potevo mettere le ballerine?
Certamente no.
Così, sfidando lampi in lontananza e quei 400 metri che ci dividevano dalla pizzeria, ho indossato un tacco 12 di tutto rispetto.
Per farvi capire, quando mi sono trovata al cospetto dei miei due cavalieri, li ho apostrofati con un "ciao nani!"
Al ritorno, oltre che alla qualità del cibo, abbiamo sentenziato che non me la fossi cavata così male, tanto che lo squalo se n'è venuto fuori con un eloquente "puoi vincere il premio Poison"
Ho ancora un sorrisetto vittorioso stampato sulla faccia.
Questo, per dire quanto sia importante l'allenamento!

lunedì 29 aprile 2013

Di sere nere

Leggo abbastanza.
Non ho un particolare genere al quale rivolgermi.
Leggo di tutto.
Poi c'è quello che mi piace assai, e quello che mi fa cagare.
Ma difficilmente lascio un libro a metà.
E, siccome non giudico mai senza aver appurato, spinta dalla curiosità, mi sono fatta prestare un libro di Fabio Volo.
Che comprarlo mi sembrava brutto.
Oltre 200.000 copie vendute, mica pizza e fichi.
Che mi sono detta che magari penso sia un cazzone per partito preso, ma se tanta gente legge quello che scrive, magari sono io che mi sbaglio.
Non mi sbagliavo.
"E' una vita che ti aspetto" 172 pagine di luoghi comuni.
Una roba che ognuno di noi potrebbe aver scritto.
Ma nessuno di noi si chiama Fabio Volo, e avessimo proposto questa accozzaglia di banalità, qualsiasi casa editrice ci avrebbe tirato dietro il manoscritto.
Ora, non so se continuare e cercare di capire se può offrire di più andando a cercare "Esco a fare due passi" che mi dicono essere un best sellers, o terminare qui e rimanere col dubbio.
Però, il fatto di non averlo segnato tra i libri in lettura su anobii perchè mi vergognavo, la dice lunga.

lunedì 7 gennaio 2013

Ci vuole un fiore

Nella mia prima vita, crescevano rigogliose nel mio (?) appartamento, piante di ogni tipo.
Avevo un pollice talmente verde, che Hulk mi faceva una pippa con l'ingoio.
Finito quel periodo transitorio, è finito anche il mio rapporto con la botanica.
So per certo, che ogni pianta che avrà a che fare con me soffrirà, inevitabilmente, di un disorientamento emotivo che la condurrà alla morte.
Per annegamento o per secchezza.
Se poi, mi venisse mai in mente di travasarle per offrire loro uno spazio più congruo, agonizzeranno per un tempo indefinito, affinchè non solo mi penta del tentativo, ma soffra le loro sofferenze.
Pura cattiveria, insomma.
La loro.
E si che ci metto pure impegno.
Ho chetato il mio senso di colpa con le piante finte.
Quando le riconosco.
Perchè capita anche che ne porti a casa qualcuna vera senza accorgermi che lo sia.
Devo solo capire quale delle due ha fatto finta di essere l'altra.

(ci vuole un fiore - sergio endrigo)

venerdì 16 novembre 2012

Non me lo so spiegare

Pensavo che le persone, almeno fino a quando non le conosci e frequenti per un po', possono essere tutto e il suo contrario.
Nel nostro immaginario assumono aspetti e sembianze che non sempre si rivelano esatti.
Puoi arrivare a scoprire che qualcuno che pensavi essere un cinico bastardo, sia in realtà un romantico, oppure qualcuno che pensavi di poter paragonare ad un'acqua cheta, possa rivelarsi una piena.
Le persone sono capaci di stupire e stupirti, sono capaci di disarticolare l'immagine che gli abbiamo costruito intorno e demolire le presuntuose certezze della nostra prospettiva.
E la vera meraviglia è proprio quella di riuscire a sorprendere quando tutto si dava per scontato.


mercoledì 24 ottobre 2012

L'amore è un'altra cosa

Due amici s'incontrano e scoprono di aver conosciuto la stessa donna in tempi diversi.
Tempo zero e affermeranno di essersela trombata.
Che sia vero oppure no.
Fine.
Due amiche s'incontrano e casualmente scoprono di aver conosciuto lo stesso uomo in tempi diversi.
Affermeranno che non è successo nulla, neppure un bacio.
Dopo qualche mese si lasceranno andare alla confidenza che in realtà qualcosa c'è stato.
Dopo un anno si scambieranno impressioni sulla reciproca trombata.
Questo per dire che le donne, hanno questa naturale tendenza a passare per sante soprattutto tra loro ed hanno sempre necessità di giustificare le proprie azioni.
Perchè il giudizio che potrebbe gravare è anche più forte rispetto a quello espresso dagli uomini nei loro confronti e prima di lasciarsi andare e dichiarare la verità degli avvenimenti, dovranno capire ed essere certe  di avere di fronte una persona che non le farà mai sentire zoccole.
Perchè per quanto possa essere vero, non è carino sapere che ci sia qualcuno pronto a pensarlo per un irrilevante errore di valutazione.

(l'amore è un'altra cosa - arisa)

venerdì 14 settembre 2012

Ho perso le parole


Che io quella cosa lì del "chi sbaglia rompe paga e i cocci sono suoi" non l'ho mai capita.
Che già solo il fatto di prendere coscienza di aver sbagliato  rotto è frustrante, perchè aggiungere dolore alla sofferenza?
E' come continuare a darsi martellate sulla palle.
Ho sbagliato rotto, ne prendo atto, ma non mi rompere a tua volta i coglioni con i tuoi cocci.
Prendili, raccoglili e fanne un po' quello che vuoi.
Che se ti dice bene, li rimetti insieme ed è capace pure che ne viene fuori qualcosa di carino.
E se ti dice male hai solo perso tempo e se li buttavi subito risparmiavi fatica.
Che, alla fine,  ti vien voglia di capirli quelli che non ammettono mai di aver sbagliato rotto.
Neppure davanti all'evidenza.
Saltano a piè pari i tempi passivi e continuano a dimostrare una sicurezza invidiabile.
Che dura solo fino a quando c'è qualcuno pronto a far finta di niente ma nel frattempo,  è un problema che non esiste.
Colui che invece ammette l'errore, oltre al senso di colpa, deve anche scusarsi, cercare di spiegare, trovare il modo di rimediare, più varie ed eventuali.
Quindi, chi sbaglia rompe paga, d'accordo, ma se paga bene, perdoniamolo perbacco!

(che cambiando l'ordine degli addendi, il risultato mica cambia! :)) )




(ho perso le parole - ligabue)






lunedì 23 luglio 2012

Nubi di ieri sul nostro domani odierno

Nel blog di Dea, c'è una rubrica molto bella, in cui gli uomini raccontano la scoperta del cazzo.
Che non è un modo alternativo per parlare di scoperte stupide, ma proprio di come si sono appropinquati alla sessualità, seguendo i segnali dettati dai loro genitali.
La rubrica è rivolta anche alle donne, ma al contrario dei loro colleghi maschi, si limitano a mostrare un'immagine senza raccontare nulla.
Ci ho pensato, ed in effetti cosa c'è da raccontare su una figa?
Il pisello evolve, fa nascere una nuova identità che segna il passaggio allo stato adulto.
Noi di cosa dovremmo parlare?
Della prima volta in cui abbiamo avuto le mestruazioni?
Non c'è poesia in un rivolo di sangue.
Ci crescono le tette, ma non è la stessa cosa.
Cosa vuoi dire?
Che hai visto quel bottoncino inutile diventare una boccia che alimenterà neonati e bocche avide di piacere?
No, non è la stessa cosa.
Credo che il fatto di poter vedere oggettivamente il cambiamento del proprio sesso durante il percorso dell'esistenza  e poterlo ribadire ad ogni erezione, provochi un legame che noi non potremo mai avvertire in  maniera visiva nel nostro corpo.
E questa, dopo il fatto che abbiate la possibilità di pisciare in piedi, è un'altra cosa che v'invidio.


mercoledì 18 luglio 2012

Non gioco più

"...no perchè per la legge del contrabbasso..."
"del contrappasso, vorrai dire!"
"ah, non è contrabbasso?"
"no, non direi a meno che non ci sia qualche legge sullo strumento musicale ch'io ignoro"
"vuoi sempre avere ragione"
"guarda che saper parlare è come far di conto e la matematica non è propriamente un'opinione"
"che c'entra? Due + due fa quattro ed è un dato di fatto, ma l'uso delle parole è estremamente adattabile"
"nel senso che puoi inventare nuovi modi di dire? Se non sai usare le parole giuste al posto giusto e nel rispetto di un contesto, compra una vocale o usa un linguaggio più semplice"
"non fare la splendida, pensi che non sappia parlare?"
"...."
"pensi che non sappia mettere in piedi una frase coerente senza incorrere in errore?"
"..."
"pensi di essere l'unica a saper usare paroloni appropriati?"
"..."
"non ci parlo più con te! E siccome mi hai fatta incazzare ora, per distrarmi, vado a comprarmi quella bella camicetta piena di paillard"

(non gioco più - mina)

giovedì 12 luglio 2012

Bad girls

Capitano quei giorni in cui hai l'incazzo facile e capita sia necessario sfogarlo con qualcuno.
Non importa che quella prima persona che ti capita a tiro, ti abbia deliberatamente fatto o detto qualcosa.
Hai necessità di sfogare in qualche modo le tue frustrazioni e decidi d'impulso, che è perfetta.
Quindi elabori parole e comportamenti e li trasfiguri,  per crearti l'alibi perfetto col quale nutrire il tuo disappunto che, diversamente, non avrebbe senso.
Non che dopo ce l'abbia, ma presa la posizione di attacco e partita per la tangente, si giunge al punto di non ritorno che ti àncora a quella posizione a prescindere.
Una volta raggiunto lo stato di quiete, succede che uno possa rendersi conto di aver scelto la persona sbagliata, ma ormai il danno è fatto.
E cercare di recuperare sarebbe come confessare di avere qualche piccolo problema comportamentale.
Quindi si lasciano le cose come sono e si va avanti.
Che tanto le cose seguono un percorso obbligato, trascurando ogni nostra volontà oggettiva.

(bad girls - m.i.a.)

venerdì 29 giugno 2012

Sentimiento Nuevo


Non è l'amore che muove il mondo.
Se così fosse sarebbe un bel mondo pieno di felicità.
Diciamo che muove bene la nostra vita mentre lo viviamo.
Ecco, diciamo così!



(sentimiento nuevo - franco battiato)

venerdì 20 aprile 2012

Give me all your luvin'

Sono arrivata alla conclusione che per saper scrivere racconti erotici devi appartenere alla categoria delle femmine sensuali e provocanti.
E già li, partiamo piuttosto male.
Ogni volta in cui ho provato ad abbozzarne uno, a metà ero piegata in due dalle risate.
Ottima comica di me stessa e delle mie fantasie.
Sarà che mi capita di cadere in indiscutibili retoriche, in iperbole che rasentano il ridicolo.
Sarà che mentre penso a come sia possibile narrare di una trombata, il mio pensiero corra già alla sigaretta del dopo e al tempo necessario che, per buon gusto, debba intercorrere tra l'una e l'altra.
Sarà che ogni volta in cui ci penso, mi sovviene come una mazzata sul cranio, quella barzelletta che diceva: "sai qual è la differenza tra una trombata e una cagata? Che dopo non devi stare 10 minuti attaccato al cesso a dirgli che gli vuoi bene", sarà per tutto questo, ma meglio ch'io scriva di qualunque altra cosa.
Mai di sesso!

lunedì 16 aprile 2012

La favola di Adamo ed Eva

Sembra cosa banale, ma ci stavo pensando seriamente.
Partiamo da lontano, da molto lontano.
All'alba del mondo, gli esseri viventi, secondo la tradizione e il credo cristiano, erano due, meglio identificati come Adamo ed Eva.
Da loro è partita tutta una generazione di figli che si accoppiavano incestuosamente tra loro per generare altri figli che si accoppiassero e così via.
Quindi, l'umanità tutta è nata da legami che nel mondo moderno vengono condannati.
Non solo, se ci si provasse adesso, l'unione dei geni tra fratelli darebbe luogo a esseri deformi.
Ciononostante, se tutti proveniamo dall'unione della coppia originale, si può supporre che in qualche modo, siamo tutti, e dico tutti tuttissimi, parenti.
Insomma siamo un'unica grande famiglia.
Felice?
Mah!

(la favola di adamo ed eva - max gazzè)