Che io quella cosa lì del "chi sbaglia rompe paga e i cocci sono suoi" non l'ho mai capita.
Che già solo il fatto di prendere coscienza di aver sbagliato rotto è frustrante, perchè aggiungere dolore alla sofferenza?
E' come continuare a darsi martellate sulla palle.
Ho sbagliato rotto, ne prendo atto, ma non mi rompere a tua volta i coglioni con i tuoi cocci.
Prendili, raccoglili e fanne un po' quello che vuoi.
Che se ti dice bene, li rimetti insieme ed è capace pure che ne viene fuori qualcosa di carino.
E se ti dice male hai solo perso tempo e se li buttavi subito risparmiavi fatica.
Che, alla fine, ti vien voglia di capirli quelli che non ammettono mai di aver sbagliato rotto.
Neppure davanti all'evidenza.
Saltano a piè pari i tempi passivi e continuano a dimostrare una sicurezza invidiabile.
Che dura solo fino a quando c'è qualcuno pronto a far finta di niente ma nel frattempo, è un problema che non esiste.
Colui che invece ammette l'errore, oltre al senso di colpa, deve anche scusarsi, cercare di spiegare, trovare il modo di rimediare, più varie ed eventuali.
Quindi, chi sbaglia rompe paga, d'accordo, ma se paga bene, perdoniamolo perbacco!
(che cambiando l'ordine degli addendi, il risultato mica cambia! :)) )
(
ho perso le parole - ligabue)