Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

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mercoledì 9 aprile 2014

Non ho l'età


Ho firmato il contrattino di cui ho parlato qualche post fa.
Un posto trimestrale che mi garantirà, sopravvivenza permettendo, di far confluire qualche denaro al mio anoressico conto bancario.
Prescindendo dal fatto che non lavorare per anni, renda difficoltoso il reinserimento, ci sono oggettivamente certi tipi di attività produttive dalle quali si esce devastati.
Che uno dice, c'ho bisogno e lo faccio e va bene, ma mai nella mia vita mi era capitato di sperare che i giorni passassero il più velocemente possibile.
Non foss'altro per arrivare all'agognato momento in cui archiviare per sempre quel paio di scarpe antinfortunistiche che quando le togli hai sempre il terrore che si distruggano per autocombustione.
Più un paio di altri motivi sui quali glisso.
Che altrimenti poi si dice che uno c'ha sempre da lamentarsi, che non lavori o che lo faccia.
E' che pensavo che il tempo e l'esperienze servissero per migliorare la professionalità.
Pensavo.
Appunto.

lunedì 15 aprile 2013

Barbie girl


La mia soglia del dolore, è nota a tutti.

Per chi non lo sapesse, è approssimativamente vicina a -106.
Pertanto, se non assolutamente necessario, evito di procurarmi dolore fisico gratuito.
Ricordo ancora le lacrime della prima volta in cui usai l'epilady.
Un trionfo di bestemmie.
Quindi, invece di estirpare, tendo ad andare di rasoio, che nonostante non elimini alla radice il problema, aiuta nell'intento.
Questo per dire che in quarantotto anni di vita, mai avevo provveduto a dettagliare le mie sopracciglia.
Intendiamoci, hanno una bella forma, non sono cespugli o " un rifugio per gli insetti, un nido per gli uccelli che si amano tranquilli tra i miei pensieri e il cielo" (cit. Niccolò Fabi), ma sono esattamente come natura vuole.
O meglio, erano.
Perchè avere una diciottenne pargola che studia per diventare estetista, m'impone non solo di essere cavia ma di non soddisfare più i suoi canoni di bellezza.
Così, armata di pinzette professionali, si è dedicata al mio arco sopracciliare.
Volete l'elenco delle parolacce in ordine alfabetico oppure sparso?
Ho pianto, lo confesso.
Ma a lavoro finito, gonfiore sgonfiato, mi sono guardata ed ho pensato che ho guadagnato dei bei punti.
Ad ogni modo, a me il detto "chi bella vuole apparire, un po' deve soffrire" m'irrita.
Possibile che per essere phighe si debba provare dolore?