Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

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giovedì 9 febbraio 2012

Call me

Ho uno scazzo cosmico severo.
Come l'ipertensione.
Non mi faccio mancare nulla, giusto per avere l'elenco delle sfighe sempre aggiornato.
Diciamo pure, che chi mi vive attorno partecipa attivamente affinchè non ci si possa annoiare neppure volendo.
Il tocco magico delle maledizioni a lungo termine, mi ha abbandonato anzitempo e non posso neppure più concedermi quel margine di godimento da rivincita.
Ho quasi il sospetto che stiano agendo in senso contrario e che i destinatari stiano beatamente conducendo le proprie esistenze senza alcun tipo d'intoppo.
Una ritorsione automatica che dev'essere cominciata in quel momento di buonismo dal quale mi feci coinvolgere qualche tempo fa.
Ne pago, inevitabilmente, le conseguenze.
E' che mi è risulta così ostico cancellare e fare tabula rasa dei ricordi.
Sarebbe così semplice, dimenticare, togliersi dal cazzo e dai pensieri un po' di gente.
Come prendere la rubrica del proprio telefono, fare un po' di pulizia e scoprire, casualmente, che quel numero,  da chissà quanto tempo, è stato dismesso e ora appartiene ad un estraneo.
E capire che l'hai tenuto anni per nulla.
Esattamente come il ricordo della persona al quale è appartenuto.

(call me - blondie)


martedì 7 febbraio 2012

Sono solo canzonette

Caro governo tecnico,
lo vuoi capire che qui non stiamo a fare le prove per Zelig?
Vuoi capirlo che ti devi evolvere e non devi risorgere dalle ceneri di quelli che ti hanno preceduto?
Che se volevamo stare in una burla, continuavamo a tenerci quello che c'era!


(sono solo canzonette - edoardo bennato)

mercoledì 20 luglio 2011

E la chiamano estate

Che voglio dire, di solito di questi tempi boccheggiamo e andiamo di ventilatori a nastro.
Invece, tranne sporadicissime volte, qui sembrano quelle giornate che si vivono ventiquattr'ore prima dell'inverno, che si sa, le mezze stagioni sono un ricordo di epoche remote.
Che perfino la mia macchina è confusa, tanto da pensare che si stia avvicinando il Natale e fa prove tecniche d'illuminazione con alcune lucine che dovrebbero stare spente di default perchè nel momento stesso in cui dovessero persistere col loro fulgore a) mi schianto contro un palo causa sterzo che smette di sterzare b) mi schianto per i medesimi motivi, contro le varie schiere di ciclisti che in questo periodo pedalano senza sudare data la refrigerante e benevola brezza, e che hanno deciso di viaggiare a grappoli, come l'uva, lungo le strade statali che mi tocca  percorrere c) un'avaria motore è assicurata.
In qualunque caso, so già che un ulteriore esborso finanziario è in agguato.
Vogliamo metterci anche quelli che pur essendo muniti di motociclo, dato il persistere del freddo, ancora prediligono la macchina, creando ingorghi inauditi derivati dalla costellazione di cantieri stradali aperti in tutte le principali arterie?
Tra l'altro ne risente la parte destra del mio guardaroba, quello destinato a canottierine, magliettine, gonnelline che ancora non hanno rivisto la luce dall'anno scorso.
Quindi, pregherei il signore del tempo, di riunire l'ufficio tecnico ed aggiustare queste anomalie climatiche, con cortese solerzia.
Che qui da noi, l'estate dura già talmente poco che perdere anche un solo giorno, fa alquanto incazzare.

martedì 18 gennaio 2011

Tragedy


Piccole regole su come salvarsi il culo da un'accusa di omicidio:

Se si è sospettati ammettere candidamente la propria responsabilità:
"Si, sono stato io"
Una volta posta in essere la dichiarazione di colpevolezza, coinvolgere qualcun altro :
"Non ero solo. Con me c'era anche Tizio"
Per meglio depistare, insinuare la possibilità che ci fossero più persone:
"Ebbene si, c'era pure Caio"
Una volta fatto il casino, ritrattare:
"Non è vero che sono stato io, non c'ero neppure"
Indicare i precedentemente coinvolti quali veri e unici colpevoli:
"Io non c'entro sono stati Tizio e Caio. Hanno fatto tutto da soli"
Per mischiare le carte inventarsi qualunque cosa capace d'indurre la richiesta dell'incidente probatorio.
Se non basta una volta, ritentare.
Alla fine chiedere ed ottenere l'infermità mentale.

lunedì 20 dicembre 2010

Capelli


Il risparmio in certe situazioni della vita, si rivela essere fondamentale.
Pertanto ho dovuto far scomparire certe belle abitudini che lungamente hanno allietato la mia vita e cercare alternative più o meno compatibili.
Così, dopo molto tergiversare, data la mia incapacità di svolgere su me stessa compiti artigianali, aiutata da sedicenne pargola, ho deciso di provare a fare i colpi di sole.
Lasciamo perdere il dolore provato per ogni uncinata al cranio, lasciamo perdere la puzza del materiale corrosivo, lasciamo pure perdere che per un momento ho pensato che avrei perso tutti i capelli, ma giuro, mai avrei pensato di ottenere di avere ciocche arancioni sparse per la testa.
Ora sembro una di quelle figurine manga giapponesi.
Mi mancano solo la giovane età e le tette sode!

martedì 14 dicembre 2010

Sono troppo incazzata per trovare il titolo perfetto!


Ok.
Cominciamo dall'inizio.
Ma davvero ci aspettavamo questo regalo di Natale?
Io ci ho creduto solo un po', ma quando vedi Fini declamare che il suo sarà il partito dell'onestà e vedi mettere Rosso come coordinatore regionale per il Piemonte ti accorgi del paradosso inaccettabile.
Allora capisci che per tutti funziona sempre e solo allo stesso modo e che nessuno è migliore di nessuno.
Sono tutti li a carpire il segreto di chi riesce a metterla nel culo più degli altri.
I
l nano in questo senso è il migliore.
Purtroppo (o per fortuna) non ho più 17 anni e sono fuori quota anche per i suoi festini!
In fondo, lui dice le cose che il popolino vuole sentirsi dire... ier ieri quando ha dichiarato che avrebbe fatto il possibile per salvare il suo governo ha aggiunto che non lo avrebbe fatto per se stesso.
Dalla sala si è levata un'eco di "e per chi?" che più o meno voleva significare "evita almeno di prenderci per il culo"
Alla fine, io so solo che non l'ha votato nessuno eppure è lì, so che ruba e fa il puttaniere eppure è lì.
E non mi basta più chiamare le cose col proprio nome, perchè lo chiamiamo ladro, canaglia, profittatore, che sono incontrovertibili verità, ma non cambia nulla.
E quello che mi fa male, è che nulla cambierà.

(grazie a sto.zitto per avermi dato il la!)

lunedì 6 dicembre 2010

Chi non lavora, non fa l'amore


Sono ormai quattordici mesi di nulla, quattordici mesi di curriculum inviati ovunque, zero risposte ricevute.
Ho visto il mio saldo in banca e sono scoppiata a ridere.
Ma di che mi lamento?
Un tetto sulla testa ce l'ho, vestiti per coprirmi pure, il mangiare non mi manca.
Continuo a fumare senza ritegno.
In realtà non posso permettermi viaggi o futilità, per il resto potrebbe fin essere una pacchia.
E' che non riesco a chetare quel senso d'ansia e frustrazione, quel senso di umiliazione che s'insinua tra il cuore e la gola.
L'incapacità di mantenermi autonomamente uccide ogni giorno un pezzo della mia sanità psicofisica, non trovare una soluzione mi devasta.
Non posso accedere ai posti riservati alle categorie protette in quanto sana come un pesce.
L'altro giorno un'amica mi suggeriva una di quelle vendite che si fanno in casa, invitando amici e parenti.
Che andrebbe anche bene se la mia vita sociale non fosse ridotta al lumicino.
Continuo la mia ricerca sperando che non m'abbandoni la speranza.


lunedì 15 novembre 2010

Cosa conta


Non so se conta il fatto che sia una giornata tempestata di gocce piovane, fatto sta che oggi mi sento incazzata come un puma a digiuno da mesi.
Ogni volta in cui mi sento così, so per certo di cambiare espressione facciale, sento i nervi tesi come corde di un violino da due soldi e, solo potessi, mi piacerebbe prendere a schiaffi o mordere qualcuno.
Quelli leziosi per esempio.
A quelli riserverei un tributo speciale.
L'aggravante è che non li sopporto a prescindere, quindi anche arrivassero a me durante una manifestazione d'auto-amore prorompente, li attaccherei comunque, forse con più ironia e sottili giochi di parole, ma non tarderebbe il fine ultimo, quello dell'attacco frontale e intrepido, senza esclusione di colpi.
Ma non ho nessuno sotto mano quindi devo trovare il modo di convogliare tutta questa energia negativa verso qualcos'altro prima di digrignare i denti con tanta intensità da farmeli saltare.
Così ho deciso, esco e cerco nel fumo di una sigaretta che non ho, la risposta a tutti i miei perchè!

sabato 6 novembre 2010

Ask



Prosegue il rapimento di post da parte di bande rivoluzionarie che hanno terminato le idee.
Ho trovato in giro qua e là, parole mie prese e piazzate dentro blozzzz di cui ignoravo completamente l'esistenza.
Non è arrivata nessuna richiesta di riscatto.
Un po' come succede con i guerriglieri, difficile che ti restituiscano il rapito e, soprattutto oltre a sentirsi nel giusto, non chiedono mai scusa.
Riporto qui di seguito la preghiera rivolta ad una delle rapitrici in forma di commento, peraltro moderati dall'autrice:

"Io so già che questo commento non lo pubblicherai mai, ma non importa, uso questo sistema solo per inviarti il mio messaggio.
Quando usi le parole degli altri per scrivere i tuoi post, abbi almeno l'accortezza di avvisare che non sono tue, non foss'altro per onestà intellettuale nei confronti di chi ti legge e ti commenta.
Io capisco che nel momento in cui si pubblica qualcosa quel qualcosa non ci appartenga più, conosco il rischio e me ne faccio carico.
Ma in cuor mio spero sempre nella buona fede di chi legge, anche solo per caso, quanto scrivo e non espone a suo uso e consumo parole che nascono da un sentimento interno e profondo, come in questo caso.
Insomma è come se rubassero un pezzetto di te.
E mi domando cosa ne penseresti tu stessa se ti succedesse.

Cordialità"

La risposta è arrivata immediata e chiara: l'autrice ha reso il blog privato!

(ask - the smiths)


lunedì 13 settembre 2010

Non sono una signora


Che poi segui le rotte.
Conosci le strade e ti fai condurre ad occhi chiusi.
Accade che un piccolo moto ondoso contrario e inaspettato, ti faccia deviare dal percorso.
Se sono piccole mareggiate, ti disorientano ma ci metti il minimo sindacale a rimetterti in carreggiata.
Se sono marosi, tuoni e fulmini, il rischio è di perdere la ragione e il sentimento.
Arrivare a non riconoscersi mentre si compiono azioni convulse o arrivare a non riconoscere la propria voce stretta nella morsa di un dolore che non ha speranza e ti si strozza in gola.
Il limite che corre tra la decenza e la padronanza di sè e l'attimo destabilizzante di follia.
E' come subire un black out emotivo.
Quello è l'istante in cui ogni gesto e ogni parola smettono di appartenere alla volontà.
Si alimentano d'ira che non potevi neppure supporre di possedere, del ribollire del sangue che arriva a schizzarti negli occhi e nel cervello.
Cinque minuti di follia incontenibile in un corpo incapace di commettere violenza gratuita.
Forse è il caso che impari di nuovo a piangere.

mercoledì 11 agosto 2010

Dottore.


"Perchè sa, dottore, io sto spesso seduta.
Si, non ho nulla da fare a parte pulire di quando in quando, e la maggior parte del tempo lo passo davanti ad un pc, che lo so che è controproducente e oserei dire immorale, ma mi annoio, allora mi siedo e accendo.
Leggo blogzzz, gioco a carte, controllo la miseria della gente e la mia.
Insomma quel dolorino nuovo che mi porto addosso, è un'infiammazione e la postura non aiuta.
Ma si, facciamola pure la risonanza così mi tolgo ogni dubbio sulla mia morte apparente.
E due analisi mettiamocele pure dentro che ci facciamo una revisione completa.
E si, dottore, sono mesi che cerco un lavoro senza trovarlo, che non posso decidere più nulla che non sia economicamente destabilizzante.
Capisce vero la mia ansia?
Non è che il fatto che possa essere giustificata mi consoli.
Tra l'altro sono diventata iper sensibile.
Sa dottore, mi commuovo con nulla.
Oggi ho pianto davanti ad una fontana che faceva giochi d'acqua al suono di "con te, partirò".
Capisce come sono messa?
No, non me lo dica.
Mi lasci tutte le mie consapevolezze.
Sono le uniche certezze che ho."