Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

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domenica 18 luglio 2010

The ghost in you


Una volta leggevo le carte.
Solo gli arcani maggiori.
Nel tempo mi sono resa conto che quello che "vedevo", si avverava.
Forse per botta di culo, forse per inquietarmi, però succedeva.
Mai cose brutte, ma cose che sembravano impossibili, cose di cui non potevo sapere.
Allora mi sono spaventata.
Come quando i fantasmi passeggiavano indisturbati in casa mia facendo scivolare pennarelli sul pavimento o mi apparivano improvvisamente tra la veglia e il sonno.
I gatti devono averli spaventati.
Troppo piccola la casa per accogliere animali ed ombre tutti insieme.
Comunque, ho messo le carte in un cassetto e non le ho più guardate.
Perchè il futuro dev'essere qualcosa di sospeso, d'indeterminato.
Se fosse svelato in tutto o in parte, che ci starebbe a fare il destino?

lunedì 28 giugno 2010

Lamento boliviano








Bilancino dei momenti salienti della mia giornata odierna:

  • Ho atteso, inutilmente, la telefonata dell'avvocato che ogni giorno mi fa dire dalla segretaria che mi chiamerà.
  • ho spiato i filmatini hot che mette kelly, rimandendo perplessa dalle manate che Trentalance da sul culo alla tipa che gli fa un pompino mentre la stessa, invece di guardare lui, guarda la telecamera col risultato che prima che gli venisse duro lei si è sfasciata la mascella....
  • mi sono chiesta che cazzo mi legge a fare un tizio che commenta cani e porci tranne me. Che non è che sono in cerca di un commento in regalo, ma non capisco l'utilità di leggere qualcosa che non t'interessa.
  • Mi sono lavata i capelli e li ho fatti asciugare dal calore che finalmente s'irradia nell'aere col risultato che sembro uscita da una centrifuga.
  • Ho fatto pranzo con 2 biscotti e una banana. Nessun abuso è stato commesso ai danni del fruttino.
  • Ho giocato a burraco (vinte tutte tiè)
  • Ho bagnato le due piante di casa e guardato in attesa di cenno di riscontro la terza che tanto è grassa e non necessita.
  • Ho guardato i goalss che l'Olanda ha appioppato alla Slovacchia.
Non è che mi sarò stancata troppo?

lunedì 18 gennaio 2010

Dissertazioni


Lasciatemi fare la psicologa di noialtri.
Pensavo.
Il che fa presupporre che mononeurone sia tornato alla sua dimora!

L'argomento è il tradimento.

Non la botta e via, che quella è solo una sazietà di corpo, ma del tradimento di cuore.
Orbene, se ho una relazione soddisfacente, che mi riempie la vita e non mi fa sentire mancanze, se ho un compagno capace di capire il quando e il come delle mie esigenze, non ho motivi di cercare altrove.
Nel momento in cui questo smette di avvenire, è un attimo accorgersi che un'altra persona sta riempiendo quel vuoto e non perchè accada davvero, ma perchè è un nostro bisogno pensare che quella piccola cortesia fatta nei nostri confronti sia in realtà frutto d'attenzione dedicata a noi.
Quindi andrò alla ricerca dei miei bisogni e non appena riuscirò a soddisfarli colmerò quel vuoto.

Da questo si evince che il tradimento non è altro che il bisogno di salvare se stessi da quella parte di nulla, un atto d'amore personale e come tale non giudicabile.
Meno male che mononeurone riparte!

martedì 21 luglio 2009

E pensare che...


Mi ero alzata col buonumore addosso.
Poi la gatta ha vomitato, sul pc, sulla lettera del liceo e su mille mattonelle.
E' come con i cuccioli d'uomo, pulita la prima merda ci fai l'abitudine e non ti turba più di tanto.
Fuori dalle mura, questo mese in confusione totale, mi manda in palla.
E i coglioni cominciano a girare come eliche che poco ci manca a sollevarsi.
Non tutti quelli che dicono di camminare tre palmi da terra lo fanno per gioia.
Fermo il cervello, non c'ho voglia di pensare, non c'ho voglia di altre responsabilità, non c'ho voglia di farmi domande, ancora e ancora.
E basta!
E' ora che cominci a svuotare i cassetti.
Non mi fido di nessuno, neppure di me stessa e delle cazzate che faccio o di quelle che potenzialmente potrei commettere.
Resto in stasi e aspetto passivamente che scenda una pioggia acida e mi liquefi.

sabato 18 aprile 2009

Racconto breve

Si trovava dentro un periodo durante il quale ogni disordine la inquietava.
Certo stava vivendo una fase di grosse paranoie e piccoli drammi irrisolti volti a causarle ansie e perplessità che, sebbene cercasse di controllare, spesso avevano il sopravvento e tentavano di soffocare lei, i suoi pensieri e la sua vita.
Pensò con ragionevole contentezza, di dover cambiare aria.
Magari attraversando mari e continenti.
Ma come fare?
Panico e incubi si alternavano ogni volta in cui provava ad immaginarsi su un mezzo volante, capace di avvicinare le distanze.
Si recò lungo le spiagge, nella speranza di riuscire a corrompere uno scafista che fosse disposto a portarla sull'altra sponda.
Tentò con una canna ma a lui non piacevano le droghe, men che meno quelle leggere.
Le disse "ogni cosa che ci piace crea dipendenza, così come le ossessioni. Se lasciamo che ci posseggano non ce ne libereremo mai"
Ma non gli diede retta.
Era testarda e si organizzò con tutti i mezzi possibili tranne i più ovvi.
Avrebbe raggiunto il suo scopo a costo di perdere la lucidità che ancora le restava.
Non aveva che da mettersi in marcia e cominciare il viaggio.
Fin dove l'orizzonte finisce e ritorno.