Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

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martedì 30 agosto 2016

La descrizione di un attimo



Mi piacciono le persone dal carattere forte, quelle che quando decidono restano ferme sulle loro posizioni.
Lo so che non è facile, soprattutto per le storie che coinvolgono il cuore, ovvero lo è se osserviamo da spettatori, che ci vien bene in quel caso essere prodighi di consigli.
Ma mentre ci troviamo dentro l'intrigo e la passione, spesso succede che, nonostante le motivazioni siano valide per allontanarci da quelle circostanze, continuiamo ad arrampicarci tenacemente sullo specchio della possibilità, adducendo spiegazioni e giustificazioni che contravvengono al benessere e all'amor proprio.
Certo, allo spettatore si presenterà l'immagine di una persona incapace di vedere le cose esattamente come stanno, ovvero qualcuno che continuerà a perseverare nell'opera umiliante di trovare il significato dentro qualcosa che non esiste.
Credendoci peraltro.
Ma quel potere che certe persone hanno su di noi, siamo noi stessi a regalarglielo.
Allora, perché non avere la capacità di riprenderselo?
Cosa può darci qualcuno che noi stessi non siamo capaci di darci?
Possiamo davvero lasciare che qualcuno ci riduca a una pezza senza riuscire a fermarci e chiederci per quale motivo non riusciamo a reagire?
A volte farebbe bene mettersi davanti ad uno specchio e parlarsi.
Sarebbe il modo migliore per renderci conto che i peggiori nemici che abbiamo, siamo noi.

(la descrizione di un attimo - tiromancino)


lunedì 18 aprile 2011

L'amico è

Rubiconda94 mi scrive:
"Cara Amour, sono molto triste.
Da quando si è fidanzato, il mio best trova mille scuse per non vedermi perchè quella zoccola della sua ragazza, non vuole.
Quello che mi fa incazzare, è che prima di essere il suo ragazzo, era mio amico e mi spiace che, oltre a non vederci più, lui si lasci manipolare in questo modo.
Soffro tanto.
Che devo fare?"

Cara Rubiconda94,
l'amicizia purtroppo subisce spesso queste battute d'arresto, soprattutto se l'amico in questione è facilmente corruttibile e ricattabile dal punto di vista sentimentale.
Ha fatto la sua scelta, ha scelto di vivere un rapporto sereno ma disequilibrato con un'arpia che gli tarpa le ali, rinunciando a quello che era, per vivere quello che è, con tutti i suoi limiti.
A volte l'amore ci fa comportare in modo stupido e  permette che un altro decida per noi.
Non credo fosse un grande amico, dal momento che ha acconsentito a metterti da parte quindi, fossi in te, smetterei d'insistere e lo lascerei al suo destino.
Del resto sono proprio queste le occasioni in cui un ragionamento perde ogni ragione d'essere.
Ora come ora, lei rappresenta il suo centro d'attenzione e nulla potrà portarlo a vedere le cose in maniera diversa oppure obiettiva.
Se un giorno dovesse tornare, sarai tu a decidere se varrà la pena  frequentarlo ancora.
A quel punto capirai quanto sia importante per te.
Non soffrire, distraiti e pensa che il destino è come la fortuna, una ruota che gira.