Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

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lunedì 29 aprile 2013

Di sere nere

Leggo abbastanza.
Non ho un particolare genere al quale rivolgermi.
Leggo di tutto.
Poi c'è quello che mi piace assai, e quello che mi fa cagare.
Ma difficilmente lascio un libro a metà.
E, siccome non giudico mai senza aver appurato, spinta dalla curiosità, mi sono fatta prestare un libro di Fabio Volo.
Che comprarlo mi sembrava brutto.
Oltre 200.000 copie vendute, mica pizza e fichi.
Che mi sono detta che magari penso sia un cazzone per partito preso, ma se tanta gente legge quello che scrive, magari sono io che mi sbaglio.
Non mi sbagliavo.
"E' una vita che ti aspetto" 172 pagine di luoghi comuni.
Una roba che ognuno di noi potrebbe aver scritto.
Ma nessuno di noi si chiama Fabio Volo, e avessimo proposto questa accozzaglia di banalità, qualsiasi casa editrice ci avrebbe tirato dietro il manoscritto.
Ora, non so se continuare e cercare di capire se può offrire di più andando a cercare "Esco a fare due passi" che mi dicono essere un best sellers, o terminare qui e rimanere col dubbio.
Però, il fatto di non averlo segnato tra i libri in lettura su anobii perchè mi vergognavo, la dice lunga.

sabato 23 marzo 2013

L'essenziale

Mi è stato domandato di recensire questo sito .
Ovvio che colui che mi ha fatto questa richiesta, non sia a conoscenza che io stia alle recensioni come il sale sta al caffè, ma la gentilezza e il modo con la quale è stata fatta, mi porta a compiere quantomeno un tentativo.
Il sito si propone di suggerire classifiche, liste, autori e cantanti.
Un grande archivio che si presenta in maniera sobria, nel quale si possono trovare notizie, testi, video.
Di facile scorrimento, raccoglie canzoni  e classifiche di moltissimi artisti.
L'unico limite, potrebbe essere il fatto che vengano trattate esclusivamente canzoni d'amore.
Ma visto che il romanticismo e il sentimento stanno tornando in auge, chissà, magari è davvero la scelta giusta.

oppure qui





giovedì 14 febbraio 2013

Perchè Sanremo è Sanremo parte seconda

Lo faccio per voi, per tutti voi che "il festival mi fa cagare e non lo guardo neppure morto".
Ma volete non essere aggiornati su quanto accade?
E se qualcuno di vostro interesse dovesse chiedervi qualcosa sull'argomento, volete mica passare per ignoranti, vero?
Ecco, sono qua apposta! :)
Dunque cominciamo.
Prima di tutto, non ho azzeccato un pronostico, nel senso che non è passata nessuna delle canzoni da me predilette.
Ma è cosa nota e ho smesso di crucciarmi per questi dettagli
Modà, soliti, li riconosceresti tra mille, un po' scontati, con melodie perfette per il passaggio radiofonico.
Bravi bussinessman.
Simone Cristicchi, particolare come suo solito, con un testo ironico e surreale. 
Malika Ayane, nulla che già non sia noto a parte correggere Fazio sulla pronuncia del cognome al quale va tolta la e finale. Mi chiedo come mai certi cantanti mentre gorgheggiano, sbattano gli occhi lasciando intravedere solo il bianco. E' veramente inquietante.
Almamegretta, Bar Rafaeli, una figona lunghissima che forse potrei arrivarle all'ombelico, li chiama per due volte almamagretta, che è di per sè un buon motivo per evitare presentatrici straniere in un festival italiano. Anche i loro brani sono assolutamente riconducibili al loro stile.
Max Gazzè, ovazione in sala e pure da me. Adoro quest'uomo.
Annalisa, arrivata, credo, da Amici di Maria (non quella nazionale) si presenta al pubblico con un paio di canzoni cucitele addosso. Siccome quella passata l'ha scritta il fratello della mia grande amica, sono contenta per lui.
Elio e le storie tese, m e r a v i g l i o s i. Da loro non  sai mai cosa aspettarti ovviamente, ma sai che la qualità sarà magnifica a prescindere.
Bellissime le canzoni portate dai giovani, Renzo Rubino e i Blastema passati in finale.
Bis e applausi a scena aperta per Asaf Avidal che prima di ieri non avevo idea di chi fosse.
Cosa si poteva evitare: la presenza della Premiere dame Carlà Brunì, con la sua canzoncina sfigata.
Uno schiaffo morale a chi sa cantare anche senza essere personaggio di successo.
Quintali di pubblicità che mi hanno costretta a spegnere anzitempo la tv.
Che ogni 3 minuti, pare eccessivo pure a me che non pago il canone!

aggiuntina: ascoltate e ditemi se non sono pazzeschi!



mercoledì 13 febbraio 2013

Perchè Sanremo è Sanremo

Dopo millemila anni, complice il fatto che i programmi tv facciano abbastanza cagare, mi sono dedicata alla visione del festival nazionalpopolare di cui mi appresto a dire la mia.
Indiscutibilmente azzeccato il duo dei presentatori: Fazio e la Litti, sono perfettamente simbiotici, l'uno nei panni della persona seria e politicamente corretta, l'altra dalle battute spontanee che ti portano direttamente alla risata.
Carina la novità della doppia canzone.
I cantanti devono proporre due brani e una giuria di televotanti per il 50%, insieme a quella della sala stampa per il restante, decide quale dei due debba proseguire.
Un po' meno carino il fatto che il televoto costi quanto un chilo di pane.
Che poi, mi chiedo, chi sia davvero così fesso da spendere 1,01 euro per esprimere la propria opinione.
Ma resterà un gran mistero.
L'intervento di Crozza è stato meraviglioso, nonostante le contestazioni dei soliti facinorosi.
Forse un po' azzardato iniziare con l'imitazione del nano per poi proseguire con Bersani, Ingroia e Luca Cordero.
Comunque sia, un grande.
Marco Mengoni, il primo ad esibirsi mi ha lasciata un po' perplessa.
Un po' esagerato con gorgheggi inutili e canzoni tutto sommato prevedibili.
Raphael Gualozzi (chi è costui?) è passato senza lasciare traccia.
Sarà che nel frattempo giocavo a ruzzle?
Daniele Silvestri, non è al top, che capisco che Sanremo sia solo una vetrina, ma mi sarei aspettata di più.
Simona Molinari con Peter Ciccotti  (pronuncia siccotti), swing  blues che non mi fa impazzire, ma grande voce di lei e grande prestazione al piano di lui.
Marta sui tubi, non c'ho capito nulla. 
Mi è sembrata una grande accozzaglia di suoni sui quali s'inserivano le urla del cantante.
Peraltro piuttosto stonato.
Maria Nazionale, a mio avviso, in un festival della canzone italiana, una in dialetto napoletano poco ci azzecca.
Senza infamia e senza lode.
Chiara, a parte il fatto che fosse irriconoscibile, le canzoni erano bellissime e la sua voce pure.
I due fidanzati gay che domani andranno a sposarsi a New York perchè qui non è permesso amarsi come si vorrebbe e che raccontano la loro storia con dei fogli A4, sono stati l'immagine di una dolcezza che non è sempre facile trovare.
Notevole il coro dell'armata Rossa Russa che ha accompagnato Toto Cutugno.
Da brividi.
La serata, nonostante sia terminata ben oltre la mezzanotte, è andata via leggera.
Il saluto finale con Lucianina che si toglie i tacchi e resta a piedi scalzi sul palco, da incorniciare.


giovedì 28 giugno 2012

Hai delle isole negli occhi

Milk ha un blog delizioso.
Sconsigliato ad omofobi, intolleranti e moralisti.
Lui ha questa  capacità di vivere con estrema semplicità le occasioni, gli incontri, la sua sessualità, tale da renderlo invidiabile.
E dentro ogni storia che racconta, nonostante la crudezza di certe immagini che si materializzano nella mente di chi legge, c'è sempre quello strascico di tenerezza che raccogli e che t'invita a riflettere.
Sarebbe bello fosse così a prescindere dal proprio sesso, senza moralismi e inibizioni, in piena libertà di dare e ricevere.
Noi donne, a causa di un sacco di retaggi culturali, siamo rinchiuse dentro all'etichetta secondo la quale se la dai a chi ti pare sei solo una troia e non una che vive la sua sessualità in maniera dinamica. 
Ci hanno provato in tanti a cercare di spezzare gli schemi che incatenano in un ruolo, ma alla fine, tutto sembra ripetersi senza evolversi.
E questo vale per tutti quei circuiti dentro i quali si viene inseriti, nonostante, nella realtà dei fatti, si appartenga alla stessa razza, quella umana.
Probabilmente, la peggiore.


(hai delle isole negli occhi -  tiziano ferro)

venerdì 24 settembre 2010

Reality


Io non so recensire nulla, ma questo film merita almeno una prova.
Inception dura due ore e mezza di completo coinvolgimento emotivo.
Esalta le percezioni, ti catapulta dentro la sua realtà onirica.
Ogni singolo frammento è un'avventura dentro l'avventura, ogni sequenza imprevedibile ed avvincente.
Dom Cobb, interpretato da un credibilissimo Leonardo di Caprio, non è un ladro qualsiasi.
E' un ladro d'idee, ruba preziosi segreti dal subconscio durante i sogni quando la mente è maggiormente vulnerabile.
Questo fa di lui una spia industriale, la migliore nella sua specialità ma lo ha anche reso fragile.
Oltre ad aver perso ogni cosa che amava, pende sulla sua testa un mandato di cattura internazionale.
Per poter riavere la sua vita, gli viene proposto di attuare l'impossibile.
Invece del furto perfetto, Cobb e il suo Team devono fare l'esatto contrario: il loro obiettivo non è quello di rubare un'idea ma di impiantarne una.
I sogni e la realtà si fondono e il sogno diventa un sogno nel sogno, nel sogno, nel sogno...
Fino a quando anche risvegliarsi non sarà più così ovvio.