Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

martedì 15 dicembre 2009

Forever young


Che poi la vita è un contenitore pieno di esperienze.
Devi solo accarezzarle, farle tue ed ecco che diventi a tua volta contenitore.
Non in maniera assoluta, non ti basta la vita intera per provarle tutte, ma ciò che sai è quello che ti serve sapere.
Coloro che ruotano intorno, apprendono e tu da loro.
Scambievolezza.
Impari il bene e il male, identifichi in un momento un odore tanto da riuscire a collocarlo.
Ogni singola cosa penetra e s'installa nel nostro sistema e non c'è modo di resettare tutto.
Arriviamo ad anticipare i bisogni, lavandoci prima di arrivare a puzzare, prendendo le distanze da tutto ciò che potrebbe ferirci.
Spesso reiteriamo e ci facciamo del male, senza che tutta la saggezza che crediamo di aver incorporato ci venga in soccorso.
Alla peggio aspetteremo che il tempo ci aiuti a dimenticare, salvo poi rendersi conto che facciamo solo finta di averlo fatto.

venerdì 11 dicembre 2009

La donna cannone


A forza di stare immobile, cominciò a lievitare.
Piano piano, ma mica così tanto, le sue circonferenze cominciarono ad aumentare smisuratamente.
Pancia e culo non trovavano più abiti capaci di contenerli entrambi.
Tanto che dovette usarne due, legati insieme per le maniche.
Le mancava qualcuno che le parlasse addosso, labbra a fior di labbra, come fanno quelli che si amano o che litigano.
Non capiva perchè mai due persone arrabbiate avessero d'abitudine lo starsi addosso e parlarsi tanto da vicino.
Non poteva essere per affermare la propria forza, ma forse proprio per evitare di farlo.
Non comprendeva.
Ma pur di riprovare a farsi parlare sarebbe arrivata anche a quello.
Voleva sentire alitarsi addosso da qualcuno, suggere l'energia da quella bocca e nutrirsene.
Non avrebbe causato danni peggiori al suo peso.
Semmai le avrebbe sgonfiato i fianchi e reso ricco il cuore.

giovedì 10 dicembre 2009

True lies


"Corrono tempi difficili"
"E questo cosa c'entra con noi?"
"Tutto c'entra"
"Allora spiegami perchè all'inizio della nostra storia riuscivamo a dimenticare tutto, il mondo eravamo io e te e il resto perdeva significato"
"Perchè la stabilità ha risvolti dolorosi. Il confronto con i problemi prende il sopravvento e s'insinua tra le pieghe della ragione che annienta il sentimento irrazionale"
"Cosa vuoi dire?"
"Solo che sono tempi difficili"
"E questo cosa c'entra con noi?"
"Nulla. Non c'entra nulla..."

mercoledì 9 dicembre 2009

Riflessioni d'autunno


Fa freddo.
Il freddo mi crea disagio e pensieri macabri.
Così, mentre camminavo (che mentre cammino penso troppo) ho immaginato quale sarebbe la stagione che sceglierei, se potessi, per morire.
Non esistendo più autunno e primavera, ho già eliminato parte delle possibilità.
Amando il caldo, forse l'estate, ma andrei in putrefazione in un quarto di secondo e questo non è che mi piaccia tanto.
Resta come ultima possibilità l'inverno.
Lo so che da morta non sentirei nulla, ma la sensazione di essere ancora più gelida per la variazione climatica mi disturba.
Ho pensato a Biancaneve, ad una bella teca trasparente e impenetrabile, a temperatura costante, capace di conservarmi "vita" natural durante.
E' stato lì che ho capito il motivo per il quale il corpo si consuma dopo la nostra dipartita: primo perchè non esiste il principe azzurro, secondo perchè 7 nani tutti insieme sono impossibili da trovare, terzo, ma non meno importante, per lasciare a chi resta la possibilità di dimenticarci.

domenica 6 dicembre 2009

Adieu


Quando due persone condividono un rapporto sentimentale, la fine di quel rapporto sancisce la fine di qualcosa che c'è stato e non c'è più.
Almeno per uno dei due.
Quindi le persone di cui sopra, si "lasciano"
Etimologicamente: smettono di tenersi, di sostenersi, si abbandonano, si separano.
Insomma spezzano "l'appartenenza" sancita dallo stare insieme.
Ma il presupposto è quello di lasciarsi la libertà di condividere l'esperienza d'unione con un'altra persona e lasciare la libertà all'altro di vivere con noi quel momento e gli altri a venire, con consapevole spensieratezza.
I legami non sono indissolubili per nessun elemento, figuriamoci per gli uomini che vivono perennemente la debolezza del loro animo.
"Ti lascio" non vuol dire niente, non scioglie nessun nodo.
"Mi riprendo ogni libertà di me" forse sarebbe più corretto, ma non ancora abbastanza.

giovedì 3 dicembre 2009

Un buon non compleanno


Oggi è il mio non compleanno.
Ancora oggi che domani vediamo.
Sta di fatto che vorrei alleggerire l'animo di chi crede che l'animo mio sia più vicino al fallimento totale.
Io sono una guerriera, un po' da rottamare, ma sempre guerriera resto.
Vicissitudini e cazzi vari stanno distorcendo la visione globale del mio mondo.
Almeno quello che era fino a qualche tempo fa.
Ora ci sono un po' di problemi da risolvere.
Qualche vagonata di cose da sistemare.
Non dubito che tutti i tasselli di questo porco puzzle mescolati dal fato bastardo, prima o poi possano tornare al loro posto.
Che magari ci va più pazienza di quanta se n'era preventivata.
Ma a me Giobbe, mi fa una pippa!

domenica 29 novembre 2009

Il mare d'inverno


T'infili nell'ombra della mia malinconia e trafiggi le certezze.
A cosa ti serve cingermi i fianchi?
Vuoi strapparmi il respiro, riempiendomi di dolore immacolato.
Stringo e digrigno i denti.
Spasmi sottili ed impercettibili cozzano contro la costante degli avvenimenti.
Il destino è amaro se non lo addolcisci quanto basta.
Vivide essenze d'ombra, saettano e danzano davanti agli occhi sorpresi.
Dentro ogni lacrima c'è una consapevolezza nascosta ed inquieta che t'avvolge di calore e ti abbraccia e ti affoga in essa.
Il mare, dagli occhi, dentro me.

sabato 28 novembre 2009

I'm tired and i want to go to bed


Esiste la stanchezza di corpo e quella di mente.
Sono affetta dalla seconda, quella pallida e tediosa che ti protegge e ti fa pallina e che ti fa dormire ore vergognose.
Mi alzo con la stanchezza negli occhi, la mente, assente, dimentica piccole e grandi cose e me.
Cerco di ovviare ai gesti meccanici della quotidianità, mi faccio violenza e saltello.
Ogni giorno mi prometto di fare movimento, di creare aspettative, di rendere meno pesante questa convivenza forzata con me.
Ma sono stanca e incespico sulla prima difficoltà rendendole grazie.
Il barlume di lucidità m'invita a reagire.
Ed io rimando a domani.
E lo faccio ogni giorno.

mercoledì 25 novembre 2009

7 piccoli indiani


Che poi fa un freddo porco nelle camere ardenti.
Che tanto che cazzo gliene importa a chi dorme.
Sono gelati, loro.
Mi sono fatta un giro tra i cadaveri.
Il più giovane aveva 81 anni.
Bell'età.
Tutte donne e tutte vedove, a dimostrazione del fatto, che in qualche modo riusciamo a fregarli sti uomini.
Ho immaginato che l'anima di ognuna si trovasse accanto al proprio feretro.
Non foss'altro per dare l'ultima carezza a chi passasse di là per un saluto.
Così mi sono presa sette carezze, delle quali sei da perfette sconosciute alle quali ho lasciato un sorriso.
Non so perchè ma oggi la morte mi fa meno paura.
La vita, invece, continua a procurarmi gravi crisi di panico...



lunedì 23 novembre 2009

Goodbye


Che se poi ci pensi bene, c'è solo una cosa che non fa alcun tipo di distinzione.
Belli, brutti, grassi, magri, giovani, vecchi, buoni, cattivi.
A lei frega poco.
Arriva e ti prende.
A volte lo sai e te lo aspetti, altre sembra che sia così e invece riesci ad eluderla almeno ancora un po', altre ancora ti fa un'improvvisata.
Non gliene frega un cazzo, non ascolta preghiere.
Lei lo sa che sono tutte storie inventate per farla apparire più dolce di quanto sia.
Sa anche di essere l'unica cosa certa della vita di chiunque.
E questo la rende potente ed unica.
Lascia un segno e si nutre di lacrime e dolore.
Oggi la nutrirò anch'io.

giovedì 19 novembre 2009

More than words


Sono facilmente coercibile.
Basta sapermi prendere e rimango inghiottita dal fascino delle parole.
Imprigionata nei dialoghi guizzanti.
Le menti luminose mi assorbono e resto incantata dalla bellezza di tutto quanto si possa esprimere a suon di sillabe e vocali che s'intrecciano.
Il silenzio è l'unica cosa che riesca ad imbarazzarmi a contatto con altre persone.
Come se in quei momenti galleggiassi alla ricerca di una boa per non sprofondare nel pertugio del nulla.
Riesco sempre a trovare qualcosa da dire.
Mi chiedo come facciano alcuni a non trovare nulla di cui parlare, rendendo certi incontri privi di significato.
Inutili come il nulla di cui fanno parte.

martedì 17 novembre 2009

Efelidi


"C'hai le lentiggini pure sulla figa!"
"Il criterio col quale la chiamate figa e non fica o passera è solo una derivazione dialettale?"
"Che c'entra....ti sto informando su uno stato di cose che ti appartengono"
"Non lo sai che le nostre parti intime rispecchiano la faccia che ci portiamo?"
"Ma che dici?"
"E' come se ti dicessi: c'hai una faccia di cazzo! E mica mentirei. Se avessi una bella faccia sarebbe plausibile che potresti avere un bel cazzo e probabilmente viceversa. Io ho le lentiggini sulla faccia, perchè non dovrebbero esserci anche lì?"
"Ma è la prima volta che le vedo!"
"Sulla faccia o sulla figa?"
"Di facce ne vedo tante"
"Questo presuppone che tu veda poche fighe"
"Ma no!"
"Per quanto ancora dobbiamo disquisire sull'argomento? Pensavo dovessimo scopare. Ora che ci penso non mi piace più la tua faccia. Pertanto neppure il tuo cazzo e andremo via io e la mia passera. O la mia fica. O, ancora, la mia figa e le sue lentiggini"

venerdì 13 novembre 2009

Sorry


Resta il fatto che lungo i percorsi immaginari della nostra esistenza, le cose vengano decisamente meglio di quanto accada nella realtà.
Certo, è facile.
E' solo pensiero.
Ho aperto le finestre del tempo infinite volte ed il mio sguardo sorrideva nel vedere tanta felicità.
Bisognerebbe rinascere con la consapevolezza di un vissuto, per non commettere più gli stessi errori.
Sta di fatto che è difficile imparare ad essere diversi da quello che si è.
Diversamente anche in questa vita avremmo modo di modificare quanto c'è di sbagliato.
Reiterare è quanto di meglio riusciamo a fare.
Con compulsione ossessiva e democratica.

giovedì 12 novembre 2009

Pazza idea



Prendo tempo.
Che voglio andare nel letto e schiantarmici.
Stare lontana da quelle oniriche distanze che nella notte si fanno quasi vere.
Dolorose.
Perchè mentre sei lì, sono palpabili e prima di renderti conto che non sta succedendo nulla, succede tutto.
E il suo contrario.
Non capisco cosa nutra i miei sogni, quale inconscia disapprovazione di me prenda il sopravvento e mi devasti.
Il fatto è che li vivo e rido e piango e mi dispero cercando l'uscita.
E non sempre la trovo.

lunedì 9 novembre 2009

Cosa conta


Sono cattiva, cattiva, cattiva, talmente cattiva sembrare buona.
Odio cappuccettorosso e cenerentola per non parlare di biancaneve.
Hansel e Gretel mi sembrano due decerebrati.
Faccio il tifo per la strega, a qualunque fiaba o realtà appartenga.
Sono vera, reale, sincera.
Vorrei imparare a mentire per vedere l'effetto che fa.
Ho il brutto vizio di parlare con i morti, quando vengono a rendermi conto delle loro azioni.
Non uccido gli insetti, neanche le zanzare.
Le scaccio via con la mano o accendo uno zampirone.
Lascio a qualcun altro il compito d'infierire.
E' così da sempre.

Non mi sopporto quando sono accomodante, il quieto vivere mi stanca eppure sono paziente e non perchè necessito di un tornaconto.
Ottimista anche quando mi cade un macigno sulla testa, se non posso usare il pollice è perchè devo allenare le altre dita.

"girogirotondocascailmondocascalaterratuttigiùperterra" non è una filastrocca, ma un inno.
Se casca il mondo cadiamo tutti.
Mi piacciono le cose comuni, quelle alle quali tutti dobbiamo sottostare.
Mangiare, cagare, dormire...di più, di meno, nessuno escluso.

Odio i potenti, eppure vorrei provare ad avere il mondo tra le mani.

Mi chiedo cosa ne farei.
Dipenderebbe dallo stato d'animo.

Potrei diventare lo zampirone dell'universo.

lunedì 2 novembre 2009

Non sono una signora


Passava i suoi giorni masturbandosi.
Alternava agli orgasmi, conteggi di quanti peli bianchi si dessero da fare a crescerle sulla figa.
Pensava all'inesorabilità del passaggio del tempo e di come si facesse sempre più evidente sul suo corpo.
Rughe e incanutimento, cellulite e grasso agglomerato sul culo, ossa doloranti e sempre meno sonno.
Si chiese perchè mai la vita fosse così crudele.
Quale fosse il motivo recondito dietro il quale si celava il passaggio dalla bellezza alla vecchiaia.
A che sarebbe servito sentirsi dire alle spalle che si, era stata una bella donna quando era giovane.
Dentro, il suo cuore palpitava allo stesso modo e i suoi istinti rimanevano inalterati e pieni di vita.
Il cuore di una ragazza nel corpo di una vecchia.
Giurò che non l'avrebbe ammesso mai, neppure di fronte alla più evidente evidenza.
Riprese a masturbarsi e godere.
Allo stesso modo.
Così, sempre.

mercoledì 28 ottobre 2009

Fiabe


Per lei gli uomini erano delle ottime puttane a basso costo.
L'aveva sempre fatta sorridere vederli scappare, sparire e nascondersi dopo aver scopato.
La loro incapacità di dare alle cose il proprio nome.
Il loro attrezzarsi di parole e gentilezze occasionali.
La disturbava la perdita di tempo, inutile e stucchevole.
La disturbava la loro paura.
Pensava che credessero di fuggire dalle donne, da un possesso presunto.
E che per molti di loro fosse questione di figa e mai di cuore.

Come se ogni scopata fosse il pezzo di un puzzle.
Per compiacersi di ogni conquista.
Per dare un senso alla propria solitudine.
E sapeva che l'innamoramento non era altro che la superficie

mercoledì 21 ottobre 2009

Santina



Non aveva nozioni fondamentali sul sesso.
Si era documentata attraverso letture sparse qua e la.
L'unica cosa di cui fosse certa era che l'uomo vuole la donna santa fuori dal letto ma dentro la preferisce puttana.
Così decise di essere.
Non importava avere esperienza, sarebbe bastato lasciarsi guidare dall'istinto o comunque dall'esplicite richieste del partner.
Si sarebbe semplicemente adattata.
Fu così che si adeguò quando vollero legarla come un salame.
Fece il culo rosso ad un tizio che voleva essere picchiato.
Si fece geisha danzano e servendo thè.
Poi successe.
Si stava producendo in un clamoroso pompino in apnea.
Nel momento stesso in cui emerse per riprendere fiato, il tapino esplose nel suo godimento fecondandole la narice destra.
Entrò nel panico più totale e dichiarò il suo ritiro dalle attività goderecce per sospetta gravidanza indesiderata.
Da lì in poi, ogni volta in cui si soffia il naso, controlla di non aver partorito il suo bambino.

lunedì 19 ottobre 2009

The sound of silence


"Stasera mi stai sul cazzo.
Ho sentito un discorso.
Era un dialogo di un film.

Lui diceva che l'amore non esiste e lei, femmina perfetta, rispondeva che è per questo che lo facciamo.
A me non sarebbe mai venuto in mente.
Non ho mai la risposta pronta.
Mi arriva sempre dopo, la risposta in differita.
Ma non vale più.
E tu taci, come sempre.
Neanche quando è troppo tardi sai cosa dire o se lo sai non l'hai mai detto.
I silenzi m'imbarazzano.
Tu m'imbarazzi con il tuo sguardo perso e quel silenzio assordante che fa più danni delle parole che non dici.

L'amore non esiste e non è vero che lo facciamo, lo inventiamo, lo creiamo.
Noi scopiamo senza lasciarci nulla, ci usiamo reciprocamente quando non abbiamo di meglio da fare.
In silenzio.
Come sempre."

venerdì 16 ottobre 2009

Otra vez

Ancora la mente vuota, sconfitta dal nulla che c'è intorno.
Nessun riflesso, nessuna scintilla, vene sgonfie lontane da qualsiasi dramma.
Potrei farmi ispirare dai fallimenti ma neppure quelli riescono a darmi una scossa costruttiva.
Cazzo è proprio quest'inappartenenza a generare stati di catatonico distacco.
Sullo schermo della vita appare solo un fermoimmagine.
Sarà il telecomando difettoso o solo le pile scariche.
Mi metto in un cassetto, in mezzo a pastiglie, calzini e mutande.
Tento un letargo salvifico.
Nell'ipotesi peggiore, mi sveglierò troppo presto.
O troppo tardi.

mercoledì 14 ottobre 2009

Outing


Sono fallibile.
Non sono brava.
Non ho pazienza.
Dico ogni tipo di parolaccia.
Mi scazzo cosmicamente tempo zero.
Sono coerente.
Sono sintetica.
Odio cucinare.
Adoro il fancazzismo.

Sono poco femminile.
Adoro la modestia e l'umiltà.
Detesto la presunzione e la saccenza.

Ho un brutto carattere.
Punto.

lunedì 12 ottobre 2009

... di vista


- Vuoi che ti racconti una storia? -
- Solo se me la racconti tutta intera. Non voglio sentirne solo un pezzo. Mi piacerebbe sentire ogni versione non solo quella che ti piace che io ascolti. -
- Io posso raccontarti la mia, il mio vedere, il mio immergermi in quella porzione di vissuto. Come potrei raccontarti un punto di vista differente? -
- Hai mai provato ad ascoltare con il cuore? -
- Quando ho voluto credere ho messo molto più che un sentimento. Ho vissuto, precipitando la mia vita in altre vite, rischiando l'illusione del forse che sovente si è trasformato in mai -
- Vuoi raccontarmi la tua storia? -
- Si, solo il pezzo che ha smesso di farmi male -

mercoledì 7 ottobre 2009

ognuno dovrebbe condursi alla propria antitesi


E dunque, cosa mai dovrei diventare io?
Sono stata cielo e sole e aria aperta da respirare a pieni polmoni.
Ora tracimo col fiato sospeso lungo la perpendicolare di me.
Ma no, non faccio vittimismo.
Sono le cose.
E' la vita.
E' respirare me stessa attraverso i pori dell'epidermide, inglobare aria che si alterna indisciplinata e sghemba.
Non so stare alle regole rigide di qualsivoglia disciplina.

Mi rompo il cazzo ad assistere a lezioni di arti marziali, dove un sensei ti detta le regole.

Le sue.

Le mie sono elementari, basi morali controvertibili piccoli movimenti del sopracciglio.
Accenni.
Contraggo i muscoli e irrigidisco il corpo per poi lasciarlo andare, nella libertà che mi appartiene.

lunedì 5 ottobre 2009

Canto III


Mi capita di sentirmi inadeguata.
E di sentirlo attraverso me.
Io che ho smesso di starmi bene, mi sento di troppo con me stessa, mi do fastidio.
Mi sento sospesa, fuori da ogni appartenenza, un conflitto sterile che non ho voglia di affrontare.
Sto aspettando passivamente che capiti qualcosa, senza sforzo, posseduta da un'ignavia che ho sentito arrivare e non ho allontanato e dalla quale mi sono lasciata avvolgere.
Precipito nel vortice dei capogiri e un attimo prima di cadere cerco una reazione che mi riconduca ad un pensiero che mi sollevi e che riesca a portarmi lontano da quell'attimo.
Resto in bilico su un'altalena confusa tra l'essere e il divenire.

venerdì 2 ottobre 2009

Once in a lifetime



Non era una persona dolce e detestava le coccole esagerate.
Preferiva di gran lunga il prima che il poi.
Non le piaceva parlare mentre faceva l'amore, ancor meno mentre scopava.
Quando finiva, calcolava quale fosse il tempo opportuno prima di alzarsi e andare a fumare la meritata sigaretta.
Odiava quelli che le chiedevano se le era piaciuto, perchè non sapeva mentire ma neanche ferire e spesso le toccava glissare.
Le capitava d'immaginare che delirio sarebbe stato se i pensieri avessero preso forma.
Il rischio di mortificare sarebbe stato piuttosto elevato.