Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

lunedì 13 settembre 2010

Non sono una signora


Che poi segui le rotte.
Conosci le strade e ti fai condurre ad occhi chiusi.
Accade che un piccolo moto ondoso contrario e inaspettato, ti faccia deviare dal percorso.
Se sono piccole mareggiate, ti disorientano ma ci metti il minimo sindacale a rimetterti in carreggiata.
Se sono marosi, tuoni e fulmini, il rischio è di perdere la ragione e il sentimento.
Arrivare a non riconoscersi mentre si compiono azioni convulse o arrivare a non riconoscere la propria voce stretta nella morsa di un dolore che non ha speranza e ti si strozza in gola.
Il limite che corre tra la decenza e la padronanza di sè e l'attimo destabilizzante di follia.
E' come subire un black out emotivo.
Quello è l'istante in cui ogni gesto e ogni parola smettono di appartenere alla volontà.
Si alimentano d'ira che non potevi neppure supporre di possedere, del ribollire del sangue che arriva a schizzarti negli occhi e nel cervello.
Cinque minuti di follia incontenibile in un corpo incapace di commettere violenza gratuita.
Forse è il caso che impari di nuovo a piangere.

venerdì 10 settembre 2010

Cambiare


Le aspettative in fondo rappresentano la speranza che riponiamo nel futuro delle cose, delle persone o di noi stessi.
Potenzialmente siamo in bilico tra il successo e la delusione, ma a che servirebbe vivere il presente se non ci fosse l'aspettativa del domani?
Quindi ogni giorno mi alzo con il medesimo desiderio e le stesse prospettive e vado a dormire con la stessa maledettissima consapevolezza che nulla è cambiato.
Ogni tanto riesco a stupirmi della forza che ho dentro, della capacità di restare lucida.
A volte sono triste e cerco motivazioni futili alle quali aggrapparmi.
I miei stati d'animo alterano le circostanze rendendo gravi sciocchezze che in altri momenti non mi avrebbero neppure sfiorata.
Così cerco distrazioni forzate e mi ci intrippo.
Questo è il periodo del maquillage, nuance di rosa e viola, oppure bianco e grigio animano i miei occhi.
Io che non ho mai perso più di 5 minuti per truccarmi, ora impiego almeno un'ora davanti allo specchio a prescindere se sia prevista un'uscita di casa o meno.
E' il mio modo attuale di passare parte del tempo.
Nessuna aspettativa in questo caso, solo un modo per non lasciarmi sottovalutare la vita.
Il pericolo è se dovessi passare al parrucco, già lo so che potrei prendere qualche decisione incongruente.
Che già quando mi taglio solo la frangia, assomiglio ad Orzowei!

giovedì 9 settembre 2010

Say it right


Su suggerimento di Eroteretici, mi accingo a scrivere testè il manuale perfetto delle perfette frasi fatte.
Dal momento che conosco solo quelle note, si accettano suggerimenti.
Da evitare perchè già a conoscenza della sottoscritta:
"si stava meglio quando si stava peggio"
"non ci sono più le mezze stagioni"
"le tue parole scivolano sul piano inclinato della mia indifferenza"
"chi la fa l'aspetti"
"l'erba del vicino è sempre più verde"
"meglio un uovo oggi che una gallina domani"
"gallina vecchia fa buon brodo"
"sono sempre i migliori quelli che se ne vanno"
"quando il dito indica la luna lo sciocco guarda il dito"
"mogli e buoi dei paesi tuoi"
"una rondine non fa primavera!"
"tutto il mondo è paese"
"tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino"
"siamo tutti nella merda; è il momento peggiore per cadere"

mercoledì 8 settembre 2010

Dedicato


La mia forza di volontà è pari a -3.
Lo dimostra il fatto che ogni promessa che mi faccio è vittima di una successiva giustificazione affinchè reiteri.
Tipo quando mi dico che da domani smetterò di fumare, salvo poi prepararmi e uscire per comprare le sigarette, adducendo come motivazione che uscire mi fa bene e che il pacchetto che mi accingo ad acquistare sarà l'ultimo.
Stessa cosa mi è successa con X-factor.
L'estromissione di Morgan e, soprattutto, l'intromissione di quella babbiona della Tatangelo mi avevano portato a giurare, nonostante avessi seguito tutte le edizioni, di non guardare la trasmissione.
Un giuramento fatto con rabbia e determinazione.
Così, mestamente, ho cominciato a sbirciare la partita della nazionale contro una squadra che non vinceva un cazzo da oltre 15 anni.
Dopo il terzo gol dell'italica formazione è sopraggiunta la noia e cominciato lo zapping.
Peccato che non sia andato oltre il secondo canale.
Ormai spergiura, con l'animo in pace, l'ho seguito da quel momento fino alla fine.
La Maionchi è il mio mito assoluto.
Elio lo adoro da sempre e non mi ha delusa.
Ruggieri ormai non ricorda di essere un cantante e da tempo si è dato alle presentazioni di questo o quello, pertanto si è fatto una cultura.
Ma lei, l'Anna tutta sguardi languidi fintissimi, tutta sorrisi mentre la giugulare era in attesa d'esplodere insieme ad un travaso di bile, proprio non c'azzecca nella maniera più assoluta.
Non la stimano neppure i rappresentanti della sua squadra.
Si giustifica dicendo che è vittima costante dei pregiudizi.
Ma porca miseria...
Sei una cantante mediocre, non sei una musicista, sei povera di argomentazioni, incapace di dare giudizi pratici a chi si è esibito.
Sei li solo per essere la compagna di quell'altro babbione di D'Alessio, fai la splendida mentre annunci che finalmente una coppia di omosessuali riesce ad andare in prima serata (peccato li abbiano fatti cantare intorno a mezzanotte!) e pensi pure di essere credibile?
Lascia che ti dia l'unico consiglio che posso che il resto è fiato sprecato: cerca almeno di cambiare truccatore, che sembri mia nonna!

lunedì 6 settembre 2010

Just an illusion


Riflettiamo:

Se un uomo gay sposa una donna etero, i due diventano una coppia a tutti gli effetti.
Idem se i ruoli si invertono.
Se un uomo cambia sesso ma non il nome e sposa una donna etero, i due diventano una coppia a tutti gli effetti.
Idem se i ruoli si invertono.
Se un uomo cambia sesso e nome e sposa un uomo etero, i due diventano una coppia a tutti gli effetti.
Idem se i ruoli si invertono.
Ma, se una persona omosessuale, desidera essere coppia con un'altra persona omosessuale, ecco che i due non lo sono più a tutti gli effetti.
Allora mi sovviene che i diritti non siano uguali per tutti, nonostante le incongruenze possano essere verificate in ognuno degli esempi sopracitati.
Viviamo tra i moralisti, falsi o veri, quelli che i gay sono come i pedofili, che le coppie di fatto non sono "famiglia", quelli che il matrimonio è l'unico valore per essere famiglia con figli a carico... eppure sono i primi a vivere nel peccato.
Magari nascondono di avere figli gay, o pagano la sacra rota per annullare il precedente fallimento matrimoniale e risposarsi.
Ed io non so più se riderne o disperarmi.

domenica 5 settembre 2010

Blasphemous rumours


Quando vuole, il mondo sa essere coeso.
Raccolta delle firme, sms per raccolte di fondi, lettere e appelli.
Che lotta è?
Ci si vuole pulire la coscienza in qualche modo, si vuole essere protagonisti passivi di un'ipotetica possibilità.
Il governo iraniano, se ne fotte di queste cose.
L'ha sempre fatto.
Ha l'arroganza e la presunzione di fare quello che vuole e ogni tipo d'interferenza lo irrita e lo porta in ogni caso, ad attuare con maggiore enfasi il proprio scopo.
E' successo con il nucleare, succederà con Sakineh.
E' il modo per dimostrare che niente può fermarli, che il resto del mondo non ha alcun tipo di potere su questa nazione integralista, che difende le tradizioni benchè siano condannate da tutti gli altri.
Il rientro dell' ayatollah che a suo tempo ha spodestato lo scià reo di aver occidentalizzato il suo popolo, ha ridato un'identità che molti credevano di aver perduto per sempre.
Quello che per noi è ritenuto come un grandissimo passo indietro, per loro è tradizione di millenni.
Per questo mi viene da ridere quando si chiede ad un Papa cattolico d'intervenire.
Possiamo indignarci, possiamo e dobbiamo almeno provarci.
Fino a quando i riflettori resteranno accesi.
Dopo, sarà un attimo tornare tutti nel nostro piccolo orto e dimenticare.

venerdì 3 settembre 2010

Stop me if you think you've heard this one before


VerdettoPerfetto aveva sempre sognato di fare l'avvocato.
A tredici anni aveva invero, dovuto abbandonare gli studi e cercarsi un lavoro.
Gli anni e la vita gli diedero la possibilità di assorbirne urti e vicissitudini, che amava guardare con distacco credendo fosse il miglior modo per rimanere obiettivo e incorruttibile.
Si dedicò ad ogni causa persa che trovava, sentenziando le sue verità incontrovertibili, destinando a chiunque l'attaccasse improperi e maldicenze.
"Come i veri principi del foro" amava sostenere.
La battaglia più dura che gli toccò subire fu quella contro i "Muliniavento" gentaglia venuta dal Nord, che amava riempirsi la bocca d'aria.
Fu lotta tra Titani.
"Vi sconfiggerò con la ragione della mia verità" urlava VerdettoPerfetto.
"Ti ripagheremo con le tue stesse parole rivoltate come un calzino" rispondevano quelli. Andarono avanti per un tempo che nessuno riuscì a quantificare. VerdettoPerfetto aveva perso le parole e per andare a cercarne di nuove, perse anche il lavoro.
Nessuno seppe come andò a finire ma si narra che l'abbiano visto inseguire un vocabolario che scappava, mano nella mano, con un codice civile.

giovedì 2 settembre 2010

Sentimiento nuevo


Ascellacheuccide era incapace di tenersi un uomo più di cinque minuti.
Non perchè non fosse piacente, ma per un problema inquietante che aveva trovato residenza tra i bulbi piliferi dell'incavo ascellare.
Le aveva provate tutte.
Si era depilata, aveva comprato ogni genere di deodorante, si umettava la parte con acqua di rose.
Aveva tentato con l'impianto di bulbi di ginepro.
Non c'era soluzione alcuna.
Si era ormai rassegnata a vivere una vita in solitudine, osservando il mondo da lontano.
Da molto lontano e controvento.
Ma non soffriva, capiva invero che sarebbe stato impossibile per chiunque, condividere tale sofferenza olfattiva.
Un giorno, per puro caso, conobbe un tale, tale Scorreggione, e la sua vita subì una svolta.
Locali tutti per loro, vacanze su isole deserte, letti separati.
Era amore.
Quando nacque il loro bambino, bello e profumato, credettero fosse morto.
Era solo svenuto.

mercoledì 1 settembre 2010

C'è tutto un mondo intorno


Ogni tanto scopro davvero l'acqua calda.
Io, che per vissuti ed educazione ho sempre pensato che la trasgressione fosse qualcosa di occasionale ed imprevisto, mi sono resa conto che c'è un sacco di gente che ci campa.
Sono partita da una ricerca.
Non capivo il significato di escort BBW e da lì in poi mi si è aperto un mondo.
Ci sono siti dove trovi l'impossibile, catalogato per località o regione o per professionalità.
Ho aperto quello dei gigolò.
La pagina che ho trovato me ne ha mostrati una ventina, tutti rigorosamente con foto.
Dall'aspetto, ognuno potrebbe essere il mio vicino di casa se non fosse che accanto a me vive una signora di circa 102 anni.
Tutti si descrivono come professionisti e ognuno fa pubblicità a se stesso come il meglio che sia possibile trovare.
E si offrono per ogni tipo di rappresentazione e/o prestazione: quello che può fingere di essere il fidanzato o il marito o ti porta fuori a cena e così via.
Nella realtà dei fatti sono dei "puttani" e il fatto che il termine al femminile sia dispregiativo mentre al maschile non esista e faccia sorridere, mi fa pure incazzare.
Ma tant'è.
Deduco, dal fatto che se c'è offerta è perchè c'è domanda, che il mercato sia piuttosto redditizio.
Siccome molto spesso gli uomini dichiarano che se fossero stati donne avrebbero fatto le troie, che poi mi piacerebbe davvero vederli, allora mi arrogo il diritto di fare altrettanto e dico: se fossi nata maschio avrei fatto il gigolò!
Ma sono solo una fottuta femmina piena di inibizioni.
Che sfiga!


martedì 31 agosto 2010

La cura


Stamane ero fuori casa all'alba.
Mi sono guardata in giro che ormai non si sa se esci vivo e torni nelle medesime condizioni, potresti incontrare qualche squilibrato che ti mena fino ad ammazzarti perchè s'è incazzato con la fidanzata o un pazzo che prende a mitragliate ignari passanti.
Vabbè, io ce lo fatta, nessuno psicopatico sulla mia strada.
Arrivo al centro ambulatoriale e passo subito.
Mi fanno indossare un camice di carta e mi fanno stendere.
Il macchinario della risonanza è aperto, ma comunque sempre sotto sto coso tondo devi andare.
Mi ingabbiano la faccia con un mascherone di plastica dura.
Mancava la palla ovale e sarei potuta essere degna di un giocatore di rugby.
Mi dicono di non deglutire e non muovermi.
Mi danno una pompetta e mi dicono di pigiarla se ci fossero dei problemi.
Mi fanno scivolare sotto il macchinario.
In un millisecondo il mio cuore schizza, la salivazione si azzera e io mi sento in trappola.
Cerco di resistere che quando voglio divento stoica, mentre penso che qualche goccina di ansiolitico me la sarei pure potuta prendere.
Cerco di non pensare a cose che potrebbero aumentare la mia ansia, chiudo gli occhi e immagino fiori.
Non so perchè, ma di solito nei filmsss dicono di pensare ai campi fioriti.
Potere della filmografia retorica.
Seguo il ritmo del rumore che osserva il mio rachide cervicale.
Resisto.
Devo farlo, non posso fare una figura di merda.
Cioè, potrei visto che è la prima volta che vengo in questo centro e non mi conosce nessuno, ma decido che non sia il caso.
Dopo 30 minuti esco illesa, ricomincio a respirare senza andare in iperventilazione, la saliva torna al suo posto, il cuore si cheta.
Una vittoria su me stessa che vale almeno quanto una mastercard.
E' solo la prima, porco cazzo!

sabato 28 agosto 2010

Ticket to ride


Se sapessimo gestire la nostra enfasi e la nostra rabbia, non ci sarebbe bisogno di avere una tessera del tifoso.
Si andrebbe allo stadio, si tiferebbe anche animatamente, ci sarebbero sberleffi e sani cori d'insulti, si uscirebbe dallo stadio senza timore alcuno.
Dal momento che andarci è diventata una guerriglia dalla quale potresti uscire con qualche contusione se ti va bene o morto se ti va male, ben venga questo strumento.
Gli ultras sono incazzati, parlano di stadi lager, disertano le partite per protesta.
Ma il vero tifoso se ne fotte, gode del bel gioco, non si porta le mazze da casa, neppure la bandana per coprirsi il viso.
Non abbiamo la capacità di essere responsabili e ne paghiamo le conseguenze.
Proprio gli irriducibili dovrebbero essere i primi a tenere a bada i facinorosi.
Al contrario danno fuoco ai seggiolini e le macchine parcheggiate.
E mi chiedo se usino le pietre focaie che a me l'accendino lo facevano buttare all'entrata del secondo anello curva Maratona!


venerdì 27 agosto 2010

Sign your name


Che fa un certo effetto vedere le proprie parole tra quelle di Salinas, Gibran e Neruda.
Mica cazzi.
Cioè, qualcuno sceglie poesie di grandi poeti e le copia nel suo spazio.

Poi sceglie un post della sottoscritta e fa altrettanto.

Passato il primo incazzo e chiarito con l'autrice del misfatto, subentra la lusinga.
Perchè il mio ego s'impenna quando si accorge che un pensiero che ho scritto è piaciuto talmente tanto da indurre qualcuno a farlo suo.
Fa un po' sentire grande fra i grandi.
Spesso è successo che me lo abbiano chiesto e non ho avuto mai alcun problema a regalare i miei scritti, altre mi sono stati "estorti".

In questo caso mi sale la carogna e divento irragionevole.

Certo, quello che metti nel web smette di appartenerti nel momento in cui lo pubblichi, ma io mi affeziono ai miei post come alle mie cose, ai miei gatti, ai miei amori so riconoscerli a distanza di anni e so difenderli con unghie e denti.
Chissà quanta roba ci sarà sparsa per l'etere di cui non mi sono mai accorta.
Che questa volta mi è andata bene ma in altre potrei essere finita in mezzo a glitters e brufoli!

mercoledì 25 agosto 2010

Non me lo so spiegare


Sai cosa mi fa veramente incazzare?
Quando le persone che hanno finto amicizia, mi coinvolgono nei loro casini e mi usano come capro espiatorio.
Ed ogni volta, succede che perdo qualcuno a cui tengo in quanto ingiustamente, vengo ritenuta responsabile di non aver fatto la pettegola e aver spifferato la verità a terze persone coinvolte.
Come se spettasse a me fare i comunicati stampa delle corna altrui.
Questo perchè, come persona informata sui fatti, avrei dovuto a mia volta mettere in guardia colui che è stato tradito.
Quindi io divento la stronza di cui non ci si può fidare (!), mentre il/la cornificatore/trice, risolve con una bella chiacchierata in cui dichiara che nulla si può opporre all'innamoramento e all'ammmore.
Le conseguenza sono paradossali: io non ho più a che fare con tutte le persone coinvolte, mentre traditi, traditori e nuovi entrati si relazionano senza problemi.
Lo so, è ridicolo eppure questo è successo e non posso neppure affermare di aver avuto a che fare con persone poco intelligenti, anzi!
E' che l'amore, corrisposto o meno, è un flagello mentale e fa smettere di essere obbiettivi.
E continuo a chiedermi se tutto ciò sia una cosa meravigliosa o un grande limite.

lunedì 23 agosto 2010

Le cose che abbiamo in comune


Una delle mie priorità è capire, capirmi, capirsi, capirti.
Quindi quando non riesco a capire qualcosa di generico divento nervosa e irritabile, chiedo mille spiegazioni, indago a fondo, sclero alla ricerca della risposta di quel percorso mentale.
Capirmi è diventato piuttosto semplice, l'esperienza mi ha insegnato come affrontarmi e se non è una cosa è l'altra, permettendomi di avere un margine d'errore del 50%.
Capirsi è determinato dalla volontà di condividersi, pertanto nonostante certi atteggiamenti possano di primo acchito lasciarmi basita e stupe.fatta, una volta elaborato che trattasi di un rapporto superficiale e non ci sia interesse reciproco, glisso e mi disinteresso allo stesso modo, che è lo scopo ultimo del capirsi.
Capirti è una necessità oggettiva una condizione necessaria affinchè tra me e te ci sia un collegamento mentale, un dialogo che vada oltre le solite banalità.
E' guardarti, pensarti, leggerti e capire con un solo sguardo, pensiero, lettura quello che intendi dire, fare, baciare, lettera, testamento.
E' farsi largo tra le sfumature e il buio e riuscire a trovare la luce.

venerdì 20 agosto 2010

Heal the world


L'umanità fa cagare fino al momento in cui nuoce al nostro sopravvivere.
Ci piace invero, scoprire che ci sono oasi indulgenti e gentili che danno luogo a meraviglia.
Ed ecco che ogni nostra certezza diventa controvertibile.
Nulla è tutto sebbene tutto possa essere nulla!

giovedì 19 agosto 2010

Vengo anch'io (no tu no)


Quanti appuntamenti avrebbero dovuto condividere prima di dargliela senza passare immediatamente per troia?
Che a lei questa cosa qui la preoccupava.
Non succedeva alle sue amiche che, senza impudenza, la elargivano a destra e a manca già da subito.

Per questo si sentiva diversa e proprio perchè lui le piaceva davvero non voleva apparire come quella unicamente da trombare.

C'è da dire che l'unica volta in cui si era concessa nell'arco di un tempo che aveva ritenuto ragionevole, lui era sparito subito dopo.
S'era vestita con cura, si era concessa il parrucchiere, desiderava piacergli almeno allo stesso modo in cui lui piaceva a lei.
Mentre pensava, la pioggia e mille libellule blu cominciarono a girarle intorno.
I segni del destino sono sempre imperscrutabili.

lunedì 16 agosto 2010

Splendido splendente


Siamo tutti egoisti.
E tutti lo sappiamo, ma ci piace fare gli splendidi, ci piace far credere agli altri di essere dei grandi altruisti.
"Lo faccio per te"
Peggio ancora "Ho fatto tutto questo per te"
Mai cazzata fu più grande di questa.

Nessuno fa niente per nessuno.
E' solo un mezzo per scaricare le proprie responsabilità su scelte rivelatesi errate.

Troppo comodo far credere di essere stati il mezzo o il modo.

Laddove c'è qualcuno che si crogiola, c'è qualcuno che si cruccia e, chi cade nella rete, invece di togliersi di dosso il peso di una prigione costruita ad arte, resta schiacciato da tutti i sensi di colpa presenti sul mercato del compiacimento.
Sappiamo già tutto e continuiamo a fingere di non sapere niente.

venerdì 13 agosto 2010

Relax


Bugiardino aveva un locale prestigioso nel centro storico del paese.
Elegante e raffinato.
La specialità della casa erano le bugie.
Per non confonderle con i famosi dolcetti di carnevale, Bugiardino aveva esposto un grosso cartello proprio sopra il bancone, nel quale c'era scritto "qui si servono menzogne in tutte le salse, per tutte le salse"
Il menù del giorno era così composto:
"Colazione: caffèscusaoriginale
Pranzo: zuppadiballemiste
Aperitivo: eiomelabevo
Cena: cazzatainsalsa"
Il successo fu assicurato dal passaparola degli avventori.
Venne perfino indetto un concorso a chi la sparava più grossa e credibile.
Vinse il presidente del consiglio che battè di un soffio il sindaco.
Bugiardino diventò un ricco possidente, chiuse il locale e si avventurò nelle foreste dell'Amazzonia, sogno della sua vita (ma nessuno ha mai potuto appurare se fosse andata davvero così).
Il paese rimase senza bugie e, nonostante necessariamente dicessero tutti la verità, nessuno più credette a nessuno.

mercoledì 11 agosto 2010

Dottore.


"Perchè sa, dottore, io sto spesso seduta.
Si, non ho nulla da fare a parte pulire di quando in quando, e la maggior parte del tempo lo passo davanti ad un pc, che lo so che è controproducente e oserei dire immorale, ma mi annoio, allora mi siedo e accendo.
Leggo blogzzz, gioco a carte, controllo la miseria della gente e la mia.
Insomma quel dolorino nuovo che mi porto addosso, è un'infiammazione e la postura non aiuta.
Ma si, facciamola pure la risonanza così mi tolgo ogni dubbio sulla mia morte apparente.
E due analisi mettiamocele pure dentro che ci facciamo una revisione completa.
E si, dottore, sono mesi che cerco un lavoro senza trovarlo, che non posso decidere più nulla che non sia economicamente destabilizzante.
Capisce vero la mia ansia?
Non è che il fatto che possa essere giustificata mi consoli.
Tra l'altro sono diventata iper sensibile.
Sa dottore, mi commuovo con nulla.
Oggi ho pianto davanti ad una fontana che faceva giochi d'acqua al suono di "con te, partirò".
Capisce come sono messa?
No, non me lo dica.
Mi lasci tutte le mie consapevolezze.
Sono le uniche certezze che ho."

martedì 10 agosto 2010

Non c'è più niente da fare


Che ti devo dire?
Non è periodo.
No, non lo è per nulla.
Ho l'ipocondria ai massimi storici e lo scazzo che ha raggiunto livelli cosmici universali.
Cadranno le stelle, dicono.
Porterò l'ombrello.
L'importante è che non cadano le tette.
Sogno una via di fuga da me stessa.
Un pertugio nel quale rifugiarmi.
Non valgo più un cazzo neppure come riccio, ho perso gli aculei e mi sono addolcita.
Almeno quando ero una merda mi sentivo fiera delle mie scelte incontrovertibili.
Che ti devo dire?
Nulla che non ti abbia già detto!

venerdì 6 agosto 2010

Nord sud ovest est


Quando ero piccola vivevo al sud.
Un giorno, presso la villa comunale che ero solita frequentare, conobbi una bimba della mia età.
Quando sei piccola, fai amicizia in circa tredici secondi.
La tipina parlava con un accento inconfondibilmente diverso dal mio, così mi venne da chiederle di dove fosse.
La sua risposta fu "del settentrione".
Io, che mai avrei ammesso di non sapere dove diavolo si trovasse settentrione, sorrisi e annuii.
Mentre tornavamo alla dimora, chiesi a mia mamma dove si trovasse questa città sconosciuta.
Con mia grande sorpresa, mi rivelò che non di città trattavasi ma di italica zona.
Col tempo capii che la piccina, complici i genitori che a una bimba non verrebbe mai in mente di rispondere in tal modo, era un'ogogliosissima nordista trapiantata al sud.
Non che fossi meno orgogliosa di vestire i panni della meridionale, ma doveva essere un gran posto questo settentrione se la fierezza assunta da quella bambina, non dava modo di ricondurre in un luogo specifico e meglio identificabile.
Dopo pochi anni toccò a me, meridionale per metà, settentrionale per l'altra e centrale per nascita, essere trapiantata al nord.
Non cambiò praticamente nulla.
L'unica differenza è stata il modo per l'identificazione che il popolo attribuiva alla controparte e che si era trasformata da "polentoni di merda" a "meridionali del cazzo"
E io sapevo di poter essere, orgogliosamente, tutto questo!

giovedì 5 agosto 2010

Love is in the air


Ciao emerita testa di cazzo.
Come stai?
Dimmi che stai male così gongolo e soprattutto posso parlare male di te, di come ti piangi addosso, di come ne hai sempre una, di quando ti è scappato il gatto e hai pianto due giorni.
Che ho pure fatto finta di preoccuparmi, in realtà non me ne fotteva un'emerita minchia.
Non guardarmi con quell'aria da pirla.
Davvero pensavi che io e te potessimo essere amici?
Ma suvvia!
E' solo un'ipocrita e subdola finzione.
Appena giri l'angolo mi diverto a sputtanarti, ma se arrivi, aggiorno il mio sorriso più bello e lo sfodero per te.
Perchè lo sai anche tu come vanno queste cose.
Tizio parla male di caio che parla male di tizio, ma solo quando non c'è tizio e neppure caio.
Dai, su, fammi diventare la carta assorbente delle tue confidenze almeno ho qualcosa di cui sparlare, un gossip di carne umana quotidiana.
Che in fondo è così bello fingere d'interessarmi alle tue stronzate.
Credi d'essere importante per me?
Il fine è quello.
Peccato che dietro ci sia tutta l'aridità del nulla.
Che offesa alla tua intelligenza.
O magari lo sai e fingi che non sia così.
Ma ti farebbe una persona ancora più triste.
E sola.

mercoledì 4 agosto 2010

Candle in the wind


Perchè è così che ci si sente in certi momenti: sciolti.
Milioni di particelle elementari che ci abbandonano, disperse nel vento del sotterfugio.
Acqua, che crolla gravitazionalmente sul pavimento.
Leggiamo la notte sulle pieghe della pelle, capaci di confondere il risveglio con il sonno ancora legato al nostro inconscio.
Routinarie conseguenze del vivere, l'umore appare rancido, scaduto da tempo, da buttare.
Sforziamo le labbra in un sorriso ipocrita nascondendo stati d'animo palesemente contraddittori.
Perchè è così che ci si sente in certi momenti: prigionieri.

martedì 3 agosto 2010

Tutti frutti


Credo che i miei gradi di separazione dalla follia si siano di molto accorciati.
Ormai è cosa certa che stia diventando, agorafobica e compulsiva mentre ero già in possesso di ansia, claustrofobia e fobia da volo aereo.
Uscire sta diventando complicato e io, cocciuta come un mulo, me lo impongo come una medicina.
Quindi forte della forza che m'abbandona, lascio la dimora e vado.
Dove?
Ovunque.
Tempo zero e le pulsazioni cardiache aumentano esponenzialmente alla paranoia, mentre la sudorazione raggiunge i livelli di una doccia.
Controllo in giro se ci sono posti morbidi dove eventualmente svenire, ma so già che se dovesse succedere mi farei piuttosto male.
Comunque il massimo del minimo, l'ho raggiunto pochi minuti fa, mentre presa dalla compulsione per la pulizia di casa, lettore mp3 nelle orecchie, mi sono messa a cantare a squarciagola Gold, usando come microfono l'asta della scopa.
Se fosse morto, Tony Hadley si rivolterebbe nella tomba!

lunedì 2 agosto 2010

Upside down


Almeno la notte vorrei riposare in santa pace.
Invece sogno quel tizio che neppure conosco e che comincia pure a starmi pesantemente sul cazzo e che, mentre si sciacqua la faccia in un lavandino di un cesso pubblico, mi dichiara apertamente che ho perso la fantasia.
Ci sono rimasta come una cacca, e giacchè mi trovavo nell'ambiente adatto, ho cercato di annegarmi nel gabinetto.
Che lo so da me che non c'ho pensieri concreti e neppure aleatori, ma che un perfetto estraneo si permetta di gettarmi addosso tutta questa consapevolezza, mi fa svegliare incazzata!