Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

giovedì 25 ottobre 2012

Tutto il tatto della tetta. Un lavoro di copp(i)a. D.


Che, voglio dire, se Francesco Totti ha scritto (?) il suo (?) secondo (?) libro (?) non vedo per quale motivo io e lei non ci si possa produrre in un misero post a 4 mani parlando di un argomento che ci sta a cuore. O meglio, SUL cuore.
E che, grazie all'esperienza maturata sul campo - ma anche sul divano, sui ribaltabili di un'auto, in ascensore, al cinema, a letto, sul tavolo della cucina, ecc.ecc. - ho scoperto stare a cuore anche ad un sacco di appartenenti all'altro sesso. 
Signore e signori, parleremo di tette. 
Che poi, cosa c'è da dire sulle tette che non si sia già detto?
Niente, appunto.
Quindi, per quanto mi riguarda, il post potrebbe concludersi qui. 
Ma siccome sono una blogger cazzara di un certo livello manterrò fede alla parola data, e cercherò, prima di cedere la parola alla mia socia, di dire la mia. Siccome la natura è stata (fin troppo) generosa nei miei riguardi, da un tot di anni mi porto in giro una coppia di tette... come dire? importanti? facciamo ingombranti, e non se ne parli più.
Ho iniziato a portare il reggiseno credo in terza media, ma più per coprire dei capezzoli impertinenti che per effettivo bisogno di "reggere", perchè a 14 anni le mie tette avevano la consistenza del marmo. E si proponevano al mondo sfacciate. Perchè non è che a me le tette sono cresciute. Semplicemente sono spuntate, così, dal nulla a una terza.
Che, se si fosse mantenuta terza nel corso degli anni avrebbe fatto di me un'orgogliosa portatrice di tette terza misura, che, secondo me, è la misura perfetta.
Invece no, il piacere della terza è durato poco, perchè l'inevitabile passaggio alla quarta è avvenuto senza che io potessi oppormi in alcun modo. E meno male che non mi hanno promosso in quinta.
E lo so che ci sarà gente che dice "che fortuna".
"Che fortuna" un cazzo. 
Perchè una quarta abbondante, è, appunto, abbondante.
Correre, è fastidioso. 
Trovare reggiseni è faticoso.
Dormire proni è doloroso.
Fare in modo che il tuo interlocutore di sesso maschile sappia dire di che colore sono i tuoi occhi è a dir poco miracoloso.
Ma ci sono anche dei vantaggi, eh? 
Se piove e stai aspettando l'autobus senza ombrello non ti bagni le scarpe.
E se proprio ti devi macchiare mangiando, stai sicura che difficilmente sarà la gonna, quella che ti sporcherai.
E io qua mi fermo e passo la parola all'altro paio di tette di mani.
Infatti; cosa si potrebbe ancora dire che non sia già stato detto è un mistero misterioso e sorprendente.
Io, le mie le ho viste crescere e svilupparsi individualmente, asincrone, prima una, poi l'altra in tempi ragionevolmente pratici perchè la differenza non fosse abissale.
Tettina, tetta, tettona.
Che non pensavo, ma io e la dee, abbiamo la stessa misura.
Magari cambia la coppa.
Che non è quella di champagne, che se facessero i bicchieri commisurati alla bottiglia, forse forse staremmo dentro una magnum.
Credo sostanzialmente, che sia proprio una questione di punti di vista.
Gli uomini vedono nelle tette l'unione primordiale, il richiamo del latte materno.
Altrimenti non si spiega il motivo per il quale tendano a strizzarle e succhiarle con un'avidità da far invidia a un bebè affamato.
Ma per una portatrice sana di tetta, resta pur sempre uno dei punti di orgoglio, la percezione di riuscire, nonostante l'invasione del tempo, a fottere la gravità, la carica sensuale che riesce a trasmettere.
E' un po' come avere un bell'uccello del quale essere orgogliosi.
Solo che gli uomini lo rinchiudono nelle mutande, noi sotto una maglietta, possibilmente bagnata.
 

mercoledì 24 ottobre 2012

L'amore è un'altra cosa

Due amici s'incontrano e scoprono di aver conosciuto la stessa donna in tempi diversi.
Tempo zero e affermeranno di essersela trombata.
Che sia vero oppure no.
Fine.
Due amiche s'incontrano e casualmente scoprono di aver conosciuto lo stesso uomo in tempi diversi.
Affermeranno che non è successo nulla, neppure un bacio.
Dopo qualche mese si lasceranno andare alla confidenza che in realtà qualcosa c'è stato.
Dopo un anno si scambieranno impressioni sulla reciproca trombata.
Questo per dire che le donne, hanno questa naturale tendenza a passare per sante soprattutto tra loro ed hanno sempre necessità di giustificare le proprie azioni.
Perchè il giudizio che potrebbe gravare è anche più forte rispetto a quello espresso dagli uomini nei loro confronti e prima di lasciarsi andare e dichiarare la verità degli avvenimenti, dovranno capire ed essere certe  di avere di fronte una persona che non le farà mai sentire zoccole.
Perchè per quanto possa essere vero, non è carino sapere che ci sia qualcuno pronto a pensarlo per un irrilevante errore di valutazione.

(l'amore è un'altra cosa - arisa)

giovedì 18 ottobre 2012

Venceremos

E dai, basta no!?
Basta perdonare sempre tutto e tutti.
Ma possibile che davvero ancora non si sia talmente esasperati da prendere provvedimenti attivi?
Possibile che nessuno ancora reagisca con forza?
Possibile che un Formigoni, dopo aver fatto tutto e il suo contrario possa ancora premettersi di fare l'arrogante?
Possibile che una Polverini possa schizzare contromano con auto blu, scorta e vigili condiscendenti, per le vie di Roma per andare a comprarsi le scarpe?
Possibile che si resti impassibili alle affermazioni di un Tassone che dichiara che un vitalizio da seimilaottocento euro è modesto?
Non sono amici nostri, non si possono perdonare, non si può continuare a fare finta di nulla, non si deve restare nel piccolo orticello a pensare che basta non mi tocchi.
Queste sono cose che riguardano tutti noi, perchè è con i nostri soldi che questa gentaglia si arroga presunti diritti.
E continuiamo a lasciarli fare.
Sono decenni che continuiamo a far finta di niente.
Fino a quando ancora?


mercoledì 17 ottobre 2012

Home

Ho cominciato a impacchettare.
Mia sorella mi prende per il chiulo, dicendomi che le pare un po' presto, ma le ho spiegato, che quello che sto mettendo via, sono le cose che non rivedranno la luce.
Perchè non le butto? 
Perchè a) sono una nostalgica e mi affeziono, b)  un giorno quelle cose potrebbero valere svariati eurini e non ho voglia di darmi martellate sulle ovaie per aver buttato via le mie presunte ricchezze.
Sono pronta per la mia nuova esistenza.
Forse lo ero pure prima ma non ne avevo consapevolezza.
Dal momento della decisione razionalizzata e realizzata, ho scoperto di guardare quella che fin'ora è stata la mia città, con occhi diversi.
Come se già non ci appartenessimo più.
In questo istante non sento di avere radici, ed è una delle necessità che mi ha spinto a non stare mai troppo a lungo nello stesso posto.
Perchè ho bisogno di trovare il mio.
Perchè ho bisogno di sentirmi, una volta per tutte, a casa.

(home - depeche mode)
(home - michael bublè)


lunedì 15 ottobre 2012

Figli delle stelle

Mettiamo che troviate una macchina del tempo che a patto di una spiegazione, se pur nostalgica, fosse in grado di portarvi indietro nel vostro vissuto, dove vi fareste portare?
E una volta li, rivivreste la medesima situazione inalterata o ci fareste qualche aggiustatina?

venerdì 12 ottobre 2012

Love of the common people

Non voglio entrare nel merito della vicenda del bambino "rapito" dal padre a Padova.
Neppure sul comportamento della polizia che oltre a prestarsi ad un simile bliz si arroga il diritto di essere qualcuno in mezzo a molti nessuno.
Quello che davvero, da madre separata all'epoca di una bimba di 4 anni, non capisco, è come si possa combattere una guerra tra adulti sulla pelle di un minore.
Non è il primo caso e non sarà l'ultimo, in cui i bambini di genitori separati, diventano il mezzo per sfogare un odio represso nei confronti dell'ex coniuge.
E trovo ingiusto e crudele questo atteggiamento.
Un bambino, ha tanto bisogno della figura materna quanto di quella paterna.
E deve poter interagire con entrambi.
Invece sono spesso vittime inconsapevoli di lotte intestine, di irrisolti parentali che portano solo danno e pochi risultati.
A cosa serve che un bambino arrivi a detestare l'altra parte?
A chi, soprattutto?
A colmare le proprie frustrazioni ed il proprio limite per non essere stati in grado di garantirgli una famiglia tutta intera.
Beh, non sono mai i figli la colpa della nostra incapacità.
Prima si riuscirà a capirlo, prima si eviterà di fare danni irreversibili a questi futuri adulti  colpevoli solo di essere nati nella famiglia sbagliata.

martedì 9 ottobre 2012

S.H.E.

Oggi ho camminato.
Nel senso che dovevo fare un certo quantitativo di cose, ed ho pensato che una passeggiata non ci sarebbe stata male.
Peccato che quel quantitativo si è espanso come la gommapiuma e la passeggiata si è trasformata in un sacrificio inopportuno per i miei piedi che stanno ancora urlando pietà.
Sono anche passata sotto l'ufficio della dee, ma non l'ho disturbata che sapevo essere orario di lavoro (!! ahahahah).
Questo per dire che quando te ne vai in giro per la città senza mezzi alternativi alle tue gambe, vedi cose che voi umani....
Tipo che l'ottantapercento dei negozi che conoscevi hanno chiuso e/o si sono trasformati in esercizi cinesi.
Ora, o i cinesi sono nati tutti imprenditori di successo, oppure non me lo spiego come cazzo è che un locale non faccia in tempo a chiudere che sorga un "massaggiatoio" o un parrucchiere o un mercatino o un bar o un ristorante, gestito da questi nostri concittadini con gli occhi a mandorla.
Che mi vien voglia di chiederglielo come fanno e, nel caso, capire se la loro mafia, sia più costruttiva della nostra e accetti adepte occidentali bionde, anche disposte a tingersi i capelli, nel caso.
Che in tempi di crisi come questo, non è che possiamo andare troppo per il sottile.

(s.h.e. - chu dian)

domenica 7 ottobre 2012

The moment of truth

Ci sono eh!
Cioè ci sono parzialmente.
Sono in modalità "grandi cambiamenti della vita" quindi presa da mille piccole cose che ti portano a tralasciare quelle più, passatemi il termine, effimere.
Ho tempo, ma non ho tempo, nel senso che pur non lavorando e patendo questa condizione, sono impegnata a mettere e togliere, buttare e tenere.
Sto scandagliandomi la vita.
Insomma, metto la cera, tolgo la cera.
Che chi ha visto karate kid, capirà perfettamente cosa intendo.
In mezzo a tutto questo gran rispolvero, trovo cose del passato di cui neppure ricordavo l'esistenza.
Tipo post it che ci lasciavamo io e la mia coinquilina, quando vivevo a Reggio Emilia, per comunicarci cose, tipo, stasera alle 8 in pizzeria e poi si va a ballare al Marabù.
O anche robe pese, pene d'amore, rigurgiti d'affetto, comunicazioni di servizio.
Che mica esistevano gli sms nel 1984.
E a casa non avevamo neppure il telefono normale.
E mi viene un po' di nostalgia.
Rileggendo, scopro di essere sempre stata come sono, forte di carattere, testarda e anche un po' bastarda.
Che c'ho questa capacità di riuscire a ferire meglio le persone a cui voglio bene.
Ho questo strano modo di amare.
Ma ho anche la fortuna di trovare sempre, persone che mi amano al punto di capirmi e, talvolta, perdonarmi.
Sarà che sanno che non sono mai in cattiva fede o non premedito con spregiudicata arroganza le mie azioni.
Sarà per questo o qualcos'altro, ma sono davvero fortunata per avere gli amici e gli affetti che ho.




mercoledì 3 ottobre 2012

Torpedo blu

L'arroganza di certe persone e l'indifferenza di certe altre, comincia a diventare vomitevole.
Senza parlare di robine da convulsione che riguardano Fiorito o Penati, restiamo sul leggero.
Il presidente dell'Aler di Lecco, parcheggia la sua Jaguar, nel posto riservato ai disabili.
Il disabile, titolare di quel posto, chiama i vigili che multano il fenomeno e gli fanno spostare la vettura.
Lui, che da tre anni parcheggiava sempre nello stesso posto senza alcuna difficoltà, prima si stupisce poi s'incazza, aspetta che i vigili tornino a svolgere le loro mansioni altrove e taglia le gomme della macchina del disabile.
Siccome è anche pirla, si fa riprendere dalle telecamere.
Ora, il suo partito ne chiede le immediate dimissioni.
Che i dirigenti, capiscono bene che dare il beneplacito a simili cose, oltre che a tutte le altre, rischi di danneggiare l'immagine di una parte politica già piena di problemi.
Per tutta risposta, con l'arroganza propria di chi tutto può, non solo non presenterà le proprie dimissioni, ma lancia velate minacce se il partito lo costringerà ad allontanarsi dal suo ruolo.
Che questi individui, hanno capito bene come funziona tutto l'ambaradan.
Do ut des.
E se tu non des io comincio a parlare e poi son cazzi.
Ma quando cominceremo ad averne abbastanza e ad armarci di forconi?
Ma davvero non siamo ancora stanchi di tutta questa merda?

(torpedo blu - giorgio gaber)


martedì 2 ottobre 2012

Notte prima degli esami

Gentile Signor Ministro del lavoro Fornero,
sa, io ho passato gli ultimi 18 anni della mia vita, a cercare di far capire a mia figlia, quanto fosse importante studiare, prendersi un pezzo di carta, quanto ci sia di positivo ad avere una cultura propria che permetta di prendere l'agevole scia della comunicazione sociale in questo nostro paese.
18 anni, mica pizza e fichi.
Ora se ne arriva lei, a dire, peraltro in mezzo a universitari laureati col massimo dei voti, che "Laurearsi tanto per laurearsi serve a poco in un mercato aperto come quello europeo. Se ci si laurea malesi hanno competenze modeste che portano poco lontano. Meglio non inseguire un titolo per essere dottori per forza, ed avere, invece, una formazione tecnica spendibile".
Partendo dal presupposto che potrebbe anche aver ragione dal momento che un idraulico, piuttosto che un elettricista si fanno pagare fior di soldoni, ci sono cose che prima di essere proferite, andrebbero attentamente vagliate, sia per modo che per luogo.
Che dopo essermi fatta un culo come una capanna a cercare di insinuare nella mente della prole, l'importanza  dello studio, basta un attimo per gettare anni di lavoro nel cesso.
Perchè quando diciottenne pargola mi dice "visto? Studiare non serve a niente, ho fatto bene a lasciare tutto e a iscrivermi ad una scuola professionale che tra tre anni mi darà una qualifica" mi fa severamente girare i coglioni.
Magari sbaglierò, ma i coglioni mi girano lo stesso.
Cordialità

P.s. Effettivamente, avrebbe potuto fare a meno anche della sua di laurea, che per sparare cazzate grosse come le sue, non è che ci voglia un dottorato.

venerdì 28 settembre 2012

Comprami

Ora, se io metto un annuncio per la vendita di uno scooter, mi aspetto che chi risponde possa voler trattare sul prezzo o che, al massimo, mi chieda maggiori informazioni.
Allora vorrei capire quale concetto non sia chiaro.
Se la parte  incomprensibile sia nella forma o nella sostanza.
Fin'ora mi sono stati offerti:
a) una macchina pari importo
che la mia richiesta è di 400 euro e quindi mi stai proponendo uno scassone
b) una palestra da casa compresa di pedana vibrante
sarà che non ho specificato che la modalità pigra è inserita in maniera costante nel mio dna?
c) prestazioni sessuali
ma dai!
E' che mi sa tanto che si sia tornati ai tempi del baratto, domanda e offerta non si compensano col soldo ma con lo scambio di materiali.
Alla peggio, o alla meglio, dipende dai punti di vista, di fluidi.
Ma siccome di roba da buttare ne ho a iosa, tengo duro e aspetto che qualcuno risponda in maniera congrua.
Volendo può chiedere l'aiuto da casa, non può usufruire del 50 e 50 e quando è sicuro, accenderla.

mercoledì 26 settembre 2012

Cosa resterà di questi anni 80

Quando aprì gli occhi gli parve fosse passata una notte.
E neppure.
Si guardò intorno e capì che qualcosa non andava come avrebbe dovuto.
Mancava sicuramente la fedele Brionvega dal comodino.
Allungò la mano verso il cassetto.
Sapeva di aver lasciato dei gettoni, nel caso avesse avuto necessità di telefonare.
Si sorprese di non trovare nulla.
Fece mente locale.
Cosa aveva fatto la sera prima?
Era stato ricoverato per esami di routine.
Aveva riposto nell'armadietto i vestiti, l'autoradio, qualche musicassetta (non sia mai che ti aprano la macchina e ti portino via tutto), le chiavi della ritmo e il portafoglio con non più di diecimilalire che non si sa mai.
In quell'istante entrò nella stanza  un medico che parlava da solo.
"Scusami, ti devo lasciare" disse il dottore
"Ma come, sei appena entrato" 
"Ma lei è sveglio"
"Si decida, o ci diamo del lei o del tu"
"Come dice?
"Ok, vada per il lei"
"Chi l'avrebbe mai detto, dopo tutto questo tempo"
"Veramente ci siamo appena conosciuti. E neppure, non ci siamo presentati"
"Sono il medico di guardia, stavo facendo il giro di routine tra i pazienti. Sono anni che passo da lei"
"Ma che cosa sta dicendo? Io sono qui da ieri sera"
"Mi spiace doverglielo dire ma lei è qui da 32 anni."
"Ok, sto sognando. Ora mi addormento e quando mi risveglio torna tutto a posto"
"E' già a posto. Non avremmo mai pensato che si sarebbe risvegliato"
"Lei mi sta dicendo che ho dormito per 32 anni? E che quindi mi sono addormentato 45enne e mi sono risvegliato 77enne? Vuole scherzare vero?"
"Vorrei non doverglielo dire, ma è esattamente così"
Ed improvvisamente si rese conto che tutto andava esattamente come doveva.
Tranne lui.

lunedì 24 settembre 2012

Money

Lo vuoi un bel luogo comune?
I soldi non fanno la felicità.
Esticazzi, ti rispondo io.
Non ti fanno felice se sei ricco sfondato e sei depresso di tuo, ma se sei alla canna del gas, minchia se ti fanno goire.
Come dici?
La felicità non si compra con i soldi?
Vabbè, ad avercene,  io ci comprerei tutto il contorno.
E poi, torniamo pure a parlarne.

(money - pink floyd)

sabato 22 settembre 2012

La cura

Faccio parte della categoria di persone alle quali piace non farsi mancare mai nulla.
Quindi, mentre le scatarrate vanno alleviandosi, ho lasciato che un nuovo virus s'impossessasse di me.
Praticamente è come aver mangiato chiodi e dopo aver passato una notte intera a fare sogni stravaganti, tipo dover pulire i rigurgiti di una donna che aveva appena vomitato hot-dog provvisti di piedi che pur di non farsi prendere correvano da una parte all'altra salvo sbattere e rimbalzare contro i muri (si, lo so, solo io!), ti resta la sensazione di andare in giro con una zavorra da 5 chili sulla bocca dello stomaco.
La farmacista, alla quale non ho neppure dovuto spiegare i sintomi, in quanto già a conoscenza dell'avvento virale, mi ha fornito pastiglie di viakal per esseri umani, che fortunatamente, fanno il loro sporco dovere.
Comunque, non fosse per il fatto che avere il sistema immunitario minato mi renda estremamente nervosa, ho apprezzato e apprezzo l'interessamento che alcune persone hanno manifestato.
Ti fa sentire in un soffice, amorevole abbraccio.
Bella storia avere amici così.
Grazie.

(la cura - franco battiato)

giovedì 20 settembre 2012

Don't let the sun go down on me

Stanotte mi sono persa dentro gli occhi di una donna.
La luce fioca dei suoi sogni non bastava a rischiarare le poche speranze.
Stanotte ho visto gli occhi di una donna.
Dietro le macchie nere del mascara scorgevo gentili pensieri di gioia.
Vedevo il cielo, sentivo il mare, vedevo ambizioni e decisioni di felicità che si rompevano in una lacrima di delusione.
Stanotte ho visto gli occhi di una donna.
Sorrideva.
Sorrideva a lei.
Ma ho rotto lo specchio.
Anche nel buio della notte è troppo doloroso veder morire la speranza.

(1986)

(don't let the sun go down on me - elton john)


martedì 18 settembre 2012

Fever

Sono arrivata ad una conclusione: quando uno è influenzato è giustificato a sembrare un cesso.
I motivi per i quali la succitata è verità incontrovertibile sono i seguenti:

  • la febbre ti fa sentire come se al posto delle ossa avessi un immenso blob
  • gli occhi che si riempiono di lacrime non sono sintomo d'emozione ma di prossimo, devastante starnuto.
  • il naso è grosso e arrossato in quanto vittima di innumerevoli fazzoletti di carta pronti a strizzarlo
  • la tosse catarrosa non è carina mentre s'interloquisce
  • la scomparsa dell'olfatto implica che potresti puzzare e non accorgertene
  • la fiatella ti mette in condizione di disagio (ma questo vale anche se stai bene)
  • ultima ma non ultima, la voce da trans è come il calzino quando fai sesso...la morte dell'uccello!

lunedì 17 settembre 2012

Liberi liberi

"Ma secondo te, la responsabilità delle proprie azioni, funziona come la libertà?"
"Come dici scusa?"
"Si, no. Insomma, intendo dire, secondo te, finisce dove inizia la tua?"
"Eh?"
"No, perchè mi stavo chiedendo se ci fosse un limite. Se mi prendo la responsabilità di una scelta, fino a che punto resta mia? Gli altri non giocano un ruolo fondamentale?"
"..."
"Voglio dire, fino a che punto sono responsabile di una scelta se quella  viene sconvolta dagli eventi e dalle situazioni dettate dalla presenza di altri individui che a loro volta devono confrontarsi con altri ancora?"
"Fatti misurare la febbre"
"No, sto bene. Vorrei solo capire quando finisce la mia e comincia la tua, la sua, la loro, come si fa a togliersela di dosso, qual è il momento adatto per smetterla di sentirsi responsabili per cose indipendenti dalla propria volontà e ci si possa sentire sollevati da tale peso."
"Beh, credo dipenda dal genere. Ce ne sono alcune che ti porti dietro per sempre. Dovresti prendere qualche lezione da quelli che delegano gli altri a prendersele al posto loro. Pare anche che non conoscano il senso di colpa e, in ogni caso, lo sappiano gestire molto bene"
"Dici che si può cambiare?"
"No, non credo. Ci puoi provare, ma sarebbe comunque innaturale e alla lunga non riusciresti a sostenerlo e ricadresti nella stessa routine comportamentale. Del resto, chi nasce tondo, al massimo muore ovale.
Mai quadrato"

(liberi liberi - vasco rossi)

venerdì 14 settembre 2012

Ho perso le parole


Che io quella cosa lì del "chi sbaglia rompe paga e i cocci sono suoi" non l'ho mai capita.
Che già solo il fatto di prendere coscienza di aver sbagliato  rotto è frustrante, perchè aggiungere dolore alla sofferenza?
E' come continuare a darsi martellate sulla palle.
Ho sbagliato rotto, ne prendo atto, ma non mi rompere a tua volta i coglioni con i tuoi cocci.
Prendili, raccoglili e fanne un po' quello che vuoi.
Che se ti dice bene, li rimetti insieme ed è capace pure che ne viene fuori qualcosa di carino.
E se ti dice male hai solo perso tempo e se li buttavi subito risparmiavi fatica.
Che, alla fine,  ti vien voglia di capirli quelli che non ammettono mai di aver sbagliato rotto.
Neppure davanti all'evidenza.
Saltano a piè pari i tempi passivi e continuano a dimostrare una sicurezza invidiabile.
Che dura solo fino a quando c'è qualcuno pronto a far finta di niente ma nel frattempo,  è un problema che non esiste.
Colui che invece ammette l'errore, oltre al senso di colpa, deve anche scusarsi, cercare di spiegare, trovare il modo di rimediare, più varie ed eventuali.
Quindi, chi sbaglia rompe paga, d'accordo, ma se paga bene, perdoniamolo perbacco!

(che cambiando l'ordine degli addendi, il risultato mica cambia! :)) )




(ho perso le parole - ligabue)






mercoledì 12 settembre 2012

Vengo anch'io no tu no



Copio/incollo da qui, perchè mi è piaciuto assai e voglio vedere l'effetto che fa!

"Non so quale rapporto abbiate con il vostro blog e con il vostro nick e quanto il vostro blog sia "segreto" o "clandestino", ne voglio violare la vostra privacy, ma mi piacerebbe avere una mappa di chi mi legge.
Ma anche, e soprattutto, mi piacerebbe sapere perchè.
La risposta è libera, naturalmente.
Il nome non è necessario, potete anche usare uno pseudonimo.
Comincio io."
Io sono qui, sono Alessandra e vivo a Torino. 47 anni. E mezzo.
Sono diversamente occupata o per meglio dire, disoccupata da un mese e scrivo qui dal 2009 dopo aver abbandonato un altro portale nel quale ho scritto per 6 anni.

martedì 11 settembre 2012

Walking away

Tre anni fa ho scritto un post nel quale inventavo una lettera di addio di un suicida.
Ho cercato d'immaginare le parole e i sentimenti che pervadono qualcuno che ha impresso il proprio destino nella sicurezza del non domani.
A distanza di tre anni è ancora uno dei post più letti.
E non lo dico con sicumera, semmai con tristezza.
Ho sempre pensato che il suicidio fosse un mezzo comodo per togliersi di dosso le responsabilità per cercare  un punto di non ritorno, un momento del quale non c'è tempo di pentirsi.
L'ho sempre immaginato come spegnere la televisione: prima scorrono immagini e subito dopo il nulla. 
Qualcosa  porta a non avere più la forza di reagire ed invece di rivendicare ai responsabili il diritto ad una vita migliore, viene chiesto perdono, oppure viene lasciato in eredità il silenzio, insieme alle domande sospese di coloro che  hanno ruotato intorno alla vita di questi individui. 
Ancora oggi dopo 19 anni, rimugino sulla mia impotenza, mi chiedo se avrei potuto fare qualcosa, una qualunque cosa per aiutare un amico che soffriva palesemente. 

Cercare delle risposte potrebbe dare sollievo, ma da un punto di vista meramente razionale, temo non esista.
Non ci sono colpevoli e/o responsabili.
Entrare nella visione d'insieme di chi prospetta o arriva a togliersi la vita è impossibile per chi quella stessa vita la vive. 

Ognuno reagisce a suo modo.
C'è chi combatte e chi si arrende.
Probabilmente è anche una questione caratteriale.
Le persone forti combattono e non si danno per vinte di fronte a nulla, neppure le cose più terribili.
Quelle deboli soccombono sotto il peso dei problemi.
Ciononostante, dire di qualcuno che era depresso per giustificare a sè stessi l'egoismo e le proprie incapacità, è troppo, veramente troppo semplice. 

sabato 8 settembre 2012

Sex & drugs & rock and roll

Ora, se una casalinga disperata è riuscita a vendere millemila copie di una trilogia che parla di sesso, non credo sia per la qualità dell'opera letteraria (che, peraltro, voci illustri mi dicono non abbia nulla di letterario, anzi) ma perchè parla di trasgressione.
Non l'ho letto e non lo leggerò quindi non posso recensirlo personalmente.
E' il fenomeno che è interessante.
Il fatto che il sesso e le sue inclinazioni, destino curiosità oggettiva.
Non importa come se ne scriva, basta eccedere.
Forse non sappiamo più immaginare o, forse, non si vuole ammettere di avere pensieri trasgressivi e il fatto che lo faccia qualcun'altro, ci da modo di toglierci dall'incombenza, ci autorizza in un certo senso.
Che poi, da quanto ho letto in giro, pare che non ci sia neppure tutta questa trasgressione e che sia oltremodo paradossale in certi passaggi.
Quindi, sono arrivata alla conclusione che io, che non so scrivere di sesso, sarei comunque riuscita a fare meglio.
Peccato che l'idea sia venuta a un'altra, avrei potuto eludere una bella serie di problemi.
E' che conosco i miei limiti.
Non so attizzare la mia sessualità figuriamoci quella degli altri!

(sex & drug & rock&roll - ian dury)




giovedì 6 settembre 2012

I can't tell you why

Quando rispondo alle offerte di lavoro, prima di inviare il mio curriculum, cerco di attendere alla richiesta.
Controllo di avere i requisiti e se anche uno solo non corrisponde, non ci provo neanche.
Per fare un esempio pratico, non ho risposto ad una richiesta di addetta al taglio formaggi, perchè nonostante ne sia ghiotta, credo che non ci si possa improvvisare.
Ogni ruolo richiede professionalità.
Bisogna anche togliere tutte le richieste di personale in  mobilità o l'appartenenza alle categorie protette.
Come è noto, resta ben poco.
Quindi, so con certezza, che quando mi propongo, è perchè sono in grado di gestire la richiesta.
E quando scartano il curriculum, senza neppure uno straccio di colloquio e senza sapere quale sia il motivo, ti senti trapassare, oltre che da mille domande, da una lama che ti trafigge e aumenta esponenzialmente il tuo senso di inadeguatezza.
Pensi che l'età non giochi a tuo favore, ti penti di non aver mai studiato il tedesco o l'aramaico.
Ti avvilisci.
Il nerd mi ha telefonato mentre ero in autostrada al mio ritorno dalle ferie, per riferirmi che il mio rapporto presso l'azienda, si poteva considerare terminato.
Che dovrei saperlo (e lo sapevo, giuro) che per quanto una persona prometta, mantenere è tutta un'altra storia.
E leggere un suo sms nel quale si offre di aiutarmi a cercare un lavoro, mi fa oltremodo incazzare.


lunedì 3 settembre 2012

September morn

Cara Poppea,
credo che con questa pioggia e questo vento (chi è che bussa a sto convento?), tu voglia dimostrare quanto sia incazzata con l'essere che durante una farneticazione trascendentale, ha deciso di affibbiarti tale nome.
Che se nasci ciclone, per prima cosa non vorresti averne uno e in secondo luogo, se proprio dev'essere, almeno maschile.
Fatto sta, che la tua vendetta sta ricadendo sulle nostre difese immunitarie.
Che sfido chiunque a passare da 40 a 17 gradi da un giorno all'altro.
Prendi me, ad esempio, che spinta dal desiderio di non porre la parola fine su quest'estate, nonostante l'ovvie avversità meteorologiche, sono uscita con i sandaletti.
Che illusa mi son detta "e che sarà mai? E' solo un po' di pioggia e i piedi mica si restringono con l'acqua!" e che mi sono dovuta rifugiare in un negozio per bambini e, avendo per mia fortuna un micropiede, ho potuto e dovuto acquistare un paio di galosce in saldo.
Lo so che sei solo di passaggio e che tra qualche giorno farai posto a Bacco che farà piovere vino senza averlo caraffato.
Sappi che il mio karma m'impedisce di  perdonarti per questo assaggio prematuro d'inverno.
Che se tutti quelli che c'hanno un nome del cazzo, dovessero agire come te, saremmo costantemente sotto una bufera di neve.

Cordialità
A_i

(september morn - neil diamond)

giovedì 30 agosto 2012

Calma e sangue freddo

Giuro che ci sto mettendo tutto il mio.
Con una pazienza infinita, sto cercando di far perdurare la modalità zen il più a lungo possibile.
Ho deciso che almeno fino a domenica non permetterò a nessuno di turbare il mio equilibrio.
E dire che ci provano a dissociarlo, a scollarmelo da dosso.
Oh se ci provano.
In due giorni ho rischiato l'inabilità alla pace e al sorriso almeno trenta volte.
Dura come il marmo sono, inscalfibile, impassibile.
Recito il mantra fuori e dentro me, recito questa litania come se tutto il mio prossimo futuro percorso,  dipendesse da questa momentanea stabilità.
Ma  so che non può durare.
E mica perchè io sia pessimista, ma per la consapevolezza del fatto che tutte quelle cose capaci di farmi perdere la pace interiore stiano continuando a bussare nei pressi del lobo frontale del cranio.
Che, per ora, Mononeurone si è trasferito nella parte più fresca della sua abitazione ma quando torna, già lo so, non saprà rimanere indifferente.
Mi godo gli ultimi giorni di atarassia.

(calma e sangue freddo  - luca dirisio)

martedì 28 agosto 2012

Pulcino Pio

Sono arrivata praticamente ora e nello stesso istante in cui ho messo i piedi in casa, la bruttissima sensazione di non essere mai andata via mi ha sopraffatta.
Ma questa vacanza mi ha lasciato addosso uno stato zen che voglio tenere con me il più a lungo possibile.
Inoltre ho imparato che:
in tutte le spiagge senti gli stessi tormentoni musicali,
lo iodio mi fa bene alla salute,
l'abbronzatura mi fa sembrare più magra (e più phiga),
le serate amarcord con la compagnia di 30 anni fa, composta da ormai professori, professionisti, allenatori di squadre di serie B1 di pallavolo, varie ed eventuali, rendono le persone cazzare come a 17 anni,
le vacanze ti fanno prendere le distanze da tutti i problemi del mondo,
il mare mi rende felice,
e anche un po' idiota.
Anzi, molto più di un po'!


(pulcino pio)