Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

giovedì 30 luglio 2009

Cosa conta


In mezzo a tutte le parole ci sono i fatti.
Fare cose, per se per gli altri, fare e dimostrare parole delle quali ci riempiamo la bocca.
Ne vomitiamo a migliaia.
Sostenute dalla potenzialità delle intenzioni e da quel nulla che più spesso le rappresenta.
Gli esseri muti lasciano parlare le mani e il cuore e con un filo di voce trasmettono bisogni e trattengono attenzioni.
Meglio silenzi e pensieri che prendono forma che sillabe incatenate e sguaiate che muoiono sulle labbra.

martedì 28 luglio 2009

Lettera d'addio di un suicida



Vi chiedo perdono, ma ormai mi manca la capacità di trasformare la disperazione in rabbia e soccombo.
Non ho più nessun tipo di tolleranza nei confronti di me stesso, della mia indeguatezza, della mia incapacità di affrontare le cose.
E l'ultima sfida che compio, spengo i riflettori su di me, creandomi un buio di pace.
Ne ho bisogno.
Cercate di capirmi, non vi sto abbandonando, sto solo arrivando a me stesso attraverso canali non convenzionali.
Non soffrite per me, sappiate che io smetterò di essere infelice smettendo di essere.
Non c'è più ieri, oggi nè domani, non c'è più nulla capace di portarmi via da tutto il dolore che mi porto addosso.
Potessi amarmi quanto vi amo!
Ma ormai non c'è più ritorno, nessuna via di salvezza se non quella che mi accingo a prendere.


lunedì 27 luglio 2009

Momenti


Del resto, che ne sai tu del buio?
Perchè non serve spegnere la luce.
E' dentro, al confine di noi.
Lanciarne una manata addosso, di quel buio, non fa che accrescere l'ombra ed essere riflesso infinito nella luce.
Annaspare, boccheggiare, giusto il tempo di capire nuove danze, nuovi movimenti.
La notte è fiera di quel che rappresenta nel suo trascorrere.
Ma noi vogliamo illuminarla a tutti i costi.
Distrattamente cerco rifugio nel migliore elemento di cui posso disporre e sto.
Unita e stretta alla nostalgia delle mie illusioni.

venerdì 24 luglio 2009

P.unti di riferi.mento

Vorrei tornare ad essere Pangea di me.
Frammenti schizzano ovunque avvolti in una grande esplosione di gocce, di sudore, di lacrime, di budella arrotolate.
Sono continenti e stelle.
Confusione di terra e cielo e quella luna opaca che mi guarda, che non mi permette di osservarmi l'ombra o di calpestarla o stracciarla con il gesso con milioni di righe e tratti e punti.
Un puzzle con i pezzi disarticolati e posticci, messi a casaccio sul canovaccio di un corpo astratto.
Sangue rappreso sulle croste di una crosta.

giovedì 23 luglio 2009

L'invasione dei ragni giganti


Dovrei curare di più il mio aspetto.
Smettere di mangiare le unghie e mettere lo smalto nero anche sulla pelle.
Potrei usale uno stencil e tatuarmi messaggi tribali sulla fronte, lontano dai pensieri.
Trasmetterli su un muro come una diapositiva sfocata.
Il bambino mangia un ragno.
Vedo le zampe lunghe, troppo lunghe rispetto al corpo ciccione, uscire dalla sua bocca.
Mi viene da vomitare e non mi è possibile cercare di estirparglielo dalla gola.
Mi allontano dalla possibilità di svenire tra le zampe che ancora intravedo.
Potrebbe liberarsi e costruirmi ragnatele intorno.
Sarei prigioniera immobile in una gabbia di fili tesi.
Allora mastica bambino, uccidilo prima che si possa nutrire di me e del mio corpo sfatto.
Ti cullerò cantandoti nenie da lontano e tu sorriderai mentre il sonno ti verrà a cercare.

martedì 21 luglio 2009

E pensare che...


Mi ero alzata col buonumore addosso.
Poi la gatta ha vomitato, sul pc, sulla lettera del liceo e su mille mattonelle.
E' come con i cuccioli d'uomo, pulita la prima merda ci fai l'abitudine e non ti turba più di tanto.
Fuori dalle mura, questo mese in confusione totale, mi manda in palla.
E i coglioni cominciano a girare come eliche che poco ci manca a sollevarsi.
Non tutti quelli che dicono di camminare tre palmi da terra lo fanno per gioia.
Fermo il cervello, non c'ho voglia di pensare, non c'ho voglia di altre responsabilità, non c'ho voglia di farmi domande, ancora e ancora.
E basta!
E' ora che cominci a svuotare i cassetti.
Non mi fido di nessuno, neppure di me stessa e delle cazzate che faccio o di quelle che potenzialmente potrei commettere.
Resto in stasi e aspetto passivamente che scenda una pioggia acida e mi liquefi.

lunedì 20 luglio 2009

Ciao amore ciao


Lui è in camera da letto.
Dorme.
Non riesco a fare altrettanto col suo russare nell'orecchio.
Ora non più.
Quando ci siamo conosciuti era bello appoggiarmi sul suo torace e riposare al ritmo del suo cuore.
Sono passati molti anni.
Troppi.
E adesso non mi soffermo più sul suo profilo indifeso, ora che non è più l'immagine dell'uomo che amavo.
La serenità e l'età l'hanno condotto a disfare il suo corpo.
Mi sono sempre chiesta se l'appesantimento che si è prodotto all'altezza dello stomaco, quella gobba da dromedario, sia dovuto alle birre o ad un inconscio richiamo ad una gravidanza che non potrà mai avere.
Ma lui partorisce i rutti di una confidenza acquisita dopo anni di convivenza.
Come se quelle attenzioni perpetrate fossero false allora o come se adesso il rispetto si manifestasse nella libertà di esporsi.
Due vite che sono diventate una e si sono scisse nuovamente senza essersi lasciate.
E che io, non so più chiamare amore.

giovedì 16 luglio 2009

Girlfriend in a coma


Ne stava uccidendo il ricordo.
Sbiadiva lentamente come uno scontrino su carta termica.
Senza dolore, senza incidenza sul suo pensiero e sul suo divenire.
Un lieve pensiero slabbrato, un letto sfatto, una casa abbandonata.
Fino a riuscire a non sentire più quei battiti in eccesso ma solo un sorriso greve per qualcosa che sarebbe potuto essere e non sarebbe più stato.

mercoledì 15 luglio 2009

Rianim.azione


Mentre scopava stava pensando a Paperoga, alle bollette, ai soldi, alle avventure di Candy Candy.
I capelli le cadevano a ciocche insieme alle illusioni.
Mobilitò tutte le forze rimaste, nessuna esclusa, e le mandò lungo tutto il perimetro del corpo svuotandosi il cervello e le idee.
Fantoccio inutile e dinoccolato tra scariche elettriche d'umanità alla ricerca di conciliazioni.
"a cosa pensi?"
"questa è una domanda da donna, dovrei fartela io"
Rise
"hai ragione ma voglio saperlo. A cosa pensi?"
"a nulla"
E vide delusione sul suo volto, la stessa che immaginava apparire su mille volti femminili.
Con quella dichiarazione le tradì tutte.
Una donna capace di pensare come un uomo, resta sola imprigionata nella rete del suo destino.
Limite e forza delle sue consapevolezze.


lunedì 13 luglio 2009

Entre dos tierras



Bisogna farsi del male per capire quello che non si era capito.
E a volte neanche basta.
Le ore perdute a trascinarsi dietro fiumi di lacrime intenzionali, premeditate.
Racchiuse a malapena dall'occhio che le trattiene e le libera al calar della delicatezza di un suono, di una voce, di un pensiero.
Quel pensiero avvolto dalle nubi che diventano uragano e girano intorno, intorno, intorno, raccolte, strette, infinite.
Dov'è la pace, dove?
Nell'occhio dell'occhio del ciclone, nel silenzio del suo centro, nel nulla apparente, mentre tutto il resto si solleva e rumoreggia e porta ogni cosa via con se.
Distruggere per ricostruire per distruggere per liberarsi.

Il mondo è fatto a scale (c'è chi scende e c'è chi sale....io salo!)


Che poi le attività oniriche sono bel strane.
Io, per esempio, sono un caso clinico.
Ieri notte ho sognato che ero in treno e dovevo scendere.
E c'era un sacco di gente che doveva scendere dove scendevo io.
E col mio trenino ciuf ciuf, sono arrivata niente popò di meno che a Marsa Alam.
Mica pizza e fichi.
Cioè, non ho idea di come ci sia arrivato quel treno in Egitto, fatto sta che io c'ero.
E quando finalmente sono scesa, c'era una signora di mezza età, tutta vestita di bianco col fularino al collo ad aspettarmi.
"Sei tu l'amica di Rita?" mi ha detto.
"Si si, sono io"
"Allora ti porto a ballare"
E così ci siamo trovate a ballare la salsa in un locale di Marsa Alam e a bere come nel peggiore bar di Caracas.
Che se andassi in Venezuela mica vorrei stare a Caracas.
Tantomeno a bere che sono astemia.
E se proprio ci dovessi andare andrei a Los Roches che almeno merita.
Fatto sta che a un certo punto ho pensato di aver preso il treno per Cuba.
Insomma, ho girato mezzo mondo stando ferma nel letto e senza spendere un euro.
Stanotte magari mi applicherò per fare un giro alle Maldive.
Sono aperte le prenotazioni!


venerdì 10 luglio 2009

Maturità t'avessi preso prima



Me la ricordo la mia matura.
Non lo ero per nulla ma mi toccava talmente tanto che ho pensato bene di presentarmi due volte.
Della prima non ricordo nulla, rimossa completamente, ma la seconda, uh la seconda.
Come se ci fossi andata ieri.
Ero sola, la mia famiglia aveva pensato bene di andarsi a fare le meritate ferie.
Io e Birba il gatto che mi fotteva dal piatto le bistecche.
Centinaia di appunti sparsi sul tavolo della cucina.
Il giorno prima mi avevano cambiato la materia.
Invece di storia, geografia astronomica.
Armata di compendio ho passato la giornata più lunga della mia vita su quella parvenza d'informazioni.
Al mattino mi sono preparata: riccioli d'oro, pantalone giallo e felpa azzurra, bandana al collo, Montesa con messa in moto a pedale e via verso il mio nuovo orizzonte.
In quel momento il mondo intorno si scioglie e scompare.
Ci sei tu e la persona che ti pone le domande di fronte.
Il resto non esiste.
Sei una palla d'adrenalina che rotola e con le parole travolge come un fiume in piena.
"Cosa vuole fare da grande?"
"Non so, forse diventare grande"
"Carina com'è potrebbe fare la hostess"
"Non credo, ho smesso di volare da un pezzo"
"Buona fortuna"
"Grazie Ill.ma Presidentessa di Commissione, terrò il suo augurio con me come una reliquia"
Il giorno dopo ero al mare, lontana da ogni pensiero.
Ma tutto quello che è venuto dopo è nascosto nei miei ricordi come un'ovvia conseguenza.
Non tutto resta indelebile a volte, neppure ciò che conta o ha contato davvero.

giovedì 9 luglio 2009

Se ci fosse la luna si potrebbe cantare


Tagliava le radici morte dei suoi vissuti con una lametta arrugginita.
Sapeva di essere immune dalle infezioni e in ogni caso, la voglia di sfidare la sorte era una possibilità che voleva permettersi il lusso di vivere.
Del resto gli anticorpi avevano sempre svolto egregiamente il loro lavoro perchè avrebbero dovuto desistere ora?
Si odiava di un amoroso odio da quattro soldi.
Avrebbe voluto tagliarsi le dita e punirsi per ogni sfogo della propria impulsività.
Conta, conta, conta.
Pensa, pensa, pensa.
Ma era già troppo tardi e si vedeva comporre numeri e digitare su tastiere l'oltraggio a se stessa.
L'attimo dopo, sempre un attimo di troppo, arrivava il lampo e l'illuminazione e allora scompariva con un effetto dissolvenza che la portava a sciogliersi nei labirinti della propria incapacità di tenersi testa.
Si coprì con un lenzuolo e provò ad attraversare muri d'incapacità.
Non riusciva ad essere sovversiva e stava diventando prevedibilmente abitudinaria.
Avrebbe dovuto implodere e rinascere.
Si accovacciò e si strinse dentro un abbraccio immacolato.
E tentò di volersi ancora un po' di bene.

mercoledì 8 luglio 2009

Dancing With The Moonlight Knight


Io sono estremamente adattabile e mica mi soffermo sull'impossibile.
Che per contraccambiare necessito di sapere che ci sia riscontro altrimenti fanculo, che mi frega di perdere il mio tempo in pensieri sprecati.
Se siamo quello che mangiamo io sono veramente una schifezza immonda ma se siamo i pensieri che facciamo allora le cose cambiano perchè i miei pensieri esistono fino a quando ritengo ne valga la pena.
Non mi arrendo mica subito, ci provo ad instaurare rapporti rimasti appesi, anche alcuni di quelli che credevo persi per sempre, senza velleità o aspettative curiose.
Ma dopo l'ennesimo diniego desisto che non c'ho mica tempo da perdere io.
Essere intelligenti e donne insieme, pare spaventi.
Se sei pure graziosa sei un potenziale ordigno che cammina.
Perchè molti uomini ti vorrebbero bona ma un po' idiota e un po' gallina.
Loro parlano, tu ascolti sognante senza capire una cippa, loro si sentono onnipotenti.
Non vogliono la donna che rompa i coglioni ma ne hanno sempre una così al proprio fianco.
Ovvero tutto il contrario di quello che sono perchè se mi parli io ascolto e capisco e se sparisci non ti cerco ossessivamente.
Semmai ti mando amabilmente a fare in culo...
Ecco.




martedì 7 luglio 2009

Come me nessuna mai!



Ma quanto sono brava a mentire a me stessa.
Mi dico bugie e ci credo pure.
Mi dico che va tutto bene cara, tutto bene, benissimo.
C'è sempre una soluzione a tutto.
Sorridi, tratta sempre tutti con rispetto.
Scrivi una mail, un sms carino.
Non farti domande che non hanno risposta.
Che cazzo te ne frega di trovarne una?
Il temporale arriva da dentro, il buio dietro l'occhio non mi permette di vedere oltre.
Allora continuo a dirmi bugie.
Sono diventata una professionista.
Dovrei decidermi e parcellarmi le consulenze.

domenica 5 luglio 2009

Culo e camicia


Si chiese quale fosse il motivo per il quale alle donne non fosse concesso il privilegio di scopare un uomo da dietro.
Avrebbe voluto guardargli le spalle invece che la faccia, o magari il culo e nel caso l'emorroidi.
Quel senso di potere che deriva dal possedere qualcuno con determinazione e al contempo con quel senso di trascuratezza che va la di là dello sguardo e si versa nell'egoismo del proprio piacere.
Pensò alla sottomissione alla quale sarebbe stata legata suo malgrado.
Lo sapeva a prescindere ma il pensiero, quando prende corpo diventando consapevolezza, rende palesi certe circostanze.
Quando si addormentò sognò di dover prendere un ascensore per quaranta minuti.
Si sentì soffocare dal dolore e dall'impotenza e come usava fare, liberò se stessa con un pianto silenzioso e caldo.

venerdì 3 luglio 2009

Lontano dal tuo sole

Il dolore ti riduce gli organi in poltiglia.
Ti fa esplodere il cuore e lo riduce ai minimi termini.
Non ti permette di allargare le labbra in un sorriso e ti riempie gli occhi di pianto.
Sedimenta e sta come un coltello piantato perennemente nella scapola, in modo che tu non ti possa distrarre neppure un attimo, in modo che non ti possa scordare di quanto stai male.



"Sono pronto per rialzarmi ancora, è il momento che aspettavo e ora nonostante questo cielo sembri chiuso su di me nessuno mi vede nessuno mi sente, ma non per questo io non rido più. Io son qui in un mondo che ormai gira intorno a vuoto lontano dal tuo sole piove, ma io qualche cosa farò per sentire ancora tutto il calore che ora non ho e avere un po' di pace che ora non ho e luce nei miei occhi che ora non ho un direzione giusta che ora non ho …che ora non ho....


(Neffa)"

mercoledì 1 luglio 2009

Amore a peso

"Mi ami?"
"Ti amo"
"E quanto mi ami?"
"Tanto"
"Tanto quanto?"
"Un chilo"
"Che cazzo vuol dire un chilo?"
"Non va bene?"
"No che non va bene"
"Allora un etto"
"Allora non mi ami"
"Vuoi che lo quantifichi? Davvero? Vuoi che cerchi un modo, un esempio capace d'indicare la misura del mio amore?"
"Si"
"Non ce l'ho, non lo so e ora che ci penso forse non ti amo quanto tu vorresti"
"Che ne sai di quanto vorrei che tu mi amassi?"

"Vedi, semmai dovremmo discutere sul come non sul quanto"
"Vabbè potrei anche accontentarmi di un si"
"Troppo tardi. Ormai ci sto pensando..."

martedì 30 giugno 2009

L'importante è crederci



tu ci credi al destino?
A quegli istanti in cui avvengono le cose a prescindere dalla tua volontà?
Alla casualità del tempo che si mischia con lo spazio in maniera impertinente e che ti lascia sospeso tra le domande e le risposte?
Pensi che ogni cosa non accada per caso, che ci sia un disegno, un libro della vita nella quale qualcuno si è divertito ad inventare la tua storia e alla quale tu assisti e diventi protagonista impotente?

Io si, ci credo e osservo e vivo qualcosa che non so.
Certo è che l'autore del testo della mia vita doveva essersi calato un acido di quelli belli tosti.
Se lo incontrassi adesso, sarei indecisa se chiedergli qualcosa o se sparargli in mezzo agli occhi.
Giusto per evitare che possa compiere ulteriori danni collaterali.
Fanculo.

lunedì 29 giugno 2009

Confessioni di uomo solo

"Non mi fare domande e non dovrò mentirti.
Prendimi per quello che sono.
In fondo scopo bene e ti faccio venire in mille modi diversi e in tutti gli altri, quelli che ancora devo inventare.
Ma tu non dire nulla, lascia da parte il cuore e le menate, conservali altrove.
Nel congelatore magari, in modo che possano avere una scadenza lunghissima.
Con me ne perderesti ogni volta un pezzo e mi accuseresti di essere un bastardo, di essere come tutti gli altri.
E forse lo sono ma quantomeno ti sto mettendo in guardia, ti sto aiutando a cadere in piedi.
Non avere pretese, scapperei.
E se ogni tanto mi lascio andare alla dolcezza, prendi quel momento e tienilo stretto ma vivilo per l'attimo che rappresenta.
Dall'attimo dopo potrei non esistere più.
Non è bello, non crederlo.
Amare è un dono, non riuscire a sentirlo t'inaridisce le arterie, ti rende schiavo di una ricerca inutile che ti fa scappare fuori da ogni letto dopo un orgasmo e passare al successivo e a quello dopo e dopo ancora.
Svegliarmi accanto a qualcuno e non avere nulla da dire e vedere l'aspettativa su quel volto, un punto di domanda che mi trapassa indifferente.
E continuare a scappare e continuare a cercare.
E credere e sperare che dentro le scosse di ognuna di quelle piccole emozioni, ci sia dentro un attimo di felicità"

sabato 27 giugno 2009

More than words

Che magari lo sai anche tu, ma io voglio spiegartelo ugualmente.
I ricordi sono come un mucchietto di sabbia bagnata nella mano.
Mica solo quelli belli, che quelli cerchi di tenerli lì il più possibile, anche quelli brutti che ci piove sopra quelli lì, mentre gli altri, quelli belli dico, li devi stillare per farli
resistere.
E per quanto tu faccia, sia per gli uni che per gli altri, il tempo asciugherà quel mucchietto di sabbia e ci vorrà un attimo perchè diventi polvere sottile e si disperda e ti cada dalla mano, anche solo un applauso sgembo e quel pulviscolo che ancora ti tiene legato a quel ricordo cadrà inesorabilmente.
E allora mi viene da pensare che il ricordo sia soggetto agli aliti di vento e che la nostra mente non abbia abbastanza spazio per contenerli tutti.

venerdì 26 giugno 2009

What Difference Does It Make?



Bisognerebbe ricordarsi sempre di chiedere agli altri se e quanto sono felici.
E gli altri, di loro, dovrebbero avere l'ardore di dire la verità e non trincerarsi dietro alla solita maschera di finzione.
In realtà nessuno lo chiede più per la paura di quanto potrebbe seguire come risposta a una domanda che tutto è fuorchè banale.
Quindi si dovrebbe avere l'accortezza di esprimere risposte brevi e concise.
"Sei felice?"
Opzioni disponibili:
"si"
"no"
Se poi si volesse approfondire, vuol dire che si è pronti a raccogliere tutto quello che l'altro ha voglia di raccontare.
Basterebbero queste piccole regole per conoscerci un po' di più senza spaccarci reciprocamente i coglioni.

giovedì 25 giugno 2009

Love of a common people

Si erano baciati compulsivamente e si erano ritrovati nudi in un arco di tempo che va da zero a uno.
L'amore era ostaggio delle ipotesi.
Decisero che si sarebbero scopati con radiosa armonia, deliziandosi i corpi sconosciuti con le dita e con i sensi disegnando ghirigori di sensibilità sulle loro emozioni.
Raggiunsero compatibilità impensabili godendo dei reciproci orgasmi.
Il mattino li accolse nel suo nuovo giorno avvolti in un abbraccio.

Intanto, dal cielo, piovevano tasselli.

mercoledì 24 giugno 2009

Run baby run


Era una donna atipica ed era solita non aspettarsi nulla dagli uomini che passavano nella sua vita.
Riceveva e dava per quello che volevano ricevere e darle, senza pretesa alcuna.
Il cuore e l'anima compiono giri immensi e sono imperscrutabili e indipendenti dalla volontà e non c'è modo di consentirne una gestione personalizzata.
Questo l'aveva imparato nel tempo e nei vissuti.
Fino a qualche tempo prima si sarebbe dannata, ora aveva imparato che era tutto legato al fato e alle sensazioni.
Vederlo adulto e avere il ricordo di lui bambino, era stata un'autentica magia.
Si era emozionata esattamente come quando nell'attesa, si vive la sensazione dell'innamoramento.
Averlo, sentire il suo cuore batterle sulle labbra, giocare e viverlo come se il tempo non fosse mai passato le aveva consentito di rientrare dentro emozioni scordate.
Non era amore, ma non era stato solo sesso.
Vederlo andare via, nonostante la consapevolezza, la rese triste.
Si sarebbero rivisti?
Forse o forse solo dopo aver vissuto un'altra vita, ma se quello che le avrebbe lasciato fosse stato quello che le aveva lasciato allora, ne sarebbe valsa, comunque, la pena.

martedì 23 giugno 2009

Vento d'estate


Quell'anno l'estate durò 5 giorni.
Chi aveva appena completato il cambio degli armadi dovette invertire l'ordine dei tempi e tirare fuori nuovamente maglioni e collant.
Lei aveva aspettato il caldo con ansia e trepidazione.
Pensò che non aveva molti anni davanti a sè per mostrare le meraviglie del suo corpo ancora capaci di sfidare la gravità e non si rassegnò di dover riprendere a nasconderlo sotto spesse coltri di abiti.
Sfidò grandini e fiocchi di neve che scendevano copiosi e che riempivano terra e cielo di un candore innaturale e freddissimo, indossando gonnelline giropassera, top che non lasciavano alcunchè all'immaginazione e sandali da mare.
Non c'era anima che non si girasse a guardarla.
Qualcuno cercò anche di coprirla.
I più pietosi accessero fuochi per scaldarla.
Vanesia, tremante e bellissima pensò che aver fatto ciò che era sua intenzione le avesse dato modo di vincere la sua battaglia.
E non si era sbagliata.