Non ho mai capito perchè dal momento in cui mi addormento a quello in cui mi sveglio, sembra sempre passare solo un attimo!
Leggere attentamente
ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente
venerdì 29 aprile 2011
lunedì 25 aprile 2011
Kiss from a rose
"Ah se solo riuscissi a metterti nei miei panni"
"Mia cara, dubito che riuscirei a entrare in uno dei tuoi perizomi microscopici e farci stare i miei attributi fisici"
"Che scemo, parlavo metaforicamente"
"Ma io prendo tutto sul serio e se mi si chiede di vestire i panni di qualcuno, valuto attentamente come mi ci sentirei. Con i tuoi mi sentirei ridicolo"
"Allora devo riformulare la mia frase; ah se solo tu potessi capire come ci si sente"
"Posso supporlo, immaginarlo. Ognuno vive le fasi della propria esistenza partendo da un personale punto di vista che non può essere lo stesso, dal momento che non si è coinvolti nella medesima situazione"
"Mi prendi per il culo o parli sul serio?"
"Sono serissimo. Affronto l'argomento con calma ed attenzione. Dovresti essermi grata per questo. Non ti sto offrendo risposte palesemente banali o false, ma se lo preferisci posso sforzarmi e provare"
"Forse era quello di cui avevo bisogno, che tu fingessi di capire o provassi davvero a fare quel piccolo sforzo per arrivare a raggiungere i sentimenti che mi legano a questo momento"
"Quindi avresti preferito una qualsiasi risposta superficiale?"
"A volte è sufficiente a farci sentire comprese"
"Ma tu hai la mia comprensione, sono io che non ho le risposte, neppure le posso inventare"
"Ok, fai finta che non ti abbia detto nulla e ripiombiamo nel nostro silenzio. E' più d'aiuto che tutte le tue parole inutili e irritanti"
"Come si fa si sbaglia con voi"
"No, è che qualunque cosa facciate, riuscite sempre a sbagliare. E dire che avete sempre a disposizione il 50% delle possibilità, ma non riuscite mai a beccare quella giusta. Dovrebbero inventare dosi di sensibilità. A quest'ora te ne avrei sparata in corpo una massiccia. E non sono neppure sicura che sarebbe bastata"
martedì 19 aprile 2011
Ja sei namorar

Caro Ildebrando,
non ci siamo più parlati da quando mi lasciasti senza parole.
Eppure quanti ricordi mi hai lasciato, un principio di gonorrea, una candida che impiegai mesi a curare.
Ricordo che pendevo dalle tue labbra.
Nel frattempo scacciavo gli acari dal letto e preparavo cocktails con l'acido muriatico.
Ti facevo massaggi col mattarello e ti pettinavo ore ed ore l'ultimo capello che continuava a risiedere sul tuo cranio.
Adoravo baciarti le palpebre per quello quel giorno decisi d'incollarti gli occhi con il vinavil.
Non capii perchè non apprezzassi tanto amore e decidesti di cacciarmi malamente dalla tua casa.
Uscii perplessa senza sbattere la porta, portando via la spazzatura.
La tengo con me, sparsa nel salotto così quando la guardo, slaccio i pensieri e le mutande e ti penso.
Con immutato amore
Rosalinda
lunedì 18 aprile 2011
L'amico è
Rubiconda94 mi scrive:
"Cara Amour, sono molto triste.
Da quando si è fidanzato, il mio best trova mille scuse per non vedermi perchè quella zoccola della sua ragazza, non vuole.
Quello che mi fa incazzare, è che prima di essere il suo ragazzo, era mio amico e mi spiace che, oltre a non vederci più, lui si lasci manipolare in questo modo.
Soffro tanto.
Che devo fare?"
Cara Rubiconda94,
l'amicizia purtroppo subisce spesso queste battute d'arresto, soprattutto se l'amico in questione è facilmente corruttibile e ricattabile dal punto di vista sentimentale.
Ha fatto la sua scelta, ha scelto di vivere un rapporto sereno ma disequilibrato con un'arpia che gli tarpa le ali, rinunciando a quello che era, per vivere quello che è, con tutti i suoi limiti.
A volte l'amore ci fa comportare in modo stupido e permette che un altro decida per noi.
Non credo fosse un grande amico, dal momento che ha acconsentito a metterti da parte quindi, fossi in te, smetterei d'insistere e lo lascerei al suo destino.
Del resto sono proprio queste le occasioni in cui un ragionamento perde ogni ragione d'essere.
Ora come ora, lei rappresenta il suo centro d'attenzione e nulla potrà portarlo a vedere le cose in maniera diversa oppure obiettiva.
Se un giorno dovesse tornare, sarai tu a decidere se varrà la pena frequentarlo ancora.
A quel punto capirai quanto sia importante per te.
Non soffrire, distraiti e pensa che il destino è come la fortuna, una ruota che gira.
giovedì 14 aprile 2011
E dimmi che non vuoi morire
Ci sono certi momenti in cui tutto mi sembra inutile.
Sono i momenti d'intolleranza estrema, in cui non sopporto nulla.
Non c'è giustizia, non c'è sacrificio utile che riesca a portarmi via da questo stato amorfo e inconcludente.
Che cazzo ci faccio io ancora qua?
Dovrei prendere baracca e burattini e andare altrove.
Per non fare niente in questa città, vado a fare un cazzo da un'altra parte per dio.
Dico a mia figlia di studiare e dentro mi chiedo a cosa serva.
Perchè se sei ignorante tolleri meglio le storture, non le vedi, non ti fai domande esistenziali.
Vivi la tua vita con allegra superficialità e lasci che sia.
Non stai a mangiarti il fegato e il cuore e il cervello cercando di capire perchè sia successo proprio a te.
E mentre lo pensi ti sale quella rabbia cattiva, quella brutta.
Vivo in un paese dove la meritocrazia si misura con la qualità di un pompino.
Perdo in partenza...farne d'indimenticabili non rientra tra le mie capacità
Neanche mediocri, se è per quello.
Tristemente, soccombo.
Etichette:
Di me,
mavaffanculo,
oggi c'ho lo scazzo cosmico,
Sfoghi personali
mercoledì 13 aprile 2011
The riddle
Che mica siam qui a pettinar le bambole noi.
Agiamo, pensiamo, azioniamo il cervello, anche se questa affermazione non ha valore universale.
Insomma, c'abbiamo sempre qualcosa da fare.
E quando ci fermiamo, ci sentiamo persi.
Ma non subito, nell'immediatezza.
All'inizio ti sembra di meritartelo quel momento.
E' a lungo andare che diventa opprimente, pesante.
Un po' come il cinghiale che ti si deposita sullo stomaco quando non hai digerito.
T'inventi qualcosa da fare ma rimandi cercando qualcosa di meglio.
Perchè c'è sempre qualcosa di meglio.
martedì 12 aprile 2011
E poi
Voglio chiamarti amore e voglio farlo un giorno, un mese, un anno o per la vita intera.
E te lo scrivo, sul ruvido foglio bianco o sulla pelle, perchè non possa dimenticare, perchè possa vedere il cammino che mi ha condotta al tuo cuore.
Lungo il percorso dalla bocca agli occhi, sotto la pioggia che si accoccola piano sull'epidermide, distanti da ogni luogo, persi ovunque.
Voglio chiamarti amore quando le tue mani scivolano su di me e si soffermano sul piacere dei sensi, accarezzando luoghi che diventano familiari e sempre nuovi.
Oltre la luce del giorno, sotto la coltre di stelle, la luna guarda corpi abbracciati proteggendoli dal buio.
Leggi i miei occhi, agita le palpebre al suono della voce e lasciati avvolgere dal mio respiro.
Guardati intorno, tu e io riempiamo il nulla di spazi aperti, morbidi istanti che si proiettano in cielo.
E, nell'universo, restiamo tatuati come un marchio.
Eternamente.
Etichette:
Dall'altra vita,
E' solo un attimo poi mi passa
sabato 9 aprile 2011
Il triangolo no
Riflettevo sul fatto che fondamentalmente sono una babba capace di bersi qualunque cazzata.
Io mi accontento del fatto che sia credibile, la fiducia fa il resto.
Tipo quella volta in cui B. decise di venire a trovarmi.
Era fidanzata con E. che era sposato con una lettera qualsiasi dell'alfabeto.
Invece che con me, B. uscì con il mio amico G.
Quando tornò a casa le chiesi dove fosse stata e lei mi rispose che lui aveva voluto farle vedere la pianta che aveva in ufficio.
Le chiesi cosa fossero i segni dei morsi che aveva sulle spalle, e lei rispose che la pianta era carnivora e aveva cercato di mangiarsela.
Quando E. mi telefonò per sapere come si fosse comportato il suo preferito trastullo, dichiarai che nulla di sconveniente era accaduto e che sbagliava a non fidarsi di lei.
Tant'è che non capii il motivo per il quale E. quasi scuoiò B. quando la vide e mi accusò di non essere una buona amica per avergli taciuto la terribile verità.
Li per li, non capii.
Anche dopo diverso tempo continuai a non capire.
Tutto si risolse quando al mio amico G. scappò di rivelarmi che possedeva si un ufficio, ma data la sua terribile allergia a nessuna pianta era concesso il privilegio di risiedervi.
Ogni nodo venne al pettine, improvviso s'illuminò un mondo di verità.
Nel frattempo E. mi aveva depennata dalla sua rubrica, B. cercava nuove strade da percorrere e G. fece una cura di fosforo per evitare di dimenticare ciò che era necessario ricordare a costo della vita.
E capii.
Capii che anche gli amici mentono, capii che l'egoismo ti salvaguarda più dell'altruismo, capii che tra una B. e un E. è meglio non mettere un G.
Ma quello che ancor di più mi fu chiaro è che qualunque decisione si possa prendere in certe circostanze, scoprirai a tue spese, che sarà sempre e solo quella sbagliata.
Quindi, comincia a fartene una ragione!
mercoledì 6 aprile 2011
L'anno che verrà
Caro Marcantonio,
mi sei venuto in mente l'altro giorno, mentre mi chiedevo se il docente in materia di sicurezza, fosse arrivato in ritardo per il fatto di essere stato trattenuto dalla trombata delle 13,30 o da un momento di sano onanismo per chetare una pulsione improvvisa.
Non che ti somigliasse, al contrario semmai.
Si è presentato con aria antipatica e saccente e se, ancora mi conosci, sai bene quanto detesti le due cose insieme mentre riesca ancora a tollerarle individualmente.
Si è parlato di paradossi scontati e scottanti e allora mi sei apparso, come la madonna.
Peccato fossi solo una proiezione della mia mente e non potessi metterti sul muro in bella vista.
L'ultima volta in cui ti ho visto era un Aprile di un anno in cui il tempo si era concesso qualche bizza.
Nevicava e nonostante il freddo, indossavo una minigonna giropassera in onor tuo.
Masticavo ancora il boccone amaro dovuto al tuo abbandono e come ultimo regalo o forse sfregio, avevi deciso di passare la serata con quello che era rimasto di me.
Non servirono i segnali e le provocazioni, non mi degnasti nè di quella considerazione che invocavo apertamente, nè del tuo cazzo.
Una serata inutile, ora che ci penso.
Ma ti ho perdonato sebbene non conosca una buona ragione per farlo.
A volte mi chiedo se ti scappa mai di pensarmi.
E poi mi dico che preferisco di gran lunga non saperlo.
Con calcolato distacco
tua Angelica
domenica 3 aprile 2011
Libertango
Confidatemelo, suvvia.
Io lo so che vi è capitato.
Siete un po' giù di morale e che fate?
Una passeggiatina lungo la spiaggia, dove c'è un baruccio gremito di gente nel quale entrate e voilà, non fate neppure in tempo a chiedere da bere che un tizio vi sorride, vi acchiappa e vi fa ballare un tango che, naturalmente, voi conoscete perfettamente.
E voi signori uomini, anche voi.
Siete al baruccio con gli amici che vi tracannate la vostra birretta, entra una depressa arrivata da chissà dove e vi prende il trip di ballarci, non un lento guancia a guancia, stiamo scherzando?
No, ci ballate un tango che, naturalmente, voi conoscete perfettamente.
Come se fossimo tutti tangheri e ogni posto sia una milonga.
Lasciamo stare che certi art director abbiano una fantasia che sta alla credibilità come un politico sta all'onestà d'intenti, ma se a me il tango non piacesse?
Non c'è più niente di democratico, neppure le pubblicità.
sabato 2 aprile 2011
Love is love
Tu lo sai, difficilmente le cose le mando a dire, ma ci sono occasioni e persone che mi spiazzano.
Allora comincio da lontano, tipo che se devo parlarti del Piemonte, comincio dalla Puglia.
Insomma, cerco il modo, il mezzo, la circostanza affinchè possa farmi capire senza essere esplicita.
Perchè mi conosco, lo so come sono e se davvero facessi in modo che le parole uscissero con la stessa costante temporale del pensiero, i rigurgiti di carogna ti arriverebbero addosso come sputi.
Un attimo dopo mi rendo conto che sta formula qui, mica funziona, perchè le cose sono due, o non riesco a farmi capire o proprio non capisci.
Magari fai finta, perchè lo so che ci sono occasioni in cui far finta di non capire salva il culo.
E sono quelle le occasioni in cui mi sento impotente, perchè comunque, sia che proprio non capisca sia che faccia finta, la situazione non evolve.
In nessun senso.
Arriva una sorta di rassegnazione che mi ripugna e l'insicurezza delle mie potenzialità raggiunge i minimi termini.
E mi sorge spontanea una domanda, a che serve che io sprechi parole?
mercoledì 30 marzo 2011
Heaven knows I'm miserable now
Da oggi si apre la nuova rubrica: noi, psicologi di noialtri.
Partiamo subito da un classico; chi di noi nella sua vita terrena e terrestre non si è sentito dire almeno una volta "tu meriti di meglio"?
A chi non è mai successo può andare perchè non troverà interesse nell'argomento, gli altri invece possono restare e far risalire i succhi di bile lungamente chetati e soppressi.
Che straminchia mi significa che io merito di meglio?
Oh emerito testa di cazzo, pensi davvero che io non sia in grado di determinare cosa sia meglio per me?
Evidentemente non lo pensi dal momento che me lo fai presente e soprattutto che quel meglio, significa chiunque tranne te.
Ora, prescindiamo dal fatto che sia una totale idiozia, ma brutta sottospecie di pirla (converitela se siete maschi e vi è stato detto da una femmina), non puoi scaricare la coscienza e la tua irresponsabilità con queste frasi fatte che non significano un cazzo.
Abbi carattere e dimmi quello che vuoi dire davvero, che già solo il fatto di avermi presa per il culo con questo genere di affermazioni, dovrebbe permettermi di seppellirti sotto tre metri di merda.
E non fare quello dispiaciuto mentre imponi questa tua verità sofferta, con lo sguardo mesto di quello che "io non vorrei, ma devo".
Perchè poi, c'hai pure ragione, merito di meglio che non un infame codardo al quale auguro di trovare il peggio del peggio del peggio.
Quindi, non piangete, non soffrite, non abbattetevi quando vi ritrovate a sentirvi dire stronzate tipo questa.
Voi non lo sapete, ma avete appena vinto la lotteria della salvezza dell'anima vostra.
La sua se l'è venduta al diavolo.
Etichette:
Rubriche: lo psicologo di noialtri
lunedì 28 marzo 2011
Relax
Ovunque metta il naso sento odore di piscio.
Piscio di gatto, piscio d'umano.
Cambia la sostanza ma non cambia l'effetto.
Tappo le narici infilandomi le dita nel naso.Respiro dalla bocca, aspiro ed espiro sostanzialmente.
Da lì non percepisco gli odori e resta inalterata la facoltà di rimanere in vita.
La vita, la morte, la volpe, l'uva.
Ti vedo, le vedo le tue mani come sudano ogni volta in cui vengo a fare una raccomandata.
Mi ami, lo leggo nella balbuzie e nella sconclusionata ricerca di parole per attaccare bottone.
Dovresti avere prima il filo.
Solo gli stronzi riescono a venirne fuori.
Piscio di gatto, piscio d'umano.
Cambia la sostanza ma non cambia l'effetto.
Tappo le narici infilandomi le dita nel naso.Respiro dalla bocca, aspiro ed espiro sostanzialmente.
Da lì non percepisco gli odori e resta inalterata la facoltà di rimanere in vita.
La vita, la morte, la volpe, l'uva.
Ti vedo, le vedo le tue mani come sudano ogni volta in cui vengo a fare una raccomandata.
Mi ami, lo leggo nella balbuzie e nella sconclusionata ricerca di parole per attaccare bottone.
Dovresti avere prima il filo.
Come Arianna.
Il labirinto è dentro me, parte dalla bocca, attraversa l'incavo dell'ascella sinistra e poi si tuffa verso il basso.
L'uscita è il buco del culo.
sabato 26 marzo 2011
Victims

Io sono talmente fulminata, che mi accorgo di sbagliare sempre e solo un attimo dopo aver sbagliato.
Sebbene non preservi da figure di merda a raffica e illimitati sensi di colpa postumi, è un ottimo sistema per non aver paura di nulla.
Etichette:
Pillole di commenti,
Prendendo spunto
giovedì 24 marzo 2011
Don't worry be happy

Quando sono felice, non sono mai annoiata.
Sarà che sono troppo impegnata a godermi la mia felicità.
Non c'è niente che farei e/o non farei per noia.
E' uno stato temporale che ci può stare e se non ci fosse non farebbe da tramite tra noi e la felicità.
Basta non renderla il capro espiatorio della propria infelicità.
martedì 22 marzo 2011
Segnali di vita

Non ho resistito.
Era un po' che lo volevo fare, ormai è giunto il momento che ho tanto atteso.
Anticipo che ho preso solo quelle divertenti che con le altre ci si potrebbe tranquillamente tagliare le vene.
Ecco l'elenco delle parole chiave attraverso le quali i web lander arrivano al mio bloggo:
- pisello degli uomini (che va bene specificare altrimenti si potrebbe confondere col baccello alimentare)
- patata glabra (giovani intenditori radical chic, gli altri la chiamano figa depilata)
- rotolo di carta igienica terminato (che ci va veramente sfiga)
- mano serpente timbro (dev'essere un nuovo tipo di morra cinese)
- vignette su uomini che si martellano le dita (che sono bastarda e dissacrante, ma non sono crudele, e ddai!)
lunedì 21 marzo 2011
She's a maniac

Ho notato che per riuscire a fare bene le cose, devo farne due importanti alla volta.
Forse perchè quando mi scappa la concentrazione da una devo passare all'altra in automatico e se quest'altra non ci fosse, rischierei di fallire la prima.
A parte che questa cosa che ho detto mi pare un segone mentale pazzesco, non saprei perchè lo faccio, ma lo faccio.
Pertanto le cose nelle quali mi sono cimentata negli ultimi dieci giorni sono:
a) smettere di fumare
b) smettere di mangiare le unghie.
Fin'ora non lo avevo dichiarato perchè immaginavo di ricaderci nel giro di una settimana, ma immagino siano passati abbastanza giorni per potermi vantare della mia forza di volontà e del mio coraggio.
Perchè ce ne va e molto, in quanto io adoro fumare e adoro, allo stesso modo, mangiarmi le unghie.
Non pensiate che sia un atto masochistico, una punizione autoinflittami , perchè l'ultimo neurone rimasto è sotto il controllo di se stesso e non può essere abbattuto nè manipolato dalla sottoscritta.
Lo faccio per soldi o meglio, per risparmiare.
Cioè, il fatto che non aver fumato per 10 giorni abbia evitato l'esborso prematuro di €42 (diconsi quarantadueuro) fa di me una donna quasi felice.
Cosa c'entrano le unghie?
Niente, avevo solo bisogno di una seconda cosa per riuscire a far bene la prima!
domenica 20 marzo 2011
Paranoid

"La schizofrenia è un grave disturbo psicotico: chi ne è affetto diventa del tutto indifferente a ciò che accade, reagisce in modo assurdo o incoerente agli eventi esterni,perde il contatto con la realtà e si isola in un mondo suo proprio, incomprensibile agli altri."
Fonte web
Anche a voi ricorda qualcuno di, per così dire, familiare?
Vi do qualche piccolo aiutino:
è diversamente alto, firma trattati d'amicizia con dittatori arabi rimangiandoseli non appena le cose si mettono male, telefona ai prefetti per far liberare le presunte nipotine ladre di altri capi di stato, telefona alle trasmissioni inveendo, accusando e ordinando alle sue esponenti di lasciare gli studi televisivi (che quelli scolastici, sono stati lasciati da un pezzo).
Non è un monarca ma si comporta e possiede cose e persone come se lo fosse.
Ancora non avete indovinato?
O conoscete un sacco di gente schizofrenica e avete l'imbarazzo della scelta oppure appartenete a quella categoria di persone che ancora crede che il Signore abbia davvero perso il suo tempo ad ungere il primo che gli sia capitato sotto mano e siete pronti a giustificare ogni atteggiamento!
Anche quello più ingiustificabile!
giovedì 17 marzo 2011
Enola Gay

Lo so, quello che sto per dire andrà incontro a pesanti critiche, non foss'altro perchè voce fuori dal coro.
Partiamo solo dal presupposto che la politica non ha nulla a che fare con quanto seguirà.
Io sono per l'energia nucleare.
Lo sono da sempre.
E ogni volta in cui mi hanno chiesto, un classico del resto, se continuerei ad essere d'accordo se mi costruissero una centrale sul pianerottolo, ho sempre risposto di si (e Macs, m'è testimone!).
Come per tutte le cose, ci sono fattori positivi e negativi.
In questo caso si conoscono entrambi molto bene e si può arrivare ad avere la maggiore sicurezza possibile in caso d'incidente.
Non è qualcosa di sconosciuto piazzato lì a muzzo come successe per l'amianto, è un tipo di energia alternativa, capace di grandi produzioni senza emissioni di anidride carbonica.
Che se poi ci pensiamo bene, hanno fatto più vittime le guerre per il petrolio o i crolli nelle miniere di carbone.
E non c'è neppure il problema di un terremoto come quello del Giappone, perchè se arrivasse davvero da noi un sisma di quelle proporzioni, non sarebbero le radiazioni ad ucciderci, ma le nostre case rase al suolo con noi dentro.
Quello che più mi rende perplessa è che tutti parlino di innovazioni e nuove tecnologie ma alla fine, quando vengono proposte, invece di viaggiare in fuoriserie, si preferisca rimanere al calessino.
A meno che non si discuta dell'ultimo app per l'iPhone!
lunedì 14 marzo 2011
Confusione

Che tu pensi che magari ti piacerebbe partire qualche giorno e toglierti da tutta questa quotidianità farcita di nulla, ma poi pensi che magari ti telefoneranno per quel curriculum che hai mandato e allora temi di perdere l'occasione che aspetti da tanto e rinunci a muoverti anche solo per andare appena un po' più fuori porta, insomma solo oltre Moncalieri, per esempio.
E poi vedi tutto intorno che la vita è un attimo, che fai milioni di sacrifici per avere tre, quattro cose e poi arriva un terremoto condito con uno tsunami e tutto quello che avevi non hai più, neppure la vita.
Ma pensi che sei fortunata, perchè abiti lontana dal mare, quindi hai qualche possibilità in più e magari puoi osare più di un altro.
Così sogni che vai in un negozio a comprarti una borsa da ottocento euro, pagandola a rate e la proprietaria ti fa notare che sul tuo conto ci sono solo trecento euro e tu cerchi di spiegarle che non è possibile perchè hai appena fatto un versamento.
E non ti spieghi proprio da dove sia venuto fuori quell'assegno da cinquemilasettecento euro, che in realtà ha fatto tuo padre che non ha neppure la firma sul tuo conto.
Realizzi che non era tempo di spese folli e soprattutto, inutili.
Restituisci la borsa, esci e te ne vai umiliata e mesta, con un senso di colpa in meno e una macchina presa a nolo in più, al mare a cercare piccoli granchi tra la sabbia.
venerdì 11 marzo 2011
Here comes the rain

I pensieri hanno la capacità di viaggiare nella mia mente ad una velocità sorprendente.
Passano da uno spazio ad un altro agganciandosi a qualsiasi pretesto.
Un'immagine, una voce e tutto cambia, si trasforma come plastilina riscaldata tra le mani.
Ma ci sono occasioni in cui tutto si ferma.
Tutto si sospende e fluttua, adagiandosi.
Ad occhi chiusi riesco a vedere, a sentire, attraverso i sensi.
Elettrica e molle contemporaneamente, fragile e granitica, aggressiva e dolcissima.
Dicono che se ti passi una mano sulla testa appena sveglio, lascia andare i sogni e li dimentichi.
Lasciandosi bagnare dalla pioggia, i piccoli rivoli d'acqua che scivolano seguendo la gravità e la sua forza, trascinano con loro le idee?
Provo a raccogliere le gocce e leggere tra quelle trasparenze, ogni pensiero rapito.
mercoledì 9 marzo 2011
Donna Felicità

La signorina Felicita, un bel giorno si accorse di aver perso la gioia.
Ciononostante, non perse mai il sorriso, un piccolo sorriso a labbra strette, che le addolciva lo sguardo smarrito.
Si dedicò a bere e a giocare.
Beveva gazzosa e dava i numeri che poi giocava al lotto.
Ogni volta in cui le bollicine frizzavano sulle papille, perdeva il ben dell'intelletto, e cominciava a parlare da sola tra la folla, che la guardava incredula quasi con compatimento, o tra la luna e le stelle nelle notti misteriose.
Ogni tanto i suoi numeri vincevano, ma lei non lo sapeva.
Tra mille bollicine e numeri sparsi a caso, camminava tra la gente come fosse sola, ballando a volte, le note che cantava in una sorta di stonata melodia.
La potevi vedere la signorina Felicita, camminare sgraziata accennando brevi movimenti del capo e sempre, stampato ed instancabile, quel sorriso indirizzato a chi volesse raccoglierlo.
Quali fossero i suoi pensieri a nessuno era dato di sapere.
Ma mai, neanche quando le videro spuntare una lacrima sottile, il suo sorriso smise d'illuminarle il volto.
lunedì 7 marzo 2011
Wonderful life
Che ci va poco perchè la tua giornata prenda una piega diversa.
Oggi un estraneo, per strada, mi è passato accanto, si è girato verso di me, mi ha guardata in faccia, mi ha detto "sei bellissima" ed ha proseguito per la sua strada.
Non un banale tentativo d'abbordaggio, ma l'espressione sincera di un istinto.
E io, che avevo smesso di sentirmi bella da un sacco di tempo, ho sorriso con compiacimento.
Quello che io non riesco a vedere più da tempo, riesce a vederlo chi non mi conosce.
Qualcosa ancora resiste e non smette di trasparire.
Quella luce che andava spegnendosi, si è rianimata istantaneamente.
Per qualche ora, sono a posto.
sabato 5 marzo 2011
Forever young

Foreveryoung compra la tinta per colorarsi i capelli e i peli della figa.
Lo fa perchè non le basta non avere fili bianchi in testa che procurano alla vista, un invecchiamento precoce ma per nascondere ciò che l'intimo rivela.
Quindi procede e spennella.
Non lo ha mai confessato a nessuno, sa che le sue amiche le riderebbero in faccia.
Loro si depilano il pelo canuto, ringiovanendo le loro pudende, fino a renderle illusoriamente adolescenti.
A Foreveryoung non piace.
Non dico che porti con sè una foresta di pelo pubico, ma neppure ha mai deciso di estirparlo completamente.
Lavora di forbici e rasoio per dargli un significato esclusivo, lo acconcia e lo modella.
Lo estirpa giusto quel tanto affinchè non esca dai contorni delle mutande.
Ma il resto lo tiene lì, giusto dipinto con i colori che richiamano la nuance del rivestimento del cranio.
Magari pensa, che anche li, da qualche parte, ci possa essere un poco di cervello e di ragione.
Perchè lo sa che il sentimento è in fondo al cuore, nascosto tra un dolore e un battito.
venerdì 4 marzo 2011
All you need il love

L'amore non è possesso, è dono di libertà.
Nella realtà, nel pensiero collettivo, nella vita quotidiana, fatto salvo qualche eccezione, così non è.
L'amore, per il senso che siamo abituati ad attribuirgli, dovrebbe essere dono di ogni forma di privilegio per la persona amata.
Poi c'è la confusione del termine, per cui l'identificazione con il possesso si basa su un equilibrio così precario che spesso l'uno, invade il senso dell'altro.
Poco importa quali siano i sentimenti che ci legano ad una persona che ha smesso di essere parte della nostra vita; nel momento in cui vanno a far parte della vita di qualcun altro, ecco che si scatena un impulso irrefrenabile, che meglio si identifica nella rottura indiscriminata dei coglioni dell'ex.
Io, alla famosa frase di coloro che lasciati per un'altra persona, dicono al presunto amato "non ti preoccupare, vai pure da lei, voglio solo che tu sia felice" non ho mai creduto.
La traduzione simultanea, suona più o meno così: "spero che tu patisca tutto l'inferno che sto passando io, spero che ti trombi e ti molli e che tu possa soffrire da qui all'eternità"
Decisamente meno romantico, ma molto più credibile.
Etichette:
Dall'altra vita,
oggi parliamo di..
Iscriviti a:
Post (Atom)











