Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

martedì 31 maggio 2011

Pretty girls make graves

Che io lo voglio sapere perchè proprio non mi capacito.
Tu, bellina che arrivi qui casualmente e cominci a leggere.
Sempre tu che leggendo trovi un paio di post che t'intrigano.
Tu, che li prendi e decidi di pubblicarli non in un blog, non in una lettera d'ammmore, non in una stanza di discussione alternativa, bensì in un forum che si chiama B I P O L A R E.
Ora, immagina come dovrei sentirmi, o meglio immagina come dovresti sentirti tu per interposta persona.
Cioè, tu prendi le mie parole, le metti dentro un forum di psicologia, lasci che ti dicano quanto sono belle e delicate le "tue" parole e i tuoi lettori sottolineano che se dovessi aver bisogno sono pronti a darti una mano.
Cos'è?
Un esperimento?
Una vendetta?
Pensi che abbia qualche problema e vuoi sentire il parere di esperti?
E, nel caso, sei pronta a farmelo presente o vuoi curarmi di riflesso?
Ma hai pensato anche che se qualcuno dovesse chiederti di scrivere ancora devi essere all'altezza?
Altrimenti ti sgamano.
Magari pensi che io sia una fonte dalla quale attingere.
Però fammi sapere se almeno ti pagano, che non dico tanto, ma minimo minimo facciamo 70 e 30.
E il 30%, non è il mio!


lunedì 30 maggio 2011

we are the champions


Mentre un emilioleccaculofede tentava di fare lo gnorri nei confronti degli ultimi avvenimenti della giornata odierna,  lo psiconano consigliava ai suoi concittadini di pregare e ai napoletani di pentirsi, mentre la sorella brutta di Stan Laurel svaniva nel nulla,  noi, che ci sentiamo vincitori di riflesso, preparavamo falci e martelli, organizzavamo falò e pentoloni ricolmi di bambini, ci vestivamo da talebani, ci preparavamo ad allestire roulotte nelle quali vivere e qualcuno più ardito, cominciava a pregare rivolto verso la Mecca in attesa della costruzione della moschea.
Perchè noi, siamo estremamente adattabili.
Lo dimostrano 10 anni di tirannia.
Il re è morto.

Viva il re.

sabato 28 maggio 2011

Father e son


Che poi, puoi dimenticarti la suocera all'autogrill, la radio sotto il sedile, il giubbotto nel portabagagli.

Ma mi spieghi come cazzo fai a lasciare tuo figlio in macchina per ore, sotto il sole e scordarti di lui?
Mi dicono che c'hanno un sacco di pensieri e che quando uno ha la mente così impegnata tenda a dimenticarsi della cose importanti.
Date retta a una povera tapina, che di pensieri ne ha tanti e di casini pure ma che mai, neppure per un minuto si è scordata la propria piccina sul sedile posteriore dell'auto: se non avete voglia, o testa, o cuore, i figli non fateli!

mercoledì 25 maggio 2011

Walking away


Sostanzialmente penso che se ogni cosa della tua vita fila liscia come uno spaghetto crudo, non puoi che essere felice e se invece c'hai il sistema nervoso aggrovigliato come i capelli di un rasta, non lo sei mica tanto.
Quindi quelli che hanno una buona dose di cose, dovrebbero pensarci bene prima di lamentarsi, perchè arriva un bel momento in cui la domanda, "ma che cazzo vuoi ancora dalla vita",  nasce spontanea.
Che poi, morire è un attimo se non sai che deve accadere.Un coccolone e via, verso altri lidi o il nulla.
Se invece lo sai o hai plausibilmente la possibilità che possa accadere, allora sono cazzi, perchè ti assale la paura.
Che quando sono lucida, mica mi spaventa così tanto.
Voglio dire, se muori mica lo sai che cosa ti perdi, ma ti girano i coglioni lo stesso per la proiezione del tuo domani che fortunatamente, nel tuo immaginario, è sempre un gran bel proporsi.
Almeno quando giochi con l'ottimismo della vita.
Diversamente pensi che sarà un gran troiaio; in quel caso è inutile pure spaventarsi e puoi morire quasi contento.
Che non so voi, ma io voglio vivere almeno almeno altri 102 o 103 anni restando lucida come una palla da biliardo ripassata con lo straccetto in microfibra.
Se poi si affaccia qualche crisi di panico ogni tanto, c'è sempre la boccetta di pozione magica a portata di mano.
Per tutto il resto, per alcuni c'è mastercard, per altri un grosso vaffanculo!


sabato 21 maggio 2011

Signor Giudice

Il velo è tolto. La maschera levata. Ogni cosa è chiara è illuminata. Lucifero, la nemesi complementare della divinità adorata dai cristiani si aggira per Milano cercando con modi subdoli di farsi eleggere sindaco della stessa città. Pisapia, l'ultimo nome che ha adottato, forse perchè lo diverte giocare con il significato di persona pia, e magari perchè nella sua ultima incarnazione pendeva un poco come la torre, sta circuendo i milanesi promettendo pusher droga bombe tric&trac, e gli stessi milanesi, a cui è venuta a noia la buona creanza il buon costume le buone maniere in preda a frenesia dionisiaca cedono la propria coscienza alle promesse del demone Pisapia. Pisapia, padre di Osama Bin Laden, Sommo Pusher dell'ozono che ancora soffre del buco di un'eroina così avvenente da distrarre Atlante, fonte inesauribile del Vaso di Pandora, causa di ogni guerra, di ogni epidemia, di ogni malattia, demone che avvince la natura a rivoltarsi scatenando immani catastrofi, ladro d'auto ( a tempo perso, quando trova qualche minuto libero), protettore delle puttane e profeta dell' Islam che vorrebbe spazzar via in un sol colpo l'inciviltà occidentale, Uomo nero, Bau bau, Mestro jedi oscuri di Don seppia parroco pedofilo pusher e sieropositivo, nemico d'ogni supereroe fumettistico, colui che raggira la fortuna lasciandoci in panne in autostrada o bucandoci le gomme oppure usurando i nostri elettrodomestici, incantatore di topi serpi scarafaggi e zanzare, Demone della lussurria dell'ira dell'iraq e dell'iran, nemico numero uno dell'intera umanità passata presente futura e persino di quella che abita universi paralleli. Lui si è finalmente rivelato e la destra, nostra salvezza, nostri occhi e coscienza, nostra Somma Illuminazione ci intima di fare attenzione grida al pericolo al lupo e allunga il dito a mostrarci la vera forma di Pisapia. Ma noi stolti gurdiamo il dito, non la Luna. La Luna, compassionevole si scosta, e mostra a loro, gli illuminanti politici di destra la propria immagine riflessa, una fumante e densa merda che si tura il naso sconcertata di fronte a tanta bassezza d'animo e incosistenza d'argomenti politici. Ora. elettori Milanesi, voi che andrete a decidere chi vi rappresenterà, avete ancora voglia di farvi manovrare come tanti burattini o volete dare una chance al demone di ravvedersi?

(da qui)

giovedì 19 maggio 2011

Thank U


Che poi, noi donne, siamo sempre li a far presente che dobbiamo farci il culo doppio rispetto ad un uomo per riuscire ad arrivare, e neppure è detto, al suo livello professionale.
Perchè viviamo in una cultura maschilista, amiamo dire.
Certo è che quando lavori con le donne, se c'è qualcuno che te lo pianterà nel culo, strano ma vero, non sarà un uomo.
Questo accade fondamentalmente per un'inaudito, insensato e palesato fastidio che arrechiamo alle nostre simili, per la nostra incapacità di fare gruppo, per attribuite e attribuibili gelosie che non hanno né capo né coda.
Quindi, se uno più uno fa ancora due, le vere maschiliste siamo proprio noi.
P.s. io, alle donne, non ho mai capito perchè, sto pesantemente sul cazzo.


domenica 15 maggio 2011

Ti ricordo ancora


Ogni tanto ci penso ancora a te.
Non foss'altro per tutte le energie fisiche e mentali che ho speso.

Non ho rancore, neppure completa indifferenza.

Ti ho dato molto, ti ho dato tutto quello che potevo.

E non ti bastava mai.
Hai confuso l'amicizia col possesso ed ho confuso l'affetto con la necessità che sento sempre, di tendere una mano a chi ne ha bisogno.
A prescindere.
Forse avevi ragione tu, quando dicevi che la nostra amicizia era nata su presupposti sbagliati.
Per tutto il tempo in cui ho pensato che fosse un percorso di vita comune, senza secondi, terzi o quarti fini, l'ho considerata importante, sincera e onesta.
Mi sei costata milioni di giustificazioni per ogni minchiata che ritenevi importante, ho sempre cercato di produrre una spiegazione plausibile ai tuoi assilli.
Perchè per me, anche quello era amicizia.Non ti ho perdonato di non avermi fornito una spiegazione per il tuo repentino abbandono, ma al contempo mi rendo conto che non sarebbe stato possibile, poichè non esisteva se non nella tua mente.
E mi domando perchè ogni tanto il mio pensiero corra a te.
Perchè se davvero ci rifletto, non c'è nulla che tu mi abbia lasciato davvero, se non un senso d'amaro, che ancora circola nella mia bocca e che cheto mangiando quantità industriali di ovetti al latte e croccantino.

martedì 10 maggio 2011

La tortura

Se Fantozzi fosse una femmina si chiamerebbe Fantozza e sarebbe il mio secondo nome.
Sono alla ricerca del ragionier Filura, giusto per non essere accusata di plagio all'ennesima potenza.
Sto lavorando (miracolo), ma è un lavoro a tempo determinatissimo, della serie il 31 maggio ho già bello che finito.

Che è pur sempre meglio di un picio* nel culo, anche se molto dipende dal punto di vista!
Non avendo più l'abitudine a certi ritmi, torno a casa praticamente stravolta.
Ma è pur sempre lavoro e non ci si dovrebbe lamentare a prescindere!
Ecco la causa della mia reiterata assenza, sempre che a qualcuno importi.

O meglio, a qualcuna importa e non vedo l'ora di riuscire a sentirla, dal momento che mi sgancia il suo numero di cellulare e poi ce l'ha spento.

E mica si fa così!


*picio=cazzo (nella maggior parte dei casi viene usata nei confronti di persone di sesso maschile al quale si vuol dare allegoricamente del pederasta, ma è un termine estremamente adattabile alle circostanze!)

venerdì 6 maggio 2011

Quel mazzolin di fiori


Ma quanto bella è Torino invasa da tutti gli alpini d'Italia riunitisi in questa cittadina che vibra e sembra quasi contenta?
Tanto, talmente tanto che sembra sorridere.

lunedì 2 maggio 2011

You weren't there


Sai perchè ti graffio?
Perchè conservo strati di pelle sotto le mie unghie.
Le tiro via con millimetrica attenzione.
La raccolgo per averne abbastanza per farmi una coperta d'epidermide, per coprirmi del calore del tuo corpo anche quando non ci sei.



venerdì 29 aprile 2011

Buonanotte fiorellino

Non ho mai capito perchè dal momento in cui mi addormento a quello in cui mi sveglio, sembra sempre passare solo un attimo!

lunedì 25 aprile 2011

Kiss from a rose

"Ah se solo riuscissi a metterti nei miei panni"

"Mia cara, dubito che riuscirei a entrare in uno dei tuoi perizomi microscopici e farci stare i miei attributi fisici"
"Che scemo, parlavo metaforicamente"
"Ma io prendo tutto sul serio e se mi si chiede di vestire i panni di qualcuno, valuto attentamente come mi ci sentirei. Con i tuoi mi sentirei ridicolo"
"Allora devo riformulare la mia frase; ah se solo tu potessi capire come ci si sente"
"Posso supporlo, immaginarlo. Ognuno vive le fasi della propria esistenza partendo da un personale punto di vista che non può essere lo stesso, dal momento che non si è coinvolti nella medesima situazione"
"Mi prendi per il culo o parli sul serio?"
"Sono serissimo. Affronto l'argomento con calma ed attenzione. Dovresti essermi grata per questo. Non ti sto offrendo risposte palesemente banali o false, ma se lo preferisci posso sforzarmi e provare"
"Forse era quello di cui avevo bisogno, che tu fingessi di capire o provassi davvero a fare quel piccolo sforzo per arrivare a raggiungere i sentimenti che mi legano a questo momento"
"Quindi avresti preferito una qualsiasi risposta superficiale?"
"A volte è sufficiente a farci sentire comprese"
"Ma tu hai la mia comprensione, sono io che non ho le risposte, neppure le posso inventare"
"Ok, fai finta che non ti abbia detto nulla e ripiombiamo nel nostro silenzio. E' più d'aiuto che tutte le tue parole inutili e irritanti"
"Come si fa si sbaglia con voi"
"No, è che qualunque cosa facciate, riuscite sempre a sbagliare. E dire che avete sempre a disposizione il 50% delle possibilità, ma non riuscite mai a beccare quella giusta. Dovrebbero inventare dosi di sensibilità. A quest'ora te ne avrei sparata in corpo una massiccia. E non sono neppure sicura che sarebbe bastata"


martedì 19 aprile 2011

Ja sei namorar


Caro Ildebrando,

non ci siamo più parlati da quando mi lasciasti senza parole.
Eppure quanti ricordi mi hai lasciato, un principio di gonorrea, una candida che impiegai mesi a curare.

Ricordo che pendevo dalle tue labbra.
Nel frattempo scacciavo gli acari dal letto e preparavo cocktails con l'acido muriatico.
Ti facevo massaggi col mattarello e ti pettinavo ore ed ore l'ultimo capello che continuava a risiedere sul tuo cranio.
Adoravo baciarti le palpebre per quello quel giorno decisi d'incollarti gli occhi con il vinavil.
Non  capii perchè non apprezzassi tanto amore e decidesti di cacciarmi malamente dalla tua casa.
Uscii perplessa senza sbattere la porta, portando via la spazzatura.
La tengo con me, sparsa nel salotto così quando la guardo, slaccio i pensieri e le mutande e ti penso.


Con immutato amore
Rosalinda

lunedì 18 aprile 2011

L'amico è

Rubiconda94 mi scrive:
"Cara Amour, sono molto triste.
Da quando si è fidanzato, il mio best trova mille scuse per non vedermi perchè quella zoccola della sua ragazza, non vuole.
Quello che mi fa incazzare, è che prima di essere il suo ragazzo, era mio amico e mi spiace che, oltre a non vederci più, lui si lasci manipolare in questo modo.
Soffro tanto.
Che devo fare?"

Cara Rubiconda94,
l'amicizia purtroppo subisce spesso queste battute d'arresto, soprattutto se l'amico in questione è facilmente corruttibile e ricattabile dal punto di vista sentimentale.
Ha fatto la sua scelta, ha scelto di vivere un rapporto sereno ma disequilibrato con un'arpia che gli tarpa le ali, rinunciando a quello che era, per vivere quello che è, con tutti i suoi limiti.
A volte l'amore ci fa comportare in modo stupido e  permette che un altro decida per noi.
Non credo fosse un grande amico, dal momento che ha acconsentito a metterti da parte quindi, fossi in te, smetterei d'insistere e lo lascerei al suo destino.
Del resto sono proprio queste le occasioni in cui un ragionamento perde ogni ragione d'essere.
Ora come ora, lei rappresenta il suo centro d'attenzione e nulla potrà portarlo a vedere le cose in maniera diversa oppure obiettiva.
Se un giorno dovesse tornare, sarai tu a decidere se varrà la pena  frequentarlo ancora.
A quel punto capirai quanto sia importante per te.
Non soffrire, distraiti e pensa che il destino è come la fortuna, una ruota che gira.

giovedì 14 aprile 2011

E dimmi che non vuoi morire


Ci sono certi momenti in cui tutto mi sembra inutile.
Sono i momenti d'intolleranza estrema, in cui non sopporto nulla.
Non c'è giustizia, non c'è sacrificio utile che riesca a portarmi via da questo stato amorfo e inconcludente.
Che cazzo ci faccio io ancora qua?
Dovrei prendere baracca e burattini e andare altrove.
Per non fare niente in questa città, vado a fare un cazzo da un'altra parte per dio.
Dico a mia figlia di studiare e dentro mi chiedo a cosa serva.
Perchè se sei ignorante tolleri meglio le storture, non le vedi, non ti fai domande esistenziali.
Vivi la tua vita con allegra superficialità e lasci che sia.
Non stai a mangiarti il fegato e il cuore e il cervello cercando di capire perchè sia successo proprio a te.
E mentre lo pensi ti sale quella rabbia cattiva, quella brutta.
Vivo in un paese dove la meritocrazia si misura con la qualità di un pompino.
Perdo in partenza...farne d'indimenticabili non rientra tra le mie capacità
Neanche mediocri, se è per quello.
Tristemente, soccombo.

mercoledì 13 aprile 2011

The riddle


Che mica siam qui a pettinar le bambole noi.
Agiamo, pensiamo, azioniamo il cervello, anche se questa affermazione non ha valore universale.
Insomma, c'abbiamo sempre qualcosa da fare.
E quando ci fermiamo, ci sentiamo persi.
Ma non subito, nell'immediatezza.
All'inizio ti sembra di meritartelo quel momento.
E' a lungo andare che diventa opprimente, pesante.
Un po' come il cinghiale che ti si deposita sullo stomaco quando non hai digerito.
T'inventi qualcosa da fare ma rimandi cercando qualcosa di meglio.
Perchè c'è sempre qualcosa di meglio.




martedì 12 aprile 2011

E poi


Voglio chiamarti amore e voglio farlo un giorno, un mese, un anno o per la vita intera.
E te lo scrivo, sul ruvido foglio bianco o sulla pelle, perchè non possa dimenticare, perchè possa vedere il cammino che mi ha condotta al tuo cuore.
Lungo il percorso dalla bocca agli occhi, sotto la pioggia che si accoccola piano sull'epidermide, distanti da ogni luogo, persi ovunque.
Voglio chiamarti amore quando le tue mani scivolano su di me e si soffermano sul piacere dei sensi, accarezzando luoghi che diventano familiari e sempre nuovi.
Oltre la luce del giorno, sotto la coltre di stelle, la luna guarda corpi abbracciati proteggendoli dal buio.
Leggi i miei occhi, agita le palpebre al suono della voce e lasciati avvolgere dal mio respiro.
Guardati intorno, tu e io riempiamo il nulla di spazi aperti, morbidi istanti che si proiettano in cielo.
E, nell'universo, restiamo tatuati come un marchio.
Eternamente.

sabato 9 aprile 2011

Il triangolo no


Riflettevo sul fatto che fondamentalmente sono una babba capace di bersi qualunque cazzata.
Io mi accontento del fatto che sia credibile, la fiducia fa il resto.
Tipo quella volta in cui B. decise di venire a trovarmi.
Era fidanzata con E. che era sposato con una lettera qualsiasi dell'alfabeto.
Invece che con me, B. uscì con il mio amico G.
Quando tornò a casa le chiesi dove fosse stata e lei mi rispose che lui aveva voluto farle vedere la pianta che aveva in ufficio.
Le chiesi cosa fossero i segni dei morsi che aveva sulle spalle, e lei rispose che la pianta era carnivora e aveva cercato di mangiarsela.
Quando E. mi telefonò per sapere come si fosse comportato il suo preferito trastullo, dichiarai che nulla di sconveniente era accaduto e che sbagliava a non fidarsi di lei.
Tant'è che non capii il motivo per il quale E. quasi scuoiò B. quando la vide e mi accusò di non essere una buona amica per avergli taciuto la terribile verità.
Li per li, non capii.
Anche dopo diverso tempo continuai a non capire.
Tutto si risolse quando al mio amico G. scappò di rivelarmi che possedeva si un ufficio, ma data la sua terribile allergia a nessuna  pianta era concesso il privilegio di risiedervi.
Ogni nodo venne al pettine, improvviso s'illuminò un mondo di verità.
Nel frattempo E. mi aveva depennata dalla sua rubrica, B. cercava nuove strade da percorrere e G. fece una cura di fosforo per evitare di dimenticare ciò che era necessario ricordare a costo della vita.
E capii.
Capii che anche gli amici mentono, capii che l'egoismo ti salvaguarda più dell'altruismo, capii che tra una B. e un E. è meglio non mettere un G.
Ma quello che ancor di più mi fu chiaro è che qualunque decisione si possa prendere in certe circostanze, scoprirai a tue spese, che sarà sempre e solo quella sbagliata.
Quindi, comincia a fartene una ragione!

mercoledì 6 aprile 2011

L'anno che verrà


Caro Marcantonio,
mi sei venuto in mente l'altro giorno, mentre mi chiedevo se il docente in materia di sicurezza, fosse arrivato in ritardo per il fatto di essere stato trattenuto dalla trombata delle 13,30 o da un momento di sano onanismo per chetare una pulsione improvvisa.
Non che ti somigliasse, al contrario semmai.
Si è presentato con aria antipatica e saccente e se, ancora mi conosci, sai bene quanto detesti le due cose insieme mentre riesca ancora a tollerarle individualmente.
Si è parlato di paradossi scontati e scottanti e allora mi sei apparso, come la madonna.
Peccato fossi solo una proiezione della mia mente e non potessi metterti sul muro in bella vista.
L'ultima volta in cui ti ho visto era un Aprile di un anno in cui il tempo si era concesso qualche bizza.
Nevicava e nonostante il freddo, indossavo una minigonna giropassera in onor tuo.
Masticavo ancora il boccone amaro dovuto al tuo abbandono e come ultimo regalo o forse sfregio, avevi deciso di passare la serata con quello che era rimasto di me.
Non servirono i segnali e le provocazioni, non mi degnasti nè di quella considerazione che invocavo apertamente, nè del tuo cazzo.
Una serata inutile, ora che ci penso.
Ma ti ho perdonato sebbene non conosca una buona ragione per farlo.
A volte mi chiedo se ti scappa mai di pensarmi.
E poi mi dico che preferisco di gran lunga non saperlo.
Con calcolato distacco
tua Angelica


(l'anno che verrà - lucio dalla)

domenica 3 aprile 2011

Libertango

Confidatemelo, suvvia.
Io lo so che vi è capitato.
Siete un po' giù di morale e che fate?
Una passeggiatina lungo la spiaggia, dove c'è un baruccio gremito di gente nel quale entrate e voilà, non fate neppure in tempo a chiedere da bere che un tizio vi sorride, vi acchiappa e vi fa ballare un tango che, naturalmente, voi conoscete perfettamente.
E voi signori uomini, anche voi.
Siete al baruccio con gli amici che vi tracannate la vostra birretta, entra una depressa arrivata da chissà dove e vi prende il trip di ballarci, non un lento guancia a guancia, stiamo scherzando?

No, ci ballate un tango che, naturalmente, voi conoscete perfettamente.

Come se fossimo tutti tangheri e ogni posto sia una milonga.

Lasciamo stare che certi art director abbiano una fantasia che sta alla credibilità come un politico sta all'onestà d'intenti, ma se a me il tango non piacesse?
Non c'è più niente di democratico, neppure le pubblicità.

sabato 2 aprile 2011

Love is love

Tu lo sai, difficilmente le cose le mando a dire, ma ci sono occasioni e persone che mi spiazzano.
Allora comincio da lontano, tipo che se devo parlarti del Piemonte, comincio dalla Puglia.
Insomma, cerco il modo, il mezzo, la circostanza affinchè possa farmi capire senza essere esplicita.
Perchè mi conosco, lo so come sono  e se davvero facessi in modo che le parole uscissero con la stessa costante temporale del pensiero, i rigurgiti di carogna ti arriverebbero addosso come sputi.
Un attimo dopo mi rendo conto che sta formula qui, mica funziona, perchè le cose sono due, o non riesco a farmi capire o proprio non capisci.
Magari fai finta, perchè lo so che ci sono occasioni in cui far finta di non capire salva il culo.
E sono quelle le occasioni in cui mi sento impotente, perchè comunque, sia che proprio non capisca sia che faccia finta, la situazione non evolve.
In nessun senso.
Arriva una sorta di rassegnazione che mi ripugna e l'insicurezza delle mie potenzialità raggiunge i minimi termini.
E mi sorge spontanea una domanda, a che serve che io sprechi parole?

mercoledì 30 marzo 2011

Heaven knows I'm miserable now


Da oggi si apre la nuova rubrica: noi, psicologi di noialtri.
Partiamo subito da un classico; chi di noi nella sua vita terrena e terrestre non si è sentito dire almeno una volta "tu meriti di meglio"?
A chi non è mai successo può andare perchè non troverà interesse nell'argomento, gli altri invece possono restare e far risalire i succhi di bile lungamente chetati e soppressi.
Che straminchia mi significa che io merito di meglio?
Oh emerito testa di cazzo, pensi davvero che io non sia in grado di determinare cosa sia meglio per me?
Evidentemente non lo pensi dal momento che me lo fai presente e soprattutto che quel meglio, significa chiunque tranne te.
Ora, prescindiamo dal fatto che sia una totale idiozia, ma brutta sottospecie di pirla (converitela  se siete maschi e vi è stato detto da una femmina), non puoi scaricare la coscienza e la tua irresponsabilità con queste frasi fatte che non significano un cazzo.
Abbi carattere e dimmi quello che vuoi dire davvero, che già solo il fatto di avermi presa per il culo con questo genere di affermazioni, dovrebbe permettermi di seppellirti sotto tre metri di merda.
E non fare quello dispiaciuto mentre imponi questa tua verità sofferta, con lo sguardo mesto di quello che "io non vorrei, ma devo".
Perchè poi, c'hai pure ragione, merito di meglio che non un infame codardo al quale auguro di trovare il peggio del peggio del peggio.
Quindi, non piangete, non soffrite, non abbattetevi quando vi ritrovate a sentirvi dire stronzate tipo questa.
Voi non lo sapete, ma avete appena vinto la lotteria della salvezza dell'anima vostra.
La sua se l'è venduta al diavolo.


lunedì 28 marzo 2011

Relax


Ovunque metta il naso sento odore di piscio.
Piscio di gatto, piscio d'umano.
Cambia la sostanza ma non cambia l'effetto.
Tappo le narici infilandomi le dita nel naso.
Respiro dalla bocca, aspiro ed espiro sostanzialmente.
Da lì non percepisco gli odori e resta inalterata la facoltà di rimanere in vita.
La vita,  la morte, la volpe, l'uva.
Ti vedo, le vedo le tue mani come sudano ogni volta in cui vengo a fare una raccomandata.
Mi ami, lo leggo nella balbuzie e nella sconclusionata ricerca di parole per attaccare bottone.
Dovresti avere prima il filo.
Come Arianna.

Il labirinto è dentro me, parte dalla bocca, attraversa l'incavo dell'ascella sinistra e poi si tuffa verso il basso.
L'uscita è il buco del culo.
Solo gli stronzi riescono a venirne fuori.



sabato 26 marzo 2011

Victims


Io sono talmente fulminata, che mi accorgo di sbagliare sempre e solo un attimo dopo aver sbagliato.
Sebbene non preservi da figure di merda a raffica e illimitati sensi di colpa postumi, è un ottimo sistema per non aver paura di nulla.



giovedì 24 marzo 2011

Don't worry be happy


Quando sono felice, non sono mai annoiata.
Sarà che sono troppo impegnata a godermi la mia felicità.
Non c'è niente che farei e/o non farei per noia.
E' uno stato temporale che ci può stare e se non ci fosse non farebbe da tramite tra noi e la felicità.
Basta non renderla il capro espiatorio della propria infelicità.