Leggere attentamente


ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, se qualcuno dovesse riconoscersi in tilla papilla bullo ti sbullo o sullo catullo o, riconoscere qualcun'altro, probabilmente è affetto da una forma degenerativa della coscienza, malattia che ancora non ha nome e chissà se mai lo avrà, e semmai dovesse averlo si correrebbe il rischio che qualcun'altro potrebbe riconoscersi nel nome di quella malattia, comunque, ritornando a questa forma degenerativa si consiglia agli affetti da tal malanno una buona dose di cazzi propri, da farsi naturalmente

martedì 29 novembre 2011

La differenza tra me e te

Cara Mestessa,
lo so che queste cose non vorresti sentirtele dire, ma lascia che chi ti conosce bene, una volta tanto, ti racconti davvero tutto sulla vita e ti dia qualche consiglio che dovresti marchiarti a fuoco sulla pelle.
Impara a contare prima di dire anche solo "grazie" o "prego" o "scusi" o "tornerò".
Essere impulsivi è autolesionistico.
Impara la sottile arte della diplomazia cerca di portarla a livelli superiori ai tuoi standard che non superano i -360.
Impara che ci sono volte in cui bisogna fingere di essere delle galline nel pollaio o gattemorte nel porcile e lascia, quando è il caso, che gli altri credano davvero che bionda sia sinonimo di stupida.
Impara ad essere mediocre quando è necessario che gli altri lo credano e sii sempre meno uomo di ogni altro uomo che troverai sulla tua strada, soprattutto se uno di questi potrebbe pagare il tuo stipendio.
Adula anche chi appenderesti al muro se può servire al tuo scopo, sii ipocrita quando è necessario e vestiti del tuo miglior viso durante il peggior gioco.
Questi sono solo piccoli accorgimenti anche se lo so che essendo nata tonda sarà difficile riuscire a trovarti addosso tutti questi angoli da smussare.
Ma lo faccio per te, perchè ti conosco da una vita e per quella che resta dovrò restarti a fianco mio malgrado.


Testessa.


lunedì 28 novembre 2011

Vengo dopo il tg

Signore e signori buongiorno.
Apriamo questa pagina d'informazione con due notizie di simil politica interna.
Il signor Berlusconi S. dichiara che rafforzerà il suo impegno nella lotta contro i comunisti.
Qualcuno glielo spieghi che non esistono più che va bene scatenare la propria ossessione verso qualcosa, ma che almeno sia reale.
Dichiara la solidità che ancora permane con la lega.
Calderoli dichiara che non se ne può più di sentire ste baggianate.
E se lo dice lui, c'è da credergli.
Sara Tommasi, che più volte ha dichiarato che entrerebbe volentieri in politica e spera di non essere arrivata troppo tardi, afferma in un'intervista che "l'importante è che le banche non stampino dei soldi gratuitamente nel senso da legittime proprietarie"...........ci sfugge il senso di tale affermazione, ma ne constatiamo la perfezione  per il linguaggio politico eventuale.
Embargo sul film di Venier che sarebbe dovuto essere presentato questa sera al Tff.
"Il giorno in più" film tratto dal bestseller (???????) di Fabio Volo in realtà sarà presentato domani a Roma con tanto di conferenza stampa.
Un modo come un altro per far parlare di qualcosa che probabilmente sarebbe passato inosservato.
Per questa edizione è tutto, grazie per essere rimasti con noi.

venerdì 25 novembre 2011

Non farti cadere le braccia

In questi giorni ho imparato che nel mondo webbico o webbese :











  • OMG non è il codice iata dell'aeroporto di Omega, ma solo l'acronimo di Oh My God
  • O.T. non è la sigla automobilistica di Olbia-Tempio, ma un modo per scrivere velocemente Off-Topic
  • MILF significa "mamma che mi vorrei scopare" ma diciassettenne pargola me l'ha venduta come "tardona che va con i ragazzini"
  • Su faccialibro si va solo per giocare e non per discutere o confrontarsi.
Se avete cose da insegnarmi, fatelo adesso o tacete per sempre!!!

mercoledì 23 novembre 2011

Come Monna Lisa

Finalmente se ne sono andati tutti.
Posso anche togliermi questo sorriso di circostanza dalla faccia.
Che poi, voglio dire, c'è veramente poco da ridere.
Credo che la prima volta si aspettino chissà che cosa, vedendomi.
Noto che alcuni restano perplessi.
Molti credono che sia enorme e burrosa.
Ignoranti.
Per ovviare alla delusione, si sono creati le aspettative.
Tutte cazzate.
Sono ridicoli quando si spostano lentamente guardandomi negli occhi, patetici quando davvero credono che io segua i loro spostamenti con lo sguardo.
Ma c'ho tempo da perdere con sti guardoni io?
Si scordano del fatto che sia solo un dipinto?
Appunto.
E c'è pure la storia dei messaggi subliminali.
Hanno cercato simboli in ogni dove.
Ma alla fine restano in fissa con i miei occhi.
Che mica lo sanno che sono miope con qualche accenno di presbiopia.
Ma lasciamo che questo segreto resti tra noi.
Che la disillusione lascia cicatrici incolmabili se non la si riconosce nella verità delle cose.


venerdì 18 novembre 2011

Banana republic

Egr. Sig. Dott. Pres. Mario Monti,
avrei solo una domanda per Lei.
Mi parla di reintroduzione dell'ici,  acronimo che sta per "imposta comunale sugli immobili", ovvero il tributo che grava sui fabbricati e sui terreni agricoli ed edificabili della Repubblica Italiana.
Premetto che io non posseggo case, quindi questa tassa non va ad intaccare le mie risorse (?) economiche.
E' che, oggettivamente, ritengo che se uno faccia dei grossi sacrifici per comprare una casa, tassarla per il solo fatto di possederla mi sembra  ingiusto.
Tantopiù che nella realtà dei fatti, le case sulle quali grava un mutuo, non sono neppure di chi le ha comprate, ma delle banche che quel mutuo l'hanno erogato.
Conviene con me sul fatto che essendo un'imposta sui fabbricati ed i terreni presenti sulla  Repubblica Italiana, tutti coloro che ne posseggano uno, siano tenuti a pagarla.
La domanda è la seguente: visto che s'ha da fa, sarà finalmente estesa anche a tutti i possedimenti della chiesa o resterà un balzello per i soliti noti?

Resto in attesa di Suo cortese riscontro e colgo l'occasione per augurarLe buon lavoro.

A.C.





 



giovedì 17 novembre 2011

Sei nell'anima

Pensò che tutto sommato essere realisti e mandare a cagare la nuvoletta rosa del romanticismo, l'avrebbe fatta cadere in piedi.
Non si aspettava nulla, era a conoscenza del fatto che tutto quello che le sarebbe accaduto, sarebbe stato per legittima volontà e non per la spinta impulsiva e primordiale dell'emozione.
Sapeva che una scopata di una notte era una scopata di una notte e non il film del futuro.
Riusciva a scindere le cose, a non  diventare schiava del sentimento.
Non come molti uomini che mettono tacche per ogni conquista, credendo che più ne trombano più questo fa di loro uomini migliori e spezzano cuori di illuse, potenziali amanti a lungo termine.
No, non come loro.
Lei li dimenticava.
Semplicemente.

mercoledì 16 novembre 2011

Ti ricordo ancora

Caro Joachim,
sai cosa rende affascinante chi non si conosce?
L'alone di mistero da cui lo sconosciuto è avvolto.
Capita spesso che quando l'oggetto del nostro interesse prende forma e sostanza, l'interesse vada disperdendosi insieme all'alone.
Come quando la nebbia si dirada, lasciando al suo passaggio il mondo intatto e compatto, esattamente uguale a come lo ricordavamo un attimo prima.
E' umano, succede quando la razionalità si sovrappone al sogno o all'idea o all'aura che amiamo creare intorno a quella persona.
L'aspettativa è madre e figlia dell'illusione, la realtà è vittima dell'incapacità di accettare e accettarci dopo esserci conosciuti.
Ci hai mai pensato?
All'inizio di una relazione uno cerca di dare il meglio di sè, evita tutto quello che presumibilmente potrebbe essere fonte di fastidio.
Nel tempo ci si mostra per quelli che si è davvero.
Dovremmo fare al contrario, presentare il nostro peggio.
Pensa quanto saremmo apprezzati una volta tornati noi stessi.

Amour

martedì 15 novembre 2011

Non sono una signora

Stamattina ho fatto la mammografia, la seconda della mia vita.
La prima volta, in sala d'attesa, ero stata presa da una similcrisidipanico, dal momento che la signora entrata prima di me, era uscita con le lacrime agli occhi.
Io e la mia soglia del dolore, ci siamo scambiate uno sguardo d'intesa e ci siamo quasi date alla fuga.
Ma non abbiamo fatto in tempo e così ci è toccata.
Ora, tra una partita a freccette e una mammo, (che sarebbe più corretto chiamare mammellografia, o tettografia) chiaro che una sceglierebbe la prima, ma tutto sommato non è un esame così insopportabile.
Si, te le pigiano, te le schiacciano, raggiungono dimensioni che pensavi improbabili, ma alla fine si tratta di cinque minuti di frittellamento, poi le guardi e ti accorgi che tornano immediatamente come prima.
E soprattutto lo fai per una buona causa.
Che quando pensi che ci sono quelle che si attaccano le mollette ai capezzoli durante i giochini erotici, questa ti pare veramente una cazzata. 








lunedì 14 novembre 2011

Ci vuole un fisico bestiale

Tutto si scioglie, i Rem e pure sto governo pupazzo.
Ma è solo un modo di dire, nessuno si è sciolto, al massimo si è diviso.
Che per sciogliersi davvero, serve l'acido, un corrosivo qualsiasi.
(Li abbiamo visti insieme, ti ricordi?
Che serata di merda.
Tu incazzato a gratis, io pesante.
Ti volevo bene.
E' stata l'ultima volta in cui ti ho visto.)
I governi li vedo susseguirsi.
E non cambia mai nulla.
(Non posso fare come con te, non li posso eludere, non posso fare in modo che non attraversino mai più la mia vita.)
Ne fanno parte con violenza.
Transitano nell'esistenza degli individui e la succhiano.
Senza chiederti se ti va. 
Loro lo fanno e basta.
Mi sciolgo anch'io, niente acido neppure per me, solo istinto primordiale di mutuo soccorso.
E' pur sempre meglio che avvilirsi dietro l'amarezza di non cose










venerdì 11 novembre 2011

November rain

Dondolo la testa per formare onde con l'acqua che s'infonde negli occhi ogni volta in cui mi commuovo.
L'iride è la barca in mezzo allo spettacolo marino che immagino soltanto.
La piena esonda ed io la lascio fare, lascio scorrere l'anima salmastra sul viso, sul collo, lungo i pendii del corpo.
Un'epistassi di sensazioni scivola dal naso al cuore, trionfo sul cinismo, soffocato per un tempo che pare infinito e che va gettandosi dentro quell'attimo d'emozione per poi morire nell'impatto col risveglio del giorno.
Del nuovo giorno, vecchio come ieri.

giovedì 10 novembre 2011

En el muelle de san blas

Il presupposto è che leggo un po' di tutto e, nonostante non abbia una libreria che va dal pavimento al soffitto, ho ottimi pusher che mi riforniscono al momento del bisogno.
Arrivando al dunque, sono qui a confessarvi che io ODIO "Il piccolo principe".
Non mi piace, anzi dirò di più lo trovo irritante, fastidioso.
"L'essenziale è invisibile agli occhi" è diventato un modo di dire inflazionato e usato pedestremente, un po' a muzzo se vogliamo.
In egual misura detesto la maggior parte delle poesie.
Le uniche due che riesco a tollerare, non foss'altro per la loro capacità di sintesi, sono "mattina" e "soldati".
Mi piace molto la capacità di esprimere concetti in pochissime parole e senza troppe parafrasi.
Oppure cose come questa:

"lei salutò il suo amore
lui partì su una barca nel molo di San Blas
lui giurò che sarebbe tornato
e lei inzuppata di lacrime giurò che lo avrebbe aspettato
mille lune passarono
e lei stava sempre nel molo
aspettando
molti pomeriggi si annidarono
nei suoi capelli
e nelle sue labbra

portava sempre lo stesso vestito
cosìse lui fosse tornato non si sarebbe sbagliato
i granchi le mordevano
le sue vesti,la sua tristezza e la sua illusione
ma il tempo volò
e i suoi occhi si rimepirono di albe
e si innamorò del mare
e il suo corpo si radicò
nel molo


Sola
Sola nell’oblio
sola
sola con il suo spirito
sola
sola con il suo amore il mare
sola
nel molo di San Blas


i suoi capelli diventarono bianchi
ma nessuna barca le riportò il suo amore
e nel paese la chiamavano
la chiamavano la pazza del molo di San Blas
e un pomeriggio di Aprile
tentarono di portarla al manicomio
nessuno potè strapparla da lì
e nessuno mai piu l’avrebbe separata dal mare"

E scusatemi se è poco!

mercoledì 9 novembre 2011

Paradise

Come ogni mattina si recò a comprare il giornale.
Andò al bar, prese il suo caffè e si accomodò al primo tavolino libero.
Tra un morso alla briosche e un sorso di bevanda nera, sfogliò le pagine fino ad arrivare alla sua rubrica preferita, quella dei necrologi.
Come un grifone, come un malato in attesa di trapianto, cercava nella morte degli altri, un modo per rinascere.
Certo, il defunto avrebbe dovuto avere caratteristiche specifiche, avere all'incirca la sua età, una posizione lavorativa congrua.
Ogni volta in cui qualcuno corrispondeva, si affrettava a fare ricerche più specifiche.
Capitava, a volte, che partecipasse al funerale per avere notizie più certe, spacciandosi per un amico di vecchia data, investigava tra i familiari più prossimi.
Del resto, ci sapeva fare e lo sapeva.
Fingere sensibilità non è così inumano se lo scopo è nobile.
E del resto, mica poteva sentirsi in colpa a causa di quella morte irriverente che aveva colpito quello anzichè lui.
Quando finalmente riusciva a venire a conoscenza dei dati che gli occorrevano, si presentava presso la società nella quale il defunto aveva prestato la sua opera fino alla sua dipartita, armato di curriculum e del miglior sorriso, con la speranza di occupare quel posto di lavoro divenuto fatalmente libero.
E che lui, con tutto il cuore, avrebbe onorato, fino al decesso o alla pensione.





martedì 8 novembre 2011

Miserere



Scusatemi ma non sono in vena




(disse la siringa ai tossici!)


lunedì 7 novembre 2011

Respect

Ti alzi al mattino e nulla fa presagire al futuro.
Magari le nuvole nere potevano essere un indizio utile, ma tu pensi che il cielo e te non abbiate molto in comune, quindi l'osservi senza prestarci molta attenzione.
Così, come tutti i giorni, ti rechi in quello che credi essere il tuo posto di lavoro, salvo poi scoprire che non lo è più.
Non avendo propriamente un contratto a norma col tuo datore, e non avendo neanche a portata di mano la sua faccia per sferrargli un cartone sul muso, insacchi e te ne vai, consapevole di aver fatto bene il tuo lavoro e di averlo in qualche modo, sprecato con la persona sbagliata.
E quello che ti fa più incazzare è sapere che gente così, avrà sempre la meglio sulle persone che agiscono con correttezza e rispettano gli accordi, siano anche solo verbali.
Quindi si ricomincia, ci si rimette in gioco, si tirano fuori le unghie e le palle (le mie ormai hanno l'orchite) e ci si ributta nella mischia tra i cercatori d'oro.
Il lavoro come il Klondike.
Cerco la mia numero uno.


giovedì 3 novembre 2011

I wanna hear it from your leaps

Cara Tarsilla,
ti scrivo soltanto perchè per curare le piccole cicatrici del cuore, devi prima liberarlo dai pesi superfli.
Come i peli a ben vedere.
Mi sarei aspettata meno ipocrisia da parte tua e che, nell'eventualità di scazzi cosmici tra noi, mi avresti affrontata, magari fanculizzandoci, ma chiarendo ogni situazione di apparente disagio.
Probabilmente ho male interpretato i termini della nostra amicizia.
Che poi, mi sto rendendo conto, sono i termini generali dei rapporti, che vedono andamenti lenti e pacifici finchè tutto va bene e tortuose e mostruose arrampicate lungo le pendici di grandi seghe mentali, quando le cose prendono una piega inopportuna.
Credo tu sappia quanto io odi i sospesi e quanto mi scervelli, nella mia piccola capacità, per trovare una risposta ad una domanda o un avvenimento di cui ignori l'esistenza, che possa giustificare il tuo disprezzo, ma ti dirò, a questo giro farò un'eccezione.
Continuerò a restare nell'ignoranza di una ragione che non conosco e che, tutto sommato, poco m'interessa giunte a questo punto.
Ti ringrazio per gli anni che hai voluto regalarmi.
Io me li tengo giacchè neppure quando ho lasciato qualche fidanzato, ho mai restituito nulla.
Sai, l'ho sempre reputata una cosa di cattivo gusto.

Alcina







mercoledì 2 novembre 2011

Mille lire al mese

Essendo in modalità sognatrice con un'ambizione fuori misura, m'immagino monarca imperiale per una settimana.
Lunedì: buttare fuori con sonori calci in culo tutti i politici presenti sul mercato, spedirli in miniera o in fiat o meglio ancora, in Ilva a fare i turni e  lavorare davvero.
Martedì, procedere all'individuazione di una nuova classe politica, predisporre affinchè i soggetti, rigorosamente preparati per il dicastero prescelto, possano lavorare serenamente, percependo lo stesso stipendio preso per svolgere il proprio lavoro precedente. Nessun benefit, se non per viaggi di lavoro documentabili e rimborsabili solo dopo approvazione di supervisori che ne accertino la spesa. Una volta finito il mandato, se non rieletti, torneranno al posto di lavoro antecedente che sarà mantenuto in qualità di aspettativa. Le pensioni verranno erogate all'età che sarà predisposta dagli organi competenti, considerando la percentuale di usura al quale il lavoratore è stato sottoposto
Mercoledì, vendere ai paesi arabi le Maserati di La Russa ripristinando parte del deficit finanziario e dotare le forze dell'ordine delle auto blu col pieno di benzina.
Giovedì, incrementare le risorse e lo sviluppo per la ricerca di ogni tipo.
Venerdì, creare una città solo per i leghisti, autonoma ed indipendente e lasciare che si arrangino. Per entrare in Italia, avranno bisogno di avere un passaporto od equipollente. 
Sabato, rendere le esternalizzazioni non convenienti, ovvero l'azienda dovrà pagare gli esterni in maniera proporzionale agli interni, rendendola di fatto un costo aggiuntivo e non un mezzo vantaggioso economicamente.
Domenica, abdicare e tornare in modalità realista.




giovedì 27 ottobre 2011

Driving in my car

Il linguaggio dei segni è fondamentale anche per chi non ha problemi d'udito.
Se sei nella condizione di non farti capire attraverso le parole, hai a disposizione moltissime altre cose che ti danno la possibilità di renderlo fattibile.
Con tutto questo puoi svolgere qualsiasi attività nel silenzio più assoluto.
Perfino litigare.
Ecco come questo linguaggio universale, che non ha bisogno di traduzioni, può essere applicato nel quotidiano:
Personaggi e interpreti
- un tizio  testa di cazzo, pertanto da qui in poi tdc, che dalla corsia centrale vorrebbe insinuarsi su quella di destra
- amour che viaggia già di suo sulla corsia destra e che non si è minimamente  avveduta della presenza di tdc ed ha continuato per la sua strada
- mani, labiale, linguaggio del corpo ed espressioni del viso in ordine sparso.
Svolgimento
Tdc: riesce a spostare il mezzo tra le corsie mettendolo esattamente dietro quello di amour, ed intraprende il suo dialogo muto; mano aperta e leggermente rivolta in avanti, faccia rincagnita e lampi dagli occhi.
amour: mano chiusa a conchetta, pollice a chiudere sulle altre dita, movimento verticale del polso, labiale determinato
tdc: labiale altrettanto inconfutabile dito che picchietta la tempia destra.
amour: da vera contessa, terzo dito, uno a caso e ciao ciao con la manina.
tdc: esplosione della giugulare
amour: espressione vittoriosa e gaudente mentre gloriosamente prosegue verso la sua meta.





martedì 25 ottobre 2011

Losing my religion

"Se una sola persona ha un amico immaginario è pazzo.
Se più persone hanno lo stesso amico immaginario,  è religione!"

Questa è una frase che si può trovare su faccialibro; credo che giri da secoli, ma io me ne sono avveduta solo da poco.
E mi è piaciuta, perchè esprime in maniera sostanziale, quanto io pensi della religione in genere.
Non sto ad addentrarmi sul pensiero nello specifico, ci vorrebbe troppo tempo e oggi, proprio non ne ho, ma sono interessata a capire le ragioni che possano spingere una persona ad avere fede verso...
Ecco, verso cosa?
Chi?
Ma, soprattutto, perchè?



domenica 23 ottobre 2011

Me voy

"Guarda, ne sta arrivando un altro"
"Giovane questo, chissà che gli è successo"
"Aspettiamo che si adatti, poi glielo chiediamo"
"Ciao, ma io vi conosco"
"Beh eravamo famosi"
"Vero. Pensa che tristezza se ci avessero già dimenticato"
"Ma no, dai. E' ancora troppo presto. Comunque mi presento, io sono Amy"
"Io Steve"
"Ciao io sono Marco"
"Che ti è successo Marco?"
"Eeeh niente, sono scivolato durante le prove di una gara a trecentoallora."
"E ci credo che sei arrivato in un amen"
"Ma no, mi sarebbe pure andata bene se non avessi avuto la sfiga di essere investito da altri due"
"Mannaggia che sfortuna, mica come me che me la sono andata a cercare con un mix di alcool e droghe"
"A me è stato un cancro, anche se ora millantano che non mi sia curato a tempo debito e che quindi abbia le mie responsabilità"
"E ora? Che si fa qui?"
"Oh beh, io continuo a cantare, bere e drogarmi, tanto ormai non ho più niente da perdere, Steve segue gli aggiornamenti del suo impero e ogni tanto scuote la testa in senso di diniego. Tu puoi continuare a correre in moto, anche a cinquecento, seicento chilometri orari, tanto tutto quello che poteva succederti è già successo."
"Fighissimo e tutto il resto?"
"Quale resto?"
"I genitori, la fidanzata"
"Piangeranno, si chiederanno perchè tu. Prima o poi elaboreranno il lutto e andranno avanti"
"E gli amici?"
"Continueranno a mettere commenti nella tua pagina facebook"

Riposate in pace, se potete

sabato 22 ottobre 2011

Danza Kuduro

Odio fare la casalinga, odio cucinare, pulire, scopare (dipende).
Per renderlo meno grave, m'infilo gli auricolari, faccio partire la musica a palla nelle orecchie e canto.
Oppure ballo.
Ho pulito i CD cantando "l'apparenza" di Battisti che questa canzone mi stimola le sinapsi con le sue parole e c'ha sempre un suo perchè.
Arrivata al microonde coinvolta da "danza kuduro", ha preso il sopravvento la parte ballerina che c'è in me e con lo straccio che si sollevava al ritmo di "las manos arriba" ho improvvisato una coreografia pulitoira da paura.
Talmente da panico che la gatta di casa è scappata mentre gli altri due, previdenti, erano già corsi ad imboscarsi.
E se non mi vergognassi come sempre mi capita quando riprendo possesso delle mie facoltà mentali (vabbè, Mononeurone, fa quello che può) ci sarebbe scappato un video.
Che sciura Amore che balla in pigiama e con lo straccetto in mano, non ve la potete neppure immaginare.
Per vostra fortuna! 


giovedì 20 ottobre 2011

Il carrozzone

Certo è che le immagini trucide di gente che ammazza assassini seriali mi disturbano.
Chi uccide in genere, mi disturba.
Meglio ancora, rendere pubbliche le immagini di un assassinio mi disturba.
Perchè sicuramente la gente della Libia ne avrà avuto abbastanza di quarant'anni  di  dittatura e torture e storture, ma la morte è un fatto privato.
Non voglio vedere immagini di un corpo devastato dall'ira.
Posso comprenderlo, ma non capisco quale efficacia possa trarne renderle pubbliche.
E' che negli omicidi autorizzati s'insinua quella sorta di voyeurismo che tende a rendere l'avvenimento credibile.
Come per i condannati a morte.
Le piazze si sono sempre riempite di guardoni.
In certi stati dell'america c'è chi farebbe carte false per assistere all'esecuzione di una pena capitale, pur non avendo subito personalmente nessuna ritorsione dal giustiziato.
E' che in fondo ci fa sentire onnipotenti.
Siamo capaci di dare la vita, ma siamo più bravi a toglierla.
Sarà una questione di tempi.
Probabilmente nove mesi o un attimo, fanno la differenza.

martedì 18 ottobre 2011

My name is Luca

Caro Luca,
se credessi nella beatificazione dei nomi e dei suoi portatori originali, oggi ti farei gli auguri.
Ma così non è e non sarà mai.
E dire che mi volevano badessa, ma non sapendo badare a sè stessi, non seppero cogliere la mia ribellione a tempo debito.
Ma non volevo parlare di me.
Ho saputo per vie ufficiose, che coronerai il tuo sogno d'amore eterno giurando che sarà per sempre, giacchè neanche la morte pare essere in grado di dividervi.
Del resto è normale che due giovani possano andare incontro alla conoscenza del confronto quotidiano oltre le soglie dell'opportuna convivenza ormai stretta e relegata al suo ruolo.
E poi, la cerimonia, i fiori, i regali, la casa.
Ci sarà tempo per entrare nello stantio, per combattere i luoghi comuni che accompagnano e segnano le coppie.
E' giusto crederci e tentare di cambiare, nonostante l'esperienze non riescano a rinnovarsi ed essere stelle in un firmamento immoto.
Vorrei augurarti felicità, ma non posso respingere il dolore di quelle cicatrici con le quali mi segnasti.
Resterò l'immobile figura retorica di sempre.
Resterai relegato nella tua insoddisfazione per sempre.

Erentrude






lunedì 17 ottobre 2011

Take on me

Sono diventata una riserva da cui attingere.
Questo post, l'ho trovato qui, qui, qui, qui, e qui con l'aggiuntina di quest'altro.
E mi limito a questi perchè mi sono saltati all'occhio, al naso e all'orecchio destro che il sinistro l'ho chiuso perchè non fosse anche lui costretto ad ascoltare gl'improperi che andavo pronunciando.
Ora, sono a conoscenza del fatto che una volta messe in rete, le parole diventino un dono e uno se ne possa servire come fosse al mercato del pesce, ma quello che mi disturba è attribuirsene il merito.
Ma non ti senti un emerito stronzo?
Non ti vergogni neppure un po' a far credere di avere tutta questa meravigliosa sensibilità che non è tua ma che qualcun altro ha costruito?
Sei come un virus.
Ma tu lo sai come ci si sente?
Come se ti avessero svaligiato la casa e ti avessero pisciato sul divano.
E spero che prima o poi capiti anche a te.
E non parlo di prenderti uno scritto.
Del resto mica produci, tu rubi!


domenica 16 ottobre 2011

Riders on the storm

Gettati sulla terra, vomitati sul mondo in cerca di qualcosa.
Dobbiamo piacere, piacerci,  lungo l'infinita linea di demarcazione del tempo.
Attrarre, sedurre, toglierci i peli dal naso, dalle ciglia, dal pube.
Conciliarci con il presente, col passato tra i rimorsi ed i rimpianti per non aver detto o aver detto troppo e fatto niente e tutto.
Sarebbe tutto semplice se non avessimo questo bisogno ingrato di compiacere gli altri, se avessimo la capacità reciproca di rivelare i pensieri, quelli ottenebrati da impellenze sempre più grandi e manifeste e bugiarde.
Siamo figli di una codardia che ci imprigiona e non ci lascia liberi di offrire libero spazio a liberi pensieri.
Perchè facciamo parte di questo mondo, perchè siamo persone perbene, le stesse che non si spingono più in là di un vaffanculo lanciato li, tra il serio e il faceto.
Ma sempre pronti a divorare la carogna del nostro nemico, non appena ci venga offerta.

mercoledì 12 ottobre 2011

Born to be alive

Di fronte alla morte, non trovo mai parole da offrire a chi soffre.
Perchè il dolore è quello di chi resta, di chi contiene il pensiero per non dimenticare qualcuno che è stato importante.
Eppure è così che avviene.
Con la morte non c'è mai dimestichezza  nè plausibili giustificazioni.
Arriva e ti prende.
Da quel momento in poi, le cose del mondo terreno smettono di appartenere a chi si abbandona all'ultimo respiro e tutti coloro che hanno condiviso i respiri che l'hanno preceduto vivono nel dolore, nel rammarico di non essere arrivati in tempo, di non aver potuto dire o dare.
E si cerca di far vivere il ricordo fino a quando il tempo non se lo porterà via.
Perchè la vita degli altri continua, con tutte le sue storture e i suoi casini.
Quello che resta è tutto quanto si è riusciti a dare.
A volte un profumo nell'aria, altre una foto, altre ancora una pagina web che non sarà mai più aggiornata.